La vignetta di Corax sull'edizione di "Danas" del 13 marzo 2006

Dopo la notizia della morte di Slobodan Milosevic seguono le reazioni dalla Serbia, polarizzando l'opinione pubblica. Le accuse di radicali e socialisti al Tribunale dell'Aja, le aperture della stampa belgradese e le dichiarazioni di analisti e politici serbi

13/03/2006 -  Luka Zanoni

In Serbia la notizia della morte di Slobodan Milosevic si sovrappone alla ricorrenza del terzo anno dalla morte di Zoran Djindjic, uno degli attori principali del post-Milosevic.

La stampa serba riporta ampiamente tanto la morte per infarto nella sua cella del Tribunale dell'Aia dell'accusato numero uno per crimini commessi in Jugoslavia negli anni '90, quanto le manifestazioni per l'anniversario della morte del leader democratico assassinato il 12 marzo 2003. Così per esempio su uno dei maggiori quotidiani serbi, "Politika", ha messo sulla prima pagina di domenica un pezzo dal titolo "La morte di Milosevic" accanto ad un altro intitolato "Senza un vero successore" riferendosi a Zoran Djindjic.

Allo stesso modo se da un lato il quotidiano "Danas" dà spazio al noto disegnatore di satira Corax, che per anni ha avuto come bersaglio proprio Milosevic, pubblicando quella che sarà una delle ultime vignette sull'ex presidente serbo, in cui lo ritrae mentre arriva all'inferno a far compagnia agli altri due signori della guerra degli anni novanta nella ex Jugoslavia, Franjo Tudjman e Alija Izetbegovic, dall'altro la cosiddetta "stampa gialla" - ovvero i tabloid - apre con titoli a tutta pagina accusando il Tribunale dell'Aia di aver ucciso Milosevic.

Kurir, 12 marzo 2006

"Ucciso", così titola l'edizione domenicale di "Kurir", uno dei tabloid più letti in Serbia, sotto la foto dell'ex presidente serbo. "Mira M. prepara la vendetta", apre in prima pagina "Nacional" altro tabloid belgradese, con un'enorme foto della moglie di Milosevic.

Una sorta di polarizzazione che si riscontra anche nei commenti seguiti alla morte dell'ex presidente serbo.

L'analista politico e direttore della rivista "Nova Srpska Politicka Misao", Djordje Vukadinovic, considera che la morte di Milosevic si ripercuoterà negativamente sulla Serbia, aggiungendo che le conseguenze delle decisioni del Tribunale dell'Aia, come il rifiuto delle richieste di Milosevic di farsi curare a Mosca, il recente suicidio di Milan Babic e la decisione di rendere possibile l'attività politica a Ramus Haradinaj, radicalizzeranno ulteriormente l'opinione pubblica serba e complicheranno la scena politica locale.

L'ex premier serbo Zoran Zivkovic non si aspetta, invece, alcuna turbolenza in Serbia a seguito della morte di Milosevic, aggiungendo che la radicalizzazione in Serbia ha raggiunto il suo limite. "Milosevic non sarà di sicuro un eroe serbo...", "La Serbia dopo Milosevic è la Serbia del 5 ottobre...", "In Serbia dal 5 ottobre in avanti, Milosevic è diventato politicamente irrilevante, e lo è stato definitivamente dopo
il 28 giugno 2001", commenta Zivkovic riferendosi alla data della caduta di Milosevic e a quella della sua estradizione al TPI dell'Aia.
Tuttavia Zivkovic, riferendosi al TPI dell'Aia dichiara che la morte di Milan Babic e quella di Milosevic sono "una vergogna per il Tribunale dell'Aia" e che detto tribunale dovrà assumersene le conseguenze.

Accuse sul conto del Tribunale internazionale sono state immediatamente sostenute e alimentate dal partito di Milosevic, Partito socialista serbo (SPS) e dai Radicali (SRS), il cui ex leader, Vojislav Seselj, si trova anch'egli all'Aia per rispondere di crimini di guerra. "Per la morte di Milosevic sono colpevoli sia il Tribunale dell'Aia che i traditori locali" affermano perentoriamente all'SPS di Pozarevac, città natale di Milosevic. Il presidente del comitato dell'SPS di Pozarevac, Miomir Ilic, sostiene che "Il presidente Milosevic non ha difeso solo se stesso ma anche gli interessi nazionali e statali del paese nel quale per lui a suo tempo avevano votato circa due milioni di persone".
Davanti alla sede dell'SPS, ieri a Belgrado, si sono riunite un centinaio di persone in attesa di apporre la firma sul libro delle condoglianze, che è stato aperto oltre che nella sede principale anche nelle sedi del partito in tutta la Serbia.

Vari i commenti degli altri attori politici serbi. Spiccano in particolare le dure dichiarazioni del ministro degli Esteri, Vuk Draskovic. "Mi vergogno delle reazioni in Serbia alla morte di Milosevic. Il dispiacere dei suoi seguaci per un uomo che è responsabile di numerosi crimini, e che ha ordinato di persona molti omicidi si sono trasformati in odi al morto e alla sua politica che ha prodotto solo crimini, morti, sfortuna e odio. Promuovere un serial killer come eroe nazionale significa uccidere di nuovo le sue vittime, che la Serbia si vergogni davanti a se stessa, davanti al mondo e davanti a Dio, come paese in cui il crimine sembra un merito. Questo atteggiamento presente in Serbia è causa anche del fatto che ancora non ci sono condanne giudiziarie per gli omicidi della statale di Ibar, dell'omicidio di Slavko Curuvija, Ivan Stambolic e Zoran Djinjdjic, e gli assassini sono gli stessi criminali degli squadroni della morte di Milosevic".

Il premier Kostunica oltre ad aver espresso rincrescimento per la morte dell'ex presidente serbo, ha annunciato che chiederà al Tribunale dell'Aia un'inchiesta su quanto accaduto, dichiarando che "da noi, in momenti come questo, esiste la consuetudine di mettere da parte le differenze politiche e tutte le altre differenze".

I quotidiani di oggi (13 marzo) si soffermano soprattutto su dove si terrà il funerale dell'ex uomo forte di Belgrado. La richiesta dei socialisti va nella direzione di farlo seppellire nel cimitero monumentale di Belgrado, dove per altro è sepolto quello che fu il suo rivale numero uno Zoran Djindjic. Anche secondo i radicali il luogo della sepoltura di Milosevic dovrebbe essere il cimitero di Belgrado, richiedendo inoltre che la cerimonia venga eseguita con gli onori di Stato. Ivica Dacic, attuale leader dei socialisti ha dichiarato che vanno realizzate tute le condizioni "affinché il funerale venga fatto a
Belgrado, e affinché il funerale possa essere una grande manifestazione di supporto dei cittadini della Serbia a ciò per cui si è impegnato Slobodan Milosevic".

Mentre la famiglia Milosevic ancora non ha deciso dove si terrà il funerale, indiscrezioni della stampa parlano di Mosca, altre parlano di Pozarevac, il presidente serbo Boris Tadic in un comunicato diffuso dal suo gabinetto ha fatto sapere che "un funerale di stato per Milosevic sarebbe assolutamente inadeguato al ruolo che ha avuto nella nuova storia della Serbia e del tutto contrario all'orientamento che i cittadini hanno chiaramente espresso il 5 ottobre 2000".


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