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Nostalgia

LODE DELLA NOSTALGIA
http://www.cnj.it/CULTURA/poesie.htm#italonostal

Una tantum

Una volta tanto sono d'accordo con Manlio.
Cantavamo una volta,"Sarajevo behara ti tvoga" (Sarajevo, i tuoi petali bianchi...).Di altro colore sono ora!
Anche dopo la morte di Tito (fino al 1990) a Sarajevo si sentiva come a casa propria. Lo disse Sandro Pertini. Ormai non è più la nostra Sarajevo cosmopolita, come nemmeno Dubrovnik....

Buon appetito!

"Per capire l'origine di un crimine segui la direzione dei soldi". Così, molto più o meno, diceva, mi sembra, Hemingway. La jugoslavia di Tito, leader dei paesi non-allineati asseme all'India, negli anni settanta dava fastidio; restava sullo stomaco a molti.
Guardare al titoismo sul piano globale significa darsi un modo per interpretare la storia recente dei Balcani e tracciare una strada per il futuro.
Tito era ed è, assieme alla Bosnia e Sarajevo, un punto focale della storia profonda delle aspirazioni socialiste dei popoli del mondo. Capisco che tali affermazioni nell'immediato possono apparire ridicole, tuttavia non credo che l'umanità sarà disposta a subire per l'eternità lo "splendore" delle società post-comuniste; con tutta la più buona volontà, non potrà permetterselo.
Trattare Tito da burattino da immondezzaio mi pare semplicemente stupido.

il futuro

Purtroppo,non è e non so se sarà mai la stessa cosa.Cioè paragonare i Balcani con alcuni stati europei.C' è troppo odio e poca comprensione...è difficile spiegarne.Nello stesso tempo,non si può vivere l'uno senza l'altro.Questi sono i BALCANI...

A tutti (2)

continua:
Se in quel tempo vivevano uomini dall'animo puro e dagli occhi aperti, essi poterono assistere a un portento, e vedere come tutta una società si trasformasse nel giro di un solo giorno. Nel giro di qualche secondo, venne cancellato il mercato, il quale si reggeva su una tradizione secolare in cui c'erano sempre stati segreti odi, invidie e intolleranze religiose, caratteristiche volgarità e crudeltà, ma anche virilità, umanità, senso dell'ordine e della misura che riuscivano a conservare entro limiti sopportabili tutti i cattivi istinti e le rozze abitudini, attenuando ogni cosa e sottoponendola ai generali interessi della vita sociale. Gli uomini che per quarant' anni avevano retto le redini del mercato scomparvero durante una notte, come fossero morti tutti all'improvviso, insieme con le abitudini, le concezioni e le istituzioni da essi impersonate...

P.s.
Sembra scritto nei nostri giorni! Grande, grande Ivo Andric

A tutti del Forum

Da IL PONTE SULLA DRINA di Ivo Andric (premio Nobel jugoslavo per la letteratura), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 1960

Titolo originale: Ivo Andric; Na Drini cuprija* (* Cuprija , denominazione turca per "most" - ponte)
.....Fu allora che, uno degli ultimi giorni di luglio, scoppiò qui al confine la tempesta che, col passare del tempo, si sarebbe diffusa su tutto il mondo e sarebbe divenuta fatale per tante regioni e tante città, ed anche per questo ponte sulla Drina. (Il fiume Drina divide i serbi della Bosnia da quelli nella Serbia, N.o.)
Soltanto adesso cominciò nella cittadina la vera e propria caccia ai serbi e a tutto quello che aveva relazione con essi. Gli uomini si divisero in cacciati e cacciatori. La famelica bestia che vive nell'uomo, e che non può manifestarsi finché non vengono rimossi gli ostacoli dei buoni costumi e delle leggi, ormai è scatenata. Il segnale è stato dato, gli ostacoli sono rimossi. Come spesso accade nella storia umana, vengono tacitamente ammesse violenze e ruberie, poi anche uccisioni, con la scusa che tutto si compie in nome dei supremi interessi, sotto parole d'ordine sperimentate, contro un numero limitato di persone, di cui si conoscono bene i nomi e le opinioni. Se in quel tempo vivevano uomini dall'animo puro e dagli occhi aperti, essi poterono assistere a un portento, e vedere come tutta una società si trasformasse nel giro di qualche secondo, venne cancellato il mercato, il quale si reggeva su una..

Quando c'era lui

Accadono situazioni simili nella ex-Germania est e nei paesi dell'ex-URSS. In molte zone del nord-est dell'Italia ho visto con i miei occhi immagini di Francesco Giuseppe nei locali pubblici. Non voglio ripercorrere il significato storico, politico e culturale della figura del maresciallo Tito, ma non c'è alcun dubbio che, prima o poi, nei modi che vedremo, con atti che non so immaginare, bisognerà che i popoli di quelle terre che un tempo si chiamavano Jugoslavia riconoscano la loro storia comune e il bene e il male che hanno, insieme, prodotto. Come dico sempre ai miei amici bosniaci, Germania e Francia ora hanno la stessa moneta, e tedeschi e francesi se le sono date per secoli (e come!): tutto passa, anche se nulla deve essere dimenticato. E se qualche ristoratore animato da un furbo spirito imprenditoriale ci guadagna sopra, non credo che Tito e la storia jugoslava si offendano.

a Pavel

Ajde Pavele, ne blebetaj kojesta!
Pavel, non dire stupidate!

TITO

Nei tempi di tito gli albanesi in macedonia solo due cose potevano fare: contadini o imigrare. Questo e durato fino a quando sono ribelati, nell 2000-01. Sono minimo 25-30% della popolazione e avevano solo le elementari nella loro lingua. Qualsiasi administrazione sia publica che nelle aziende,fabriche,ditte statale (allora erano tutte statale) era nelle mani dei sllavi. Era tutto in cirilico, non trovavi neanche una insegna, un'cartello o una publicita che non era in cirillico. Perfino qualche negozieto in un'villagio sperduto dove vivevano solo albanesi, doveva essere in cirillico. Tutto doveva far sembrare che non esistono minoranze in giro. Stavano molto, ma molto peggio dei kosovari, almeno quest'ultimi avevano un'po di autonomia.

perchè

...e voi altri,non slavi...Non avete nostalgia?Cosa vi è mancato nei tempi di Tito???

civilta macedone

È facile capire il perche di questa nostalgia dei macedoni-sllavi, specialmente per chi ha visuto quell periodo da oppreso. L'autore dell'articolo non ci si chiede del perche non ce tracia di questa nostalgia e rispetto nella parte albanese della macedonia. Oggi ci sta cercando la parita nei diriti tra le etnie(anche se ce da fare ancora tanto), ed e logico che per loro che una volta faccevano da padroni(sllavi) non e rimasto altro che nostalgia. Per fortuna quella eggemonia non tornera mai piu, e fa male ai nostalgici.

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