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bravi

Kuca Cveca (la Casa dei Fiori), ovvero il Museo del 25 Maggio, meglio noto come la casa di Tito, a Dedinje, è uno dei posti più interessanti di Belgrado e dell'intera Jugoslavia. La pecca del museo è proprio la scarsa (per non dire nulla) interattività, quindi ben venga uno sviluppo in questa direzione. Bella anche l'idea di esporre i doni fatti a Tito da comuni cittadini oltre quelli dei capi di Stato stranieri esposti, perché credo manchi nel museo la percezione dell'amore che c'era e che c'è tra il popolo Jugoslavo e il suo Presidente. E' infatti impressionante leggere sul libro di dediche i numerosissimi messaggi di stima dei cittadini (moltissimi sloveni e croati!). Inoltre la società jugoslava, la sua fratellanza, unità, uguaglianza, tolleranza.. credo meritino di essere riscoperte. Inoltre serve a valorizzare Dedinje, quartiere periferico ma in rapido sviluppo, poco frequentato e conosciuto dagli stessi belgradesi.

speranza

"..sia necessario proporre delle chiavi di lettura più critiche e inaugurare un processo di storicizzazione matura." E' necessario. Speriamo funzioni al di là delle più rosee aspettative. E che sia da premessa per un processo analogo nei confronti dei nazionalismi e della guerra post-titoiste. Purtroppo per queste cose ci va molto tempo. Un paio di generazioni circa. Purtroppo i balcani questo tempo non lo hanno. Purtroppo in genere si va nella direzione opposta..
P.S:Un pò di Jugostalgija può far bene..attenti però alla Titostalgija!

Prove tecniche di dialogo

Questo articolo dimostra come ancora una volta la società civile dimostri una forte sensibilità al dialogo,a dispetto del pio nazionalismo offerto dai governi e dalle strutture ministeriali delle repubbliche dell ex jugoslavia.Vista la difficoltà di una memoria storica condivisa su gli anni della guerra,credo che un ricordo comune su 45 anni di unità e fratellanza non solo sia utile ma vada ricercato con forza in modo che le nuove generazioni abbiano una visione completa del loro passato.Complimenti dunque agli ideatori di questa mostra e al tentativo di riconciliazione culturale da essi cercato,sperando che la loro voce non trovi orecchie sorde negli altri stati balcanici e che non venga ostacolata in patria.Auguri a questi belgradesi di buona volontà e a tutti coloro che si uniranno ad essi!!!

chiesa di tito

Per chi crede che Tito sia stato dio in terra un bel posto e come tale merita da vedere (ovviamente non ci sarà nessun accenno ai massacri voluti e ordinati da Tito&partija).
Consigliato soprattutto però a chi è rimasto senza patria, senza lingua, senza cittadinanza, senza la guida, senza l'ideologia, senza i priviliegi che la FRJ dava - ma con molta nostagia.......

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