Home / aree / Kosovo / Via l'UNMIK, arriva l'ICO

Commenti

x Bedri Ukaj

Caro Bedri, mi ha fatto piacere leggere il tuo messaggio perche' dimostri di essere una persona intelligente ed aperta al confronto,altri alla tua eta' pensano solo a divertirsi. Ebbene posso dirti che non ho niente contro l'indipendenza della tua gente se questo e' il loro volere sincero.L'opposizione
a questo vostro desiderio nasce dalla paura della popolazione non albanese che ha avuto come voi una brutta esperienza dalla guerra e dai bombardamenti. In una famiglia bisognerebbe andare sempre d'accordo ed evitare divisioni che portano solo sventure per tutti. Prendi l'esempio della Yugoslavia: nessuno puo' oggi contestare che i popoli allora vivevano meglio ed in pace che divisi come oggi. Quelli che vivono meglio oggi sono i politici che predicavano la divisione per poter comandare ed arricchirsi a spese dei popoli.
E' l'unita' che fa la forza - non le divisioni. Mi auguro che un domani - cittadino di un nuovo Stato tu non abbia a subire una cocente delusione. Ciao e auguri.

X Aurel e tutti gli albanesi

E' vero Aurel oggi e domani festeggiamo la nostra indipendenza, tanti auguri anche a te e che il 2007 veda la kreazione della Repubblica del Kosovo. SHUM URIME

...

Bravo Enzo condivido veramente ciò che scrivi. Una precisazione però (rivolta a GP) nella lontanissima primavera del 1398 su una pianura del Kosova, contro gli Ottomani, non c'era un semplice esercito fatto da serbi ma un'intera COALIZIONE costituita, non solo da serbi ma anche da contingenti di rumeni, ungheresi, bosniaci e albanesi quindi non puoi venire a dire che questo è une evento sacro per la serbia perché non sarebbe la realtà piutosto sarebbe un evento unico e importantissimo per i Balcani interi dato che è la prima volta, nella nostra storia, che ci uniamo formando una vera e potente coalizione. Inoltre, detto ciò, auguro a tutti i miei connazionali albanesi la festa dell'Indipendenza. URIME

fine

e cominciare a programmare il futuro partendo da dei presupposti fermi, che 3 incertezze (Kosovo, Bosnia, Serbia) da lasciare in eredità a chi non è ancora nato, nella speranza che magari tra 20 anni la gente rinsavirà per miracolo. Invece tu che proponi di prolungare il periodo di "riflessione", potresti spiegarmi come lo vedi un Kosovo sotto "riflessione"? Quali sviluppi, conseguenze avrebbe?

seguito replica

Il Kosovo E' il PROBLEMA, non un contorno che si può ignorare. E' stato già ignorato, o congelato, a Dayton, non si può ripetere due volte lo stesso errore. Il Kosovo di oggi è in una situazione legale né carne né pesce, un'economia inesistente, figlia di quest'assurdità. Ovviamente nessuno si fida a fare affari con un paese che non c'è, con un "buco nero" (e poi c'è chi s'indigna se molti kosovari si ingegnano diversamente per campare, un po' come giù da noi, dove pure lo stato c'è - o forse no?). Tutto ciò, e l'impossibilità oggettiva di reintegrare il Kosovo in Serbia rende ineluttabile la sua indipendenza (non credo sia questo un ragionamento à la Milosevic), cosa di cui molti serbi, pur non condividendola, sono ormai convinti (varie indagini lo confermano). Le difficoltà di costruire uno stato in un territorio che ha conosciuto molti traumi e dove la normalità è stata l'eccezione, aggiunge il condizionamento, o la supervisione di tale indipendenza. N.B. il Kosovo indipendente non significa in nessun modo un Kosovo chiuso ai serbi; una volta NORMALIZZATI VERAMENTE i rapporti il confine tra Kosovo e Serbia sarà invisibile. Io penso che l'ndipendenza del Kosovo è anche la migliore soluzione a lungo termine per la Serbia. Quanto all'incertezza, sai benissimo che non si può vivere per sempre nell'incertezza, meglio avere una certezza oggi (anzi due), corroborata da una ferma presenza sul luogo (per fortuna il Kosovo non è Iraq o Afghanistan) e cominciare a programmare il futu

