Commenti
Possibile presenza di Troll
Giovedì, 10 Dicembre 2009 18:19:29
MC
Grazie per la segnalazione. Ora che ci penso non escluderei che i due personaggi coinvolti nei commenti siano dei Troll.
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Giovedì, 10 Dicembre 2009 13:38:20
Ana
Sono stupita dal razzismo strisciante nella società italiana. MC, mi sembri una persona istruita, eppure sei pieno di pregiudizi. La Yugoslavia di Tito non ha mai dichiarato una guerra, la "democratica" Francia ne ha dichiarate almeno una decina negli ultimi 50 anni (così a memoria: Indocina, Egitto, Algeria, Iraq 91, Afganistan...). Amo e stimo molto la Repubblica Francese (insegno lingua e cultura francese e italiana), ma quest'atteggiamento veterofascista da "razza slava barbara e inferiore che deve imparare dalle grandi culture occidentali" non lo accetto. Anzi, la Francia (ma anche l'Italia) farebbe bene a imparare un po' di multiculturalismo, uguaglianza, fratellanza, unità e solidarietà sociale della vecchia Yugoslavia.
consiglio occhiali e lettura Cost. Regionale
Giovedì, 10 Dicembre 2009 12:11:25
Domenico, Bordighera (IM)
caro MC, abito a pochi km da Briga e Tenda, ti informo che la bandiera italiana non c'è e non ci potrebbe essere per legge (nelle cittadine ex italiane legalmente passate alla Yugoslavia invece la bandiera italiana c'è). Vado da 35 anni tutti gli anni in Valle d'Aosta e la bandiera francese non l'ho mai vista ai Comuni, ti sbagli con la bandiera europea, ci sono si 3 bandiere ma regionale (rossa, nera col leone sullo stemma), italiana ed europea.
Francia e Balcani
Giovedì, 10 Dicembre 2009 08:45:52
MC
Si afferma che a Briga e Tenda i francesi abbiano impedito il voto con le armi a 2.000 italiani. In altri paesi questi italiani sarebbero finiti in fosse comuni. Quanto all'esposizione delle bandiere, ho notato in Valle d'Aosta che spesso sono esposte tranquillamente 3 bandiere: quella regionale, quella italiana e quella francese. Non ho motivo di dubitare che a Briga e Tenda si possa esporre la bandiera italiana accanto a quella transalpina.
fuori tema
Mercoledì, 09 Dicembre 2009 23:59:12
plovec Dolina
gli interventi di chi si maschera da Domenico Bordighera sono solo provocazioni di un nazionalista slavo,vuol portare disordine,sentimenti negativi ,discordia.è un Troll
ignoranza e pregiudizio ideologico
Mercoledì, 09 Dicembre 2009 13:22:54
Domenico, Bordighera (IM)
Dillo ai 2000 italiani espulsi da Tenda e Briga che la Francia è maestra di democrazia! A coloro cui nel 1947 i francesi impedirono coi fucili di andare a votare al referendum sull'annessione! Mi risulta che in Yugoslavia fin dagli anni 50 a Koper, Izola, Piran, Umag, Novigrad, Subotica le minoranze italiana e ungherese (cui era stata riconosciuta sia la cittadinanza a differenza della democraticissima Francia) avano riconosciuti sia diritti linguistici e culturali sia diritti istituzionali, ad esempio l'uso delle bandiere nazonali in ricorrenze o edifici pubblici. Prova invece a mettere la bandiera italiana al Comune di Tenda, sono proprio curioso di vedere cosa ti fanno i democratici gendarmi transalpini! Ti consiglio di accantonare i pregiudizi ideologici e cominciare a ragionare a mente libera.
