Commenti
per Elisabetta (parte2)
Martedì, 23 Ottobre 2007 16:25:02
js
ad ambasciate e consolati dati alle fiamme o a minacce di morte come è invece accaduto quasi ovunque nel mondo islamico. Il succo del mio pensiero sta qui: quello che io chiedo ai musulmani è semplicemente un minimo di reciprocità. Tolleranza verso i musulmani in Occidente deve significare anche tolleranza verso cristiani, ebrei e atei nel mondo islamico. Solo così potremo avere una speranza di pace del mondo, non sei d'accordo?
per elisabetta (parte1)
Martedì, 23 Ottobre 2007 16:20:52
js
Auguro tutto il bene possibile alle tue figlie, Elisabetta! E' giusto che tu le educhi come meglio credi e soprattutto che tu le faccia vivere nel modo più sereno possibile. Ma indirettamente hai risposto alle mie opinioni esattamente come mi aspettavo. Forse non te ne sei accorta, ma dicendo che tu sei "di origine cattolica ma atea" e tuo marito di "orgine musulmana ma atea" mi hai quasi dato ragione. Il punto è proprio questo. Chi è ateo spesso tende a vedere tutte le religioni allo stesso modo, oppure, più spesso, ad avere maggiore diffidenza della religione dalla quale discende la sua origine culturale, e che egli ha legittimamente rifiutato, rispetto a una religione proveniente da una cultura diversa. Il punto cruciale è proprio qui: la differenza principale tra il mondo di cultura cristiana e quello di cultura musulmana è che mentre il primo è ormai secolarizzato, il secondo non lo è per niente, oppure, se lo è, in minima quantità. Se tuo marito non fosse ateo, o non praticante, probabilmente avresti avuto molte più difficoltà ad andare d'accordo con lui. Quello che distingue i cristiani di oggi dai musulmani di oggi è la secolarizzazione: se nelle vignette - peraltro scandalose e di pessimo gusto - che hanno fatto infuriare i musulmani di mezzo mondo fosse stato raffigurato Gesù Cristo invece di Maometto (paragone oltretutto esagerato perchè Maometto per i musulmani è solo il Profeta, mentre Gesù per i cristiani è qualcosa di più), non avresti assistito ad amb
per joaquito (parte3)
Martedì, 23 Ottobre 2007 15:20:47
js
anche alcuni albanesi che erano dei bravissimi ragazzi, uno che si chiama Florian è addirittura mio amico! E se lo vuoi sapere ho anche un carissimo amico che è un bosniaco musulmano, si chiama Emir! Lo sai perchè andiamo d'accordo senza problemi? Perchè anche loro si sono resi conto che nella guerra della Jugoslavia abbiamo perso tutti, che le porcate sono state fatte da tutti!!!
per joaquito (parte2)
Martedì, 23 Ottobre 2007 15:19:53
js
e noi croati o i serbi sempre i cattivi, i bastardi, gli incivili, gli esaltati. Guarda che anche noi abbiamo avuto le nostre vittime, e anche parecchie! Questo atteggiamento di voler dare la colpa di tutto solo a una parte è assurdo! E poi come fai a dare sentenze sui Balcani se non sei mai stato in Serbia e solo una volta in Croazia? Come fai a dire che i montenegrini ti piacciono e i serbi no? Non lo sai che sono la stessa gente? Non lo sai che condividono la stessa storia, le stesse tradizioni, la stessa cultura, la stessa religione, le stesse battaglie contro gli invasori ottomani e nazisti? Come fai a dire che i serbi sono degli esaltati e gli albanesi, poverini, un esempio di civiltà? Ma tu la conosci la storia del popolo serbo? Secondo te è possibile dimenticare un genocidio come quello che hanno subito loro durante la Seconda Guerra Mondiale? Lo sai che oltre un milione di serbi è stato sterminato dagli ustaša croati, dai nazisti e dai musulmani bosniaci e albanesi tra il 1941 e il 1945? Lo sai che i turchi nella città di Niš costruirono una torre fatta con i teschi di 500 serbi? Lo sai che hanno dovuto subire 400 anni di soprusi e di violenze inenarrabili da parte degli invasori ottomani? E cosa ne sai che io non ho mai avuto a che fare con degli albanesi? Ne ho conosciuti a decine, e anche se la maggior parte di loro mi ha sempre fatto una pessima impressione non mi permetterei mai di dire che tutti gli albanesi sono degli esaltati. Anzi, ho conosciuto anche alcuni
