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Commenti

giustissimo

Condivido pienamente. Come fecero gli americani per sbarcare in Sicilia?

Ditelo a TDF

Ditelo a Tommaso Di Francesco...ancora oggi e' convinto che i poveri Serbi e con lui, of course, la buon'anima di Milosevic, difendessero le prerogative del "socialismo autogestito"...
Forse e' un azzardo, e forse no, ma se per lo meno la sinistra italiana si fosse attrezzata - ovvio, attraverso la "sua" stampa - rispetto a quanto andava succedendo in(ex)Jugoslavia, probabilmente le aggressioni serbe avrebbero subito uno stop, dovuto a una "comunita' internazionale", spinta ad un certo tipo di azione proprio da un'Italia informata. E invece, Ponzio Pilato ha continuato a permettere ad un contendente di armarsi vieppiu' (le fabbriche militari erano in possesso della Serbia e dei Federali e per lo piu' in terra serba) e agli altri di soccombere o rivolgersi al mercato nero con l'ovvio coinvolgimento di bande e criminali come mediatori e "salvatori"...

responsabilità personali

Sì, va tutto bene. Ok cercare le responsabilità anche tra i giornalisti che sono stati e sono uno dei problemi e delle cause. Ma occorre fare bene attenzione che questo non vada a vantaggio di coloro che spingono per valutare quelle vicende da un punto di vista delle responsabilità collettive. Insomma lo diceva la TV e quindi chi ha compiuto certe porcherie ha un'attenuante in più? Io credo fermamente nella resaponsabilità personale e che le persone il 99% delle volte sono perfettamente coscienti di compiere crimini orrendi. Ma lo fanno lo stesso perchè fa comodo e perchè la guerra promette sempre bene: saccheggi, donne, ecc. Farsi strumentalizzare è molto comodo.

x Mario. I danni collaterali dell'informazione

Perchè preoccuparsi della Serbia? Il problema è generale. La stessa denuncia l'ha fatta Hedl nei riguardi della Croazia. Che il mandante di questi crimini sia interno od esterno ad un paese è irrilevante. Si tratta di capire le responsabilità PENALI e quindi individuali, in alcune occasioni storiche e di porre dei limiti etici al potere dei giornalisti. Un potere reale che, in una Democrazia, ha un certo grado di autonomia. A parte le menzogne palesi e con effetti devastanti che ruotarono attorno a Borovo Selo, sia da parte croata che serba, e che, a mio giudizio, sono ancora degne di severa punizione, anche alcune informazioni reali andrebbero trattate con saggezza. Se io fossi un giornalista, alla luce di quella che è stata la mia esperienza di vita relativamente alla ex-jugoslavia, ci penserei 10 volte prima di veicolare una notizia che potrebbe perdere il suo carattere di informazione per trasformarsi in propaganda di guerra.
Es.: fu certamente vero che in alcune situazioni truppe paramilitari cetniche compirono dei massacri di civili croati, bambini compresi. La diffusione approsimativa di queste notizie sui media provocò in alcune zone la separazione traumatica madre/ figlio. Prelevati da militari e portati in zone più sicure, in una situazione di caos totale. Questo creò diversi problemi a minori di cui si perse la famiglia d'origine. Chi ha mai pagato per questo modo demenziale di gestire l'informazione.

a quando ?

.....un ampio dibattito sul ruolo dei giornalismo nel creare l'atmosfera di odio contro le altre nazioni della repubblica .......

OK ! Molto bene . E a quando un ampio dibattito sul ruolo di quello stesso giornalismo nel creare le condizioni per la rovina della Jugoslavia e della Serbia ?
Perchè chi mi dice , visti i risultati, che questi criminali di giornalisti , non stessero agendo su mandato di altri all'esterno del paese piuttosto che su mandato del solito Milosevic ?

Mancano le dateeeeee

LE DATE ! LE DATE ! LE DATE! come si fa a scrivere cosi ? Citando articoli ed eventi senza le date .
Lucia Manzotti impara a scrivere per favore e ad avere rispetto per chi legge .

Utopia per il futuro

"Non bisogna dimenticare che i capi redattori e i direttori nella maggior parte dei casi erano membri del Partito Socialista di Milosević, quindi erano parte del regime"." Qualunque persona metta la sua firma in calce ad articoli come quelli che apparvero in quegli anni nella Ex-Jugoslavia devrebbe sapere che ne risponderà penalmente. Che facessero o meno parte di un ingranaggio bellico in definitiva è irrilevante. Ci vorrebbe un organismo analogo e simmetrico ad Amnesty International che "seguisse" da vicino i commentatori politici di tutti i paesi. Così in casi analoghi che dovessero avvenire in futuro certi articoli li firmerebbero solo politici e generali. Certo che in situazioni politiche molto instabili capire il limite tra informazione e propaganda di guerra non è molto semplice, tuttavia è e sarà sempre più assolutamente necessario.

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