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Macedonia: Tigri e Leoni dall'Arcivescovo Stefan ita

Preoccupante segnale dalla Macedonia. Si acuisce la "guerra dei simboli": il primo ministro Georgievski porta le forze speciali della polizia e dell'esercito dall'Arcivescovo ortodosso Stefan. Molte le reazioni negative.

In Macedonia mercoledì 9 gennaio l'Arcivescovo di Ohrid e della Macedonia Stefan ha benedetto le forze speciali dell'esercito e della polizia (conosciute sotto i nomi di "Tigri" e "Leoni"). La cerimonia è stata organizzata dal Primo ministro Georgievski e dal Ministro degli interni Boshkovski, con naturalmente il sostegno della Chiesa ortodossa macedone. I media hanno dato un'ampia copertura all'evento.
Sono stati distribuiti ai membri delle forze speciali distintivi raffiguranti simboli appartenente alla chiesa ortodossa. Questo rituale ha molto ricordato una simile cerimonia tenutasi negli anni passati in Croazia durante la quale le forze speciali della "Zbor Narodne Garde" portavano sulle loro divise stemmi a simbolo della loro fede cattolica.
Molti i commenti negativi all'iniziativa. Alcuni di questi, pubblicati su "Utrinski Vesnik"(11.01) mettevano in evidenza come la creazione (se non formalmente, almeno nell'immaginario collettivo della popolazione macedone) di "forze di polizia cristiane" e quindi fortemente connotate dal punto di vista religioso, causerà la conseguente apparizione di "milizie musulmane", cosa che potrebbe portare ad una inevitabile "libanizzazione" della Macedonia.
I quotidiani dei giorni successivi alla cerimonia riportano inoltre le reazioni ed i commenti di molti politici. Alcuni di questi notano come la cerimonia non fosse in linea e coerente con la volontà (almeno proclamata se non effettiva) più volte espressa dal governo macedone di garantire una società multietnica e multireligiosa. Questa "benedizione" è stata percepita inoltre come una profonda lacerazione del principio laico della separazione tra Stato e Chiesa.
Ma la cerimonia del 9 gennaio non è stata rilevante solo per i forti contenuti simbolici e le sicure implicazioni in termini di convivenza e del futuro evolvere del conflitto in Macedonia. E' stata infatti colta anche come occasione per promuovere otto alti ufficiali al grado di "generali" della polizia, passo che va interpretato quale ulteriore tentativo di trasformare le forze di polizia macedoni in una vera e propria forza militare parallela ed al fianco dell'esercito.

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