Home / aree / Serbia / La repubblica delle trombe

Commenti

x Milica:

Credi davvero che le sanzioni servano a sovertire lo stato? Io credo essatamente il contrario. Potresti specificare, per favore? Per il resto sono d'accordo.

per Misio e Gori, grazie!

Davvero sorprendete per me che da due italiani possa essere compreso con la precisione chirurgica, dirrei, l'animo serbo. Con tutte le sue sfumature e contradizzioni. Davvero bravi. A differenza delle stereotipate, radical chik e snob relazioni du Guca di OB come i loro amici belgradesi senza arte ne parte gli insegnano. Perchè si vergognano delle loro origini rurali! Se si dovesse descrivere la Serbia intera e la sua eterna ricerca di identità fra Est ed Ovest, si potrebbe sintettizare in due sole parole: Guca ed Exit. Spiegano tutto.

Fallimento delle proteste? O la vergogna di Telecom Italia?

"Quelle manifestazioni evidenziarono ancor più la profonda spaccatura tra città e campagna, una delle molte ragioni per cui le proteste fallirono."

LE PROTESTE NON FALLIRONO!
SlobA (SlobO sarebbe la versione montenegrina e bosniaca, qui si parla della Serbia) ha riconosciuto di aver perso le elezioni locali ed ha dovuto anticipare le elezioni parlamentari e presidenziali per il settembre 1997. Djindjic è diventato il sindaco di Belgrado il 22 febbraio 1997, l'opposizione ha avuto i governi locali in 122 comuni (di 160 esistenti) della Serbia (insieme a tutte le TV locali), ed una buona possibilità di vincere le elezioni anticipate.
Tutto andato in fumo in giugno di quell'anno quando nel paese sotto le sanzioni ONU durante la campagna elettorale entrano un miliardo e mezzo di marchi tedeschi!!! In quel momento la Serbia non può esportare manco un chiodo, e vende la Telekom!!!
Sloba alza tutti i stipendi in settore pubblico di 100%, comincia un'enorme campagna di rinnovo e miracolosamente vince le elezioni!!!
Risultato: un miliardo e mezzo di marche tedesche spesi in 6 mesi, un'altra vergogna dell'ONU che non controlla le proprie sanzioni ed un'altra guerra in 1999!!!

Saluti a tutti,
milica, Bari

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