replica a gp

Caro GP, i problemi attuali del Kosovo non datano dal 1389 (non essendo la Serbia attuale continuazione dell'impero medievale serbo), ma sono conseguenze del 1913 e dopo, su questo mi pare sarai d'accordo. Da ricordare inoltre che nel 1389 p.es. non c'erano serbi in Voivodina, il Medioevo è un'arma a doppio taglio e non può essere usato in modo selettivo. Quanto all'irrazionalità balcanica, che ha ormai assunto il triste valore di un luogo comune, veremente mi riferivo al sentimento serbo sul Kosovo che sarebbe "radicato nel sangue e nell'anima serba", su quel morboso attaccamento alla battaglia persa nel 1389, ecc. che non trovano spiegazione da un punto di vista prettamente razionale (giustificando cosi i crimini compiuti in nome di tale irrazionalità, proseguendo sulla scia di Rumiz). Quanto al resto, mi pare di aver detto che l'indipendeza del Kosovo NON deve portare a spostamenti di popolazione (sebbene ciò sia già largamente avvenuto su base individuale, e non ha interessato solo i serbi, ma anche gli albanesi in Serbia e nel Kosovo del Nord, stranamente ignorati quando viene trattato questo specifico problema, e non meno frustrati e delusi dei serbi). Gli effetti che avrà l'indipendenza del Kosovo in altre aree balcaniche (quali, oltre a RS, peraltro pupazzo di Belgrado, quindi poco cambia in sostanza) saranno molto più facili da contenere e molto meno pesanti dell'ibernazione del Kosovo stesso nella situazione attuale. Il Kosovo E' il PROBLEMA, non un contorno che si

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Dopo tutto quello che è successo forse è arrivato il momento di fermarsi a riflettere e non giungere a soluzioni affrettate, forse è meglio una situazione di incertezza oggi che una situazione di crisi e di conflitto domani.

Risposta ad Enzo

Caro Enzo, innanzitutto ti invito a leggere in manierà più attenta il mio precedente intervento,non è stata fatta nessuna analogia tra il Kossovo e la Bosnia ma ho semplicemente affermato che esiste la possibilità che l'indipendenza del Kossovo comporti con un effetto domino altre rivendicazioni (a prescindere che siano giuste o meno) sul territorio. So benissimo cosa sia la RS e conosco molto bene le vicende bosniache. Appunto la riflessione su questi finti principi di identità mi portano a fuggire da qualsiasi concetto prestabilito di appartenenza etnica, identità linguistica etc. Potrai rispondermi che in kossovo la realtà e la risposta è nella storia ma sai benissimo che io ti posso citare altre date, come ad esempio il 1389 e giù di lì, così facendo ci iniziamo in una sorta di discussione senza fine, come un cane si morde la coda. Mi sorprende la tua frase in cui affermi "nei Balcani, dove l'irrazionalità spesso prevale sulla ragione", mi sembra la classica giustificazione per spiegare un altro "crimine", come diceva Rumiz in questo modo continuiamo a trovare il motivo di uno scoppio di un incendio nella quantità di materiale infiammabile e non nell'atto in cui il fuoco divampa (chi lo accende? Come?Perchè). Mi sembra che definendo l'ineluttabilità di uno stato Kossovaro così come tu lo hai definito, sei TU che dai ragione a Milosevic & Co. Iniziando un altro processo di spostamenti di popolazione (dove andranno i Serbi?), frustrazioni e vendette. Dopo tutto quello che

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(come si fa a convincere tutti gli altri a non chiedere la revisione su base etnica delle proprie frontiere?). La divisione etnica del Kosovo è figlia della stessa visione di molti movimenti nazionali balcanici del '800, non più proponibili (nonché simmetrica della visione del Memorandum SANU '86). In più, ciò comporterebbe scambi di popolazione tra il nord e il sud dell'Ibar, con buona pace tra l'altro per i monumenti serbi che si trovano tutti a sud) ed eventualmente di territori (Valle del Presevo per Kosovo del Nord) e la creazione di un ridimensionato Kosovo monoetnico, al quale per nessun motivo potrebbe essere negato l'unificazione con l'Albania. Si possono facilmente immaginare le reazioni dei vicini, nonché un'eventuale reazione a catena che potrebbe superare le frontiere dell'ex-Jugoslavia. Nell'Europa del 2006 una visione del genere è semplicemente inammissibile. Insomma, il Kosovo (sul quale la Serbia ha perso definitivamente i diritti nel 1998-1999) ai kosovari, (a chi sennò? Colonia UE o che altro?), intesi come cittadini CON la propria identità etnica, linguistica, culturale e religiosa tutelata, sotto tutela/supervisione/condizionamento internazionale (questione di terminologia) risulta l'unica soluzione attuabile.