per joaquito (parte1)
Martedì, 23 Ottobre 2007 15:19:07
js
Amico, tu sei libero di pensarla come vuoi, ma raramente ho sentito tante assurdità sulla realtà balcanica.. I musulmani in Bosnia erano le principali vittime??? Cosa sentono le mie orecchie! Ma stiamo scherzando?? Queste "vittime", come le chiami tu, sono proprio quelli che hanno iniziato a uccidere in Bosnia! Sono quelli che hanno iniziato la guerra! Hai capito o no che già nel 1970 Alija Izetbegovic parlava di "pace impossibile" tra Islam e istituzioni non islamiche? Lo sai o no che nel 1993 le tue "vittime" mi hanno bruciato la casa e hanno sgozzato alcuni dei miei parenti e tanti dei miei amici solo perchè eravamo croati? Ma cosa stai dicendo?? Loro le vittime??? Loro hanno la coscenza sporca come tutti gli altri, questa è la verita! Io non ho mai giustificato i crimini dei serbi o dei croati. Tu per favore non giustificarmi i crimini dei musulmani. Nella guerra civile jugoslava non esistono vittime solo da una parte e carnefici solo da una parte. E quello che mi fa andare in bestia è che se fortunatamente esistono tanti croati e tanti serbi che condannano senza appello i crimini commessi dalla loro parte, - e io sono uno di quelli, perchè per me Ante Gotovina, Janko Bobetko, Tihomir Blaškic e Ivica Rajic sono criminali, non un eroi! - è sempre rarissimo trovare un musulmano bosniaco o un albanese che abbia il coraggio di ammettere che anche loro hanno fatto delle porcate. E invece no, loro sono sempre le vittime, loro sono sempre i poverini, e noi croati o i serbi sempr
per js
Lunedì, 22 Ottobre 2007 18:07:05
Elisabetta Vanni
Anche tu puoi pensarla come vuoi, caro js.
E ne hai tutte le ragioni, visto il dolore che hai vissuto e che io non conosco.
Dico solo; peccato! Che dal tuo modo di vedere le cose non ci sia uno spiraglio positivo per il futuro ma solo chiusura. Lo dico, pensando alle mie figlie nate da me, di origine cattolica ma atea, e da loro padre, di origine musulmana ma ateo.
Se tutti la pensano come te la loro vita sarà difficilissima. Io non posso far altro che lottare per il contrario, per dare a loro un modo diverso di vedere, anzi concepire, il mondo che le circonda.
per js da joaquito parte 3
Sabato, 20 Ottobre 2007 02:39:42
Un'altra cosa: io non sono per nessun Grande Stato. Dico solo che se ci sono delle regioni a grande maggioranza (e nel caso del Kosovo è schiacciante) abitate da un certo popolo, se questo volesse riunirsi ai propri compatrioti, non gli si potrebbe dire nulla. E comunque gli Albanesi, checché tu ne parli, senza averli visti di persona come me, non lo vogliono! Diverso è il discorso delle regioni senza una grande maggioranza localizzata, come la Bosnia e la Macedonia. Lì nessuno ha il diritto di avanzare pretese sugli altri, e me e qualcun altro sembra che il fuoco alle polveri lo abbiano dato i serbi, visto che vanno a ricordarsi, e continuano a farlo, episodi di 65 o soprattutto 618 anni fa. Per 44 anni tutti si erano scordati tutto, tranne i serbi. L'Alto Adige? A parte che i sudtirolesi sono tra le minoranze meglio trattate in Europa (siamo in Italia mica in Serbia o Croazia), ma lì la proporzione è circa 50-50, qundi rimando alla Macedonia.
per js da joaquito parte 2
Venerdì, 19 Ottobre 2007 21:10:44
Gli Albanesi e i Macedoni (sì, anche loro!) sono stati invece di una gentilezza che non hai idea, arrivando a farci mangiare e dormire a casa loro: gente conosciuta così, per caso! Dulcis in fundo, in Croazia ci trattano malissimo, cercando di farci fessi in tutti i modi, come fregandosi 5 euro per 2 caffè e una bottiglia d'acqua, e maltrattandoci alla dogana, gli unici su 5 paesi visitati! Ho sempre "tifato" per loro e vengo ricambiato così. Conclusione? In Albania, Macedonia e Montenegro ci tornerò già per il ponte dei morti, in Croazia non ci andrò mai più e la Serbia mai mi ha visto e mai mi vedrà.