Il confronto tra Francia e paesi balcanici è improponibile
Martedì, 08 Dicembre 2009 22:41:52
MC
Non dimentichiamoci che la Francia ci è stata maestra di democrazia, ma anche esempio di enfatizzazione dello stato nazione. Ad ogni modo la Francia nei propri territori abitati in maggioranza da altre nazionalità ha storicamente seguito una politica di assimilazione, vale a dire, anche grazie alla propria forte cultura, far diventare francesi etnie diverse (es. Paesi baschi, Corsica, Alsazia, Bretagna, Fiandre, Nizzardo, Rossiglione, ecc). Nei Balcani si è optato invece per la pulizia etnica. Questa non è una differenza da poco.
ardelia hall
Sabato, 05 Dicembre 2009 02:06:37
la conferma
in Italia agiscono numerosi nazionalisti sloveni ,presenti nei media ,nella politica ,nella cultura,grandi paesi li appoggiano,la loro parola d'ordine è "Svojik svojim",poi ci sono molti italiani ignoranti o in assoluta mala fede....peccato.
2pesi2misure: ipocrisia & pregiudizio
Giovedì, 03 Dicembre 2009 12:18:54
Domenico, Bordighera (IM)
piantatela d'arrampicarvi sugli specchi!Le perdite sul confine occidentale poche e non importanti?Dillo ai 2000 esuli cacciati,che han perso casa e patria..e vergognati!I cittadini di Tenda e Briga cacciati dai francesi,a cui venne pure impedito di rientrare a votare l'annessione,erano oltre il 50% della popolazione, gli istro-italiani che HANNO SCELTO di andarsene erano il 20% della popolazione,gli era stata concessa cittadinanza dal nuovo Stato, pure i diritti linguistici-culturali in quanto minoranza riconosciuta.Il passaggio del Litorale Austriaco (Venezia Giulia e Istria) alla Jugoslavia era deciso dagli alleati,la Francia invece ha occupato 420kmq di territorio arbitrariamente,senza nessun accordo alleato,e cacciando la popolazione PACIFICA,a differenza degli infoibati che erano per l'80% militari,forze dell'ordine e paramilitari neri,per il 20% civili iscritti al PNF e funzionari governativi (non lo dico io,lo dicono i documenti alla Regione).Com'è,gli slavi sono cattivi e i francesi buoni?Anche molti esponenti politici francesi all'epoca denunciarono ciò che la Francia faceva sul confine.Inizio a credere che siete mossi solo da pregiudizi anti-slavi e da odio ideologico anti-comunista.E siete pure conigli,perché a fare i grandi con la martoriata Jugoslavia son buoni tutti,con la Francia avete paura!
Iugoslavia e Francia
Mercoledì, 02 Dicembre 2009 13:10:29
MC
Innanzitutto le perdite territoriali subite dall'Italia a vantaggio della Francia nel 1947 sono assai minori e meno importanti di quelle sui confini orientali ed anche l'esodo ha avuto dimensioni enormemente superiori. Tra i collaborazionisti condannati dalla Francia vi erano anche italiani (almeno per etnia), ma il numero degli italiani massacrati dai partigiani iugoslavi fu enormemente superiore. Si deve poi sottolineare che solo alcune delle vittime delle foibe potevano essere considerate collaborazionisti. La maggior parte non lo erano ed anzi non pochi erano gli antifascisti.
