Commenti
Pranzi e Cene
Mercoledì, 16 Marzo 2005 12:53:40
Anonimo
Il problema è Hase è lui che non vuole venire! Convincete hase per favore.Noi italiani all'estero ci siamo un po' difesi grazie alla cucina;gli americani gli australiani i tedeschi li abbiamo presi per la "gola" non eravano solo mafia.A tavola magari si ragiona meglio.Saluti.
barzelette ed altro
Mercoledì, 16 Marzo 2005 12:40:33
Anonimo
salve a tutti,
Per rispetto di chi ci sta ospittando e per rispetto nei vostri confronti Vi chiedo smettere con insulti,barzelette e produzione di ingente quantità di acido contro i popoli.
E poi se continiamo a litigare tra di noi saremmo sempre slavi incivili o albanesi criminali e quanto altro.
Perche non si fa una scorpaciata di cevapcici,magari leskovacki rostilj o ajvar macedone, funghi bosniaci.Magari qualche croato porta una botiglia di vino dalmata
che ne dite?
per hase
Martedì, 15 Marzo 2005 23:02:55
Anonimo
Gentile hase lei e molto garbato e intelligente nei suoi interventi e questo lo apprezzo molto ,però spesso non sono d' accordo con lei ma questo non importa.La cena era uno "scherzo" non volevo offendere.Comunque penso che prima della fine della jugoslavia nel1990 le sarà capitato di mangiare assieme con persone delle più diverse parti del suo paese. Avrà molti ricordi.Sono sicuro che prima o poi ,in dalmazia o in istria ci saranno ancora barche piene di sloveni,serbi,bosniaci ,albanesi ,croati,tutti assieme nella stessa barca.
saluti-filip-il manifesto
a Jovanka
Martedì, 15 Marzo 2005 14:33:14
Cika Medo
RADENKO
tratto da "Nema Problema - Racconti dai Balcani" (EGA 2003)
" I vecchi, quando accarezzano, hanno paura di far troppo male"
(Fabrizio De Andre')
" Zdravo*, ragazzo mio. Come no? Vieni, siediti pure accanto a me su questa pietra fresca. Si', c'e' parecchia gente oggi. No, nessun problema, non credo. Facciamo parte del monumento. Gia', vedi, Knez Mihajilo** e il suo cavallo hanno visto passare la storia degli ultimi due secoli, figuriamoci...Jebi ga, ragazzo. Come non hai voglia di bere? No. Per me non e' un giorno particolare da festeggiare. Io festeggio ogni giorno in piu'che Dio mi concede. Come sarebbe a dire che non sono mica morto?! Vedi, ragazzo, ti diro'un segreto. Io sono morto il 4 maggio 1980***. Ho viaggiato poi in treno con Lui, come Lui morto, a ricevere il saluto e le lacrime di tutti i popoli del Popolo intero. Le vedi le bandiere, ragazzo? La vedi la bandiera blubiancorossa con la stella? Era la Sua bandiera, ragazzo, la mia. La nostra.
Porci! Sentili i bastardi. U picku materinu****. Cantano il Nostro Inno, i porci. Che Iddio maledica loro, i loro figli e secchi il loro seme. Ascolta ragazzo, ascolta bene e dimmi se non ho ragione.
"Deh, Slavi! E' ancora vivo lo Spirito dei vostri nonni e lo sara' finche' battera' il cuore dei loro figlii. Vive, vive lo Spirito Slavo e vivra' nei secoli".
Sono nato in Serbia, ragazzo, a Valjevo, in terra cetnika e monarchica. Mio padre era Sloveno, di Novo Mesto e mia madre di Tuzla, in Bosnia. Uno era cattolico, figlio di un Croato e di una Ungherese della Vojvodina, figlia di una Montenegrina musulmana e di un Albanese della Macedonia era invece mia madre. Cosa dici? Che ti sto' prendendo per il culo? Sicuro di non voler bere, ragazzo? Beh, forse non era proprio cosi', o forse si. Cosa vuoi, e' passato tanto tempo ed oramai non ha piu' importanza. Tutti noi eravamo solo letame, concime di guerra per raccolti che ingrassavano gli stranieri. Lui, Broz Tito, ha fatto nascere una Bandiera, un Popolo. Taci e ascolta...
