Dua Lipa durante una performance, Justin Higuchi/flickr

Dua Lipa durante una performance nel 2017, Justin Higuchi/flickr

Festival musicali ed eventi culturali: l'estate in Kosovo è stata piena di iniziative per far conoscere il paese oltre confine e dare nuovi stimoli alla sua giovane popolazione, che resta però ancora isolata dal resto d’Europa

03/09/2018 -  Majlinda Aliu Pristina

La società kosovara è travolta da scandali politici, corruzione, disoccupazione e – probabilmente la cosa più fastidiosa – è isolata dal resto dell’Europa, lasciando ai kosovari, anche conosciuti come "la popolazione più giovane d’Europa", un inevitabile senso di depressione. Ad ogni modo, come nel resto dei Balcani del resto, anche in Kosovo nessuno si aspetta alcun tipo di compassione da parte della classe politica nei confronti dello scoramento dei cittadini.

I kosovari si sentono sollevati solo quando artisti e cantanti di fama mondiale decidono di venire e regalare loro un momento speciale e, da questo punto di vista, il Kosovo è abbastanza fortunato, perché alcuni dei "suoi" ragazzi e delle "sue" ragazze sono attualmente in testa alle classifiche di vendita mondiali. Se i politici sembrano non essere troppo preoccupati dei sentimenti della gente, lo stesso non si può dire della comunità artistica.

“Sunny Hill Festival”, Pristina

Proprio di fronte al Grand Hotel, tipico edificio grigio dell'era socialista, un’enorme manifesto ricorda il festival di musica che ha vivacizzato l'estate di Pristina. Due dei tre artisti che si sono esibiti al “Sunny Hill Festival” di Pristina hanno origini kosovaro-albanesi: Dua Lipa, la cantante pop inglese e Action Bronson, il famoso rapper di New York. Entrambi hanno deciso di partecipare al festival per intrattenere migliaia di persone in Kosovo.

E' stato proprio il padre di Dua Lipa, Dukagjin Lipa, a dare vita a questo grande festival in Kosovo perché voleva, parole sue, "inserire il paese sulla mappa del mondo, non solo come una storia di conflitto e scandali politici", e per "mostrare a tutti che la gioventù del Kosovo può essere talentuosa e ispirata come quella degli altri paesi europei". L’esempio perfetto è sua figlia: grazie a canzoni come "New rules" e "One kiss", in questi ultimi anni Dua è riuscita a guadagnare fama a livello globale.

“Vogliamo mostrare al mondo un’immagine diversa del Kosovo”, ha raccontato Dukagjin al Guardian: in effetti il ‘Sunny Hill Festival’ ha dimostrato che la società kosovara abbraccia valori culturali occidentali. Il festival è iniziato con Dua Lipa e ha incluso molti altri artisti famosi che hanno fatto divertire il pubblico, al parco Germia, culminando sul finale con uno dei migliori dj del mondo, Martin Garrix, che ha scosso migliaia di giovani sia kosovari che dei paesi vicini e oltre.

Molte persone che hanno usato l’hashtag "Sunny Hill Festival" hanno descritto l’evento come un momento indimenticabile delle loro vita. “E' pazzesco avere questo tipo di atmosfera qui”, ha scritto Rozafa Maliqi, 24 anni, partecipante del festival.

“Questa volta, per la mia città”, ha scritto Dua Lipa in un tweet prima di salire sul palco. “Con il vostro aiuto riusciamo a fare grandi cose ed avere successo in tutto il mondo”, ha detto in albanese (la sua lingua madre), durante l’esibizione.

“Vivi la tua vita” e “Sei pronto per il progresso?” - questi sono stati gli slogan del festival. Il "Sunny Hill Festival" è stato solo uno dei tre grandi eventi culturali che si sono svolti in Kosovo durante lo stesso mese.

“Dokufest”, Prizren

E mentre alcuni giovani kosovari sono riusciti a scalare le classifiche mondiali, cantando anche all’evento di chiusura dei Mondiali di calcio, altri artisti fanno notizia tra i media internazionali, grazie ad un film festival molto anticonvenzionale, ma di grande successo.