arbe
Domenica, 29 Novembre 2009 04:15:59
ardelia hall
sul campo di Arbe leggere prego l'interessante testimonianza dell'ebrea Rosa Paini"I sentieri della speranza"da parte di mio padre,nato in Russia e interprete la testimonianza dei fatti di Livno,Glivna,Knin ,in questo ultimo luogo furono impiccati 47 rabbini,gli altri ebrei furono salvati da italiani che li trasferirono in Calabria,dell'operato degli italiani in Jugoslavia è ampiamente edotta la numerosa comunità dei miei parenti in Israele,ma è altrettanto edotta sulle imprese degli ustasa e inizialmente degli stassi cetnici,concludo con le parole di Raul Hilberg"La Croazia ,come la Slovacchia era un satellite della Germania,una creazione tedesca fatta a tempo di record che nelle loro politiche razziali rispettò e persino migliorò la definizione della Germania Nazista"
Versioni contrastanti della storia
Venerdì, 27 Novembre 2009 19:30:21
AM
Limitando il nostro esame al sec XX possiamo notare che molti stati o gruppi etnici si sono resi colpevoli di genocidi, pulizie etniche e stragi a danno di altri popoli e di altre etnie. Accade che si ricordano e talora si enfatizzano i torti subiti, si presta poca attenzione ai torti fatti da altri e subiti da altri e si dimenticano o negano i torti fatti ad altri. I turchi negano il genocidio armeno e quello greco, i russi negano o sottovalutano le stragi in Polonia e Romania, croati e sloveni tendono a sottodimensionare le foibe e a negare la pulizia etnica a danno degli italiani, i quali a loro volta ignorano le loro malefatte come l'uso delle armi chimiche nelle guerre coloniali e le rappresaglie nei Balcani. Gli storici in genere si adeguano a questa tendenza all'autoassoluzione. Vi sono tuttavia alcune eccezioni di autori che spinti da volontà di espiazione, da sentimenti religiosi o da ideologie mettono a fuoco e talora enfatizzano le colpe dei loro connazionali. Pirjevec, a ben vedere, non rappresenta una di queste eccezioni.
2 pesi e 2 misure
Venerdì, 27 Novembre 2009 14:43:51
Domenico, Bordighera (IM)
mi domando perché la stessa attenzione che c'è su questo argomento non c'è per i condannati dal governo francese. E si che i collaborazionisti condannati dai francesi sono 100 volte più degli inoibati, il generale De Gaulle ne ha condannati oltre 100.000 di cui 10.000 alla ghigliottina. E molti erano italiani. Però non vedo mai una riga sulle città italiane (Tenda, Briga..) e sui 420km quadrati di territorio italiano che la Francia si è presa nel 1947, sui territori e i paesi italiani occupati dalle truppe di De Gaulle, sugli italiani cacciati dai francesi, sul referendum del 1947 per l'annessione dove è stato impedito loro di rientrare per votare, permettendo alla Francia di ribaltare il risultato elettorale del 1946 vinto nettamente dai partiti filoitaliani. Ricordo che la Francia aveva occupato unilateralmente quei territori italiani, su cui non aveva alcun diritto, a differenza di Tito: il passaggio di Trieste e Gorizia alla Jugoslavia almeno era stato deciso e firmato dagli alleati. Perché la legge che istituisce il giorno del ricordo nella data del trattato di Parigi, con cui l'Italia perdeva sia l'Istria che Tenda, commemora solo gli esuli istriani e non quelli liguri e piemontesi?
@ Yam
Venerdì, 27 Novembre 2009 12:20:58
Govedarica
Facciamo un pò di chiarezza: se è vero che gli ebrei vennero uccisi da slavi è altrettanto vero che gli ustascia furono finanziati dall'Italia e che i Regno di Jugoslavia fu smembrato in seguito ad un attaccò cui l'Italia partecipò e che, oltretutto, avvenne per prestare soccorso alle sue truppe sul fronte greco.
Stabilito questo sarebbe bene che ognuno pensasse a far pulizia in casa propria. Qui le Foibe sono (giustamente aggiungo) conosciute da tutti ormai da anni.
Ma nessuno conosce la circolare Roatta e la deportazione di quasi il 10% della popolazione di Lubiana.
Inoltre in quasi 60 anni nessun
(dicesi NESSUNO) esponente della la Repubblica che ha giustamente
istituito la Giornata del Ricordo ha trovato il tempo e l'occasione di recarsi al campo d Arbe.
Però hanno trovato (Ahinoi) il tempo di parlare di abrbarie slave....sarebbe bene che mettessimo da parte il falso mito del biuon italiano e cominciassimo a interrogarci sul male che abbiamo fatto.
