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Giornata del Ricordo

Concordo con l'ultimo messaggio. Nessuna puo' negare i crimini fascisti, ma nessuno puo' negare che la costa istriana e dalmata è sempre stata italiana (o meglio, prima veneziana e poi italiana), dai tempi dell impero romano al 1945. D'altra parte basta vedere l'architettura di quei luoghi per notare una curiosa identità con l'architettura veneziana (nonostante ai tempi Tudjiman, e tuttora qualche ustascia, si divertissero a parlare di stile croato antico e amenità simili).

Quello che faccio fatica ad accettare è l'equazione, che Slovenia e Croazia vorrebbero imporre, "barbarie fasciste=barbarie croate--> 1-1 e palla al centro" perchè codesta equazione si dimentica del dettagliuccio che, a prescindere da perchè e il percome, tra 0 d.C-1945 d.C quelle terre erano stracolme di italiani e dopo sono misteriosamente tutti (quasi tutti, deo gratia ne sono rimasti ancora un po') scomparsi. Croati e Sloveni vorrebbero dipingere quelle regioni come "da sempre slave" facendo degli acrobatismi storici da spavento (sempre tudjiman, quando in Cina disse "vengo dalla terra di Marco Polo"...)

La versione storica, obbiettiva e serena, e che ci tocca accettare è che l'Italia ha perso la guerra, e quando perdi una guerra devi subire quello che il nemico vincitore ti impone. A noi hanno imposto di perdere una regione. Istria e Dalmazia. Come se avessimo perso il piemonte. Punto. Nella storia queste cose succedono. Non c'è alcuna "giustizia", ma semplicemente momentanei rapporti di forza.

(P.S.E ci è andata ancora bene visto che la Jugoslavia voleva anche Trieste e quella che loro chiamavano la Slavia Veneta, ovvero il Friuli fino a quasi Udine. Alla Germania è andata ancora peggio visto che ha perso territori enormi come Prussia, Slesia e Danzica con milioni di profughi.)

Forse un errore di traduzione

Nell'articolo si parla della Festa del ricongiungimento per ricordare l'annessione alla Slovenia del litorale di Capodistria. A questo punto per chi conosca la lingua italiana balza agli occhi un errore di traduzione perchè "ricongiungimento" non equivale ad "annessione". Se invece la traduzione dallo sloveno è corretta allora vi è un errore di storia. Non mi pare che Capodistria abbia mai fatto parte di uno Stato sloveno.

x Gabriele

Caro Gabriele, a pochi km da casa mia c'è il campo di concentramento delle Fraschette (FR), dove i fascisti deportavano i civili jugoslavi (anche greci). Solo in quel campo i fascisti hanno ammazzato qualche migliaio di cittadini jugoslavi.

Gabriele

Mi vergogno. Mi indigno. Ma come è possibile dubitare ancora oggi di quanto è successo in Istria e Dalmazia a fine guerra. Da parte del fascismo non c'è stata alcuna pulizia etnica. Si è certamente tentato di italianizzare in toto territori misti, che vedevano gli italiani quasi al 100% nelle città e gli slavi in maggioranza varia nell'interno. Basterebbe parlare con la gente del posto (slava) per saperlo. Nessuna fossa comune, fucilazione arbitraria, campi di concentramento. Niente. Italianizzazione cognomi sì (in parte non obbligatoria) e sbarramento a cariche pubbliche a slavi. Questo sì. é incontestabile. Quello che hanno fatto i titini è altra cosa. I fascisti dopo 8 settembre sono andati quasi tutti via da istria e Dalmazia. Quello che hanno fatto i titini è imperdonabile, hanno sradicato un'intera regione di una parte secolare della cultura del luogo. Vi prego o 'figli del comunismo' riflettete. Non siate accecati. Parlare della Narodni dom senza sapere come sono andate le cose è ignoranza faziosa. Leggete, studiate o figli della falce e martello...