"Vanamente ci minacciano gli abissi infernali e vanamente ci minaccia il fuoco del fulmine. Che cada pure su di noi la tempesta che tutto distrugge, che si spezzino le pietre, che si scuotano pure le profondita' della terra, noi resteremo in piedi, saldi come le rocce".
Idioti. Cantano l'Inno per colui che ha distrutto e per protestare contro altri mercenari come lui che l'hanno venduto a giudici che rappresentano altri bottegai. Perche'? Dai, ragazzo. Guarda cosa succede in Bosnia, in Montenegro, Kossovo, in Macedonia. Tutto e' giustificabile per 30 denari. Ora, in queste terre non si pagano le pensioni, il petrolio, il grano o le medicine per gli ospedali senza vendere l'anima. Capisci? Sentili e guardali questi che parlano di Patria, oppure guarda ed ascolta gli altri, i nuovi, quando parlano delle stesse cose. E' la stessa rauca voce di chi sta vivendo con un nodo alla gola e, se guardi bene, simili sono le mani che si agitano a gettare la terra per coprire le nostre ossa.
"Che sia maledetto il traditore della nostra Patria".
Hai capito, ragazzo? Hai sentito come finisce l'Inno? Sai quanti fiumi scorrono nella nostra terra, ragazzo? Il Danubio, la Sava. la Drina, la Tisa, la Morava, il Drim, la Bosna, la Drava, il Vardar, la Moraca...Ogni loro goccia d' acqua ha una storia da raccontare. Ogni leggenda ed ogni mito sono state sempre cantate a queste terre insanguinate da mille battaglie e vendette, a zolle che da queste acque sono inondate e rese fertili. Ogni spiga di grano beve di quell'acqua, ragazzo, ed ogni spiga di grano di ogni zolla di terra diventa pane. Il nostro pane.
Chi e' il traditore della Patria, ragazzo? Chi dobbiamo maledire? Rispondimi. Ti prego, ragazzo, rispondimi. Tu vieni da un'altra terra e forse puoi dare una risposta al cancro che mi mangia la vita.
Ho capito, ragazzo. Non te ne frega niente. Questa notte Slobo e' in viaggio per la terra dei tulipani e tu vuoi sapere solo cosa ne pensa un vecchio. Ziveli*****all'Umanita' intera, ecco cosa ne penso. Ho finito la bottiglia, ragazzo. Come? Me ne vuoi offrire offrire un'altra? Perche' no? Non mi chiedo cosa pensi di me o di quanto ti ho detto. Sono stato bene con te e alla salute tua e della tua famiglia mi berro' un altro litro di Storia. Alla salute vostra e della Jugoslavia".
Fabio Molon
* = Salute
** = Nobile Serbo vincitore dell'Impero Ottomano e fondatore della dinastia
degli Obrenovic
*** = Giorno della morte di Josip Broz detto "Tito"
**** = tipico intercalare eufemisticamente traducibile in: " ritorna da dove sei
uscito"
***** = Alla salute (brindisi)
Belgrado, 29 giugno 2001
casimiro
Martedì, 15 Marzo 2005 13:45:55
scemo
ma va a cagar terun!!
per cg
Martedì, 15 Marzo 2005 12:07:16
una montenegrina
Spero tanto , e premetto che e facile) che cg trovi qualcuno che sia piu intelligente dilui per tradurgli il mio messaggio. Io sono una croata del montenegro e mi vergogno per te e mi scuse a tuuto il sito che ha dovuto subire il tuo sfogo volgare , completamente falso, nazista, discriminante....qualora lo voressero inviterei tutti a credere che la gente ignorante come cg sia poca al montenegro, che esiste gente che crede in un montenegro molto piu aperto un domani che capiremo cosa significa l'uso della parola transculturale che va ben oltre il pacifico coesistere...
grazie...............
per favore..
Martedì, 15 Marzo 2005 00:11:29
Mara
Krypton... faresti la traduzione italiana per me?
grazie
§:)
jos jedan...
Lunedì, 14 Marzo 2005 18:08:44
kriptonyte
Pitaju Amera, šta je najbolja stvar na svijetu:
- Havaji, klopa, žene...
Pitaju Rusa šta je najbolja stvar na svijetu:
- Kamion votke...
