Madre Teresa, una delle icone del XX secolo, nacque a Skopje. La sua città natale è orgogliosa di ricordarla con un premio per l'impegno umanitario a lei intitolato e la costruzione di una Monumental House nel cuore della capitale della Macedonia

04/09/2008 -  Risto Karajkov Skopje

"Esiste la fame del pane quotidiano, ed esiste la fame d'amore, di generosità, di considerazione, e questa è la grande povertà che fa soffrire così tanto le persone"
Madre Teresa

Oggi a farle compagnia sono soprattutto i giovani skaters di Skopje, a cui piacciono il marmo liscio e i molti marciapiedi ed angoli appuntiti attorno alla sua piccola piazza. I blog degli skaters sul web sono tutti concordi: il miglior posto per pattinare a Skopje è vicino a Madre Teresa.

A lei questa compagnia non darebbe fastidio, molti sarebbero d'accordo nel dirlo. Nel mezzo di un assedio a Beirut, nel 1982, negoziò un cessate il fuoco tra l'esercito d'Israele e i guerriglieri palestinesi per salvare alcuni giovani skaters. I ragazzini erano rimasti intrappolati in un ospedale vicino alla linea del fronte. Madre Teresa fece fermare la guerra e con la Croce Rossa riuscì a portarli in salvo.

La settimana scorsa, consegnando il premio Madre Teresa a molti meritevoli operatori umanitari, Skopje ha reso silenziosamente omaggio alla sua più grande cittadina.

Madre Teresa è nata qui, nel quartiere valacco, il 26 agosto 1910, in quello che al tempo era l'Impero Ottomano. C'è confusione riguardo alla sua data di nascita esatta; secondo alcune fonti sarebbe il giorno dopo, il 27 agosto. Quella è in ogni caso la data del suo battesimo nella Chiesa del Sacro Cuore: lei considerò questo giorno come l'inizio della sua vita cristiana.

Copertina del libro "Madre Teresa di Skopje" di Stojan Trencevski

La chiesa, che oggi non esiste più, si trovava esattamente nel luogo in cui oggi sorge il monumento a Madre Teresa, a metà strada tra il ponte di pietra e la vecchia stazione dei treni, nel centro della città. Andava lì con i suoi compagni di scuola e cantava nel coro della chiesa. La chiesa fu distrutta nel terremoto del 1963: erano gli anni del comunismo, le autorità non ebbero alcuna fretta di ricostruirla.

Proprio in questo luogo il governo oggi sta costruendo la Mother Teresa Memorial House. I lavori sono cominciati nel mese di maggio e il memoriale dovrebbe essere completato entro la fine dell'anno. Comprenderà un monumento, un'esposizione, un open gate e un santuario. Un architetto macedone, Vangel Bozinovski, si è aggiudicato il progetto in una gara a livello internazionale. La struttura dovrebbe combinare lo stile tradizionale con materiali architettonici mai usati prima nel paese.

Madre Teresa visse a Skopje fino all'età di 18 anni, quando partì per l'Irlanda per unirsi alle Sorelle di Loreto, e da qui si spinse a Calcutta, la sua vera casa. In verità, lei sentì sempre che la sua vera casa era tra i poveri.

"Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al cuore di Gesù". Citando le parole della grande missionaria, Anton Sereci, un romanziere, l'anno scorso rese omaggio a Madre Teresa di fronte al Parlamento macedone in occasione del decimo anniversario della sua morte. Sereci è tra coloro che hanno ricevuto il premio "Madre Teresa" quest'anno. Il premio di norma viene assegnato a persone che dimostrano un grande impegno umanitario o che si sono dedicati alla ricerca sulla vita di questa grande personalità.

La "santa dei bassifondi", come la chiamò una volta la rivista Life, nacque come Agnes Gonxha Bojaxhiu, da una famiglia di discendenza albanese originaria di Scutari, Albania. Era la figlia più giovane di Nikola e Drane Bojaxhju. Suo padre morì quando aveva 8 anni, dopo di che sua madre la crebbe come una cattolica romana. Già nella sua infanzia era affascinata da storie sul lavoro missionario, e all'età di 12 anni decise di dedicarsi alla vita religiosa. Lasciò Skopje nel 1928, a 18 anni. Il resto è storia.

Il primo ministro macedone Kiro Gligorov e Stojan Trencevski, autore del libro "madre Teresa di Skopje", davanti al monumento a Madre Teresa a Skopje

Nessuna classifica dei grandi contemporanei potrebbe mai essere immaginata senza il suo nome. In maniera consistente, negli anni, i sondaggi Gallup hanno rilevato che Madre Teresa è la persona più ammirata negli Stati Uniti. Un sondaggio del 1999 condotto negli USA l'ha classificata "la persona più ammirata del XX secolo".

"Lei è l'ONU. Lei è la pace nel mondo", disse una volta di Madre Teresa l'ex Segretario generale delle Nazioni Unite Javier Perez de Cuellar.

Madre Teresa tornò diverse volte negli anni alla sua città natale: nel 1970, nel 1978, nel 1980 e nel 1986. Nel 1980, un anno dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace, la città di Skopje la dichiarò cittadina onoraria.

Nella sua generosità diede qualcosa anche alla città che le diede i natali. Ed è molto: il diritto di associare il proprio nome a questa santa contemporanea.

Quando il celebrato direttore d'orchestra Zubin Mehta, molto impegnato in iniziative umanitarie, visitò il paese la scorsa estate in occasione del Summer Festival di Ohrid, il primo ministro Nikola Gruevski gli regalò una piccola statua di Madre Teresa. Skopje dovrebbe essere orgogliosa di poter rivendicare anche solo un po' della grandezza di Madre Teresa.

Il recente libro "Madre Teresa di Skopje" di Stojan Trencevski, ricercatore impegnato nello studio della vita di questa grande donna e presidente dell'associazione che porta lo stesso nome, analizza la vita a Skopje della famiglia Bojaxhiu e delle sue generazioni e punta la luce sugli anni della sua infanzia. Il libro sottolinea il legame emotivo che Madre Teresa ha mantenuto con la sua città natale negli anni.

"Se non fosse stato per Skopje, io non ci sarei stata. Non ci sarebbe stata Madre Teresa".

Che Madre Teresa abbia effettivamente mai detto queste parole, o che siano solo il frutto di un'abile narrazione, Skopje dovrebbe comunque essere orgogliosa. Ha la possibilità di mostrare che la grandezza e l'amore possono crescere ovunque.


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