a gp

Caro GP, l'analogia tra Bosnia e Kosovo è alquanto infelice, la Bosnia è stata una terra multietnica a livello proprio di vicolo, o se vogliamo, di condominio. Il Kosovo è stato a maggioranza schiacciante albanese sin da quando fu annessa alla Serbia nel 1913 e il conflitto non si è mai sopito da allora, con i Serbi a cercare ad ogni modo di "bilanciare gli sfavorevoli rapporti etnici" e gli Albanesi a contrastare in tutti i modi ogni sforzo serbo in questo senso. La RS è un'entità artificiale (ripetuto fino alla noia, lo so), nata con la violenza dal disegno politico di Milosevic, mi pare che su questo non ci siano dubbi (come la Krajna, poi abbandonata al suo destino, quando il rapporto di forze si rovesciò e dalla necessità di chiudere in fretta e alla meno peggio una lunga e atroce guerra sul territorio europeo). Nel Kosovo c'è stata la violenza dello stato contro i propri cittadini (contrari allo stesso) a far precipitare irrimediabilmente la situazione. Ne consegue che l'approccio debba essere diverso, e che le ragioni dell'etica non possano facilmente soccombere a quelle di una praticità spregiudicata, dello scambio alla pari, altrimenti Milosevic e Co. risulterebbero dei visionari e non dei delinquenti. Inoltre nei Balcani, dove l'irrazionalità spesso prevale sulla ragione, le soluzioni all'apparenza più semplici (dal punto di vista di un estraneo) risultano alla fine quelle più complicate (come si fa a convincere tutti gli altri a non chiedere la revisione su base et

precisazione per Ana

Ana, mi riferivo alla Macedonia entro i confini attuali, che dal 1913 divenne parte della Serbia e poi della Jugoslavia, chiamata Juzna Srbija dal 1913-1929 e dal 1929-1941 fu incorporata nella Banovina del Vardar assieme a una parte del Kosovo e dell'attuale Serbia Meridionale, senza nessuna autonomia politica, culturale o di altro tipo. Alla stessa stregua nei 500 anni precedenti il 1913 essa è stata una provincia ottomana, o per essere più precisi, divisa tra i vari vilayet ottomani (cosi come ogni paese balcanico ottomano, del resto). Non intendo minimamente contestare l'identità e l'esistenza della nazione macedone, la cui estensione, come dappertutto nei Balcani, non si può inscrivere entro i confini statali.

x alex

Ciao alex, sai che ti do la ragione e verissimo che sia l'americe sia i altri paesi che sono andati in kosovo sono andati per i loro ineresse e non dimentichiamo che anche la russia e stata la prima che e entrato in kosovo ma non ce lha fatto mantenere il suo esercito.
Mi dispiace che gli altri ci giocano con noi sulla questione dell'indipendenza, prometimi di dire che anche noi abbiamo dirito di avere il nostro stato e sono sicuro che anche se in poveta ce le faremo ad andare avanti,ma la rusia prhe che interesse ha di impediere l'indipedenza.scusa ho solo 19 anni forsse alcune cose non li capisco ,ma noi abbiamo diritto, o no che ne pensi?

x bedri ukaj

Caro Bedri il motivo per cui la Russia si oppone (fino ma che punto non si sa ) all'indipendenza del Kosovo e dato dal BUON SENSO. I nostri politicanti hanno dimostrato in tutti questi anni di averlo dimenticato il buon senso e i risultati si vedono: siamo impasticciati dapperutto in guerre,guerricciole e crisi che possono scoppiare da un momento all'altro. La testimonianza della fallimentare gestione la danno gli stessi profughi e clandestini che fuggono dalle guerre e dalla miseria provocate dai cosiddetti esportatori di democrazia nostrani. Il Kosovo per loro -- e' una palla al piede oramai -- andava bene quando serviva al loro disegno geopolitico - spaccare la Yugoslavia ed impiantare la piu' grande base militare in Kosovo. Ora che hanno raggiunto l'obiettivo vorrebbero disfarsi di voi, dandovi " l'indipendenza" per non sborsare 1,3 Milioni di Euro per mantenere il baraccone militare. Mi chiedo - una volta - indipendenti chi fara' fronte a tutte le spese di uno Stato sovrano (Esercito,Ambasciate,infrastrutture e burocrazia cososissima ) ?????? Non siete mica la Svizzera !!!!!

per enzo

per cio' che riguarda la Macedonia, e' il suo status internazionale nel corso degli anni, voglio ricordare la questione balcanica della seconda meta' del secolo XIX, e altrettanto le cause per la Prima guerra balcanica e poi le cause per la Seconda guerra balcanica, con questo si potrebbe rischiarire le idee e cambiare un po' l'opinione su di essa, nel senso che la Macedonia fu una provincia serba sino al 1945?!

mah!!