dipende dal punto di vista

Personalmente ritengo che ci sia un equivoco di fondo (causato da poca conoscienza storica, legato alla non conoscenza della lingua).
Il regime comunista di Tito cacciò o liquidò tutti quelli che non erano comunisti o non si erano "adeguati" alle nuove autorità- e perciò colpi tutte le etnie non solo quella italiana (che per vari motivi aveva ancora meno motivi di "adeguarsi").
C'erano fra gli Italiani sicuramente molti fascisti ma anche molti che non lo erano, che però vennero colpiti ugualmente in quanto non si "adeguarono".
In numeri assoluti le truppe di Tito ammazzarono decisamente più Croati, Sloveni e Serbi che Italiani (che però in % dei presenti sul territorio (varie comunità addirritura quasi al 95%)vennero colpiti in maniera più consistente).
Ma in ultima istanza Tito deve ringraziare proprio le truppe naziste e fasciste per il fatto di essere riuscito ad arrivare al potere.

Censimento

Poco prudente da parte di HZ invitare a vedere quel censimento senza prima almeno leggerlo: non solo perché è del 1910, ma anche perché la sua tesi non sopravvive ad una verifica anche sommaria.
Controllate di persona: http://kozina.com/premik/1910.htm

grandi conoscitori

Hz&company,

I vostri argomenti valgono per la parte costiera comprendente Capodistria, Isola e Pirano e sui quali sono d'accordo.Ma come mai ancora oggi i proprietari dei terreni agricoli nella fascia da Barcola fino a Duino e oltre, sono quasi tutti
di etnia Slovena?E' bada che parlo dell'Italia dove i comunisti non hanno espropriato nessuno.Fosse per me restituirei il ''nostro'' litorale ai Veneti e mi riprenderei quello che effettivamente e' nostro, cosa che sapete anche voi ma tacete.
Ricordatevi che i terreni agricoli sono la verita' del territorio come l'architettura lo e' delle citta'.

tanti punti di vista

Da italiano ravennate che ha conosciuto quei bei posti oltremare, non posso che rimanere amareggiato dalle continue scaramucce italoslovene e italocroate. Anch'io ho letto a suo tempo il documento condiviso, anch'io ho saputo dai dossier televisivi (e non dai libri di storia al liceo!) delle foibe istriane e carsiche perpetrate dai titini e delle precedenti "avventure barbare" italiane in africa e nei balcani (basta andare poco lontano..vicino a Fiume o ad Avtovaz in erzegovina per trovare tante mamme e neonati infilzati da alcuni nostri "valorosi soldati". Da che punto di vista ci vogliamo mettere? La mia modesta opinione è che un segno di civiltà reciproca sarebbe quella di isolare le strumentalizzazioni nazionalistiche, che fanno il gioco del potere politico-economico di turno, e consegnare alla storia i disatri passati e recenti. Poi ognuno si può commuovere ed addolorare per la maestrina e i suoi alunni istriani infoibati o per i neonati slavi infilzati dalle nostre baionette.

quando i fascisti(an) riscrivono la storia

questo giorno del ricordo e una vergogna per l italia!
e una menzogna colosale.non si trattava di una cosa etnica.perche come i fasisti ucidevano nello stesso modo comunisti&partigani italiani e slavi cosi partigani giustiziavano nello stesso modo criminali di guerra, fascisti italiani e croati(che erano peggiori).insoma e succesa la stessa cosa come nel triangolo della morte in emilia.

e il fatto piu tragico e che l esodo e stato organizzato dai politici istriani di destra dopo che il 10.febbraio 1947 e siglato il trattato di pace a parigi .
italiani che restavano erano considerati traditori(vedere il film "la citta dolente")
questo succede quando la storia vogliano riscrivere i fascisti

per bz

il fascismo arrivò alla ventitreesima ora,fingere d'ignorare ciò che è successo prima,o è ignoranza o peggio malafede

bravo Alexander BZ

La penso esattamente come te. Le giornate del ricordo devono essere fatte appunto per ricordare tutti i crimini e devono tendere a una riconciliazione tra i popoli. Al ricordo dei tanti italiani innocenti uccisi o costretti a fuggire dalla Jugoslavia, non può non venire accostato anche il ricordo delle decine di migliaia di sloveni e croati massacrati dai fascisti a partire dagli anni Venti fino ad arrivare all'invasione del 1941. Se commettiamo l'errore di addossare la colpa di tutto solo a una parte, la riconciliazione sarà sempre più difficile.