X BAT JAM
Venerdì, 27 Novembre 2009 12:15:16
Nemanja
aggiungo:te sei il primo che Ha stereotipi...rileggi il tuo testo e te ne accorgerai...gli ebrei in Jugoslavia sono stati sterminati dalle truppe di occupazione nazi-fasciste...rendo l idea?mia nonna ha rischiato la vita x difendere una famiglia ebrea...e te ti lasci a considerazioni superficiali su un ceppo come quello slavo che conta piu di 500.000 milioni di persone...spero che la redazione non consideri la mia come polemica personale,se ti invito a vergognarti almeno un po x quello che hai detto...dicendo cosi segui l ideologia di Adolf Hitler...non so se te ne sei accorto.
X BAT JAM
Venerdì, 27 Novembre 2009 12:07:19
Nemanja
io provo un sentimento di naturale solidarietà e affetto verso il popolo israeliano e in generale ebraico...ti invito pero a non predicare bene e razzolare male...xké nel momento in cui avverti gli altri di non avere pregiudizi nei confronti degli ebrei,NON ti devi permettere di sparare a zero su tutto il mondo slavo...composto da decine di nazionalità che vanno dalla Polonia fino agli Urali....
stereotipi
Venerdì, 27 Novembre 2009 03:07:23
bat yam
primo,nessuno dei presenti opinionisti si permetta a superficiali patrocinii degli ebrei visto che questo trucchetto viene usato come i salami di Jacovitti,per nobilitare e accomunare nel passato destini in realtà assai diversi.Gli ebrei in Jugoslavia furono massacrati da slavi,gli slavi si scannarono fra di loro e la brutalità slava è presente in tante guerre europee,basta ricordare le gesta dei Grenzer ,le atrocità delle truppe di Ban Jelacic,del generale Nugent e del macellaio Windischgratz.La natura umana è anche fatta di viltà ma particolarmente laido è l'atteggiamento di chi attribuisce parte dei sui crimini agli altri
OPTANTI
Giovedì, 26 Novembre 2009 10:09:13
Gabriella, S.Dorligo
Premetto che non m'interessa una mazza sostenere il PRC o il PDL, l'unica cosa che m'interessa è la verità storica. I 350.000 optanti non sono stati costretti da nessuno ad andarsene. Nessuno di quei 350.000 ha ricevuto un solo foglio di espulsione. Gli optanti sono stati gli unici in Europa dopo il 45 a non aver subito espulsioni di Stato e ad andarsene volontariamente. Certamente c'era un clima di terrore, da resa dei conti, certamente allo Stato Jugoslavo faceva comodo, così la gente se ne andava spontaneamente, ma molta colpa era dell'MSI e della sua campagna di terrore anticomunista ed antislava. Chi parla di espulsi, sa che Tito concedeva la cittadinanza a tutti gli italiani? Sa che l'MSI invitava la gente a non accettarla e ad emigrare? Sa che i 70.000 italiani che rimasero in Jugoslavia avevano ed hanno la libertà di esporre il tricolore nelle occasioni ufficiali, che hanno diritti linguistici, culturali ecc? In Italia non ci sono questi diritti: ogni anno a Trieste e dintorni il 1° maggio (la liberazione di Trieste) o il 29 Novembre (nascita della SFRJ) molti cittadini slavi o italiani, che vogliono rendere omaggio al contributo e sacrificio degli jugoslavi per la liberazione della città, appendono bandiere jugoslave alle finestre, e vengono insultati e minacciati.
