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Turismo a Kotor, tra storia e cultura ita

Kotor - La chiesa di Sveti Tripun (foto L. Zanoni)

Kotor - La chiesa di Sveti Tripun (foto L. Zanoni)

La sua storia, le antiche mura medievali della Città vecchia e le numerose manifestazioni culturali sono gli elementi che contraddistinguono l'offerta turistica di Kotor. Fattori che la tengono lontana dal turismo di massa che investe altri luoghi della costa montenegrina. Ne abbiamo parlato con Dragana Maslovar, PR dell’Azienda di promozione turistica di Kotor

articolo SeeNet

Pur essendo una rinomata metà turistica, la città di Kotor (Cattaro) non è assediata dal turismo di massa. I turisti che raggiungono questa piccola perla della costa montenegrina, incuneata nel fiordo naturale delle Bocche di Cattaro, lo fanno spesso in nave o in gite giornaliere. L’offerta turistica è ampiamente arricchita dalle numerose manifestazioni artistiche e culturali. Mentre per la sua storia e per la Città vecchia, patrimonio dell’Unesco, può competere con la più rinomata Dubrovnik.

Il Programma SeeNet a Kotor 

Il Comune di Kotor fa parte del progetto SeeNet II. Ne abbiamo parlato con Branka Todorović, consigliere per la cooperazione internazionale presso il Comune di Kotor e coordinatrice locale di  SeeNet II.

Che attività svolgete col progetto SeeNet II?

Operiamo in tre settori: sviluppo del turismo sostenibile, difesa dell’ambiente naturale e pianificazione urbanistica e territoriale. Sin dal principio si sono attivate importanti istituzioni come il Segretariato per l’urbanizzazione e la pianificazione territoriale, l’Agenzia per la promozione turistica e il Segretariato per la difesa dei beni architettonici e ambientali. Nella prima fase abbiamo preso conoscenza della struttura del progetto. Ci sono state varie riunioni ed incontri tematici. A questi hanno fatto seguito altri incontri dove si è analizzato cosa è stato fatto nella prima fase. Nella prima fase del progetto è stata sviluppata un’analisi generale della situazione relativa a questi tre settori. E il Comune di Kotor ha preparato un’analisi swot [analisi che tiene in considerazione i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi di una determinata situazione, ndr.] insieme ai nostri colleghi di Rimini, perché Rimini è incaricata di relazionarsi con Kotor, in qualità di reference point, per la realizzazione di queste attività progettuali. Mentre la Regione Emilia Romagna segue per la parte che riguarda l’institutional building.

Cosa è emerso dalle analisi che avete realizzato?

Per il momento abbiamo prodotto tre analisi swot che sono state consegnate a Enzo Finocchiaro, dirigente della Provincia di Rimini, il quale ha chiesto un’ulteriore affinamento delle analisi e ci ha fornito un input aggiuntivo grazie al quale ottenere nuove informazioni che saranno rilevanti per la progettazione nei settori che ho poco fa menzionato. L’Azienda turistica ha il compito di effettuare un sondaggio di gradimento sui turisti, sulla base delle indicazioni e suggerimenti che abbiamo ricevuto da Rimini. Il modello, infatti, è quello usato nei sondaggi effettuati a Rimini. L’obiettivo è di capire meglio di quanto fatto finora il grado di soddisfazione dei turisti che vengono a Kotor.

Anche Kotor come Budva, quindi, cerca di fare tesoro dell’esperienza di Rimini nel settore del turismo?

Sì certo, questa parte di progetto per noi è molto importante. Rimini d’altra parte è una provincia prevalentemente basata sul turismo e sull’economia del turismo. E proprio dai colleghi di Rimini abbiamo ricevuto indicazioni su cosa dobbiamo evitare che accada a Kotor, in che modo possiamo sfruttare la loro esperienza per poterci orientare verso lo sviluppo di un turismo e di una pianificazione territoriale sostenibili. Cosa che, a dire il vero, per ora a Kotor non è mancata, grazie all’amministrazione della città che tiene in considerazione il valore architettonico e grazie all’Unesco che supervisiona come e cosa si costruisce a Kotor, perché facciamo parte della lista dei beni protetti.