per js da joaquito
Venerdì, 19 Ottobre 2007 21:07:36
Non ti fai capace di come io possa avere simpatia per gli Albanesi e antipatia per i turchi perché commetti un errore: io non giudico un popolo in base alla sua religione, ma in base a ciò che fa. Se è per questo in Bosnia ho sempre "tifato" per i Musulmani, principali vittime, e in Croazia per i Croati. Da questo punto di vista abbiamo da imparare dagli Albanesi: professano tre religioni diverse, le stesse per le quali gli slavi a pochi chilometri da loro si sono massacrati. Eppure si sentono un unico popolo. Dici che mi hanno preso tutti in giro. Ho parlato con decine di persone: mi mentivano tutti? Evidentemente ho la faccia da fesso. Ma ho conosciuto anche serbi in vacanza in Macedonia. Vedessi la faccia che hanno fatto quando ho detto di provenire dall'Albania, e il contrario non è assolutamente avvenuto. Un ragazzo serbo ci ha provato con mia cugina: sai una delle prime frasi che le ha detto quale è stata? "Do you like serbian people?". E poco dopo "Do you have a condom???" Qualche giorno dopo, seduti allo stesso tavolo parlavano in serbocroato e ci nominavano continuamente ridendo. E sulle bancarelle in Macedonia puoi trovare le magliette di Superman con le quattro C cetniche al posto della S e la scritta "SuperSerbian", un articolo che evidentemente tra i turisti serbi tira. Non so se sono tutti così, ma l'impressione ha confermato la mia idea: sono degli esaltati. Ma chi si credono di essere?
per Joaquito (parte2)
Venerdì, 19 Ottobre 2007 15:42:46
js
non mi pare proprio felice per almeno due motivi. Prima di tutto perchè l'unità d'Italia è avvenuta in epoca neppure paragonabile a quella attuale, in cui al potere vi erano famiglie nobili e non rappresentanti eletti dal popolo. Inoltre, se si da per scontato che il criterio per cui si può strappare un territorio a un altro stato è quello della maggioranza etnica, allora l'Alto Adige dovrebbe essere ceduto all'Austria. Voglio ricordarti che il Kosovo è sempre appartenuto alla Serbia, e che gli albanesi sono diventati maggioranza nella regione soltanto nel corso del Novecento e grazie a una maggiore crescita demografica. Staccare il Kosovo dalla Serbia secondo questo criterio equivarrebbe a dire che, se per assurdo la minoranza slovena del Friuli dovesse avere un'improvvisa impennata demografica tale da farli diventare maggioranza, il Friuli dovrebbe essere ceduto alla Slovenia. Il che sarebbe assurdo, no? E lo stesso vale per tantissimi altri paesi. Non capisco perchè gli unici che devono pagare sempre e comunque sono i serbi. Tu mi parli di Kostunica, ma i kosovari non sono mica dei santi, questo deve essere chiaro. Tanto meno quando al potere c'è Agim Ceku, personaggio che è meglio non commentare neppure. Dal 1999 a oggi, in Kosovo sono stati uccisi centinaia di serbi e distrutti centinaia di chiese e monasteri ortodossi senza che l'ONU, la NATO, l'Unione Europea e gli Stati Uniti abbiano mosso un dito. Come possiamo dare il Kosovo in mano a gente come Agim Ceku o simili?