italo- motenegrino
Mercoledì, 25 Novembre 2009 16:32:45
Ivano
Ho rivalutato e di molto percorso politico nel tempo di Gianfranco Fini, che, a sua epoca (nel Alleanza Nazionale) mandava delle bottiglie a golfo di Trieste, con dei messaggi ai Sloveni e ai Croati, con "torneremo" o simili, che non approvavo. Però, da allora sono cambiati molti governi in Italia, di centro-destra e di centro-sinistra e nessuno ha saputo o voluto affrontare l'argomento fiobe, esuli e le loro proprietà espropriate e confiscate e i loro diritti e diritti degli eredi, prima da parte del regime ex Jugoslavo e dopo dai regimi abbastanza nazionalisti della Slovenia e della Croazia. L'Italia (i governi) dovevano fare una specie di braccio di forza o meglio detto condizionamento sulla entrata della Slovenia (a suo tempo) e Croazia (attualmente) nella Ue proprio su questi argomenti storici e dolorosi e soprattutto per non lasciare spazi per le varie interpretazioni slovene e croate della storia di quelle popolazioni e di quelle terre. L'Italia (quasi tutta) ha saputo fare i conti con la propria storia e ha fatto (la maggior parte degli Italiani) le distanze storiche dal fascismo, sapendo anche autocriticarsi, ma, non so perché, non ha la stessa forza e lungimiranza ad affrontare questione degli Italiani della Istria e della Dalmazia???
filip
Martedì, 24 Novembre 2009 23:53:17
commento
è importante ricordare anche che la libia di gheddafi è un socio fondamentale per la banca Unicredit.Senza il denaro dei libici con la tempesta finanziaria mondiale con le sofferenze interne i derivati e con tutti gli altri problemi,senza la libia la banca era quasi fallita.tra l'altro i libici sono partner importanti anche in finmeccanica nei settori difesa spazio (Sistemi radar e antimissili).Alla faccia della democrazia dei diritti umani e delle scuse per il colonialismo!poi si meravigliano se gheddafi quando viene in italia mette su il circo equestre oppure per le frecce tricolori in trasferta a tripoli !
poca credibilità
Martedì, 24 Novembre 2009 19:00:05
balkan
Che credibilità ha uno storico che si candidada regolarmente per i partiti post-comunisti sloveni?
Anche alle ultime elezioni era un candidato e durante i propri "comizi" parlave delle stesse cose......
siamo sempre lì
Martedì, 24 Novembre 2009 17:30:51
El Sinter de Gropada
Semo sempre là, come che dixemo noi a Trieste... Nessuno che voglia fare chiarezza sui dati reali riguardanti le foibe. Perché non si comincia ad aprire quella di Basovizza? Volete che risponda? Perché là dentro ci sono solo rifiuti, non ci sono corpi di infoibati.
Quindi Pirievec ha ragione da vendere: sulle foibe (poche centinaia di morti) è stato costruito un mito dai nazisti e poi dai fascisti.
colonie
Martedì, 24 Novembre 2009 13:58:58
Diego
L'Italia ha chiesto scusa alla Libia solo perchè ha bisogno del suo gas e di un nuovo mercato (coloniale, appunto). Per favore, smettiamola di parlare di "unico paese che ha chiesto scusa alle colonie", please.
Anche perchè in cambio dobbiamo subire i divertissement di Gheddafi che ci prende per il "naso" ogni volta che viene in Italia.
gente comune italiana? speriamo di no!
Martedì, 24 Novembre 2009 12:11:43
x ANDREA
Ma hai mai letto le biografie o anche solo le professioni degli infoibati? Sono tutti squadristi, militari, finanzieri, funzionari del regime, carabinieri... solo 1/6 sono "civili" e quasi tutti iscritti al Partito Nazionale Fascista (spesso con ruoli dirigenziali). Se questi sono gli italiani "comuni" consentimi un po' di legittima preoccupazione. Ti consiglio di leggere Claudia Cernigoi (giornalista, scrittrice e storica nonché una dei massimi esperti di storia locale), dopo anni di ricerche conosce vita morte e miracoli di ognuno degli infoibati, e alla fine il quadro che ne esce fuori è alquanto inglorioso.
riconoscimento di colpe reciproco
Martedì, 24 Novembre 2009 11:45:53
Nemanja
da ragazzo serbo che vive qui fin da bambino,provo vergogna nel pensare che Tito seppur croato abbia ordinato queste nefandezze contro gli italiani da Belgrado,capitale del nuovo stato.in quanto anti-comunista e anti-Tito lo posso dire senza problemi...anche perche il signore non ha pensato a soffocare la "primavera croata"nel 1974,perchè erano suoi "fratelli".mi preme xro ricordarvi che anche il fascismo ha avuto un grave ruolo nei Balcani che va riconosciuto....
schiuuuusa!