In effetti mi sembra netta la differenza tra Kotor e Budva per quanto riguarda l’urbanizzazione e la pianificazione territoriale…

Sì, sotto questo aspetto la differenza è enorme. Difficilmente troverete a Kotor il tipo di edilizia che c’è a Budva.

E per quanto riguarda la parte di implementazione del sistema GIS (sistema informativo computerizzato per la gestione dei dati geografici) e del SIT (sistema informativo territoriale)?

È in fase di realizzazione. Per Kotor sono strumenti estremamente necessari e sarà uno dei risultati più importanti raggiunti dal progetto SeeNet II. Con questo software i funzionari e i tecnici del comune potranno avere a disposizione dati informatizzati molto dettagliati. Infatti i colleghi dell’ufficio di pianificazione territoriale e di urbanistica sono particolarmente interessati a questo aspetto del progetto SeeNet II, perché ci saranno anche dei corsi di formazione per questo software che offre moltissime possibilità e senza il quale al giorno d’oggi è impossibile sviluppare una pianificazione territoriale seria.

Quanti abitanti ha la municipalità di Kotor e quanto aumenta il numero durante la stagione estiva?

Nell’intera municipalità ci sono circa 23.000 abitanti, secondo l’ultimo censimento. Durante la stagione turistica aumentano di altre 30.000 unità. Si arriva in tutto a oltre 50.000 persone.

A differenza di Budva però qui i turisti vengono più che altro in gita…

Sì, ma questi non sono calcolati in quel numero. I 30.000 sono riferiti soltanto ai turisti che alloggiano a Kotor in hotel o in case private. Sul territorio dell’intera municipalità ci sono 21 hotel per un totale di circa 1.500 posti letto. Di questi hotel: 2 sono a cinque stelle, 9 a quattro stelle, 9 a tre stelle, 1 a una stella.  Poi ci sono circa 2.500 posti letto in case private registrate. Restano escluse molte case e posti letto non registrati di cui non riusciamo ad avere i dati.

Per quanto riguarda invece i turisti che vengono in gita, nei primi sei mesi di quest’anno a Kotor hanno fatto visita circa 86.000 persone, il 28% in più dell’anno scorso nello stesso periodo. Lo scorso anno complessivamente abbiamo avuto circa 160.000 turisti che sono venuti in gita a Kotor. Un numero piuttosto alto, che comprende sia i turisti che vengono in autobus sia quelli che vengono con le navi da crociera, e quest’anno è previsto che arrivino circa 330 navi.

Il fiordo delle Bocche di Kotor

Il fiordo delle Bocche di Kotor

Da dove vengono perlopiù i turisti che visitano Kotor in giornata?

I più numerosi sono francesi, inglesi, russi e giapponesi, turisti che vengono con le navi da crociera. In autobus vengono principalmente dalla Croazia e dalla contea di Dubrovnik-Neretva. Poi ci sono turisti che vanno in vacanza a Budva e che vengono in giornata a visitare Kotor con gite organizzate.

Che impatto ha l’aumento di popolazione nei mesi estivi rispetto ai consumi di acqua e corrente elettrica per esempio? È una situazione sostenibile?

Non abbiamo problemi con la fornitura di corrente elettrica d'estate. Può accadere a volte che vi siano difficoltà d'inverno. Per quanto riguarda le forniture idriche, è stato finalmente risolto il problema con l’allacciamento all’acquedotto nazionale che è collegato al lago di Scutari. Quindi, dalla scorsa estate, non abbiamo più avuto restrizioni alle forniture d’acqua.

Il problema maggiore resta l’aumento del traffico sulle strade e l’assenza di parcheggi, perché durante i mesi estivi raddoppia il numero delle automobili e si congestiona facilmente il traffico urbano. Allo studio c’è un progetto per realizzare una tangenziale attorno a Kotor. Ma per ora è fermo, perché dovrebbe passare sulle montagne che sovrastano la città e poi c’è la questione del parere della Commissione per la difesa dei beni culturali. In discussione c’è l’impatto che potrebbe avere sulla parte storica della città. Infine, pare anche che non ci siano fondi a sufficienza.

