Casa bianca - Colin Dewar/Shutterstock

Casa bianca - Colin Dewar/Shutterstock

Malgrado legami storici forti, le relazioni tra Slovenia e Stati Uniti rimangono piuttosto freddi. Da otto anni nessun primo ministro o presidente sloveno viene invitato ufficialmente alla Casa bianca, al Pentagono o al Dipartimento di stato

18/12/2018 -  Charles Nonne

(Pubblicato originariamente da Courrier des Balkans il 17 dicembre 2018)

L'ultimo incontro americano-sloveno di alto livello risale alla visita dell'allora primo ministro Borut Pahor alla Casa bianca nel 2011. Una visita che concluse il periodo di euforia atlantista degli anni 2000, segnato dall'incontro tra Bush e Putin a Lubiana nel 2001 e dall'entrata della Slovenia nella Nato nel 2004. Nel 2008 il Dipartimento di stato Usa mandò le proprie raccomandazioni alla Slovenia in merito all'indipendenza del Kosovo, proprio mentre Lubiana era alla presidenza dell'Ue.

Da allora le relazioni si sono notevolmente raffreddate. Per l'ex diplomatico sloveno Jožef Kunič, intervistato da siol.net , “è ora proprio arrivato il tempo che avvenga una visita [slovena di alto livello a Washinghton, ndr]". La diplomazia slovena ha una tradizionale simpatia nei confronti della causa palestinese, ha espresso il proprio sostegno all'indipendenza del Sahara occidentale e conserva amicizie pro-russe, soprattutto in questi ultimi 6 anni sotto la guida del russofilo Karl Erjavec al ministero degli Esteri, ministro tra il 2012 e il 2018.

Un sondaggio realizzato nel 2014 dall'Istituto Gallup piazzava la Slovenia tra i paesi al mondo meno soddisfatti della leadership americana ed il miglioramento delle relazioni che era stato previsto con l'arrivo alla casa bianca di una First Lady slovena resta ancor tutto da valutare.

Ciononostante negli ultimi anni si è notato un aumento degli incontri bilaterali: il senatore John McCain ha fatto visita alla Slovenia nell'aprile 2017, seguito dal Segretario della difesa degli Stati Uniti d'America Jim Mattis un anno dopo. La settimana scorsa è stata la volta del ministro degli Esteri sloveno Miro Cerar di recarsi a Washington dove ha incontrato due membri del Congresso americano di origini slovene, il repubblicano Paul Gosar (Arizona) e la senatrice democratica Amy Klobuchar (Minnesota), con la quale ha fondato il “club dell'amicizia slovena”.

Cerar è infine stato ricevuto dal Segretario di stato Mike Pompeo e da John Bolton, consigliere del presidente Trump sulla sicurezza, per discutere delle relazioni tra Serbia e Kosovo. “Ho molto apprezzato il suo punto di vista sulla situazione”, ha dichiarato Bolton alla fine dell'incontro.

“La nostra politica estera deve essere equilibrata”, ha spiegato Miro Cerar a margine degli incontri. “La Slovenia è rivolta alle esportazioni, desidera accogliere investimenti esteri e deve rimanere aperta anche oltre alle frontiere europee. È questo lo scopo della mia visita”. Anche il contenzioso sul Golfo di Pirano sarebbe stato all'ordine del giorno dell'incontro.

Oltre ad una cooperazione militare, i due paesi sono legati da numerosi legami commerciali e culturali. La camera di commercio sloveno-americana (AmCham) è particolarmente influente a Lubiana. Sono 300.000 le persone che vivono negli Stati Uniti e che si definiscono sloveni.


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