Per Alexander di Bolzano

Mi fa piacere che lei ricordi anche quello che durante il ventennio subirono i sudtirolesi, io vorrei ricordare anche quello che i fascisti hanno fatto in Valle d'Aosta: hanno distrutto una cultura locale unica in tutto il mondo, nel 1919 in Valle d'Aosta si parlava solo francese e patois, la Valle d'Aosta era una "petite patrie" a cui il Regno di Sardegna prima, ed il Regno d'Italia poi avevano sempre concesso larga autonomia. A partire dagli anni 20 il fascismo proibì l'uso del francese e del dialetto patois imponendo l'italiano, e distruggendo così un patrimonio culturale unico in tutto l'arco alpino. Oggi il francese viene considerato in Valle d'Aosta quasi come una lingua straniera e sono ormai pochissime le famiglie che lo utilizzano come lingua madre.

x Alexander

concordo pienamente con lei, l'Italia ha avuto la sua Notte dei Cristalli molti anni prima della Germania, l'incendio da parte dei fascisti nel 1920 a Trieste del Narodni Dom (Casa del popolo), il centro culturale slavo, che diede il via a 25 anni di pulizia etnica verso la popolazione slava. Trovo vergognoso che di questi 25 anni di pulizia etnica in Italia nessuno ne parli, mentre si tenta di far passare per "povere vittime uccise solo perché italiane" i criminali di guerra fascisti che per 25 anni quella pulizia etnica l'hanno fatta e sostenuta.

dáccordo solo in parte

sono d'accordo solo in parte con quanto scritto da Alexander: e'vero che da quando e'stata istituita questa ricorrenza si e'parlato poco dei crimini di guerra commessi da italiani, e questo rischia di far passare le foibe come un'atrocita folle, arrivata su quelle zone come un meteorite senza traiettoria. Non sono d'accordo sul fatto che l'Italia abbia serie tentazioni revisionistiche: la nostra e'una repubblica fondata sull'antifascismo, il partito fascista e'stato disciolto e non puo essere ricostituito (anche se ad alcuni purtroppo non dispiacerebbe).
Piuttosto trovo l'ossessione di associare sempre ed ad ogni costo i crimini commessi dagli italiani a quelli delle foibe molto controproducente per sloveni e croati: sembra quasi che si voglia dire che le foibe siano state una legittima vendetta di guerra e non un orrendo tentativo di pulizia etnica quali invece furono.
Io spero che in futuro ci sia un'unica giornata della memoria da celebrare sia sul carso che in tutti i luoghi attigui dove qualunque delle parti in causa abbia commesso crimini di guerra. Il messaggio che dovrebbe passare alle nuove generazioni italiane, slovene e croate e' che da quei morti innocenti di tutte e 3 le nazionalita e'sorta un'europa senza confini, di cui istria e dalmazia, e con loro italia slovenia e croazia, fanno parte a pieno titolo.

Pensieri

Credo che questo articolo presenti spunti di riflessione, al contrario di quanto è stato scritto. In guerra non ci sono buoni o cattivi e sicuramente le "zone di confine" sono abitate da diversi popoli. Il problema non è quindi chi ci abitava prima o chi ha fatto la cosa peggiore ma come vivere bene insieme. Non si può parlare di "furia sanguinaria" degli "slavi" e soprattutto ciò non dovrebbe essere fatto dal Presidente della Repubblica che dovrebbe invece favorire il dialogo e la distensione e non fornire i soliti stereotipi. Ritengo sia giusto ricordare tutte le vittime della guerra di qualsiasi Stato o ideologia e di imparare dagli errori del passato.

