Costanza, Romania - (flickr/cod_gabriel)

Domenica 10 giugno in Romania si è votato per sindaci e consigli provinciali. Ha vinto l'attuale coalizione di governo guidata da Social-democratici e Liberali. Un test importante in vista delle elezioni politiche del prossimo novembre

12/06/2012 -  Mihaela Iordache

Le elezioni amministrative in Romania sono state vinte dalla coalizione di centro sinistra al governo. L'USL (l’Unione Social-liberale) formata da Social-democratici (PSD), Liberali (PNL) e Conservatori (PC), al governo da solo un mese, si aggiudica sindaci,  maggioranze nei consigli municipali e provinciali in quasi metà del paese con oltre il 50% dei voti raccolti, contro appena il 16% di quelli del principale sfidante, il Partito democratico liberale (PDL), sostenuto dal presidente romeno Traian Băsescu. 

Le elezioni del 10 giugno sono state certamente un importante test elettorale in vista delle elezioni politiche previste per il prossimo novembre. E' stato in primo luogo un voto negato ai democratici liberali (PDL) che negli ultimi anni hanno governato il paese in tempi di dura crisi economica e hanno adottato draconiane misure di austerità: tagliando stipendi e pensioni e aumentando l’IVA.

Ma se il PDL è in caduta libera non si può dire lo stesso del suo presidente, l'ex premier Emil Boc, che ritornato nella sua città, Cluj Napoca, è stato inaspettatamente premiato dai suoi concittadini che lo hanno aiutato a conquistare un nuovo mandato di sindaco.

Governo legittimato

Il governo del giovane primo ministro Victor Ponta esce rafforzato e legittimato da questo risultato elettorale. Era un momento importante, anche perché l'attuale governo deve la sua maggioranza al cambio di casacca di numerosi parlamentari.

Ma evidentemente gli elettori romeni hanno gradito il cambiamento. Metà dei 18 milioni di aventi diritto si sono recati alle urne e metà di loro hanno optato per la coalizione guidata da Ponta.

L’USL è una coalizione di cui fanno parte alcuni partiti collocabili in una tradizione politica di sinistra ed altri di destra. Alcuni analisti nei giorni scorsi si erano dimostrati scettici sul suo futuro proprio per queste supposte incongruenze. Ma per ora si è rivelata una formula di successo, l'unica in grado di scalzare dal potere il PDL.

Tra l'altro il risultato alle amministrative incoraggia i membri della coalizione a serrare le fila in vista delle politiche. Devono governare insieme. E se il presidente del PSD, Victor Ponta, è diventato premier, il presidente dei liberali (PNL), Crin Antonescu, ambisce alla carica di presidente della Romania. L’intesa è chiara e va mantenuta. Magari anche prima delle elezioni presidenziali previste per il 2014, se Traian Băsescu sarà obbligato a quelle dimissioni che l'attuale maggioranza governativa auspica.

Bucarest e le altre città

Nella capitale Bucarest è stato riconfermato sindaco il medico chirurgo Sorin Oprescu, candidato indipendente sostenuto anche dall’Unione Social-Liberale. Oprescu durante il suo mandato è riuscito a finalizzare alcuni importanti progetti di infrastrutture, evidentemente apprezzati dai suoi concittadini.

Se in alcune città della Romania hanno contato i partiti che sostenevano i vari candidati, in altre è stata la personalità di questi ultimi a prevalere. Questo è accaduto di sicuro nella città di Pitesti, dove per la sesta volta è stato eletto sindaco Tudor Pendiuc che è così divenuto il sindaco più longevo del paese per il numero di anni in carica. Un altro che per popolarità gli fa concorrenza è a Sibiu Klaus Iohannis, della minoranza tedesca, che ha vinto per la quarta volta la poltrona di sindaco con oltre il 70% dei consensi. A Craiova, invece, Lia Olguta Vasilescu (37 anni), ex senatrice con cintura nera di karate diventa il primo sindaco donna della città.

In seguito alle elezioni di domenica scorsa, l'USL conta ora 986 sindaci, il PDL 385, il PSD 293 e il PNL 195. Nei consigli comunali e provinciali dopo le principali forze politiche del paese - l'Unione Social Liberale (USL) e il Partito Democratico Liberale (PDL) - si afferma un nuovo partito, il Partito del Popolo (PP-DD), fondato da un noto giornalista tv, Dan Diaconescu.


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