Il Montenegro firma un accordo con gli USA per la non estradizione al Tribunale penale internazionale dei militari americani. L'Ue però non ci sta e il commissario europeo Olli Rehn chiede al premier montenegrino di stralciarlo

18/05/2007 -  Jadranka Gilić Podgorica

Il Presidente del Montenegro, Filip Vujanovic, il primo maggio scorso ha incontrato a Washington il capo della diplomazia USA, Condoleezza Rice, per la firma di un importante accordo di cooperazione militare.

L'accordo definisce lo status legale dei membri delle forze armate USA in Montenegro e delle loro proprietà. In realtà, l'accordo permette alle truppe USA di stabilirsi nel paese in modo permanente e sottolinea "i diritti e le responsabilità tra gli USA e il governo ospite riguardo la giurisdizione penale e civile".

"Questo accordo sullo status delle forze armate, che il presidente Vujanovic ed io firmiamo, costituisce la base affinché il personale militare degli Stati Uniti operi in Montenegro per attività reciprocamente concordate", ha dichiarato la segretaria di stato Condoleeze Rice, subito dopo la firma del trattato militare che permette agli Stati Uniti di "dislocare forze militari in Montenegro". "Ciò permetterà scambi regolari, esercitazioni comuni e altre forme di cooperazione in Montenegro" ha aggiunto la Rice.

Oltre a precisare che ora "il Montenegro si sente più sicuro", il presidente montenegrino vede nell'accordo anche una dimensione economica. "Desideriamo che la nostra amicizia assuma anche un'altra dimensione, relativa all'ambito economico, e che le aziende americane vengano in Montenegro e prendano parte alla privatizzazione, agli investimenti e all'economia del paese", ha dichiarato Vujanovic.

Pochi giorni dopo, il ministero degli Esteri del Montenegro ha aggiunto che il Montenegro ha accettato l'accordo con gli Stati Uniti in base al quale i cittadini americani sospettati di crimini di guerra non saranno estradati al Tribunale penale internazionale.

Il segretario del ministero degli Esteri del Montenegro, Vladimir Radulovic, ha dichiarato che il 19 aprile scorso, il Montenegro e gli Stati Uniti si sono scambiati alcune note diplomatiche con cui il Montenegro ha accettato l'impegno di non estradare i cittadini statunitensi al Tribunale penale internazionale.

Il Tribunale penale internazionale è stato fondato con lo Statuto di Roma il primo maggio 2002. Scopo dello Statuto è di mettere fine all'impunità per i crimini più gravi secondo il principio di complementarità: il Tribunale internazionale penale esercita la sua competenza se lo Stato interessato non assume le misure che gli sono proprie per far sì che nessun individuo possa ritenersi al di sopra della legge e possa beneficiare dell'impunità per crimini così gravi.

L'Articolo 98 dello Statuto di Roma tratta delle relazioni tra gli obblighi degli Stati membri derivanti dallo Statuto di Roma e i loro obblighi derivanti dal diritto internazionale, in particolare dagli accordi preesistenti stipulati in occasione dell'invio, da parte di uno Stato, di forze in un altro Stato. Secondo molti delegati ufficiali presenti alla conferenza tenutasi a Roma nel giugno del 1998 quell'articolo si riferiva esclusivamente a regolare possibili conflitti tra il nascente Statuto e gli accordi preesistenti e non - come interpretavano gli Stati Uniti - a incitare gli Stati a suggellare accordi futuri.

L'interpretazione dell'Articolo 98 ha portato gli Stati Uniti fino al postulato secondo il quale la competenza del Tribunale internazionale penale non deve in alcun caso esercitarsi nei confronti di cittadini americani sospettati di genocidio, di crimini di guerra o contro l'umanità.

Da tempo gli Stati Uniti hanno iniziato una campagna a livello mondiale per persuadere i vari Stati a stringere accordi per l'immunità di giurisdizione. Con tali accordi né gli Stati Uniti né gli altri Stati sono tenuti ad aprire un'inchiesta nei confronti di un militare americano accusato dal Tribunale d'aver commesso quei crimini. Tutto questo sotto la poco velata minaccia di sospensione dell'assistenza militare agli Stati che non concludano un accordo di immunità di giurisdizione con gli USA e il rischio che venga loro bloccato un eventuale ingresso nella NATO.

Secondo i dati del Dipartimento di Stato USA, del dicembre 2006, gli Stati Uniti hanno concluso 102 accordi di questo tipo con vari paesi, tra cui figurano anche alcuni paesi firmatari dello Statuto di Roma. Per lo più si tratta di paesi con una debole organizzazione statale ed economica.

Secondo il settimanale montenegrino "Monitor", se i parlamenti di questi Stati dovessero ratificare tali accordi, violerebbero l'Articolo 86 dello Statuto di Roma che li obbliga ad arrestare il personale accusato di suddetti crimini e a consegnarlo al Tribunale internazionale penale.

In questo modo, gli Stati praticamente abdicano al loro diritto sovrano di giudicare persone accusate di aver commesso crimini sul proprio territorio nazionale.

Nel sud est Europa gli obiettivi strategici di molti paesi sono l'ingresso nell'UE, e spesso anche nella NATO. Sicché la politica estera di questi paesi viene fortemente influenzata dall'UE e dagli Stati Uniti. Le dispute tra USA e UE spesso portano i paesi del sud est Europa in situazioni molto difficili. Fino ad ora gli accordi bilaterali con gli USA sono stati firmati da alcuni paesi della regione come la Romania, l'Albania, la Bosnia Erzegovina, la Macedonia e ora anche il Montenegro.

Secondo quanto riporta l'emittente Voice of America (4 maggio), la prima reazione ufficiale dell'Unione europea, alla notizia della conclusione dell'accordo sulla non estradizione dei cittadini americani al Tribunale internazionale penale, è stato un "no comment".

Il Montenegro aveva siglato il documento preliminare dell'Accordo di associazione e stabilizzazione con l'Unione europea il 15 marzo scorso. La firma ufficiale dell'Accordo era prevista per il mese di giugno, ma improvvisamente è stata spostata all'ottobre prossimo.

Lo spostamento è dovuto a cause "tecniche e procedurali" - l'Accordo deve essere tradotto nelle 23 lingue dei paesi membri dell'Ue e deve anche passare "la riformulazione giuridica" - è stata la spiegazione ufficiale dell'UE (B92, 16 maggio). Tra l'altro - si sottolinea da Bruxelles - il Commissario europeo per l'allargamento, Olli Rehn, aveva già chiesto in passato al premier montenegrino, Zeljko Sturanovic, di stralciare l'accordo con gli Stati Uniti sull'Articolo 98.

Firmando il controverso accordo con gli USA, il Montenegro ha aperto le porte verso l'integrazione nella NATO, ma allo stesso tempo si sta scontrando fortemente con l'Unione europea, che con la sua politica ufficiale si oppone alla non estradizione dei soldati americani. Secondo la politica dell'Ue non è possibile concepire un doppio binario per i cittadini americani che possa, in alcuni casi, sottrarre alla giustizia internazionale l'autore di crimini contro l'umanità.


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