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Macedonia: reportage dell'IWPR sui 'Leoni' di Boskovski

Il Ministro degli Interni della Macedonia Ljubo Boskovski ha dichiarato che "il 26 settembre le forze della Nato devono lasciare il paese, perché hanno concluso la loro missione''. ''Per la sicurezza degli osservatori civili dell'Osce e dell'Ue che dovranno monitorare il processo di pace - ha infatti aggiunto - le forze macedoni possono bastare". Ma di quali forze macedoni parla il ministro? Sempre più nel paese si discute sulla comparsa di forze paramilitari macedoni, i cosiddetti "Leoni", dietro i quali ci sarebbe proprio Boskovski. Sul tema è da poco on line anche un reportage dell'Institute for War and Peace Reporting. Lo stesso Craig Johns, capo della missione di OSCE a Skopje, ha riconosciuto la presenza di queste forze paramilitari, che sollevano critiche e sospetti dalla stessa opposizione macedone. Si teme infatti che il governo possa usare i "Leoni" non solo contro la guerriglia albanese, ma anche per intimidire gli avversari politici in vista delle prossime elezioni di gennaio. Nel maggiore italiano dei carabinieri Francesco Atzeni ha annunciato ufficialmente la conclusione della seconda fase della missione Nato in Macedonia, con la raccolta di oltre il 66 per cento dell'arsenale concordato con la guerriglia albanese (che però molti analisti stimano alquanto inferiore all'arsenale complessivo a sua disposizione). Adesso inizieranno i lavori della Commissione affari costituzionali del parlamento macedone per l'approvazione dei testi degli emendamenti costituzionali contenuti nel piano di pace. Nel frattempo, la Nato non potrà riprendere il disarmo dell'ex-UCK.

Vent'anni fa, nel dicembre 1989, i cittadini della città romena di Timişoara dettero il via alla rivoluzione che rovesciò il regime di Ceausescu. Le voci di Ioan Savu, leader di quella protesta e di Miodrag Milin, primo a raccogliere le testimonianze dei rivoluzionari. Un videoreportage di Davide Sighele e Francesco Martino [Romania, 2009]
Filosofo, dissidente negli anni del regime. Zhelyu Zhelev è il primo presidente democraticamente eletto in Bulgaria dopo il crollo del Muro. Una videointervista [Bulgaria, 2009]
Nel 1989 Fatos Lubonja, tra i più conosciuti intellettuali albanesi, era in carcere, come prigioniero politico. Ha vissuto lì le prime notizie su quanto stava accadendo nell'Europa dell'Est. Una video-intervista [Italia, 2009]
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