I lunghi negoziati per la formazione del nuovo governo macedone sono finiti. Nonostante la dichiarata preferenza per il DPA, il premier Gruevski, ha scelto un "matrimonio d'interesse" con la DUI, in grado di portare ampie maggioranze e stabilità per le riforme. Durerà?

09/07/2008 -  Risto Karajkov Skopje

I lunghi negoziati per la formazione del nuovo governo macedone, cominciati subito dopo le elezioni generali del 1° giugno, sono terminati nello scorso week-end.

Il VMRO del confermato primo ministro Nikola Gruevski ha deciso di entrare in coalizione con l'Unione Democratica per l'Integrazione (DUI) dell'ex leader della guerriglia albanese Ali Ahmeti.

La questione centrale dei negoziati post-elettorali era proprio stabilire quale dei partiti albanesi sarebbe stato invitato a far parte dell'esecutivo. Il VMRO ha una tradizione di alleanze con l'altro grande partito del blocco albanese, il Partito Democratico degli Albanesi (DPA) di Menduh Taci. In queste elezioni, però, il DPA ha ottenuto soltanto 11 seggi in parlamento, contro i 18 della DUI, ed è stato indicato quale principale responsabile delle diffuse violenze pre-elettorali.

Dopo le elezioni del 2006, che avevano disegnato un equilibrio di forze non molto dissimile, Gruevski decise di allearsi al DPA, nonostante la DUI avesse conquistato la maggioranza relativa degli elettori albanesi. Questa scelta determinò scontri e portò a numerosi momenti di crisi, alimentata dalla DUI. Ahmeti, infatti, sosteneva che la decisione di Gruevski di portare il DPA al governo fosse in disaccordo con la volontà dell'elettorato albanese, e che il primo tra i partiti che rappresentano questa comunità avesse diritto automaticamente di partecipare al governo.

Sebbene non ci sia alcun obbligo di legge alla formazione di un governo macedone-albanese, tutti gli esecutivi, a partire dall'indipendenza della Macedonia nel 1991, hanno avuto almeno un partner albanese. Questa prassi è divenuta ormai una legge non scritta, ed un indispensabile fattore di stabilità per il paese. Stavolta, però, la questione ha assunto nuovi termini: il partito di maggioranza relativa all'interno del blocco albanese (e quindi, di riflesso, anche in quello macedone) ha diritto automatico a far parte del governo? Ahmeti, dopo essere stato "snobbato" dal VMRO, nel 2006, avrebbe voluto un provvedimento per sanzionare questa teoria in termini di legge.

Il compromesso è quello tra equità da una parte e realismo politico dall'altra. E' giusto che il vincitore colga le messi della vittoria elettorale, ma d'altra parte esistono anche governi di minoranza. Altre volte, poi, i vincitori, come nel caso di VMRO e DUI, potrebbero semplicemente non andare troppo d'accordo l'uno con l'altro.

Gruevski non ha mai nascosto che avrebbe preferito continuare a collaborare con il DPA, ripetendolo spesso durante la campagna elettorale. Visti i risultati delle ultime consultazioni, lo stesso premier avrebbe avuto ben poco da guadagnare da un tale "matrimonio d'amore". Adesso, però, resta da vedere se quello "d'interesse" con la DUI è destinato o meno a durare.

Con i suoi 18 seggi in parlamento la DUI porta come dote al nuovo esecutivo la possibilità di poter contare su una maggioranza qualificata dei 2/3, e sulla cosiddetta "maggioranza Badinter" (la maggioranza dei voti delle minoranze non macedoni), entrambe necessarie a far passare provvedimenti particolarmente importanti. "Sposando" il DPA, Gruevski avrebbe dovuto rinunciare ad entrambe.

Il patto con la DUI ha avuto poi la benedizione di una madrina d'eccezione, la comunità internazionale. Secondo più fonti, Gruevski è stato avvertito chiaramente che un patto con il DPA, dopo gli incidenti provocati durante il voto, non sarebbe stato affatto il benvenuto.