per Joaquito (parte1)
Venerdì, 19 Ottobre 2007 15:42:02
js
Dunque, ho letto la tua posizione sul Kosovo. Premettendo che non capisco come fai a essere contemporaneamente contro la Serbia e contro la Turchia, - o se preferisci contro la Turchia e a favore dell'Albania - ti consiglio caldamente di stare attento nel dare giudizi affrettati sugli albanesi sulla base di una vacanza. La società albanese ha degli aspetti parecchio singolari. Come forse saprai, in Albania e soprattutto in Kosovo, vige ancora la "legge" della vendetta di sangue, prevista dal Kanun di Skanderbeg. Bene, secondo un recente sondaggio, il 57% degli adolescenti albanesi avrebbe dichiarato di essere disposto a uccidere per questioni di "onore", proprio come dice il Kanun e come è successo due giorni fa nel tribunale di Reggio Emilia. A questo punto non oso pensare quale possa essere l'opinione dei non adolescenti. Inoltre, quando i kosovari ti dicono che non vogliono unirsi all'Albania perchè "è un paese troppo povero e arrestrato", ti stanno chiaramente prendendo in giro perchè tutto si può dire dell'Albania tranne che sia più povera e arretrata del Kosovo. E anche il discorso relativo agli albanesi della Macedonia mi sa tanto di ulteriore presa in giro perchè lo sanno anche i sassi che i guerriglieri dell'Aksh-Ana macedone e quelli dell'Uçk kosovaro sono due facce della stessa medaglia. Per quanto riguarda la Grande Albania, non capisco perchè questa avrebbe ragione d'esistere e la Grande Serbia no. Inoltre, il tuo paragone tra la Grande Albania e l'Italia non mi
per Elisabetta (parte3)
Venerdì, 19 Ottobre 2007 14:42:36
js
a Istanbul al povero Hrant Dink che denunciava il genocidio subito dal suo popolo; non esiste che Angela Merkel minacci gli Stati Uniti di ritorsioni per aver approvato una mozione che definisce genocidio la Shoah come è invece successo con Abdullah Gül sullo sterminio degli armeni; non esiste che una ragazza violentata venga uccisa dai suoi parenti perchè ha "disonorato" la famiglia; non esiste che un paese si candidi all'Unione Europea mentre contemporaneamente sta occupando militarmente un altro membro della suddetta UE (Cipro). E via dicendo. Insomma, a me questi non sembrano ragionamenti superficiali o intolleranti. Poi, visto che siamo in democrazia, tu puoi pensarla come vuoi, cara Elisabetta. Questo è solo il mio punto di vista.
per Elisabetta (parte2)
Venerdì, 19 Ottobre 2007 14:41:51
js
integrati nella nostra civiltà in modo pacifico, perchè sono all'opposto del concetto stesso di tolleranza. E quando giustamente dici che uno stato civile deve mettere al primo posto la "ragione" e non la "religione", converrai che la maggior parte degli stati nel mondo in cui la "religione" prevale sulla "ragione" sono proprio quelli in cui la fede dominante è quella musulmana. Infine, il terzo motivo per cui non posso essere d'accordo con te è, di nuovo, la Turchia. Se hai vissuto per più di un anno a Smirne (scusami, ma preferisco chiamarla così), certamente sarai venuta a contatto con molti aspetti della società turca. Tu dici giustamente che la Turchia fondata da Atatürk è uno stato laico, anche se adesso con uno come Gül al potere voglio vedere dove si va a finire. Le istituzioni della Turchia per molti versi sono sicuramente laiche, non si può negarlo. Ma ciò che rende la Turchia un paese estraneo all'Europa è la presenza al suo interno di numerosissime frange talmente estremiste che non hanno cittadinanza nella società occidentale. Mi spiego: non esiste che, oggi, in Europa persone che stampano copie del Corano vengano torturate e sgozzate come invece è accaduto in Turchia a quei poveri disgraziati che stampavano copie della Bibbia; non esiste che un imam venga assassinato dentro alla sua moschea come è capitato al prete italiano nella chiesa di Trebisonda; non esiste che un giornalista israeliano venga ucciso in strada perchè parla dell'Olocausto come è accaduto a Is
per Elisabetta (parte1)
Venerdì, 19 Ottobre 2007 14:22:42
js
Guarda Elisabetta, sono convinto che tu sia in buona fede in quello che dici. Ma non posso proprio essere d'accordo con te e, credimi, mi dispiace. Avere un mondo in cui tutte le culture e tutti i popoli vanno d'amore d'accordo sarebbe bellissimo, la cosa migliore che potrebbe capitarci. Purtroppo però la realtà spesso è diversa. E non posso essere d'accordo con te per una serie di motivi molto semplici e concreti. Prima di tutto perchè non posso dimenticare di aver perso casa, alcuni parenti e molti amici quando avevo solo 15 anni, a causa dei mujaheddin che assalirono la "mia" Travnik (che oggi è ormai ridotta a un califfato) nel 1993. Ti risparmio i particolari per consentirti di dormire la notte, ma ti dico che parecchi di quegli assassini dalla lunga barba non erano bosniaci. Tanti di loro erano turchi o arabi. E la colpa che veniva attribuita a noi croati era solo quella di essere cristiani. Il secondo motivo per cui non posso essere d'accordo con te è che per giudicare una cultura, in modo positivo o negativo, bisogna prima conoscerla. Non puoi dirmi che non leggi il Corano perchè la religione è una scelta personale e individuale. Se si vuole capire il problema del fondamentalismo islamico non si può non leggere il Libro Sacro dell'Islam. Noi dell'Occidente abbiamo tantissime colpe come ho già detto, ma anche loro ne hanno parecchie. La religione islamica ha alcuni aspetti sicuramente positivi e condivisibili, ma ve ne sono tanti altri che non potranno mai essere integ
per js da joaquito
Giovedì, 18 Ottobre 2007 12:26:19
non so perché ultimamente compaio come *** *** comunque mi firmo joaquito. Riguardo ai Balcani e in particolare a Serbi e Albanesi, ti rimando ai commenti da me scritti sull'articolo "una confederazione per il Kosovo" nella sezione Kosovo. Qui ti anticipo solo che quelle zone le ho visitate di persona più di una volta. Leggile e facci sapere.
