Home / aree / Kosovo / Una calma piena di attesa per un futuro migliore

Commenti

prudenza

Occorre prudenza.Ricordate che nel 2004 la KFOR aveva allentato i controlli illudendosi che tutto si stava normalizzando invece chi ha vissuto quel periodo sa che non è stato così.Il fuoco è tornato ad ardere sotto la cenere. Occorre prudenza e una attenta valutazione di ciascun caso.E non si può cavalcare la propria illusione pensando che basti eliminare i muri per unire le persone.

Ho tradotto l'articolo

Ciao, vorrei informarvi che ho tradotto l'articolo di Roberto Bertoli in francese. E in linea sul sito del Courrier des Balkans : http://www.balkans.eu.org/article5270.html
Ho trovato questo articolo un po ottimisto, ma è Roberto ad essere in Kossovo, non io... Comunque l'articolo mi è piaciuto per l'aspetto militante. Piu' particolarmente sono d'accordo che se la gente non si impegna niente puo' cambiare.
Per scrivermi toglie i 3 "z" dell'indirizzo seguente : vincent_dzoumzayzrou@yahoo.fr

du parole .....


Ho visto che l'articolo scrito da Bertoli magari non tuti lo legono nello stesso modo.Da un punto di vista sono delle cose che anche me magari non mi fano bene sentire o sapere perche da kosovaro vorrei che la, tuto fosse perfeto ma non e cosi purtropo e quindi volendo o no la realta e quella che e. Conosco bene sia Bertoli che tuti Altri operatori del Bergamo per il Kosovo e mi sembra che sempre hano datto e fatto il meglio di loro per far si che le cose la vadano bene,ma non bene come puo essere "IL BENE" di tante ONG la, ma bene nel senso di benessere per tuti i citadini del kosovo, nel aiutare a migliorare la vita della gente che ha perso tuto da guerra e che per di piu vengono anche strumentalizati dai politicci sia dal Belgarado che dal Prishtina, e alla fine penso che per quello dovrebbero esere la tuti gli internazionali, aiutare la gente a creare il propio paese e la propia vita senza paure.
Voi di Bergamo per il Kosovo vi auguro che andate avanti nel vostro bell impegnio che avete presso e che lo state mandate avanti bene come sembra, anche se io non sono in Kosovo da un bell po di tempo e non e che sono molto aggiornato e dal kosovaro che conosco la mia gente ,la mia realta e anche i nostri politicci la giu vi dico solo un cosa: tenetevi duro ragazzi.
P.S. scusatemi se ci sono delle errori nel scritto ,non lo scrivo ancora bene l'italiano


un poco di calma

sono molto spiaciuto che il mio articolo provochi un dibattito di cosi scarso livello, probabilmente debbo aver sbagliato qualcosa e la prossima volta dovrò essere più attento nelle affermazioni che faccio per evitare interpretazioni, perlomeno strane, delle mie impressioni sulla situazione in Kosovo.
di chi ha scritto conosco solo Visar che invito gentilmente a moderare i toni e a lasciar perdere le sparate stupidamente nazionaliste che non fanno certo onore sia alla sua intelligenza che alla fiducia che ha ricevuto da tanti volontari che lo hanno conosciuto. mi piacerebbe che i cittadini kosovari siano essi serbi albanesi rom bosniaci ecc. che vivono all'estero possano essere, proprio per la loro distanza fisica dalla loro terra, elemento di comunicazione e non di contrapposizione. Sia in Serbia che in Kosovo la popolazione sta vivendo una situazione di vita particolarmente difficile(assenza di lavoro , pessimo sistema sanitario , scarsezza di risorse per anziani e giovani, ecc ecc., forse se si inizia a parlare di come lavorare per rispondere ai reali bisogni della popolazione anche la propria appartenenza " nazionale " potrà passare in secondo piano. Oggi gli albanesi kosovari si sentono più liberi ma fin quando la libertà non sarà per tutti non potranno dire di vivere in un paese libero. noi, come la maggioranza dei kosovari, vorremmo un Kosovo in cui ci sia la libertà, ma quella vera e per tutti. E senza la libertà perdono tutti e specialmente i più deboli.


quanta fatica...