Cari aurel ed Enzo, non mi convince la vostra lineare dialettica che porta a delle soluzioni inevitabili, oramai (secondo voi) accettata anche da molti serbi. Proprio in virtù della vostra erudita conoscenza storica dell'area mi sorprende come nei vostri interventi vengono completamente estromessi alcuni concetti: quello che l'indipendenza del Kossovo potrebbe rappresentare per altre zone balcaniche (vedi BiH), la non tanto celata pressione dello stato albanese in direzione di una decisione rapida, la mancanza di una qualsiasi volontà di contatto e di dialogo da parte della popolazione Kossovara con la minoranza serba, la completa avversione da parte di tutta la comunità locale e internazionale per una soluzione e una visione non etnica o identitaria ma sociale, politica e "europea" (non condivido il finto ingresso nella UE di una finta nazione come potrebbe essere il Kossovo indipendente). Molte questioni non accettate, non considerate e non risolte, conclusione la vostra affrettata, il Kossovo ai Kossovari, a prescindere dal fatto che essi parlino albanese o serbo, semplifichiamo la realtà introducendo la complessità (concetto di Luhmanniana memoria!!)
a presto
gp

kosovo

ciao marco.venezia. mi chiamo bedri sono dal kosovo ti posso chiedere una cos per quale motivo la russia deve impedire l'indipendenza del kosovo

...

Condivido la tua opinione Enzo oltre a considerare infantili e stupide alcune innutili minacce che vengono fatte da gente che non ha gli attributi a firmarsi con i loro proprio nomi (es. Jugo).

per Aurel

Aurel, conosco bene storia ed attualità dei rapporti serbo-albanesi, te ne puoi convincere leggendo i miei precedenti interventi. Non ci si può ripetere sempre nei commenti, inoltre qualcuno tra i visitatori sembra allergico alla storia (magistra vitae), intesa come il percorso che porta all'attualità. I rapporti tra montenegrini ed albanesi, lungi dall'essere idilliaci, sono stati normali, balcanicamente parlando, sin da molto prima di Tito. Più tormentati, ma non inconciliabili, i rapporti in Macedonia (provincia serba fino al 1945, della cui perdita peraltro i serbi non sembra abbiano sofferto, pur avendo combattuto per essa la 2a Guerra Balcanica). Quanto alla durata del "condizionamento" o supervisione internazionale, esso dipenderà dai kossovari stessi (dalla qualità del governo che produrranno) e soprattutto dalle evoluzioni in Serbia, da come si deciderà di giocare la carta Kosovo a Belgrado. Ovviamente auspico che in Serbia si avvii definitivamente il processo dell'europeizzazione, al posto di questa cosmesi demonazionalista, generatrice di stallo e di crisi permanente, controproducente per tutti, che si sta protraendo da più di 6 anni. In questo caso la supervisione internazionale sul Kosovo avrebbe durata breve. Altrimenti il termine ultimo è l'adesione in UE (non è da escludere prima della Serbia)

commento

Non solo questo Enzo ma il Montenegro dall'epoca di Tito fino all'indipendenza ha concesso larghi diritti amministrattivi alle regioni a maggioranza albanese (Ulqin, Tivar, Tuz... ecc) diritti che hanno comportato una maggiore integrazione e tranquillità di quelle regioni (l'economia in quelle aree è tra le più sviluppate in tutto il paese). In Macedonia invece si è avuto una certa trranquillità solo negli ultimi anni dopo la firma del trattato di Ohri, trattato che ha sancito alcuni diritti anche agli albanesi di quelle aree (apertura dell'Università di Tetovo, l'uso della lingua e della bandiera ...ecc). La Serbia aveva più di un seccolo di tempo per tranquillizare sia il Kosova che la valle di Presevo ma non l'ha fatto perche vedeva negli albanesi una sorta di nemico interno (vedi la relazione degli accademici serbi agli innizi degli anni 90) che non doveva godere di nessun diritto, politica questa che ha portato la reggione alle odierne conseguenze è che porterà sicuramente all'indipendenza condizionata (nei primi anni) per il Kosovo e larghi diritti aministrattivi per la valle di Presevo.