Pitaju Bosanca šta je najbolja stvar na svijetu:
- Kad sam ono bio u vojsci na Triglavu, zima `82/`83. godine, napolju 20 ispod nule, pola četiri ujutro, ja kraj peći ležim i grijem se, kad ulazi desetar i kaže: "Suljo, odmah na stražu!" A ja nisam Suljo...
uno breve
Lunedì, 14 Marzo 2005 18:05:34
kriptonyte
- Haso bolan, spasio sam ti Fatu od silovanja sinoć.
- Kako?
- Nagovorio sam je!
raga...dai basta kon le barzelette....
Lunedì, 14 Marzo 2005 13:13:29
Anonimo
sono simpatiche ma se inizio io nn smetto piu;)
specialmente sulle nostrane( Mujo .haso. fata.Srbin Hrvat Crngorac ecc...)
;)
buona settimana a tutti
un altra
Lunedì, 14 Marzo 2005 10:34:04
Anonimo
"Un bosniaco cammina per strada, seguendo a distanza la moglie. Gli dice un passante kossovaro: "Ma per l'Islam la moglie non deve camminare dietro al marito?". E il bosniaco risponde: "Sì, ma non quando ci sono mine inesplose!".
anonimaccio
Lunedì, 14 Marzo 2005 02:15:09
Hase
ehehehe anonimo... solo che la barzelletta sta nell'articolo che ha postato Jovanka ;)
Questa la sapete?
Un pessimista dice a un ottimista:
- Cazzo peggio di così non poteva andare!
E l'ottimista risponde:
- Poteva... poteva...
(naturalmente è bosniaca)
carina!
Domenica, 13 Marzo 2005 23:22:30
Manlio Bastoni
Se tutte le barzalette bosniache venissero conosciute dagli europei, il concetto di umorismo inglese scomparirebbe in poco tempo.
Non credo che Londra potrebbe mai accettare questo!
ciao Manlio
Domenica, 13 Marzo 2005 23:01:30
Anonimo
Un mio amico bosniaco una volta mi raccontò un fatto vero (può darsi che sia una barzelletta ma questo importa poco).
Una maestra in classe aveva dato agli alunni questo tema da sviluppare:
I 40 anni di buio sotto Tito.
Lo sviluppo di questo tema da parte di uno degli alunni fu:
Afancullo chi accese la luce.
per Jovanka
Domenica, 13 Marzo 2005 22:20:47
Manlio Bastoni
Ringrazio Jovanka per il suo splendido articolo; l'ho stampato ed inserito nella mia raccolta di cose speciali sulla ex-jugoslavia.
Sono intervenuto molte volte, anche provocatoriamente; mi rendo conto ora che cercavo di leggere proprio cose come queste.
Per me si tratta di un cruciale problema d'identità.
Sono nato e cresciuto in Italia ma allevato da una madre croata.
Lei era molto legata alla sua cultura nazionale ma nel contempo fiera di provenire da uno Stato multietnico e multireligioso.
Ogni sera, anzichè favole, ci raccontava della Bosnia e delle usanze di quel paese, degli eroi serbi, dei montenegrini, degli albanesi, dei bravissimi allevatori della Vojvodina e dei laboriosi agricoltori della Slavonia.
Mi diceva, la Jugoslavia è piccola ma da lì si vede tutto il mondo.
Attraverso i suoi occhi imparai ad amare la storia, la geografia, lo studio delle lingue e delle religioni, perdendomi in un mare di nozioni disparate.
Poi venne la fine e sono rimasto semplicemente muto per anni.
Io credo che il Titoismo, nel bene e nel male, sia stato questo e questo abbia prodotto.
Non mi ritengo un nostalgico, anche perchè non avendo vissuto concretamente in quella situazione sarebbe assurdo che lo fossi, ma credo che le cose cominceranno ad andare meglio nella ex-jugoslavia, quando tutti, indipendentemente dal loro credo politico o religioso avranno il coraggio di confrontarsi col loro passato, che non è così indegno come taluni lo definiscono.