per JS-2-
Giovedì, 18 Ottobre 2007 11:36:05
Elisabetta Vanni
Dobbiamo avere la forza di accettarlo e la tenacia di non smettere mai di essere autocritici verso noi stessi.
Solo così potremo creare qualcosa e non limitarci a distruggere.
Saluti.
per JS-1-
Giovedì, 18 Ottobre 2007 11:28:41
Elisabetta Vanni
Lo sai che la Turchia è uno stato laico?
Non mi dire di leggere il corano perché, per me , la religione è una scelta individuale e personale. Anche se lo sapessi a memoria non ne parlerei su un sito internet. Che ognuno dialoghi liberamente con la propria coscienza. Questo per me è civiltà!
Sono nata in uno stato che si dice laico, come l'Italia, dove il papa ha un peso politico e sociale che spesso traborda i confini.
Proprio tu che hai vissuto questo sulla tua pelle, dovresti lottare affinché una persona non sia giudicata per quello che è la sua fede ma per cosa fa.
Non va più di moda, lo so ,ma io sono convinta che affinchè uno stato si possa dire civile deve mettere al primo posto la "ragione" e non la religione.
Riguardo alle donne; io ho vissuto ad Izmir per più di un anno e le difficoltà che colpiscono le donne cambiano a seconda della classe sociale cui appartengono, proprio come in Italia.
Io conosco una donna che è menata quotidianamente dal marito ma non ha il coraggio di lasciarlo perchè avrebbe contro tutta la sua famiglia di origine, dato che sono sposati sacramente.
Vive nel nord Italia!
La storia dello stupro che racconti può essere accaduta solo nell'estremo est della Turchia che , giustamente, non è solo Istanbul, Ankara e Izmir.
Ed ecco la complessità di cui ti parlavo e che mi ha spinto a rispondere al tuo primo commento dove leggevo molto, troppo "generale" rancore per poterlo lasciare passare inosservato.
Ognuno di noi è un popolo, ognuno di n
per *** *** (parte3)
Mercoledì, 17 Ottobre 2007 11:52:58
js
nei Balcani? Perchè la Slovenia e la Croazia, vedendo vanificati i loro progressi economici e democratici dalla convivenza forzata con zone arretratissime come Serbia, Montenegro e Macedonia, decisero di optare per l'indipendenza, spaventate dalle misure autoritarie intraprese da Milosevic a partire dal 1989 contro gli albanesi del Kosovo. Ed ecco che siamo arrivati al nocciolo dell'intera questione jugoslava: il Kosovo. Perchè Milosevic usò il pugno di ferro già nel 1989? E' semplice, perchè il Kosovo, terra sacra per i serbi e per gli ortodossi in generale, era diventata una terra ormai invivibile per la popolazione serba. Gli albanesi, forti della loro crescita demografica, dopo essere diventati maggioranza nella regione esclusero da ogni ambito della vita civile e sociale kosovara i serbi, che si ritrovarono progressivamente "stranieri" in casa loro, costretti a subire violenze e soprusi nella terra in cui avevano versato il loro sangue contro i turchi per salvare non solo il loro popolo, ma addirittura tutta l'Europa dall'invasione ottomana. Con questa lunga spiegazione, intendo dire una cosa semplice alla fin fine: i serbi hanno certamente commesso gravissimi crimini negli anni Novanta, penso in particolare a Vukovar e Srebrenica, ma non li si può ritenere gli unici responsabili di quello che è successo. E tanto meno metterli sullo stesso piano della Turchia. E infatti Tadic andò a Srebrenica proprio per condannare i crimini commessi.