vi prego andiamo avanti

Per oltre 40 anni in Italia è stato tabù parlare delle foibe. Ne parlavano solo circoli di estrema destra. Io ritengo che invece sia opportuno che queste memorie siano condivise da tutti e non solo monopolio dei fascisti o degli eredi del fascismo. Infatti, se diventano memorie comuni, allora è possibile parlare anche dei nostri crimini italiani, altrimenti si parlerebbe solo delle nostre vittime. Io ho fatto un anno di servizio militare sul Carso. Nel villaggetto eravamo 1000 soldati italiani e 70 abitanti del luogo, tutti sloveni. Vivevano in un limbo, come fantasmi: poco più in là il filo spinato, le pattuglie di confine etc. Eravamo alla metà degli anni 80, non un secolo fa! Oggi quella mia caserma è chiusa perchè non serve più ed il confine stesso non esiste più. Penso a quegli abitanti che non sono più fantasmi. Mi sembra un sogno ed invece è realtà. Non dimentichiamoci delle vittime e dei crimini ma andiamo avanti così, che l'Europa, quando è sostanza come ho descritto, può essere davvero bella per tutti !

Giorno del ricordo

D'accordissimo con HZ.
Cordialmente,

L'Italia è indietro

Da qualche anno a questa parte nella settimana del 10 febbraio vorrei evitare di guardare notiziari e documentari italiani, poi inevitabilmente lo faccio, tanto per essere un po' masochista. Il modo in cui l'Italia gestisce questa giornata mi provoca una vivo sentimento di fastidio, potendo vedere come questo paese faccia ancora fatica a slegarsi dal suo passato fascista mistificando la storia in modo da accollare tutte le colpe ai non-italiani: Nella giornata in ricordo della shoah si incolpa in toto i tedeschi, il 10 febbraio ai c.d. "slavi". I gravi danni commessi dal fascismo nei confronti di non italiani (sudtirolesi, sloveni, croati, etiopi,..) e degli italiani stessi vengono cancellati, giustificando il tutto con il fatto che il fascismo fosse "italiano" e che gli italiani sono brava gente. Parlare di "pulizia etnica" e "rastrellamenti" nei confronti di persone "solo perché italiane" è qualcosa di ripugnante ed antieuropeo, anche perché, rimanendo in quella stessa zone, qualche tempo prima, erano gli italiani che avevano realizzato "un disegno annessionistico ITALIANO creando le condizioni per una pulizia etnica di sloveni e croati nella regione". E' la verità, ma è anche il contrario di quel che disse Napolitano qualche anno fa. L'Italia prima di istituire il 10 febbraio avrebbe dovuto però prima prendere coscienza del proprio passato.

già sritto

già scritto

ma

ban josip jelacic ,principe zu windishgra(e)tz,generale nugent,i misfatti delle truppe croate in italia e a praga e a vienna stessa,per non parlare dell'ungheria sono già mitologia?

Litorale sloveno?

Il 15 settembre in Slovenia si celebra il "ricongiungimento del Litorale alla madrepatria".
Ma quale "madrepatria"!
Il "litorale"non è stato mai sloveno, da che mondo è mondo.
Solo alcune famiglie slovene erano presenti, prima della fine della seconda guerra mondiale, in alcune zone periferiche del "litorale".
Si veda, al riguardo, l'attendibile censimento austriaco del 1911.
Questa perdurante falsificazione non giova di certo alla riconciliazione tra i due Paesi.

Articolo vergognosamente di parte

Un articolo, o forse meglio dire una cronaca, che non offre spunti di riflessione ma solo giudizi preconfezionati filo-nazional-sloveni e slavi. Deluso che OB abbia dato via libera a un articolo così fazioso e mal scritto.

barbarie e mafia

Il problema è che dando dei barbari ai balcanici si ottiene lo stesso effetto che dando dei mafiosi agli italiani. Gli stereotipi fanno arrabiare e basta!

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