Penso sarebbe una buona idea, istituire dei musei che ricordino la vita nella ex-jugoslavia, gli oggetti quotidiani dalla provenienza culturale così disparata, nella speranza che riemergano dalla memoria immagini positive di quel periodo e gli stranieri, quelli che dei Balcani hanno sempre e solo sentito parlare in un certo modo possano farsene un'idea più ampia.
onestà
Domenica, 13 Marzo 2005 21:14:06
Hase
Non ho mai approvato le modalità dell'intervento usa... ma, siate onesti...
quello che lo ha portato non è certo l'indipendenza di questo o quel paese, ma la guerra di aggressione scatenata dalla Serbia
Balcani:La Triste Realtà
Domenica, 13 Marzo 2005 20:51:18
Anonimo
http://www.iwpr.net/index.pl?balkans_map.html
Ecco a cosa ha portato ai vari nuovi paesi soverani la tanto amata indipendenza A circa metà pagina , sulla destra, aprite questo documentario di una tV Bosniaca:
BHTV features IWPR probe into Depleted Uranium poisoning in Bosnia
x anonimo
Domenica, 13 Marzo 2005 20:28:02
Jovanka
Era solo per ricordare a taluni che si stava , male o bene,meglio prima......anche adesso molti, non solo serbi, la pensano così. Chissà in un futuro non tanto lontano....... saluti
bell articolo jovanka...ma coa centra?collegamneto?
Domenica, 13 Marzo 2005 20:20:31
Anonimo
TITONOSTALGIA
Domenica, 13 Marzo 2005 20:00:19
Jovanka
Il "neotitoismo" è un fenomeno sociale - il padre e presidente della ex Jugoslavia (SFRJ) sta diventando un'icona pop art, un simbolo dei cambiamenti e dei bei ricordi. 24 anni dopo la morte di Josip Broz (Tito) in Bosnia Erzegovina sono attive 11 associazioni che si battono per proteggere il significato e l'opera di questo personaggio. Il suo viso oggi si vede lì dove una volta si vedeva quello di Che Guevara, mentre il suo nome viene usato sia come bestemmia, sia come giuramento.
Che cosa è in realtà Tito 2004? Un playboy, un mascalzone, un massone, un farabutto, un falsificatore, oppure un personaggio divino che perfino oggi ha i suoi fanatici seguaci? Una sola cosa rimane fuori dubbio: nell'arco del secolo scorso Tito è stato il personaggio più significante dell'area balcanica. Tuttora, la maggior parte delle persone parla bene di lui, salvo alcuni ambienti nazionalisti (in genere serbi) che disperatamente cercano di dimostrare come la gente dell'ex paese sia stata brutalmente truffata. Grazie a loro negli ultimi anni abbiamo potuto sentire varie "chicche", vere e inventate, che riguardavano la vita di Josip Broz, sempre intenzionate a distruggere il mito del "più importante figlio dei nostri popoli", come lo chiamano i suoi fan.
I pionieri di Tuzla
Negli ultimi due anni il nome di Josip Broz sta diventando sempre più attuale. In primo luogo grazie alle attività delle diverse associazioni che operano in tutta la Bosnia Erzegovina, che portano il suo nome e che, secondo le parole dei loro membri, "custodiscono le memorie del compagno Tito e della rivolta antifascista, con lo scopo di contrastare la strumentalizzazione politica della sua persona". Ci sono 11 associazioni di questo tipo in tutte e due le entità del paese e il numero dei loro membri è in continua crescita. Al momento cercano di mettere maggiormente in collaborazione le loro attività per poter fondare un'unica unione delle associazioni.
Un po' di tempo fa sui giornali è apparsa la fotografia di una bambina della quale si sosteneva che avesse fatto il giuramento da pioniere e si speculava sull'esistenza dell'Unione dei Pionieri a Tuzla (n.d.r. nell'epoca socialista tutti i bambini che frequentavano il primo anno delle scuole elementari, durante la cerimonia di giuramento venivano proclamati membri dell'Unione dei Pionieri di Tito). Tuttavia, Zlatko Dukic, il presidente dell'Associazione cittadina "Josip Broz Tito" di Tuzla, è deciso nel negare queste voci, aggiungendo che si tratta di "invenzioni" dei giornalisti "che non hanno meglio da fare".
Il compagno Dukic ha spiegato il motivo di esistenza dell'associazione: "Se avete un membro della presidenza dello stato che va orgoglioso delle sue origini fasciste, l'unica risposta possibile è l'antifascismo! Non siamo attaccati al culto della persona; sui nostri muri non ci sono fotografie, non siamo fanatici. Semplicemente, antifascisti!". Nell'associazione di Tuzla ci sono circa 1200 membri, ed è interessante il dato che un terzo dei membri sono nati dopo la morte di Tito. Inoltre, per settembre 2004 si sta organizzando un simposio sul tema "Tito e i giovani". "Non vogliamo, e non possiamo neanche, far tornare i vecchi tempi, tuttavia possiamo combattere il fascismo!", è categorico Dukic.