per *** *** (parte2)
Mercoledì, 17 Ottobre 2007 11:51:38
js
tra i popoli della Jugoslavija furono le premesse che spedirono Izetbegovic in prigione negli anni successivi. E indovina un po' nel 1990 cosa combina? Ripubblica la "Dichiarazione islamica"! A riprova che Izetbegovic stesso era il primo a volere la guerra. E questo è dimostrato anche dal fatto che ancor prima che la guerra scoppiasse, in Bosnia vi erano già numerose infiltrazioni di mujaheddin turchi e arabi. Non solo. Bisogna ricordare due aspetti fondamentali del calderone bosniaco: il primo è che volendo una Bosnia-Erzegovina indipendente e "unita" sotto il suo comando, Izetbegovic dimostrava di infischiarsene bellamente del fatto che più della metà della popolazione bosniaca fosse cristiana, e per oltre un milione di serbi che vivevano in Bosnia, dopo 400 anni di dominazione turca, non doveva essere una gran bella prospettiva quella di ritrovarsi a vivere sotto un governo guidato da un uomo palesemente colluso con il fondamentalismo islamico. Il secondo aspetto assolutamente da non trascurare è che quando i serbi decisero a loro volta di staccarsi dalla Bosnia-Erzegovina, i primi che iniziarono ad uccidere persone furono proprio i musulmani (ricordo gli attentati nei bar serbi e soprattutto l'assassinio a Sarajevo del serbo Nikola Gardovic durante un matrimonio ortodosso). Si potrebbe tuttavia contestare il fatto che nel 1992 la Jugoslavija era già in fiamme da tempo. Verissimo, ma allora torniamo all'inizio della crisi. Perchè c'è stata una guerra così violenta nei Balc
per *** *** (parte1)
Mercoledì, 17 Ottobre 2007 11:50:14
js
Sono d'accordo con te quasi su tutto tranne che su una cosa che a mio modo di vedere è fondamentale. Essendo io di origine croata, e quindi conoscitore della realtà balcanica, vorrei fare una precisazione sulla Serbia. Io ci andrei molto cauto a mettere sullo stesso piano la Serbia e la Turchia, e non solo per evidenti motivi geografici. La colpa del conflitto jugoslavo non fu certo tutto della Serbia. Mi spiego meglio: è vero che Milosevic voleva unificare tutte le terre serbe per creare la Grande Serbia, ma in questo progetto non era certo da solo. La Croazia di Tudjman ne è l'esempio più lampante, ma visto che stiamo parlando di Islam vorrei soffermarmi sulla Bosnia e sul Kosovo. Alija Izetbegovic, ex-presidente bosniaco, tanto elogiato dall'Occidente per il suo finto senso democratico, era un soggetto che nel lontano 1970 pubblicò uno scritto intitolato "Dichiarazione islamica", in cui fondamentalmente auspicava una nuova islamizzazione della popolazione bosniaca, un ritorno ai valori islamici dopo tanti anni di socialismo, e soprattutto la creazione di una comunità islamica unita "dal Marocco all'Indonesia". Addirittura, nel frontespizio della copertina veniva esplicitato che il nuovo motto doveva essere "credi e combatti". Ma il passo più esplicito recitava testualmente: "Non ci può essere pace o coesistenza tra la fede dell'Islam e la fede e le istituzioni non islamiche". Alija Izetbegovic, 1970. Questo e altri scritti in cui si fomentava l'odio religioso tra i popoli
per Elisabetta (parte2)
Mercoledì, 17 Ottobre 2007 11:29:55
js
che ha fatto, e penso non solo agli ebrei ma anche a un popolo a me molto caro come quello polacco. Guarda, io sono estremamente critico sulle scelte che vengono fatte in Occidente. Se da una parte c'è l'indubbio problema del terrorismo islamico, dall'altra (cioè in Occidente) c'è un problema altrettanto grave: l'assoluta mancanza di valori morali, per cui, alla fine, l'unica cosa che conta sono i soldi. Perchè è stata fatta una guerra assurda in Iraq? Per il petrolio. Perchè si vuole un Kosovo indipendente? Per avere uno staterello che diventi la base per traffici illeciti. Perchè si vuole la Turchia in Europa? Per conquistare un potenziale grande mercato economico. Ecco, tutto questo è lo schifo dell'Occidente. Si umiliano i popoli senza farsi nessuno scrupolo di coscienza, bombardandoli con l'uranio impoverito e incitando il terrorismo islamico (penso a quello che ha dovuto subire la Serbia), e tutto per un solo sporco obiettivo: i soldi.