Martedì, 24 Novembre 2009 00:07:34
Paola & Chiara
L'Italia ha chiesto scusa alla Libia. Bene, ora mancano solo Somalia, Etiopia, Eritrea, Albania, Grecia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Macedonia.
Contro ogni ipocrisia
Lunedì, 23 Novembre 2009 22:23:09
Federico Degni Carando
Pirijevec ha finalmente rotto la coltre di ipocrisia e di silenzio che negli ultimi anni ammantava la questione.
Non concordo su tutto ciò che ha scritto in questo libro, che ho "divorato" appena uscito, ma sulla volontà di denunciare tutte le speculazioni e le strumentalizzazioni politiche che sono state fatte intorno alle "foibe".
E' sintomatico, ad esempio, il fatto che i "regolamenti di conti" in Italia sono tali fino al confine orientale, mentre da Monfalcone in poi si chiamano "pulizia etnica". E' poi assolutamente ipocrita che, per sostenere la teoria della "pulizia etnica", si sia taciuto delle vittime slovene e croate di questi regolamenti di conti. E, soprattutto, si sia nascosto tutto ciò che Tito fece, allo stesso modo che in Istria ed a Trieste, per terrorizzare nel resto dell'ex-Jugoslavia chiunque si fosse opposto, o fosse potenziale oppositore, del suo "nuovo corso".
Ma, come sostiene Pirijevec, per compattare gli italiani in una fantomatica ed ideologica "coesione nazionale", lo stereotipo dello "slavo feroce e sanguinario" si prestava benissimo alle manipolazioni ed alle strumentalizzazioni che l'autore, brillantemente, dimostra e denuncia nel suo eccellente libro. Non a caso edito da Einaudi. Non da una casa editrice minore ed anarco-insurrezionalista come qualcuno vorrebbe fare credere...
La verità è bianca
Lunedì, 23 Novembre 2009 18:40:29
Claudio
La verità sulle foibe e il clima politico che era all'origine del dramma si può paragonare alla luce: è bianca ma si compone di molti colori.
Troppi autori evidenziano alcuni colori e ignorano altri; non dicono il falso ma dipingono una realtà parziale usando non tutti i colori cha la compongono ma solo alcuni e pertanto il risultato non è " bianco".
Sulle foibe si legge di tutto e di più ; è difficile farsi una idea della realtà vera. Io sottolineo solo , per vissuta esperienza , che il clima politico nell'area , voluto allora dalle nuove autorità partigiane e poi perseguito dal governo jugoslavo, era irrespirabile per gli italiani tutti ; ne è la prova il dramma delle foibe e il fatto che poi dall'Istria hanno deciso di abbandonare le loro terre ed averi 350000 istriani . Faccio notare , per contrapposizione che dalla ex zona B rimasta in mano italiana praticamente nessuna famiglia slava ha abbandonato le sue terre per insediarsi in Slovenia.
Claudio
gli italiani gente buona
Lunedì, 23 Novembre 2009 16:28:00
Sara
c'è da ricordare:
-l'Italia faceva parte dela Germania nazista ed ha perso la querra
-non si parla mai neanche oggi in Italia delle atrocità che hanno fatto fascisti in Libia(uso armi chimiche, biologiche, deportazioni etc.) , in paesi balcanici occupati dall' Italia -in Slovenia, in Croazia. Parliamo un po' della risiera di Trieste-un campo di concentramento dove sonno state uccise più di 5000 persone(sloveni, croati, ebrei, italiani partigiani-vedere il sito della comunità ebraica di Trieste), di Gonars etc. -così si può spiegare(ma non giustificare) la vendeta dei partigiani quando sono arrivati a Trieste.
