Una star della canzone pop, ma soprattutto un modello positivo e una persona attenta ai più deboli. Con la morte di Toše Proeski, avvenuta lo scorso 16 ottobre, la Macedonia e gli stati dell'ex Jugoslavia non hanno perso solo un personaggio dello spettacolo, ma una vera icona

07/11/2007 -  Risto Karajkov Skopje

 

Toše Proeski, la più popolare pop star di Macedonia, è morto in un tragico incidente automobilistico nei pressi di Nova Gradiška in Croazia, lo scorso 16 ottobre. L'automobile guidata da un suo amico, dopo aver tamponato un grosso camion, si è schiantata contro il guard-rail. Toše, che in quel momento stava dormendo sul sedile anteriore, è morto sul colpo. La persona che guidava ha subito lievi ferite, mentre Ljiljana Petrović, manager di Proeski, che sedeva sul sedile posteriore, è rimasta illesa. Toše Proeski aveva 26 anni.

Sembra davvero difficile che la Macedonia possa avere perso una star di tale grandezza. O meglio, la star più amata.

 

Il paese è rimasto scioccato dalla notizia della sua morte. Anche il parlamento ha sospeso le proprie attività, mentre le scuole sono rimaste chiuse. È come se la Macedonia intera avesse trattenuto il respiro. In molti si sono radunati spontaneamente nelle principali piazze del paese, accendendo candele e pregando per l'idolo scomparso.

Il corpo del cantante è stato trasportato nella stessa notte con un elicottero messo a disposizione dal governo. La leadership del paese lo ha accolto all'aeroporto di Skopje, prima che venisse trasportato a Kruševo, città natale di Proeski.

I funerali, con onori di stato, sono stati tenuti il giorno successivo. L'intero governo era presente, insieme al presidente della Repubblica. Kruševo appariva affranta, e il paese ha versato calde lacrime mentre guardava la cerimonia in diretta TV. Andrijana Budimir, la giocatrice di pallamano croata, fidanzata di Toše, ha assistito ai funerali sotto il monitoraggio continuo di un'equipe medica.

"Toše era ed è un esempio da seguire e rispettare. Ci ha insegnato umanità e modestia", ha detto nel suo discorso di addio il primo ministro Nikola Gruevski.

Condoglianze sono arrivate da ogni parte. "Sono scioccato e rattristato", ha scritto in una lettera l'ambasciatore americano Jillian Milovanović. Qualche giorno prima della sua morte, Proeski ha tenuto il suo ultimo affollatissimo concerto nello stadio di Skopje, per finanziare un'iniziativa promossa da USAID e dal ministero dell'Educazione per riabilitare edifici scolastici in tutta la Macedonia.

Toše era l'unica star macedone, e una delle poche nei Balcani, che aveva la capacità di riempire gli stadi. Per quelli che non conoscono la sua vita ed il suo lavoro, forse è difficile comprendere le ragioni di un successo così ampio e unanime, ed il dolore condiviso da un'intera nazione.

In realtà per la Macedonia Toše Proeski rappresentava molto di più che non una semplice pop-star.

Di certo Proeski mancherà ai bambini dell'ospedale infantile di Skopje, dove grazie all'impegno del cantante è stato equipaggiato l'intero dipartimento di ematologia nel corso degli ultimi anni.

"Veniva spesso a visitare i bambini", ha dichiarato Katerina Stavri ć, medico dell'ospedale, "e ad ogni Capodanno portava loro regali e gli cantava canzoni. I piccoli lo adoravano".

E questa è solo una delle numerose iniziative di solidarietà del cantante, che ha dato una mano a tanti, dalla squadra di pallavolo al monastero della sua Kruševo, fino al centro "Skenderija" di Sarajevo.

Il suo impegno sociale era comunque diretto soprattutto ai bambini. Negli anni Toše, un giovane poco più che ventenne, è diventato uno dei più noti nomi della solidarietà in Macedonia.

Chi lo conosceva, come ad esempio i suoi professori dell'accademia musicale dove ha studiato, lo descrivono come una persona eccezionalmente matura, nonostante la giovane età.

I media seguivano regolarmente le sue iniziative, tese ad aiutare i disabili, gli orfani, le persone in difficoltà.

L'attenta strategia di marketing di un giovane ambizioso? Non si direbbe, visto che dopo la sua morte molti si sono fatti avanti, raccontando di essere stati aiutati da Proeski senza alcuna pubblicità: una ragazza a cui serviva un costoso intervento chirurgico, un piccolo orfanotrofio appena fuori Skopje.

"La mia anima gioisce quando posso dare", ha dichiarato Toše in passato, "e io voglio dare almeno quanto ho ricevuto".

Toše Proeski si era presto fatto notare come uno degli studenti più dotati del conservatorio di Bitola, e i professori decisero di spostarlo dalla classe di clarinetto a quella di canto. Toše in realtà non ha mai avuto un clarinetto, visto che i suoi genitori non erano in grado di comprargliene uno. Veniva da una città marginale e povera, ma ha ricordato ai suoi compatrioti valori ormai largamente perduti: onestà, modestia, rispetto.

È questo che la gente della Macedonia ha perso con la scomparsa di Proeski. Una personalità profondamente umana e unificatrice, e non solo una pop-star. Riusciva a tenere insieme tutti, come nessun altro, macedoni e albanesi, insieme a tutti i popoli della ex Jugoslavia. Tutti lo hanno pianto: mai uno scandalo, mai una parola volgare, mai un gesto di scortesia. Era semplicemente un bravo ragazzo, qualcosa di incredibilmente raro e difficile da incontrare.

Tutte le repubbliche ex-jugoslave hanno vissuto la scomparsa di Proeski come una tragedia. Era amato allo stesso modo a Belgrado come a Lubiana. In molti si sono recati davanti alle ambasciate macedoni per scrivere un pensiero, accendere una candela. Molti canali TV della regione hanno trasmesso le sue canzoni e programmi speciali sulla sua vita.

I media internazionali, per spiegare l'avvenimento al proprio pubblico, hanno paragonato la perdita di Toše per i Balcani come quella di Elvis Presley o John Lennon per i paesi occidentali, definendolo "un'icona pop" e "la più grande star balcanica".

Il successo per Toše era iniziato nel 2004, quando aveva rappresentato la Macedonia nel concorso "Eurovision" e ricevuto il premio "Madre Teresa", diventando ambasciatore regionale dell'Unicef. Il suo nome era divenuto presto familiare in tutta la ex Jugoslavia.

Sarebbe arrivato lontano, dicono i suoi colleghi. In realtà, lontano, c'era già arrivato.

"Vi amo tutti" diceva Toše ai suoi fan. Al suo ultimo concerto a Skopje, aveva detto "l'umanità si esprime con i fatti, e non con le parole".

"Sarà per sempre il nostro angelo", ha detto commossa una delle sue giovani fan.


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