per Elisabetta (parte1)
Mercoledì, 17 Ottobre 2007 11:29:10
js
Cara mia, mi spiace sentirti dire cose del genere. Non so tu in che mondo vivi, ma se credi che la condizione femminile in Occidente sia identica a quella che c'è in Turchia, beh allora... francamente non credo che abbia più senso discutere. Ti ripeto: citami anche solo un caso in cui, in Italia o in un qualsiasi altro paese europeo, una donna che subisce uno stupro viene ritenuta colpevole dai suoi stessi parenti e UCCISA, il tutto tra l'indifferenza delle istituzioni come avviene in Turchia. Fammi degli esempi concreti, non solo chiacchiere. Ma come fai a dire "Come in Turchia, proprio come in Turchia"??? E non venirmi neppure a parlare di est, ovest o balle varie. Se la Turchia entra in Europa, ci entra per intero, non solo Istanbul (che comunque è proprio il luogo dove si verificano la maggior parte dei "delitti d'onore"!). E nessuno ha mai diviso il mondo in buoni o cattivi. Ti posso però dire che, avendo avuto a che fare personalmente con dei fondamentalisti islamici (sono un croato nato a Travnik, in Bosnia), l'Islam è una cultura che non potrà mai integrarsi pacificamente con la nostra, perchè il suo proposito è quello di sottomettere il diverso. Se non ci credi, leggiti attentamente il Corano (che tra l'altro è anche uno dei libri più umilianti nei confronti della donna). E la Turchia, si dica quello che si vuole, è sempre rimasto un paese musulmano. Infine, sulla Germania, sono d'accordo con te. A mio parere è un paese che non ha pagato abbastanza per le porcate che
per js
Martedì, 16 Ottobre 2007 21:32:40
Elisabetta Vanni
La Germania ha perseguitato e ucciso milioni di ebrei eppure è un paese europeo!
Quando parlo di superficialità mi riferisco proprio a questo. Dietro la parola popolo quante storie ci sono? Quando parli di turchia pensi alla storia dell'Impero Ottamano, alla repubblica di Ataturk, alla dittatura militare, alla borghesia di Ankara Izmir e Istanbul o al "popolo" che vota Erdogan?
Pensi all'est, alle grandi città, ai paesini di pochi abitanti o a quelli sulla costa del Mar Nero?
Di cosa parli?
Quando ho ricordato gli stupri che da noi vanno tanto di moda era solo un esempio per farti riflettere sul fatto che l'Italia, seppur in Europa, è un paese dove per una donna è, ancora oggi, molto più difficile vivere che per un uomo.
Come in Turchia, proprio come in Turchia!
Te ne rendi conto?
Non pensiamo all'Europa come all'Eldorado, è un'altra cosa!
E per favore; non dividiamo il mondo in buoni e cattivi è tutto enormemente più complesso.
La Turchia e l'Europa
Martedì, 16 Ottobre 2007 19:25:53
A metà anni '60 il cancelliere della Germania Willy Brandt visitò Auschwitz e davanti a un monumento in memoria dei 6 milioni di ebrei sterminati, si inginocchiò e chiese perdono (non scusa, perdono!) a nome dell'intero popolo tedesco, nonostante in quel caso fosse responsabile la dittatura molto più del popolo. La Turchia invece non chiede né perdono né scusa, anzi nega che sia mai accaduto qualcosa. In Europa negare l'olocausto è reato, mentre in Turchia pronunciare la parola Armeni è reato. Secondo la costituzione, mai cambiata in Turchia non esistono minoranze, neppure 15 milioni di curdi. E la Turchia ha un governo eletto dal popolo. La differenza tra il mondo civile e paesi come la Turchia (o la Serbia) possiamo vederla in porcherie del genere. Al di là dell'economia, questi mi sembrano motivi più che sufficienti per tenere fuori dall'UE paesi del genere.
per elisabetta Vanni (parte2)
Martedì, 16 Ottobre 2007 12:33:55
js
A me pare quindi che un paese del genere non abbia alcun titolo per entrare nell'Unione Europea, e mi meraviglio che proprio tu, una donna, non sia d'accordo. Comunque è un problema tuo. E, ripeto, non è accettabile che una nazione che si dice civile e moderna non abbia il coraggio di assumersi le proprie evidenti responsabilità in un GENOCIDIO. Le recenti parole di Abdullah Gül sullo sterminio degli armeni sono eloquenti: la Turchia non riconosce questo crimine aberrante come genocidio. Punto e basta.
