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Volevano i loro diritti negati

Il conflitto armato del 2001 tra gli albanesi e gli slavi della macedonia che sono l'etnia magiore di quell'paese multietnico è stato scatenato dalla disugualianza dei diritti tra loro a causa di una ''democrazia'' fragile controllata dal belgrado..,esso conosciuto ormai per le pulizie etniche contro gli albanesi.
Basarsi sull'enciclopedia gli albanesi che vivono in macedonia hano sempre abitato lì però sono rimasti fuori dei confini dell'albania di oggi a causa del trattato di pace di parigi dopo la seconda guerra mondiale il quale a determinato nuovi confini nei balcani lasciando la metà del popolo albanese fuori dal loro paese dividendogli e facendogli così minoranze negli stati vicini come la Serbia, Macedonia, Montenegro e Grecia.

quinta ed ultima osservazione

La guerra o il conflitto come volete chiamarlo arrivato in 2001 nella Macedonia, fu un conflitto importato e provocato direttamente dall'esterno. Non c'e' bisogno per spiegare da dove provenisse, ma l'unica cosa importante e chi lo volesse e perche' lo volesse e a chi stesse bene... a tutti sta bene avere una porzione di territorio instabile, certo, perche' e' sempre piu' facile governare e manipolare...questo argomento si indirzza non solamente a coloro che stanno dentro i confini ma si indirizza sopratutto a quelli che stanno fuori i confini e che vogliono mettere la mano ad ogni costo... e chi lo volesse??? beh, mi domando, chi era a quel tempo premier nel vicino stato di nuova indipendenza? e chi aveva paura di perdere il potere alle prossime elezioni visto che di consenso godeva da solo un frantume della popolazione e cio' dal ex UCK oramai trasformatosi in un corpo di protezione per cosi dire civile...
qui finisco...

quarta osservazione

Quasi l'80% dell'economia macedone era legata con quella serba. La Macedonia dava le materie prime o semilavorati che poi esportava in Serbia. Le stime delle perdite sono immisurabili. Tantissime fabbriche furono chiuse e tantissimi lavoratori rimasero senza lavoro, che poi da qui trae origini la disoccupazione del quasi 40% che c'e in Macedonia oggi. Si puo' affermare che la guerra in Serbia e Kosovo e i bombardamenti sulla Serbia, sono stati la diretta causa della distruzione volontaria dell'economia macedone, che secondo le norme e la prassi del diritto internazionale rappresenta una grave violazione implicita delle norme jus cogens ed erga omnes in base ai quali la Macedonia tranquillamente potrebbe richiedere come minimo la riparazione dei danni...etc, etc.

terza osservazione

Errore, appena finita la guerra tutti i profughi non tornarono a casa, bensi' 150.000 rimasero dentro i confini macedoni, da parenti, da amici, etc....

seconda osservazione

Meno male c'era la Macedonia ad accettare i profughi, altrimenti non avrebbero avuto un posto dove andare... ricordo, che l'Italia, la Germania e altri, hanno accettato appena appena 8.000 in tutto... che subito dopo la fine della guerra, furono trasporatatti rigorosamente con gli aerei... mi meraviglia questa solidarieta' europea, e' un valore molto grande...

prima osservazionie

le diverse stime di profughi albanesi in macedonia non sono tra 200.000 e 250.000 ma noti bene 360.000. Con cio' il bilancio demografico si e' drasticamente spostato. Cioe' la percentuale della minoranza albanese incideva quasi del 40% sulla totalita' della popolazione. Mentre prima del conflitto era appena 20%.