Sono di Sarajevo. Ho vissuto (fatto?) la guerra per difendermi da un'aggressione. Sono stanco di odio, pregiudizi e discriminazioni. Non mi importa chi è minoranza e chi maggioranza.. mi interessa l'Uomo. Proviamo a lavorare tutti insieme perché le nostre terre siano libere e indipendenti senza perdere la loro vera ricchezza: la cultura della differenza. Voglio ancora una Bosnia multiculturale, multietnica, multireligiosa, con mille differenze e sfumature. E' questo che mi ha fatto crescere ricco...
Al Kosovo auguro indipendenza e giustizia... che sia in quest'ottica però. No ai nazionalismi.
Non abbiamo pagato abbastanza la follia dei pochi?

Replica


Innanzi tutto sonno le bande che non hanno il coraggio di presentarsi con il loro nome, si nascondono dietro le maschere nere e seminano bugie e terrore, le conosciamo benne noi Kosovari.
Qualcuno che non ha il coraggio di presentarsi e assumere la responsabilità di ciò che scrive come può pretendere di commentare anzi di insultare qualcosa che noi altri che abbiamo un nome e una identità lo esprimiamo con onesta e franchezza?
Ne abbiamo abbastanza di gente che per motivi personali si prende gioco della sorte di un popolo, come i commentatori anonimi che scrivono e che sicuramente sonno gia stati in Kosovo sotto copertura per svolgere attività sporche gente che va nei balcani per prendersene gioco della povera gente che ha subito la mala sorte della guerra.
Vi ricordo che tra i principali motivi delle vostre visite giù da noi sono la marijuana, l'hashish, le donne che potette rimediare con pochi soldi, vi conosciamo benne, non siete i angeli salvatori che la gente qua in Italia vi crede.
Se qualcuno consoce cosi bene i Kelmendi e in particolare me che si faccia avanti e parli se ha qualcosa da dire.
Sicuramente sarà uno dei tanti ciarlatani che è venuto in Kosovo per qualche settimana a drogarsi e ubriacarsi i quali gia da allora non potevo sopportarli.

visar_kelmendi@hotmail.com

perche anonimi?

Io non capisco le reppliche anonime, penso che identificarsi faciliti chi vuole rispondere direttamente all'interessato, tutti della stessa banda che vuol dire?Non credo ci sia nessuna banda ma semplicemente una condivisione di pensiero da parte di due concitadini che tengono alla loro terra, alla loro gente e all'indipendenza delle loro idee.

bravo bertoli


non conosco il bertoli ma conosco il Kelmendi e dico che e' meglio che stia zitto che di cavolate tra lui e suo padre ne hanno dette e scritte anche troppe la loro considerazione va solo a che paga di piu'. Bravo Visar!!!!

ma che bravi!!!


siete tutti della stessa banda

grazie Visar

Caro Visar Kelmendi, le tue parole sono degne di un Kelmendi, il Kosovo ai kosovari e senza trucchi. Spero che l'indipendenza arrivi presto, anche se non conosco bene le vere intenzioni della comunità internazionale.

Bravo Bertoli!

Conoscendolo benne posso dire che sa bene cosa fa e cosa dice.
Non e vero che si mette a rischio solo la pelle degli espatriati, ma anche la propria, girando senza scorta.
In ogni modo se Bergamo per il Kosovovo e i suoi operatori sono riusciti a creare un ambiente sicuro per il ritorno e merito loro si, ma sopratutto della comunità locale , di quei capi villaggio che ogni giorno mettono in gioco la loro reputazione per far andare a buon fine il tentativo per il rientro.
Sfortunatamente le ONG presenti in Kosovo, non hanno sempre fatto solo il loro lavoro, delle volte hanno svolto anche incarichi datigli dai loro governi che andavano contro gli interessi del popolo Kosovaro cosa che del resto si può vedere nella realtà Kosovara. Risultato di queste politiche e stato anche l'aggressiva reazione del marzo scorso la quale poi e stata manipolata da altri.
Tenete bene in mente che qualsiasi cosa si deve fare o vuole fare, i Kosovari ne devono essere informati e gli si deve chiedere il consenso, siete in Kosovo site nella terra dei Kosovari e sono loro, siamo noi i padroni di casa.
Sono i contatti strani, i serbi in incognito che con il vostro aiuto giravano per il Kosovo nel 2000-2001 che restauravano i le retti smembrate della UDB e dell' KOS e una lunga serie di motivi che hanno portato alla reazione di marzo, ce ne rendevamo conto allora cosa succedeva e ce ne rendiamo conto anche adesso, l'ho detto allora ad alcuni di voi lo dico anche adesso a tutti.
Non c'impedite a realizzare il nostro sogno, non fattelo diventare un incubo cercando di impedire il camino del popolo Kosovaro verso l'indipendenza.
Difenderemo i nostri sogni ad ogni costo, lo hanno fatto i nostri nonni, i nostri padri e lo faremo anche noi.