VERGOGNA
Lunedì, 23 Novembre 2009 15:51:50
ANDREA_FI
Revival delle foibe??? Le tue sono affermazioni a dir poco fuori luogo...350.000 persone sono state costrette a lasciare le loro terre d'origine accolte dagli ottusi a sassate (stazione di Bologna) perchè considerati tutti fascisti!!E tu chiami qst revival?!?La verità è che nel momento in cui gli innumerevoli crimini comunisti vengono alla luce fanno male eh? Non capisco il nesso con i colonizzatori, quei territori appartenevano alla repubblica di Venezia da secoli...colonizzatori...Il PCI si è adeguato?Il PCI è dovuto rimanersene zitto, dato che come non saprai i vari esponenti del PCI friulani e istriani che si adoperarono affinché l'annessione dell'Istria alla Jugoslavia non avesse luogo sono finiti in fondo alle foibe insieme ai fascisti, finanzieri, carabinieri, gente comune colpevole solo di essere italiano.Per tua notizia il governo italiano paga tutt'oggi delle pensioni ad alcuni esecutori slavi che purtroppo non sono ancora deceduti. Posso proseguire quanto vuoi, conosci l'eccidio di Porzus?
Foibe
Lunedì, 23 Novembre 2009 15:04:09
Gianluca Pasini
Per il sig. Luca
Bibliografia, mi citi della bibliografia a sostegno della sua tesi secondo cui le foibe sono solo opera di propaganda. Sennò taccia. Gli Italiani hanno ammesso le loro colpe come pochi altri: quale stato europeo ha chiesto solennemente scusa a una sua ex-colonia, come, appunto, ha fatto l'Italia con la Libia? E poi, per raggiungere lo scopo della coesione nazionale, strumentalizzare il dramma delle foibe sarebbe un mezzo non proporzionato al fine. Ci vuole ben altro per arrivare allo scopo che Lei dice. Quindi il dramma 'foibe', che non sommuove gli animi fino al punto che lei crede, non è pensabile che possa essere sfruttato per quel fine.
il microfono a Claudia Cernigoi!
Lunedì, 23 Novembre 2009 13:47:35
Luca
Apprezzo Pirjevec, non l'analisi dell'Italia post 89. Altro che coesione nazionale, le foibe sono arma di una parte politica contro l'altra, il "giorno delle foibe" è stato istituito dal centro-destra su proposta di AN sostenuta da Forza Nuova. Il revival delle foibe è stato accompagnato da menzogne, omissioni e propaganda. Agli italiani hanno sempre fatto credere che erano diversi dagli altri colonizzatori europei, che loro nelle colonie andavano a fare del bene, a costruire strade e scuole, abbiamo sempre avuto il mito degli "italiani brava gente". Abito in provincia di Frosinone a pochi km dal lager (1 dei 20 in Italia) dove nel 42-43 sono stati deportati e sterminati migliaia di donne e bambini greci e jugoslavi, ma nessuno lo sa! Nel dopoguerra anche il PCI si è adeguato in nome della coesione nazionale, tanto che nessun criminale di guerra in Italia è stato condannato. Dagli anni 90 il mito "italiani brava gente" è stato usato da una fazione politica per rimuovere lo sporco e riscrivere la storia: ecco così che le foibe sono diventate la pulizia etnica commessa dai barbari slavocomunisti nei confronti di innocenti vittime civili italiane. Una bella impresa riuscire a spacciare per vittime civili innocenti criminali di guerra, comuni assassini, funzionari fascisti, squadristi.. E chi fa notare che la versione del governo non è proprio uguale alla realtà viene perseguitato, come Claudia Cernigoi.
Foibe 2
Lunedì, 23 Novembre 2009 13:36:15
Enzo
Pirjevec - me lo si conferma - non ha approfondito l'aspetto residuale della questione, ossia la tematica dei mandanti.
Tutt'altro: ha rielaborato le note prese di posizione degli ultranazionalisti slavi.
