Sì è svolta in Serbia una tavola rotonda di discussione sull'analisi dei rischi legati all'esposizione all'uranio impoverito. L'incontro è stato organizzato dal Centro clinico Vinca di Belgrado

02/10/2001 - 

Venerdì scorso a Belgrado si è tenuta una tavola rotonda di discussione sulle conseguenze dell'uso dell'uranio impoverito impiegato durante il bombardamento della NATO sulla Serbia. L'incontro è stato tenuto dagli esperti del Centro clinico di Belgrado e dagli scienziati dell'Istituto della Scienza Nucleare di Vinca.

Numerosi avvertimenti sono stati fissati, includendo il fatto che affinché l'uranio divenga inoffensivo sono necessari non meno di 45 bilioni di anni! Un totale di 112 luoghi in Kosovo, 4 in Serbia e 1 sulla costa adriatica sono stati contaminati durante gli attacchi. Le persone con i maggiori rischi di contaminazione sono state quelle che hanno assistito alle esplosioni durante gli attacchi. Il numero di queste persone è di circa 1.300 (tra cui i membri dell'esercito jugoslavo), e le loro condizioni sono costantemente monitorate in tre cliniche, due a Belgrado e una a Nis. Il gruppo che è stato esposto al rischio maggiore comprende 300 persone e le loro condizioni vengono monitorate settimanalmente.

L'immagine globale è comunque piuttosto torva. Molti fanno notare che, confrontato con il 1992, oggi ci sono più bambini che presentano la distruzione del livello di cellule, in particolare aberrazioni cromosomiche che possono causare serie malattie durante la loro vita.

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