precisazione

forse sono stato eccessivamente duro nei toni del mio commento precedente, ma ci sono un paio di cose su cui non ho ripensamenti: ad esempio che gli internazionali siano spesso usati come capro espiatorio dalle classi politiche locali e'un dato di fatto. Quanto all'offensivita di quanto ho scritto, nulla batte la definizione "turisti dell'emergenza": io ero uno di questi "turisti" ed ho avuto modo di vedere e comparare quello che ha fatto la comunita internazionale sul campo - certo, con molti errori - e quanto fatto dalle autorita pubbliche macedoni: dietro l éufemismo "Non si può dire che la Macedonia accolse i profughi a braccia aperte" ci sono neonati ed anziani morti di stenti nella zona di nessuno, guardati a vista dalle forze di polizia macedoni. Nei campi profughi c'erano un sacco di "turisti dell'emergenza", peccato che di autorita pubbliche locali non si sia vista traccia. Le critiche sono sempre bene accette, ma le autocritiche aiuterebbero a fornire un quadro piu oggettivo di vicende tanto dolorose. Qunato alle fatiscenti citta balcaniche, qui le posso dar ragione: la mia esperienza si limita alle citta dove vivo: Skopje, dove stanno costruendo in mezzo al parco cittadino, e Pristina, dove parlare di pianificazione urbanistica e'pura speculazione filosofica. Non metto in dubbio ed anzi spero vivamente che altre citta balcaniche siano messe meglio.

Fatiscenti città balcaniche?

Perchè alla fine di un intervento come il suo che mi pare corretto si lascia andare così? Mi scusi ma quali sono le "fatiscenti città Bancaniche"? Perchè io ho visto città molto belle ma forse sono uno sciocco....chissà. Poi sulla raccolta dei rifiuti ci sarebbe molto da dire e magari un po' di ragione ce l'ha anche lei ma detta così suona proprio offensiva non crede.
Poi sul turismo delle ONG anche ci sarebbe da dire perchè l'approccio "se non va bene facciano pure senza" mi pare eccessivo.
Cordialmente

autocritica2

fatiscenti citta balcaniche non saranno certo sostituiti dai turisti convenzionali, almeno non prima che venga raccolta tutta l'immondizia che traboccaad ogni angolo. Ah ma gia, anche quella l'avranno lasciata quei cattivoni degli occidentali......

autocritica1

Karajkov e'un autore che di solito apprezzo, ma stavolta s'e' fatto prendere da uno de vizi piu tipici della mentalita balcanica: la totale, assoluta mancanza di autocritica. Tale mancanza si riflette puntualmente nel riversare sulla comunita internazionale aspettative isteriche che cambiano a seconda delle conseguenze: qui si rimproverano gli internazionali per la loro inerzia, ieri li si rimproverava per l'eccessiva interferenza, domani chissa, ma di sicuro li si trovera colpevoli di qualcosa. Tutti i paesi delléx jugoslavia (quanti sono? ormai s'e'perso il conto) reclamano a gran voce autonomia, poi si dotano di classi politiche a dir poco vergognose che depredano i gia esigui bilanci pubblici nella totale indifferenza dell'opinione pubblica, la quale poi si lamenta che gli internazionali avrebbero dovuto investire di piu, magari lasciando le risorse i gestione agli amministratori locali (e che cavolo, sono paesi independanti, o no). Quando i soldi finiscono nelle tasche dei 4 ricconi di turno, ci si lamenta che non erano abbastanza, che era stato promesso di piu, che la comunita internazionale li ha lasciati soli. Facile, molto facile vivere cosi, ma sarebbe bene tener presente che ogni singolo euro d'aiuto che arriva dall'estero non e' per niente dovuto, sono soldi dei contibuenti di altri paesi che avrebbero tutto l'interesse a vederli spesi entro i propri confini. Stessa cosa per i gentilmente definiti "turisti dell'emergenza": non li volete piu? Benissimo, ma nelle fa

La storia

La guerilla di 2001 e stata il "ringraziamento" degli albanesi per l'accogliamento dei macedoni in 1999. Da non dimenticare...

Non dimenticare neanche che una importante parte di questi campi di trasfughi, anche di quei trasfrontalieri, erano "campi di PR" (public relations), di vetrina e di propaganda, con della gente che andava di la per essere vissuti dalla media internazionale e chi tornavano di sera negli loro villaggi... e un fatto attestato dalla media di quel periodo.

Ringrazio a Risto Karajkov che ha una volta di piu fatto una fresca vivante, comme un terremoto, della situazione della Macedonia. Che ci aiuta di comprendere meglio questo paese di quale sono tanto innamorato. Di questo paese, e del suo popolo (macedoni ma anche valacchi, albanesi etc.) cosi aperto, cosi amichevole, acogliente...

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