I giovani leoni
Di dove arriva tutta questa passione per Tito che nutrono i giovani, quasi un quarto di secolo dopo la sua morte? Silenziosamente Tito è tornato nella nostra quotidianità. Possiamo vedere magliette con il suo ritratto, e sempre più spesso appare nella forma di qualche cartellone simboleggiando "chi-sa-cosa". Di questo argomento abbiamo parlato con il giovane ed ambizioso compagno Sasha Magazinovic, membro dell'Associazione "Josip Broz Tito" di Sarajevo. Lui stesso nel lontano 1985 ha fatto il giuramento da pioniere e ne va orgogliosissimo. "Sono dispiaciuto di non averlo conosciuto e di non aver vissuto nel suo periodo", dice il compagno Sasha e aggiunge: "Quel sistema aveva vari elementi positivi, ma anche vari insuccessi. Però, se guardiamo le cose realmente, senza essere di parte, dobbiamo ammettere che i lati positivi del regime erano molto più numerosi. Si viveva una vita dignitosa. Prendiamo per esempio i soldati della Seconda guerra mondiale. Allora venivano considerati molto di più. Erano protetti dal punto di vista sociale, avevano le abitazioni garantite, lo stato gli garantiva listruzione, erano cittadini di primo ordine. Dei soldati dell'ultima guerra nessuno si prende cura e loro sono molto insoddisfatti della propria situazione."
Parlando degli errori dei tempi passati Sasha sottolinea l'esistenza di Goli Otok (n.d.r. Il gulag di Goli Otok, un'isola deserta del Quarnero, era un carcere politico nei tempi ti Tito) diventato un simbolo dell'uso della forza nel tentativo di limitare le libertà politiche. Tuttavia, il compagno Sasha sostiene che la esistenza di questo gulag fosse un male inevitabile, e ritiene che la maggior parte dei prigionieri meritava di esservi rinchiusa. "Goli Otok è qualcosa di cui l'ex regime non poteva andare fiero. Perfino mio nonno è stato uno dei prigionieri di Goli Otok. Nel '43, durante una battaglia, una granata l'aveva ferito gravemente a una gamba. Insieme ai soldati c'erano anche dei medici russi che avevano usato parte dell'osso di una persona morta per ricostruirgli la gamba. Un suo amico l'aveva denunciato di essere un sostenitore dei russi solo perché mio nonno continuava in modo insistente ad ammirare l'abilità dei loro medici, e per questo motivo ha passato tre anni di vita a Goli Otok. Si trattava di un errore del sistema, ma tuttavia Goli Otok non era la sua caratteristica principale."
Sasha, con amarezza, parla del disinteresse dei giovani di oggi per un serio impegno politico, aggiungendo che una volta i giovani erano disposti a sacrificare la propria vita per un'idea, mentre oggi non vogliono neanche andare a votare: "Nulla ci interessa veramente, viviamo dall'oggi al domani."
L'ideologia dei ricordi
I docenti della Facoltà di Scienze Politiche di Sarajevo hanno parlato a "Dani" del ruolo di Josip Broz e di questa rinnovata simpatia nei suoi confronti. Il prof. Omer Ibrahimagic ritiene che il processo di dissoluzione della Jugoslavia abbia messo in questione anche il personaggio di Tito: "Ventiquattro anni dopo la sua morte nessuno ha ancora verificato dal punto di vista scientifico il periodo del suo governo. Tutto si basa ancora sulle emozioni di personalità che hanno partecipato alla resistenza antifascista e anche di personalità che successivamente sono state influenzate dalla propaganda. Esiste anche un evidente bisogno di alcuni gruppi di imporsi tramite l'uso del personaggio di Tito. Il lato positivo era rappresentato dal fatto che ai suoi tempi non era necessario possedere una fortuna per potersi istruire, era più facile trovare un'occupazione ed era possibile vivere del proprio lavoro. Quel sistema era sostenuto dal fatto che la Jugoslavia, dopo aver rifiutato di far parte del Cominform (N.d.R. Servizio d'informazioni dei paesi dell'Europa comunista), si è avvicinata al blocco occidentale a esso contrapposto. Dopo che la contrapposizione dei due blocchi è giunta alla fine, la Jugoslavia non serviva più a nessuno."