Inoltre la DUI ha sottoscritto la piattaforma di riforme proposta dal VMRO, e i leader dei due partiti hanno trovato l'accordo su alcune questioni di grande importanza: la DUI sarà a fianco del VMRO sulla "disputa del nome" con la Grecia, alcuni problemi inter-etnici verranno posposti, altri, come i diritti di uso della propria lingua e i diritti degli ex membri delle formazioni della guerriglia albanese verranno invece affrontati, anche se sembra che anche su questi punti sia stato raggiunto un accordo di massima.

"I due partiti hanno deciso che la modifica della legislazione riguardo all'uso di bandiere, quella sulle forze di polizia, come di altre norme di carattere etnico, non verrà intrapresa nella cornice della prossima legislatura", ha dichiarato Ilija Dimovski, portavoce del VMRO.

Le priorità saranno la riforma economica, il percorso di integrazione euro-atlantica e i tentativi di spezzare la "maledizione" dei visti Schengen.

La DUI avrà cinque ministri (economia, lavoro e politiche sociali, sanità, ambiente e amministrazione locale) un vice-premier e tre vice-ministri. Più fonti assicurano che Ahmeti sia stato più flessibile che in passato rispetto alla distribuzione delle poltrone.

"Quanto successo marca l'inizio di un processo di comprensione e rispetto per la realtà politica del paese", ha dichiarato Teuta Arifi, vicepresidente della DUI, "senza i quali non è possibile nessun cambiamento positivo. Al tempo stesso segna un movimento verso una maggiore fiducia... in una società, come la nostra, ancora troppo frammentata".

"Abbiamo concluso che questo accordo sia nell'interesse della Macedonia", ha spiegato la scelta della direzione del VMRO Ilija Dimovski.

Il DPA ha accolta la nuova realtà sul campo ostentando grande calma. "Reciteremo il ruolo di opposizione costruttiva", ha detto Imer Aliu, portavoce del partito. Circolano però voci che il leader della formazione, Menduh Taci, stia valutando l'opportunità di reagire in modo radicale, ritirando i suoi deputati dal parlamento di Skopje. Secondo il DPA, la DUI ha vinto grazie a brogli elettorali, ma questa mossa difficilmente porterebbe a conseguenze positive.

Adesso tutti, in Macedonia, si chiedono: durerà il "matrimonio d'interesse" del nuovo esecutivo?

Gli esperti sono divisi al riguardo. Gjorgi Ivanov, professore alla facoltà di Giurisprudenza dell'università di Skopje ritiene che il patto sia sostenibile, visto che porterà al governo consenso e stabilità politica.

L'analista politico Mersel Biljali, pur invitando a non essere pessimisti, sottolinea che ci sono ancora molti problemi di cui essere consapevoli. Il VMRO, sostiene Biljali, insiste sulla realizzazione della propria piattaforma politica, dimenticando che la DUI ha una sua agenda da seguire.

"La questione principale è se VMRO e DUI riusciranno a superare la loro sfiducia reciproca, e se il governo riuscirà ad operare come un organismo coordinato", è l'opinione della professoressa Biljana Vankovska. Secondo la Vankovska, VMRO e DUI non hanno avuto molto tempo per lavorare al superamento delle reciproche differenze, che nel passato sono state sostanziali. Dovranno quindi farlo mentre condividono il governo, e sorprese lungo il percorso non sono impossibili.

Sembra che l'esito dei negoziati per il governo sia stato al tempo stesso corretto e compatibile agli interessi nazionali. La DUI ha ottenuto una maggioranza schiacciante in campo albanese, e marginalizzare ancora il partito avrebbe potuto rivelarsi un grosso rischio.

Adesso che il "sì" è stato pronunciato, però, resta da vedere quale sarà la solidità della nuova "coppia" di governo.


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