Il festival internazionale di documentari e cortometraggi "Dokufest", alla sua 17° edizione, si è svolto nella parte vecchia della città di Prizren. Il festival è stato organizzato per la prima volta nel 2002, in un luogo del tutto privo di infrastrutture, ma con risultati che sono andati oltre ogni previsione. È stato ideato e avviato da un piccolo gruppo di amici che credevano in questa grande idea. Ed è diventato davvero grande: è partito con 20 documentari e oggi, 17 anni dopo, si contano 260 film in programma. L’impatto del festival è molto grande, in quanto porta in Kosovo registi, persone dell’industria cinematografica e amanti dell’arte provenienti da diversi paesi.

Il "Dokufest" è diventato un punto d’incontro non solo tra appassionati di tutti i Balcani, ma anche per la diaspora kosovara. “Dal momento che non possiamo più viaggiare nel mondo, portiamo il mondo qui”, racconta Nita Deda, la direttrice del festival, aggiungendo che, attraverso i film che i registi portano, si comunica e si vive quanto sta succedendo fuori dai confini. Inoltre, le tensioni politiche tra Kosovo e Serbia non hanno bloccato l’arrivo dei registi serbi a Prizren, venuti a presentare i loro film. “Il ‘Dokufest’ fa per noi quello che la politica non riesce a fare, perché questi tipi di festival aiutano ad aprire canali di comunicazione,” sottolinea Deda.

Julian Mährlein, fotografo tedesco, quest’anno è stato ospite speciale di ‘DokuPhoto’. Ha inaugurato una mostra che comprende una serie di ritratti di giovani kosovari: il suo intento è quello di reindirizzare il travisamento di una generazione fraintesa.

Attraverso precedenti visite in Kosovo e ad amici della regione, Julian nota che il conflitto interiore più forte che i giovani hanno è dato dal vivere in uno stato di limbo, dovuto al fatto che non sono liberi di viaggiare. “Magari attraverso la fotografia si potrebbe dare una mano ai giovani kosovari, dare loro la possibilità di fare uno stage oppure uno spazio dove possono mostrare la loro identità alla società europea, che conosce così poco del potenziale della nazione più giovane d’Europa”, scrive su Kosovo 2.0 .

“Pristina Film Festival”

Un altro festival che ha raggiunto la sua 10° edizione, è il "Pristina Film Festival", che si è svolto dal 17 al 22 luglio. Quest’iniziativa è stata percepita come un bisogno, quando il paese iniziava a costruire le proprie istituzioni, avviandosi verso l’indipendenza.

Le scuole di cinema stavano producendo registi e la comunità cinematografica si stava ampliando. “Dopo la dichiarazione di indipendenza, nel 2008, abbiamo pensato che era il momento perfetto per avviare un vero e proprio film festival internazionale”, dice il direttore di "PriFest", Vjosa Berisha.

A dieci anni dalla sua prima edizione, il "PriFest" ha realizzato un evento cinematografico importante, che ha contribuito alla nascita di una piccola industria cinematografica in Kosovo. I Balcani sono il focus principale di questa rassegna, ma non l’unico. Quasi ogni anno sono stati proiettati film serbi, talvolta anche premiati. Inoltre, al "PriFest" sono stati proiettati film provenienti da Paesi che non riconoscono il Kosovo: come il mediometraggio tunisino "My shoes", che ha vinto il premio di Miglior Film ed ha ricevuto un’ampia copertura dalla stampa tunisina.

La stessa cosa è successa con i film bosniaci, o spagnoli, ha detto Berisha. “Crediamo che i film festival siano luoghi dove le culture si incontrano, dove collaborazione e amicizie cominciano", ha aggiunto.

Ogni anno, il "Pristina Film Festival" è riuscito a portare alcuni nomi prestigiosi del mondo del cinema nella capitale kosovara. Tra questi c’erano Vanessa Redgrave, Stephen Frears e Paul Haggis. “Questi ospiti sono veramente importanti e giocano un ruolo importante a livello internazionale nel promuovere non solo il festival, ma anche il Kosovo,” continua Vjosa Berisha. Su scala internazionale, le loro opinioni contano probabilmente più di qualsiasi risoluzione o iniziativa politica.

L’ospite d’onore di quest’anno è stata la star hollywoodiana Vanessa Redgrave, che ha lanciato un appello alla comunità internazionale per l’abolizione del regime dei visti per i kosovari. Un appello che è valso molto di più di mille sollecitazioni e annunci televisivi da parte dell’arena politica.


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