Il prof. Semso Tucakovic, autore di diverse pubblicazioni che trattano questo argomento, ritiene che Tito abbia avuto un ruolo importante nella creazione della Bosnia Erzegovina. Secondo la sua opinione, la gente ricorda con piacere i bei tempi, perché il sistema attuale non offre i vantaggi che nel vecchio sistema erano così scontati, nonostante la dittatura di un unico partito. "Non ero membro del Partito comunista, tuttavia ho scritto molte cose positive sul conto di Tito. Non penso che Tito debba essere cancellato. Ora si cerca di non ricordare il vecchio sistema per evitare, a tutti i costi, qualsiasi confronto tra il sistema attuale e uno che forse era migliore."
Il docente di filosofia prof. Bozidar Gajo Sekulic offre un riassunto analitico del fenomeno del "neotitoismo": "La scrittrice americana Svetlana Boym nel 2001 ha pubblicato un libro intitolato 'Il futuro della nostalgia'. L'autrice ha accuratamente analizzato il fenomeno della nostalgia nei paesi post-socialisti, concludendo che in questi territori la nostalgia avrà un futuro importante. La nostalgia non è un sentimento e rappresenta invece un fenomeno complesso che ha una propria politica, etica ed estetica. Si tratta di uno strano bisogno di passato. Il simbolo chiamato "Tito" oggi non manca soltanto agli anziani, ma, stranamente, anche alle generazioni più giovani. Perché? Perché l'attuale modo di vivere in Bosnia, e anche nei paesi vicini, non ci ha portato nulla di nuovo. Il nostro cittadino deve affrontare la povertà, la disoccupazione e, se lavora, un salario bassissimo. Dalla vita quotidiana sono scomparse varie forme e stili di vita che una volta significavano tanto; tutti i giorni i media ci informano che ancora non abbiamo uno stato e che le truppe straniere rimarranno ancora a lungo per difenderci da noi stessi... Nella vita che si conduce e che è piena di carenze molti arrivano a pensare: 'Ai tempi di Tito si stava meglio'. Io ritengo che la nostalgia di Tito abbia anche un lato positivo; in fondo parliamo di persone che desiderano fortemente introdurre un grande cambiamento nella vita falsificata che attualmente conduciamo. Quindi, la nostalgia di Tito non riguarda un giudizio soggettivo oppure oggettivo della sua opera e della sua persona, semplicemente si tratta di un nostro grande problema con noi stessi."
Sulla persona di Tito si fanno giuramenti o, in alternativa, il suo nome viene usato come bestemmia universale. Ora si può giurare e bestemmiare senza conseguenze. Viviamo in un paese libero. E tutto assomiglia a quella barzelletta nella quale gli alunni dovevano scrivere qualcosa sul tema: "I 45 anni bui sotto Tito". Un ragazzino fantasioso scrisse, senza mezzi termini: "Affanculo quelli che ci hanno acceso la luce!". Ma noi sappiamo chi non l'ha fatto. Parola di pioniere!
(Traduzione e redazione di Jasenka Kratovic)
Pare tuttavia che il "titoismo"non sia un fenomeno esclusivamente bosniaco. Il settimanale croato "Feral Tribune" del 27 maggio 2004 nell'articolo "Josip Brand Tito" parla della manifestazione "I giorni del Compagno Tito", che alla fine di maggio si é svolta nella cittadina adriatica di Fazana, in Istria. La giornalista Tatjana Gromaca parla del mese di maggio, che nei tempi passati era il mese di Tito: "A maggio il grande leader e icona dei popoli uniti sotto lo slogan 'Curiamo la fratellanza e l'unità come se fossero la pupilla dei nostri occhi!', festeggiava il suo compleanno, e insieme a lui festeggiava tutto l'ex paese.