Cosa offre Kotor ai turisti?

Non abbiamo molte spiagge. L’offerta principale è di carattere culturale e storico. Il nucleo della Città vecchia, la visita ai monumenti e agli edifici storici. Gite nel vicino paesino barocco di Perast, per esempio. Ma non mancano attività varie che si possono fare: equitazione, giri in bici e a piedi. Ci sono molti percorsi attorno al golfo di Kotor non ancora ben sfruttati che stanno diventando un punto di interesse. Fino a pochi anni fa questi percorsi non erano utilizzati, mancavano le infrastrutture. Da un paio di anni c’è più attenzione anche a questo tipo di offerta, grazie anche al progetto del ministero denominato “Hiking and biking” (camminate in montagna e percorsi in bicicletta).

Ci sono anche vari festival nel periodo estivo…

Sì, anche questo è un fattore di forte attrazione turistica. A Kotor in estate si tengono varie manifestazioni artistiche e culturali: Bokeljska noč (la Notte delle Bocche di Cattaro), Karneval (carnevale con carri in maschera) e KotorArt. Di solito la stagione inizia con un festival dedicato ai bambini che dura fino al 10 luglio. Si prosegue con KotorArt il 13 luglio, con un ricco programma che dura fino alla metà di agosto, ogni sera ci sono concerti, rappresentazioni teatrali, ecc. Ad agosto il programma continua con le manifestazioni tradizionali: Bokeljska noč, Karneval, Festival Klapa (coro e musica lirica) e Festival della moda.

Il dossier 

bivio

Vai al dossier su turismo, rifiuti e speculazione edilizia lungo la costa montenegrina

In che periodo dell’anno si sviluppa il turismo a Kotor, oltre ai mesi di luglio e agosto?

A settembre e all’inizio di autunno abbiamo parecchi turisti in città. La maggior parte sono stranieri, in buona parte persone che hanno comprato qui degli appartamenti e che li affittano. La stagione così si allunga. Purtroppo Kotor non ha una grande capacità di ricezione alberghiera e manca anche un luogo per conferenze, seminari e incontri.

Potrebbe essere l’Hotel Fjord?

Se si rinnovasse sì, potrebbe essere il luogo adatto.

Perché è bloccata la ricostruzione?

È stato venduto, ma già da anni non si fa niente. Il proprietario aveva un progetto che è stato rifiutato perché non era in armonia con il contesto ambientale. Kotor è protetta dall’Unesco sin dall’inizio degli anni ’80 e quel progetto assomigliava a una sorta di Disneyland.

Dragana Maslovar

Dragana Maslovar

Kotor si differenzia dalla vicina Budva anche per il tipo di turismo e di offerta turistica?

Sì Kotor non è una meta per il turismo di massa. L’offerta turistica di Kotor in realtà si estende anche ai mesi invernali, con le manifestazioni e i festival invernali. Mentre i turisti che sono attratti dall’”Hiking and biking” preferiscono il periodo autunnale.

Che entrate avete dal turismo?

All’Azienda di promozione turistica vanno la maggior parte delle entrate relative alle tasse di soggiorno (80 centesimi a persona) versate dai turisti che dormono a Kotor. Nell’arco dell’anno si raccoglie una cifra pari a circa 70mila euro, ma nel nostro bilancio è l’entrata più bassa. C’è poi la tassa che viene pagata dai turisti che visitano la città vecchia, circa 50 centesimi,  e che dall’anno prossimo verrà portata a 1 euro. Da questa tassa ricaviamo all’anno circa 100 mila euro.

Sapete qual è il grado di soddisfazione dei turisti che vengono a Kotor, rispetto all’offerta?

Sì, abbiamo questi dati perché ogni anno svolgiamo sondaggi sul gradimento. Vengono distribuiti dei questionari e devo dire che è aumentata la media di soddisfazione, soprattutto per chi visita la Città vecchia. In generale sul campione di circa 1500 persone a cui sottoponiamo il questionario, la maggior parte indica che farà ritorno a Kotor.

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