KOSMET

Guai al Kosmet se si separerra dalla Serbia!!!!

a tempo riperso

è la separazione (indipendenza condizionata, controllata o come la si voglia nominare), e la supervisione internazionale probabilmente fino all'adesione UE (vedo che l'UE si sta già in parte defilando, nominando un diplomatico non UE a capo della propria missione, probabilmente conviene condividere le responsabilità anche a casa propria quando non si ha ancora una vera politica estera).

a tempo perso

Dalla Torre, a parte la delusione che avrà pure da Russia e Cina, perché non si chiede (e non ci illumina) su come riuscirebbe la Serbia a risolvere i problemi della sua ex-provincia, nell'improbabile ipotesi di una sua reintegrazione? (che in Serbia nessun politico serio si auspica veramente, visto che porterebbe al collasso economico e sociale del paese). Oppure come convincere oggi i kossovari ad accettare la sovranità serba, pure molto ammorbidita (le pressioni diplomatiche in tal senso sono state parzialmente efficaci solo negli anni '90)? Ha un'idea sulle conseguenze di un altro rinvio o congelamento della decisione sul Kosovo, che già arriva in grande ritardo e perciò più complicata e difficile di qualche anno fa? Non crede che i rapporti interetnici migliorerebbero decisamente se in Serbia cominciassero gradualmente a riconoscere la realtà (in privato lo fanno quasi tutti), offrendo un rapporto di partnership reciproca invece delle minacce e della chiusura totale? La Serbia ha avuto 85 anni per fare degli albanesi cittadini leali e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Questo, e la massa critica raggiunta dai kossovari, rende la situazione diversa rispetto a quella degli albanesi di MK e CG. L'autonomia del Kosovo in seno alla Serbia, se proprio non lo ha ancora capito (dubito), è morta definitivamente nel 1998-1999 e sepolta con il referendum in Montenegro. Non è più possibile riesumarla (se n'è convinto persino Solana); l'unica soluzione rimasta è la separaz

NO a indipendenza del Kosovo

Dopo certe affermazioni dei politici nostrani (vedi D'Alema), ed alcuni altri fatti recenti, spero che la Russia utilizzi il suo potere di VETO e blocchi l'indipendenza del Kosovo!!!!
Non è possibile sperare e tentare di costruire uno stato indipendente se sussistono questi gravi incidenti.
L'UNMIK stà a guardare, come sempre e di certo una "ICO" con ancora meno poteri non migliorerà la gravissima situazione attuale!
Certe violenze da parte degli albanesi devono finire!
Le minoranze albanesi del Montenegro e della Macedonia non soffrono di tali problemi, è una questione locale del Kosovo che l'indipendenza non potrà che istituzionalizzare!
Grazie

status=indipendenza???

Si continua a parlare di attesa dello status con la certezza che la soluzione sia l'indipendenza, e se fosse una regione con più poteri della serbia?, se fosse veramente una "regione d'europa"! Sinceramente conoscendo la serietà di ob e l'importanza data all'argomento (se non erro il prossimo convegno sarà centrato su questo) non capisco come possano continuare a far scrivere su questo argomento una giornalista dichiaratamente di parte, invito l'interessata o altri a farmi cambiare idea, con rispetto
Giorgio

La conferma

Una domanda al "saputello" norvegese: Cosa fara' l'ICO nei casi come questo:??-- l'ANSA di oggi:KOSOVO: ORDIGNO ESPLODE IN SCUOLA ELEMENTARE SERBA !!!!!
Ben poco immagino, oltre a condannare la violenza da qualsiasi parte provenga, la solita mabfina insoma !!!

Un altro "signor nessuno"

Torbjorn Sohlstrom, diplomatico norvegese, uno delle tante innumerevoli figure da "operetta politica" che si sono succedute nei Balcani e non hanno mai combinato niente di utile, messi li' senza conoscere nemmeno i minimi dettagli dell'ambiente nel quale operano,incapaci anche di pronunciare passabilmente i nomi delle localita' in cui si trovano temporaneamente. Portavoce di una Comunita' Internazionale che cambia posizioni come una banderuola a seconda degli interessi prevalenti in un dato momento. Figuriamoci poi cosa possa capire un diplomatico del "profondo e freddo Nord" della problematica centenaria del "profondo sud dei Balcani" e della mentalita' della gente che qui ci vive. Un' altra penosa rappresentazione di un burocrata che pensa di saper tutto ed invece non sa un accidente di niente.

Kosovo parte integrante della Serbia

L'articolo mi sembra molto interessante, ma rende già l'idea che sicuramente al 99% il Kosovo sarà purtroppo indipendente e non un entità autonoma della serbia, come ad esempio la Vojvodina............................
Questo a parer mio è poco proficuo e poco corretto, non mi resta che sperare che la Russia utilizzi il suo potere di veto per bloccare l'indipendenza del Kosovo.
Grazie

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