L'inaugurazione di un monumento a Skanderbeg a Skopje

Sono molti in tutta la Macedonia i memoriali eretti dalla comunità albanese in ricordo dell'NLA, l'Armata di liberazione nazionale. Ora però ne è stato costruito uno nella capitale. L'emblematico caso del "Museo della Libertà"

21/01/2009 -  Risto Karajkov

Il giorno della bandiera albanese, il 28 novembre, il leader dell'Unione democratica per l'integrazione (DUI), Ali Ahmeti, ha inaugurato il Museo della Libertà, generalmente chiamato Museo dell'Armata di Liberazione Nazionale (NLA). Si è posto fine, così, ad un anno di controversie attorno a questo progetto. La NLA era una guerriglia armata nonché il predecessore militare del partito DUI, e ha dato inizio al conflitto del 2001 in Macedonia. Molti macedoni però pensano ancora alla NLA come ad un gruppo di terroristi. E' come se passato e presente vivessero vite separate. Il DUI non fa parte del governo, ma è riconosciuto legittimo da tutti, diversa però l'opinione sulle sue origini.

"Il mio cuore mi dice che la storia è nata qui, a Skopje, l'antica città nel cuore della Dardania", ha affermato l'ex leader NLA e oggi uomo politico, Ali Ahmeti, all'inaugurazione. "I nostri patrioti hanno lottato per secoli, ma siamo noi oggi ad avere l'onore di aprire il museo. I combattenti del Kosovo sono qui per complimentarsi con noi. Oggi gli albanesi sono liberi, l'Albania è nella Nato, il Kosovo è indipendente e gli albanesi di Macedonia celebrano la loro bandiera!" ha aggiunto Ahmeti.

E' un grande giorno per gli albanesi, ed è un grande giorno per il DUI. La creazione di un museo dedicato al NLA è stata la promessa elettorale del partito. Lo storico Skender Asani ha commentato l'evento come il più grande giorno per gli albanesi dal 2001.

Naturalmente non è il primo monumento dedicato al NLA. Innumerevoli memoriali sono stati eretti nelle comunità albanesi e in tutto il paese sin dal 2001, ma questo è il più importante e il primo della capitale. Riuscire ad ottenerlo, però, non è stato facile, anche se gli ostacoli si sono risolti con gli affari, come sempre. Il progetto ha suscitato delle controversie fin dall'inizio del 2008, quando il sindaco della municipalità di Chair (un quartiere di Skopje a maggioranza albanese) Izet Mexhiti, del DUI, si è impegnato a ristrutturare una vecchia casa costruita da un beg turco (alto ufficiale ottomano) Jasar Kumbaradzi, conosciuto come Jasar-beg, per ospitare il museo.

Al tempo il partito DUI stava all'opposizione - al governo c'era la coalizione di VMRO e del diretto avversario del DUI, il DPA (Partito Democratico degli Albanesi) di Menduh Taci - e l'idea non è piaciuta, specialmente ai responsabili dei beni culturale nel paese.

Pasko Kuzman, noto archeologo e direttore della Direzione per la Protezione dei Beni Culturali, si è opposto al progetto, sostenendo che la casa di Jasar-beg rappresenta un sito di interesse storico protetto dalla legge che non può essere toccato senza un apposito permesso. Kuzman ha fatto sapere che avrebbe avviato un'azione legale contro il sindaco di Chair, Mexhiti, se la municipalità avesse iniziato i lavori di restauro senza una licenza. "Va bene ristrutturare l'edificio e aprire un museo, ma devono farlo in conformità con la legge vigente e non secondo certe abitudini non scritte", ha affermato Kuzman.

Il confronto iniziale tra Kuzman e Mexhiti è durato settimane, un susseguirsi di cinici botta e risposta sui media. Il motivo di fondo è stata l'inadempienza della municipalità di Chair alla regolamentazione sulla protezione dei beni culturali, ma oltre a questo c'era anche il disagio di parte dell'opinione pubblica macedone per l'idea di un museo dedicato al NLA. Il senso di amarezza è stato aggravato, poi, dall'apparentemente grossolano atteggiamento del sindaco Mexhiti a proseguire con la ristrutturazione della casa, in rispetto o meno della legge.

Jaser-beg, a cui talvolta si fa riferimento come primo sindaco di Skopje, costruì la casa nel 1885-1886 nel luogo in cui sorgeva la sua casa di famiglia distrutta dalle fiamme. L'edificio appartenne alla famiglia fino al 2003, quando venne venduta ad un emigrato. Nel 2007 è stata posta sotto tutela come sito di interesse storico e culturale. Si trova vicino al cosiddetto Plastic Bazar.

Mexhiti ha accusato Kuzman di non essersi curato della casa che da decenni stava andando lentamente in rovina, prima di essere assegnata alla municipalità con un contratto a lungo termine da parte del proprietario che vive in Svizzera.

Solo un pretesto per opporsi al museo NLA, ha affermato Mexhiti. Ha detto a Kuzman "di farsi gli affari suoi" se non può mostrare almeno un po' di gratitudine alla municipalità per aver salvato la casa dal suo decadimento.

Seguendo l'ampio confronto pubblico, la Commissione Anti-corruzione si è interessata anche agli affari e alla possibile cattiva condotta del sindaco di Chair, e ha avviato un indagine. Il procuratore ha analizzato il caso e ha fatto cadere le accuse con la motivazione che non erano state effettuate alcune azioni di restauro alla casa all'infuori di un antico granaio nel cortile che era andato distrutto. Pare che la municipalità non abbia effettuato alcun lavoro dopo averne fatto annuncio ad inizio maggio.

Alle elezioni dello scorso luglio, il DPA, tradizionale alleato albanese del VMRO (Organizzazione Interna Rivoluzionaria Macedone), ha perso il sostegno e, in modo imbarazzante, è risultato essere il principale colpevole per le irregolarità elettorali che hanno macchiato il paese a livello internazionale. Il VMRO ha formato una coalizione pragmatica con il DUI. Improvvisamente, si sono aperte le prospettive per il museo del NLA.

Anche se la municipalità di Chair non era ancora in possesso di tutte le carte e i permessi da parte delle autorità culturali, si diede inizio ai lavori di restauro. Il fatto che il DUI fosse al potere ha "sicuramente favorito la comprensione" delle istituzioni addette alla tutela dei beni culturali, tra cui la Direzione di Pasko Kuzman.

"Ora siamo alleati al governo e abbiamo raggiunto un accordo. Per noi la cosa più importante è che la casa rimanga un monumento culturale e preservi il suo aspetto originale. Non vogliamo né possiamo evitare che diventi un museo. Ognuno ha il diritto di avere i suoi beni culturali" ha affermato Kuzman.

Tutto è bene quel che finisce bene. Di certo è più facile quando si è al potere piuttosto che all'opposizione, ma questo è il lato positivo del potere di integrazione della politica in Macedonia. Forse, con il tempo, sarebbe meglio se ciò avvenisse anche con il rispetto della legge.

A novembre il museo era pronto per la grande apertura. Ovviamente nessun politico macedone era presente. I coniugi in una coppia hanno bisogno dei loro spazi.

Il nuovo museo della libertà presenta la storia degli albanesi dal periodo della Lega di Prizren, nel 1878, fino al conflitto del 2001. Tra gli artefatti, antiche armi, fotografie, monete, documenti, uniformi NLA e bandiere. Probabilmente non molti macedoni vorranno visitarlo, almeno non a breve. Anche nei matrimoni alcuni ricordi restano affari privati.


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