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Ambiente in Serbia: tra bombe, taglio di legna e caccia a specie protette

Presentati i risultati di una ricerca sulle conseguenze dei bombardamenti NATO nel parco naturale di Fruska gora. Ed il presidente del Movimento ecologista di Novi Sad esorta a considerare anche i risultati disastrosi del taglio indiscriminato di legna.

"Il parco nazionale Fruska gora è uno dei luoghi della Jugoslavia dove più pesantemente si sono fatte sentire le conseguenze dei bombardamenti della NATO". Lo ha affermato il biologo Vida Stojsic durante la presentazione del materiale elaborato in due anni di ricerca sull'area. L'incontro è stato organizzato dall'Istituzione per la Protezione della Serbia e dal Movimento ecologista di Novi Sad.
Stojsic ha spiegato come 10.000 dei 25.000 ettari del parco hanno subito gravi danni, in 13 di questi la flora e la fauna sono state completamente distrutte. I luoghi più colpiti sono: Iriski venac, Paragono, Crveni cot, Duboca, Ravne e Kraljeve stolice. Nonostante questo non sono stati rilevati agenti inquinanti nelle diverse piantagioni, in particolare di alberi da frutto, analizzate.
Il parco di Fruska gora si sviluppa attorno ad una catena collinare che si distende da est a ovest, per circa 80 km, nella pianura pannonica. Caratteristica del parco le folte foreste di tigli, tra le più estese in Europa.
A questo proposito il presidente del Movimento ecologista di Novi Sad ha tenuto a precisare che in questi anni grande danno al parco è stato causato non solo dai bombardamenti della NATO ma anche dal taglio indiscriminato del legname (18.03.02, Danas).
E' recente anche la denuncia fatta dall'associazione serba dei cacciatori: negli ultimi tre mesi sarebbero state esportate illegalmente dalla Serbia 8.953,5 tonnellate di carne surgelata di volatili, la maggior parte dei quali apparteneva a specie protette.
L'associazione dei cacciatori serbi ha anche chiarito come i contrabbandieri riescono ad oltrepassare i controlli delle dogane indenni: i pacchetti di carne surgelata sono pieni di carne di specie protette tranne in superficie dove vengono lasciate specie che invece è permesso cacciare. Secondo i cacciatori le ditte colpevoli di questo commercio illegale sono la "Lube-Yu" con sede a Sombor e la "Erik - Mir" di Bac (20.03.03, Danas).

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