Anche se durante l'ultimo decennio in Croazia si è cercato minuziosamente di far scomparire tutti gli elementi che potevano ricordare il vecchio sistema e sono stati nutriti a forza i sentimenti "anti-titoisti", a Fazana, ormai da due anni, viene organizzata una manifestazione in suo onore, che ottiene perfino un discreto successo. Il signor Enzo, uno degli organizzatori della manifestazione di Fazana, preparando una zuppa dei fagioli in un'enorme pentola, spiega il motivo dei festeggiamenti: "Pensiamo che Tito sia un buon prodotto. Il senso della manifestazione in fondo è turistico. Ci sono persone che lo amano, ci sono quelle che non lo amano, però è interessante per tutti quanti!".
Un altro organizzatore della manifestazione, il signor Vladimir, possiede una ricchissima collezione "titoista" creata quasi per caso: "Sentite, io sono un testimone del tempo in cui Tito ha vissuto. All'inizio degli anni novanta, quando tutti hanno cominciato a buttare via gli oggetti che rappresentavano il vecchio sistema io li raccoglievo; libri, medaglie, foto, quadri...". L'Associazione "Josip Broz Tito" esiste dal 1997, ha circa 250 membri e opera con lo scopo di preservare le memorie dell'opera del Maresciallo e di rinominare, possibilmente, la Riva di Fazana in Titova Riva (la Riva di Tito). Uno dei rappresentanti dell'associazione, pronunciando il discorso conclusivo della manifestazione, ha esclamato: "Tito era un leader, un leader del popolo, e il popolo amava Tito! Molti vogliono dire il contrario, vogliono presentarcelo sotto una luce diversa. Ma io, da persona responsabile, in questo momento dico che la gente amava Tito! E nessuno ha il diritto di macchiare il suo nome!". "E' giusto! E' giusto!", esulta il pubblico di Fazana, e la festa continua...
poveri
Domenica, 13 Marzo 2005 14:01:59
Anonimo
poveri serbi megalomani
Il calcio unisce
Domenica, 13 Marzo 2005 13:01:32
Anonimo
Hai ragione. Viva Boban, la più grande mezz'ala di tutti i tempi.
x lale intelligence
Domenica, 13 Marzo 2005 10:55:23
Anonimo scemo
gente come te è pericolosa. stai su questo sito per provocare, probabilmente pagato. Il sito è italiano, non serbo, io sono italiano e tu serbo.
chi è ospite di chi?
impara l'educazione o vattene!
x scemo anonimo
Domenica, 13 Marzo 2005 10:44:34
Lale
Vedo che ti è piaciuto il nick.....Ma adesso,vediamo un pò: quale sarebbe la "casa tua" ?
lale torna nella tua srpska!
Domenica, 13 Marzo 2005 10:29:17
Anonimo scemo
sarò scemo, ma sei tu a casa mia, non io a casa tua. Fai il prepotente là, fra i tuoi pari, non su questo sito che è nato per dialogare e non per minacciare ed offendere.
c'entreranno mica i ciclisti rosacroce?:)
Sabato, 12 Marzo 2005 20:09:17
Kowalsky
ci medito su...
siete allucinanti
Sabato, 12 Marzo 2005 19:34:15
Hase
Uno può pensarla come vuole.. pensarla, non commettere crimini.. ma un minimo di intelligenza sarebbe dovuto, almeno per buon gusto.
Clear, non so che vuoi dire con quel dio che non c'entra niente. Io per parte mia sono ateo anche se vengo da famiglia musulmana.
Non ho mai usato dio né allah nelle mie battaglie, ma solo senso di giustizia e voglia di libertà...
Volevo la Bosnia multietnica e per quello ho fatto la mia parte, anche per difendermi/ci, ovviamente.
L'islam di cui parli tu è solo una tua paranoia.
Tutti i fanatici sono pericolosi, ma nessuno ha fatto quello che hanno fatto i serbi. Loro sono i nuovi nazisti. Voi i piccoli sfigati supporter...
già, lo stadio!
Sabato, 12 Marzo 2005 18:38:16
Anonimo
non vi rendete conto di quale male state facendo a voi stessi...
quale simpatia si può avere per tanta imbecille arroganza?
x radovan si alla srpska indipendente
Sabato, 12 Marzo 2005 17:36:18
clear
Non saremo certo noi a deciderlo, pero' io nel mio piccolo, anche grazie alle conoscenze che ho nella Lega Nord, mi battero' in tutti i modi affinche' questo meraviglioso sogno si realizzi. Quindi io invito tutti i Serbi e simpatizzanti, ad adoperarsi a scatenare una campagna massmediale senza precedenti. Nell'era della globalizzazione piu' ti fai sentire meglio e', un po' come negli stadi. Uniamoci tutti e proviamoci.
