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Uccisioni dopo la grazia

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Uccisioni dopo la grazia

Stanislav Markelov, attivista per la difesa dei diritti umani ed avvocato che si occupava di crimini del conflitto ceceno, è stato ucciso a colpi di pistola. Vittima anche Anastasia Baburova, giornalista di Novaja Gazeta

Stanislav Markelov, attivista per la difesa dei diritti umani e avvocato di diverse vittime del conflitto ceceno, è stato ucciso a colpi di pistola il 19 gennaio all'ingresso della stazione della metropolitana Kropotkinskaja, in centro a Mosca e in pieno giorno. La giovane giornalista di Novaja Gazeta Anastasia Baburova, che si trovava assieme a Markelov, è stata ferita gravemente, ed è morta la sera stessa in ospedale.

Anastasia Baburova, 25 anni, aveva iniziato a collaborare con Novaja Gazeta, lo stesso giornale per cui lavorava la nota giornalista Anna Politkovskaja, lo scorso ottobre. Si occupava principalmente di questioni legate a gruppi giovanili di estrema destra.

In qualità di avvocato, Stanislav Markelov si era occupato di vari importanti casi relativi al conflitto in Cecenia. Sebbene le autorità non si siano ancora sbilanciate sulle cause dell'omicidio, tra i colleghi di Markelov non vi è dubbio che dietro all'aggressione vi sia la sua attività professionale. Lo stesso Markelov dichiarava di subire frequenti minacce e già nell'aprile del 2004 aveva subito un pestaggio da un gruppo di giovani che lo avevano aggredito insultandolo per il suo lavoro.

L'affare Budanov

Il libro 

La vicenda di Elsa Kungaeva e il processo a Budanov sono raccontati anche nel libro di Anna Politkovskaja "La Russia di Putin"

Il caso più noto di cui si occupava Stanislav Markelov riguardava il colonnello Yuri Budanov. Il 26 marzo del 2000, Yuri Budanov aveva prelevato dalla propria abitazione la diciottenne Elsa Kungaeva e dopo percosse e violenze l'aveva picchiata e strangolata. Il 25 giugno del 2003, Yuri Budanov è stato condannato a 10 anni di reclusione, ma già nel 2004 il tribunale regionale competente aveva accettato la sua richiesta di grazia.

Questo caso aveva ottenuto ampia attenzione a livello nazionale, e diverse forze politiche di carattere patriottico/nazionalista avevano dimostrato il proprio appoggio al colonnello russo. In particolare, il leader del partito populista LDPR Vladimir Zhirinovsky, vice-presidente della Duma russa, aveva pubblicamente dichiarato che Budanov era vittima di un processo politico, e che presto avrebbe ottenuto giusta liberazione. L'"Unione delle Forze Statali e Patriottiche" della città di Pskov aveva ufficialmente richiesto a Budanov nel 2003 di essere incluso nelle loro liste per le successive elezioni parlamentari. Durante una trasmissione televisiva che aveva avuto luogo la sera stessa della condanna di Budanov a 10 anni di carcere, rispondendo ad un sondaggio, meno di 1500 persone avevano dichiarato di ritenere giusta l'incarcerazione, mentre oltre 16000 hanno dichiarato che Budanov avrebbe dovuto essere assolto.

In seguito a numerose vicissitudini giudiziarie e proteste provenienti da diverse parti, lo scorso 15 gennaio il colonnello Budanov è stato rimesso in libertà. Contro tale decisione erano intervenuti numerosi attivisti dei diritti umani, sottolineando l'importanza di non utilizzare doppi standard per giudicare reati commessi da soldati russi e da guerriglieri ceceni, ma anche rappresentanti della leadership cecena; secondo l'attuale presidente ceceno Ramzan Kadyrov, la grazia a Budanov equivale ad un offesa al popolo ceceno. Diverse azioni di protesta conto la liberazione di Bodanov hanno avuto luogo in Cecenia; in particolare, lo scorso 25 dicembre aveva avuto luogo una importante manifestazione a Grozny, alla quale avevano partecipato in particolare molti giovani.

Il direttore del Centro per i Diritti Umani della Cecenia, Mikhail Ezhiev, ha dichiarato: "Io, quale rappresentante della comunità che si occupa di diritti umani in Cecenia, collego la morte di Markelov unicamente con il caso Budanov". Stanislav Markelov aveva dichiarato le sue intenzione di fare appello anche a corti internazionali per opporsi alla scarcerazione del colonnello Budanov; al momento dell'aggressione, era appena uscito da una conferenza stampa dedicata proprio a questo caso.

Oggi, 20 gennaio, una dimostrazione in memoria di Stanislav Markelov sta avendo luogo a Grozny, capitale della Cecenia.


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