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Alla ricerca della stabilità: la Macedonia nella prima metà degli anni '90

Alla ricerca della stabilità: la Macedonia nella prima metà degli anni '90

Nascita dell'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. Problemi di state building e nation building del nuovo attore internazionale. Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Di Edon Qesari

La ricerca di una identità e il recupero delle sue radici risorgimentali. I passi verso un'indipendenza non solo economico-politica, bensì culturale e storica. Con queste tematiche gli oppositori e sostenitori dello Stato macedone cercarono di ritagliarsi uno spazio nel nuovo scenario politico.

La dichiarazione d'indipendenza dell'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia costituisce un caso unico nel lungo e bellicoso processo secessionistico che seguì la caduta del regime comunista di Belgrado. Da una parte, il giovane Stato balcanico non dovette affrontare un conflitto armato con la Serbia di Miloševič. Dall'altra però, le reticenze storiche, etniche ed economiche dei Paesi confinanti non fecero che peggiorare una situazione interna già instabile.

Questa tesi di laurea cerca di analizzare i primi anni del difficile processo di State-building della Macedonia, evidenziando la necessità di un lavoro parallelo di Nation-building.

Il riconoscimento internazionale della Repubblica è stato lungo e travagliato. Se Belgrado, pur non accettando il nuovo Stato, ammise l'esistenza di una distinta nazionalità macedone, la Bulgaria fece l'opposto, mandando quasi subito un ambasciatore a Skopje, ma rifiutando poi per anni di riconoscere i Macedoni come Nazione a sé stante. Ulteriori problemi si verificarono con l'Albania - Tirana rimane una tribuna ufficiale per i partiti macedoni d'etnia albanese - e con la Grecia. Gli scontri con quest'ultima costarono a Skopje l'invito d'adesione alla NATO.

Ovviamente sono problematiche complesse. Andando oltre ad una semplice trattazione politologica, questa tesi cerca di risalire alle radici della questione attraverso un'analisi storica che pone l'accento sui secolari scontri avvenuti in terra macedone fra le diverse minoranze (serba, bulgara, greca e albanese).

Con la nascita dell'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia - in seguito ai risultati del referendum tenutosi il 9 settembre 1991- vennero a galla una serie di nuovi e vecchi problemi. Non fu solo il rapporto diplomatico con gli Stati contigui o il processo d'integrazione euro-atlantico a preoccupare i policy makers di Skopje. L'esplosione delle rivendicazioni albanesi e la presenza di altre minoranze etniche, non fece che accelerare la spinta verso la costruzione di uno Stato dichiaratamente multietnico.

La tesi prende in esame gli anni dei governi socialdemocratici concludendo con un riferimento agli Accordi di Ochrid, passo decisivo verso la riappacificazione del Paese.

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