I membri di Rondine durante un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - (fonte: Quirinale)

I membri di Rondine durante un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - (fonte: Quirinale)

Rondine Cittadella della Pace è un'iniziativa che riunisce ogni anno decine di ragazze e ragazzi provenienti da zone di conflitto e post-conflitto e che ora rappresenterà l'Italia all'Onu in occasione del settantesimo anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani"

31/10/2018 -  Aygun Garayeva

Rondine Cittadella della Pace sarà presente alle Nazioni Unite come testimone dell'eccellenza italiana nella risoluzione di conflitti.

L'esperienza di Rondine nella trasformazione creativa dei conflitti è stata scelta dalla Rappresentanza permanente italiana alla Nazioni Unite, in nome del ministro degli Affari Esteri italiano, per rappresentare l'Italia come "buona pratica" alle Nazioni Unite il prossimo 10 dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.  

L'associazione ha sperimentato tentativi di riconciliazione civile, di diplomazia dal basso e di educazione per la trasformazione creativa di conflitti in diversi contesti. Oggi, con l'incontro all'Onu, i membri di Rondine hanno una preziosa occasione per verificare se i metodi impiegati sino ad ora possono rappresentare uno strumento per l'azione delle Nazioni Unite nella diffusione della pace.

In occasione del settantesimo anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani", cent'anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, nel luogo costruito per promuovere la pacifica risoluzione delle dispute internazionali, per mantenere la pace e promuovere il rispetto dei diritti umani, i giovani membri di Rondine intendono lanciare la campagna "Leader for Peace" diretta a 193 stati membri alle Nazioni Unite per stabilire un nuovo punto di osservazione sul concetto di diritti umani.

È ormai da due decenni che si sperimenta il cosiddetto "Metodo Rondine" in questa ONLUS, dove circa 200 studenti provenienti da posti di conflitto o post-conflitto in tutto il mondo (Medio Oriente, Caucaso, Africa sub-sahariana, subcontinente indiano, Balcani e America) sono stati formati. Il metodo offre ai membri un'opportunità unica di sperimentare una vita di coabitazione con l'altro e l'ottenimento di un diploma accademico, accompagnato da un programma di formazione intensivo e innovativo all'interno del progetto "World House" di Rondine.

Gli studenti imparano come affrontare e gestire il conflitto tramite lo sviluppo di nuovi modelli relazionali e specifiche abilità, fino alla definizione di un nuovo modello di amministrazione e leadership. Sono i pionieri dei leader di riconciliazione, che scelgono il dialogo piuttosto che il discorso d'odio, il rifiuto, la discriminazione e la passività. Venire a Rondine significa avere il coraggio di far sentire la propria voce, di riflettere e di provare a fare un piccolo cambiamento che, con il tempo, può avere risonanza a un livello più alto e avere un impatto significativo nelle risoluzioni dei conflitti. Perciò, gli strumenti acquisiti attraverso quest'esperienza permettono di intervenire in vari contesti di conflitto e post-conflitto come agenti di cambiamento.

Le richieste che i giovani membri di Rondine presenteranno alle Nazioni Unite hanno lo scopo di formare i nuovi leader della pace globale, capaci di intervenire nei principali contesti di conflitti armati nel mondo per promuovere i valori della pace; di estendere l'insegnamento e l'educazione ai diritti umani nei sistemi nazionali di educazione, con l'integrazione delle sperimentazioni del Metodo Rondine; di donare borse di studio per la formazione di nuovi leader globali attraverso la sottrazione di una somma simbolica dal budget destinato alla difesa dello Stato.

Il 12 ottobre scorso la campagna "Leader for Peace" è stata presentata dalla delegazione di Rondine al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante un incontro al Quirinale. Rondine, allo stesso scopo, incontrerà Papa Francesco il prossimo 3 dicembre.


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