per Elisabetta Vanni (parte1)
Martedì, 16 Ottobre 2007 12:28:11
js
Cara Elisabetta, guarda che nel discorso sugli stupri e gli omocidi qui in Italia sono assolutamente d'accordo con te. E' una cosa vergognosa che le istituzioni non provvedano. Io sono il primo a dire che il problema principale che c'è oggi in Italia è la sicurezza dei cittadini. Secondo me viene prima di tutto, prima ancora delle politiche economiche. E' assolutamente necessario che il codice penale venga rifatto, inasprendo drasticamente le pene per gli stupratori e per chi commette omicidi di particolare ferocia: non dimentico mai il caso ad esempio di Tommaso Onofri a Parma, o quello dei due coniugi massacrati a Treviso da due albanesi, di cui uno uscito "grazie" all'indulto. E a questo proposito direi anche che è forse il caso di finirla con le scarcerazioni facili, altrimenti il messaggio che viene dato è devastante: fate quello che vi pare tanto nessuno vi punisce. Come anche il problema degli ubriachi e dei drogati al volante che quotidianamente ammazzano qualcuno è uno dei mali della nostra società. Elisabetta, non credere che io non veda tutto questo, anzi... Ma il senso del mio messaggio era ben altro. Le cose che ho elencato riguardo alla Turchia sono forse false? Ti sembrano cose superficiali? A me non pare proprio. E anche la frase sugli stupri, consentimi di dire che in nessun paese civile la ragazza che subisce lo stupro viene uccisa dai suoi stessi familiari perchè è ritenuta colpevole. Eppure questo accade molto di frequente in Turchia. A me pare quindi che
Sul bene e il male di js
Martedì, 16 Ottobre 2007 00:30:15
Elisabetta Vanni
Quanta foga in questo commento di JS.
E io che pensavo che segno di civiltà fosse inanzitutto prenderesi la responsabilità delle proprie azioni, magari apponendo una firma.
Mi sembra un elenco di slogan che non servono a nessuno, tanto meno allo sventurato che li ha scritti. Il mondo diviso in buoni e cattivi: bon per te, js!
Mi ha colpito la frase sullo stupro; in Italia ultimamente sono state violentate e uccise donne in ogni luogo e ad ogni ora e i telegiornali lo annunciano ogni giorno, eppure tutto procede come sempre nell'indifferenza di stato e privati cittadini.
Non ho mai letto il tuo cristiano sdegno sui giornali a questo proposito, caro js, ma forse sei troppo occupato a cercare il male lontano da te da non capire che giudicare un popolo non è cosa da poco e che di superficialità il mondo è pieno. Non occorre aggiungerne altra!
siamo pazzi!
Lunedì, 15 Ottobre 2007 13:18:20
js
Ma a che titolo un paese incivile come la Turchia dovrebbe entrare nell'Unione Europea? Ma stiamo scherzando? Questi non riconoscono il GENOCIDIO DI DUE MILIONI DI ARMENI! La Turchia non è e non è mai stato un paese europeo, nè geograficamente nè tantomeno culturalmente. La Turchia è un paese che ha sempre fatto del male all'Europa, è un paese che per secoli ha commesso delle atrocità indicibili contro i greci e gli slavi, è un paese in cui ancora oggi una ragazza che viene stuprata è considerata colpevole dai suoi stessi familiari che spesso la uccidono per "salvare" l'onore della famiglia, è un paese che ha sterminato due milioni di armeni e ancora oggi tenta di sottrarsi dalle sue responsabilità in uno dei primi e più sanguinosi genocidi nella storia dell'umanità, è un paese che ha prodotto migliaia di mujaheddin che negli anni Novanta non hanno fatto altro che decapitare e fare a pezzi cristiani in Bosnia, Kosovo, Cecenia, Azerbaigian e Georgia, è un paese che ancora oggi occupa militarmente l'isola di Cipro (un membro dell'Unione Europea!) dopo aver devastato e saccheggiato tutto ciò che vi era di cristiano, è un paese in cui appena pochi mesi fa tre cristiani sono stati barbaramente sgozzati solo perchè stampavano copie della Bibbia, ecc, ecc. Se l'Europa e i suoi amici Americani credono che questo paese meriti l'integrazione europea, beh, allora, povero Occidente... Siamo dei masochisti, ormai non ho più dubbi!
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per elisabetta (dimenticavo..)
Martedì, 23 Ottobre 2007 17:34:07
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