Aspettiamo, pertanto, che qualcun altro, in base ad attente ricerche storiche, ci faccia i nomi e cognomi dei mandanti o, almeno, di parte di essi.
Arriveremo un giorno a conoscere questi nomi?
Mi auguro sì, anche se - probabilmente - dovremo attendere ancora.
Foibe
Lunedì, 23 Novembre 2009 13:11:36
Gianluca Pasini
Sì, concordo con il dott. Lusa sulle qualità stilistiche dei libri del Pirjevec. Il quale però piscia fuori dal vaso quando ritiene che il riappropriarsi di una memoria condivisa sia atto intellettuale di nazionalismo. E se ha dato voce ai negazionisti, ha dato voce anche ai discendenti delle vittime, anche nel caso che queste siano figlie di 'collaborazionisti'? Ditemelo!
Chi taccia di strumentalizzazione l'istituzione della giornata del ricordo, che dovrebbe dire allora di ogni altra commemorazione pubblica?
Cordialmente,
Libro non equo
Lunedì, 23 Novembre 2009 12:53:21
Luigi
Ho acquistato e letto il libro di Pirjevec lo stesso giorno in cui è uscito nelle librerie. In realtà si tratta di un libro deludente, per quanto riesce ad essere datato nelle sue linee interpretative di fondo - che di fatto sposano le tematiche più becere del nazionalismo sloveno/croato dei decenni scorsi - nonché fazioso oltre ogni limite. Pirjevec passa come uno schiacciasassi su qualsiasi dubbio interpretativo, su qualsiasi tentativo di lettura condivisa, compreso il testo della commissione mista di storici italo-sloveni. Sdogana totalmente una polemista come Claudia Cernigoi, che per altri autori - come Raoul Pupo - è da intendersi come una schietta negazionista. Pirjevec quindi si pone come il contraltare estremista dei neofascisti italiani: un'utilissima foglia di fico per le prossime polemiche sul tema e in definitiva un calcio nello stomaco a chi si sforza di lavorare per il superamento delle visioni partigiane.
foibe
Lunedì, 23 Novembre 2009 11:27:37
enzo
il caso foibe non fu messo nel dimenticatoio,ma volutamente ignorato e coperto da una generazione politica che non voleva avere problemi con la confinante Yugoslavia.gli infoibati non erano morti degni di nota,come quelli del triangolo della morte emiliano.del resto c'erano anche partigiani italiani tra coloro che parteciparono alle esecuzioni e si sa che la storia la fa chi vince.
la verita sta nel mezzo
Lunedì, 23 Novembre 2009 11:23:32
at
libro sicuramente da leggere, sono d'accordo con il commento dell'autore sulla facilita linguistica di Pirjevec, che riesce a scrivere ricerche storiche accurate ed allo stesso tempo di agevole lettura. Mi lascia perplesso il collegamento tra la "riscoperta" delle foibe da parte dell'opinione pubblica italiana negli anni 90 ed il preteso bisogno di un collante nazionalistico per la cosiddetta seconda repubblica. Secondo me il silenzio sulle foibe in Italia era dovuto all'egemonia culturale del PCI, ed al fastidio di molti intellettuali italiani ad affrontare certi temi. In sintesi, se il nazionalismo italiano avra senz'altro avuto un ruolo nell' "olocaustizzazione" delle foibe, altrettanto importante e'stata la scomparsa del PCI e dei conseguenti pruriti ideologici in Italia.
Foibe
Lunedì, 23 Novembre 2009 10:26:59
Enzo
Francamente non capisco cosa ci sia ancora da dire sulle foibe.
Si è detto tutto ed il contrario di tutto.
Piuttosto, ci sarebbe da indagare ancora sui mandanti, facendo nomi e cognomi.
Non credo che neppure lo storico Jože Pirjevec abbia fatto luce su questo (residuo) aspetto.
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foibe
Lunedì, 21 Febbraio 2011 09:00:01
roberto salvatori