Uscendo un pò dal tema.....
Sabato, 12 Marzo 2005 16:23:27
Radovan
VOTATE PER LA REPUBLIKA SRPSKA INDIPENDENTE(IZDVAJANJE REPUBLIKE SRPSKE IZ BOSNE I HERCEGOVINE )
http://www.plebiscit.rs.sr/index.php?option=com_dajpotpis
I Serbi (x hase)
Sabato, 12 Marzo 2005 14:35:19
clear
Io ho letto vari commenti e deduco che ci sono diversi utenti di varie etnie che si esprimono con un linguaggio non consono e non all'altezza. Quindi non e' un problema solo di Serbi, ma anche di Croati e di Musulmani. Per quanto riguarda il destino dei Balcani, noi tutti siamo come i tifosi che guardano una partita di calcio: possiamo guardare, incitare, ma non influire sul risultato. Sono i protagonisti, vedi i politici delle varie etnie e l'arbitro (la comunita' internazionale, che e' tutt'altro che obiettiva), che determinano il risultato. Quindi trovo piu' che naturale che tu esprima le tue idee, quello che non condivido, quando ti intrometti in cose che non ti riguardano vedi : Dio con voi non centra niente. Inoltre i se e i ma non fanno la storia vedi: "se io fossi un Serbo di alta levatura e onesta', mi farei vedere per smentire", hai scritto. Non credo che alcuna delle condizione sussista. Anch'io posso dire la stessa cosa: se io governassi l'Europa, questo sarebbe un continente deislamizzato, ma la realta' e' ben diversa e per il momento e' solo un sogno. Come tu auspichi il kosovo indipendente, cosi' io ti rendo pan per focaccia e tifo sfrenatamente per la Srska indipendente, in quanto la Bih e' un orribile prigione di popoli.
Hase...
Sabato, 12 Marzo 2005 14:20:29
Anonimo
..da quel che ho letto è bosgnacco, non albanese.
hasettacchiappo!!!
Sabato, 12 Marzo 2005 13:53:10
italoincazzato
sì, e voi albanesi siete tutti raffinati e pacifisti...ma vaffanculo...
i serbi
Sabato, 12 Marzo 2005 13:27:07
Hase
Leggendo i commenti qua e là si deduce che i serbi non sanno l'italiano, sono volgari e violenti, non rispettano nessuno, e non fanno nemmeno ridere.
Se fossi un serbo di altra levatura e onestà mi farei vedere per smentire...
Picka anonima
Sabato, 12 Marzo 2005 11:59:23
CG
Crnogorci su srbi, ja sam iz crne gore - podgorica- ja se pristavljam srbin, sta srbi misle za hrvati muslimanci i siptarska govna i mi mislimo, ziveo srbine zlatko, i cijela srbija crna gora.
mmm...che ignorante!
Venerdì, 11 Marzo 2005 21:05:49
Anonimo
radovan...fatti i cazzi tuoi e dei mafiosi della repubblica serba di bosnia!non dimenticare i traffici illeciti che prolifferano in quelle zone!non dovresti prendertela cosi' tanto con gli occidentali visto che l'hanno creata loro quella repubblica!!!...dai sù...un pò più di riconoscienza...non fate sempre le vittime!e ricordati anche di ringraziare i poltici di belgrado che stanno dietro...
non ti preoccupare tanto per il montenegro che ce la fa anche senza di voi
MMM=Milo-Mafia-Montenegro
Venerdì, 11 Marzo 2005 17:50:47
Radovan
Non è strano ciò che sta succedendo laggiù.Il grande capo, Milo Djukanovic, è appoggiato dagli stessi paesi occidentali criminali che hanno attaccato la YU. Strano,ma nessuno ne parla molto......solo qualche Procura italiana,(senza molto potere in realtà), ha già pronti i mandati d'arresto per l'Al Capone balcanico per traffico di sigarette ed altre cosette. Ma si sa,finchè sarà coperto dai "protettori", rimarrà intoccabile.....ad infinitum.
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monopolisti
Sabato, 18 Giugno 2005 10:00:20
Pincopallino balcan.