La notte delle case a Bucarest - foto di Francesca Gabbiadini

Si è da poco conclusa a Bucarest Noaptea Caselor#2, “La Notte delle Case”. Il 26 settembre alcuni cittadini hanno aperto le porte delle loro case da sera sino a mattina per promuovere l’arte e la cultura anticonformista della capitale rumena

29/09/2015 -  Francesca Gabbiadini

Noaptea Caselor è un circuito di spazi domestico-culturali, piccoli centri che per il resto dell’anno sono per lo più riservati a una stretta cerchia di amici, dove si raccolgono le idee più audaci, fra concerti, mostre fotografiche, poesie, teatro e performance multimediali.

Molti degli intellettuali che dalla fine della dittatura a oggi hanno cercato di creare progetti culturali di ampio respiro, e aperti al grande pubblico, si sono trovati di fronte un impenetrabile muro, un’autorità ostile e soprattutto apatica verso la società civile. In disaccordo, gli artisti di Bucarest hanno iniziato a rifugiarsi nei propri spazi privati, continuando imperterriti a coltivare lo spirito creativo di una comunità assetata di riscatto e che mai durante gli anni si è arresa all’impossibilità di potersi esprimere liberamente.

Ognuna di queste piccole, ma forti, realtà formano una rete di giovani cittadini attivi, impiegati a colmare un vuoto lasciato dalle istituzioni. “La Notte delle Case” si prefigge l’obiettivo di creare un ponte fra queste comunità. E dunque eccoci alla sua seconda edizione, fra le vie di una Bucarest poco conosciuta, o volutamente ignorata, e tra le mura dei tre appartamenti più interessanti.

Grădina Sticalilor

Grădina Sticalilor, foto di Iulia Nastase

Nata nel 2008 in Vasile Lascăr 36, nel cuore di Bucarest, Grădina Sticalilor (“Il giardino di vetro”) ha cominciato a ospitare laboratori di pittura, scultura, ceramica e design. Con gli anni questo grazioso giardino si è trasformato in uno spazio espositivo e di dialogo fra gli artigiani e i suoi instancabili fruitori, lontano dalla logica consumistica per trovare una simbiosi fra arti e mestieri. Allontanandosi dalla produzione di massa dunque, Grădina ripropone il concetto di riciclaggio e riutilizzo.

Appena arrivati, il giardino della villetta accoglie i suoi visitatori con giochi di interminabili lampadine e candele che creano un’atmosfera calda e accogliente. Seguendo le luci, si arriva dritti dritti al bar fornito di cocktail e dell’immancabile birra rumena Ursus. Appena gli occhi si saranno abituati, sarà semplice scovare i tavolini e le amache nascoste fra le foglie di vite. Poco prima dell’entrata, un piccolo laboratorio del vetro: riscaldandovi davanti al fuoco, potrete ammirare gli artigiani al lavoro che divertiti lasciano provare ai loro ospiti la nobile e affascinante arte del vetro soffiato. Dentro la villetta invece, fra l’accogliente legno dello scarno arredamento, un’esposizione di opere create con il vetro, accompagnata dalle note di un mandolino, suonato da due artisti nella penombra dell’ultima stanza.

Carol 53

Carol 53 - foto di Francesca Gabbiadini

Dopo tre anni di intensa attività, dal marzo di quest’anno Carol 53, in via Carol I al numero 54, si reinventa come casa di co-working, fornendo parte del proprio spazio a individui o gruppi di persone che vogliono sviluppare progetti a impatto socio-culturale in città. Oggi lavorano una quindicina di persone circa, specializzate in materia di architettura, arti decorative, artigianato, ecologia e serigrafia.

Vicinissima a Piazza Università, questa villetta rimane aperta per tutto l’anno offrendo ai suoi visitatori suggestivi concerti nel suo semplice ma confortevole piano interrato. Per la serata di Noaptea Caselor, la casa ha proposto nel suo cortile interno una serie di cortometraggi giapponesi proiettati sul lato dell’edificio di fronte. La pioggia autunnale ha costretto gli organizzatori a fermare le proiezioni, ma nessuna paura: Carol 53 offre molto più di questo. Al suo primo piano, nel bellissimo salone interno, una ricercatissima esposizione serigrafica accompagnata da psichedelici quadri colorati e fotografie della città.

Elisabeta

Appartamento Elisabeta, foto dalla loro pagina Facebook

La storia di Elisabeta è diversa da tutte le altre casa sino ad ora presentate. Si tratta difatti di un appartamento occupato all’ultimo piano dell’edificio in via Elisabeta 37, una casa di oltre 100 anni che possiede, almeno sulla carta, ben 7 proprietari ai quali non importa assolutamente nulla.

Dal 2013 lo spazio viene occupato da un gruppo di designer e illustratori che pian piano iniziano a rivitalizzare il luogo e abitarlo durante il giorno trasformandolo nel proprio ufficio. Le mura e le opere illustrative disseminate fra l’appartamento sono perfettamente incorniciate dai murales che modellano le pareti e le forme delle stanze. Particolarmente suggestiva è la saletta sulla destra, appena entrati, che propone ai gentili spettatori il dj set della casa, fra birra, patatine e sigarette.


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