Mi dispiace

Mi dispiace perchè si approfitta di questa occasione per denigrarci a vicenda ed in questo modo non facciamo un buon servizio alle persone che vorremmo aiutare.Questi articoli devono servire per crescere noi tutti.Gli autori degli articoli hanno la loro verità in base alla loro esperienza:una voce diversa può essere utile anche a loro nel loro servizio ai kosovari.
Le mie simpatie vanno alla parte albanese ma non posso e sopratutto non devo NON accogliere il popolo serbo come parte seppur minoritaria ma ugualmente importante per il Kosovo e per il processo di stabilizzazione dell'intera area.
Se chi offende i serbi kosovari e dimostra questa antipatia nel suo servizio in Kosovo pensa di far un favore ai kosovari albanesi?
Io dico di no.


10 e lode di nuovo

Ops. Sbagliato. Pensavo fosse Bertoli. Lei invece e quello filoserbo :-)

10 e lode di nuovo

Gentile Barisone,
vedo che lei non ha compreso. Era un sincero grazie. Era un sincero apprezzamento al suo articolo.
Non credo di meritarmi del deficiente solo perché non mi firmo. Anche perché la firma come Maria o Mario non cambierebbe nulla. Comunque sia la invito a non rispondere a tutti quelli che scrivono. Cadrebbe nella trappola dei malati di forum e chat. Rimanga al di sopra. Detto questo, chiudo.

dubbi

Mi sembra giusto che ogniuno dia le sue chiavi di lettura in una situzione tanto complicata. Certamente occorre essere ottimisti ma anche cauti, si sta giocando con la pelle degli altri e affermare che si puo' girare tranquillamente in citta' lo trovo un po' estremo. Del resto non posso criticare questo atteggiamento quando gia' nel 2001 in casa mia si facevano delle feste miste, serbi e albanesi, e quando al centro giovanile culturale in citta' erano presenti serbi e albanesi insieme, tutti lo sapevano e nulla accadde. Lo abbiamo fatto, ora e' piu' difficile di prima ma lo facciamo ancora, ma ci rimarra' sempre nella coscenza il volto di Ivan, serbo, frequentatore del centro Zoom e di casa mia, ucciso nel mese di agosto dello scorso anno all'interno dell'enclave di Gorazdevac. Io ascolto la gente e mi trovo obbligato a dire e scrivere quello che e' il loro sentimento anche a costo di far saltare un mio progetto. Sta iniziando un progetto sul turismo e personalmente mi converrebbe dire che tutto va bene, ma NON e' vero!
Alla fine pero' ritengo giusto che ognuno si assuma le propie responsabilita' e percorra le proprie intuizioni, e se quelle saranno sincere avranno sicuramente successo. L'importante e' non cadere negli insulti di qualche cooperante ANONIMO e deficente che semplicemente non firmandosi dimostra tutta la sua malafede.

10 e lode

articolo da 10 e lode. grazie

risposta a dubbi

no, non affermo queste cose perchè sono un espatriato ma perchè credo, profondamente, che oggi sia possibile girare liberamente per le strade di Pec/Peja. Quando dico che le ong si debbono mettere in mezzo, lo dico perchè noi lo stiamo facendo quotidianamente come lo fanno i nostri collaboratori locali albanesi. giovedi scorso simo stati invitati a tele dukagjin (la maggior televisione della regione) e per 25 minuti siamo stati intervistati in diretta sui nostri progetti e sul diritto al rientro dei serbi. in video c'erano le nostre facce. Oggi il generale Ceku (tmk) sta visitando per la seconda volta i villaggi di Siga e Brestovik. Perchè non essere positivi e favorire i pur timidi passi che avvengono? Anche a scapito di, spero, piccoli rischi nostri e dei cittadini serbi.

dubbi

E' una lettera piena di speranza questa che viene inviata dal Kosovo. E si sottolinea quanti altri meno facilmente colgono: la situazione sul campo sta cambiando. Pur in un contesto che permane tragico alcuni piccoli segni di speranza vi sono. Un unico (ma forte) dubbio. Non è pericoloso affermare che si gira senza scorta, che i rifugiati dei quali si è favorito il ritorno girano in città liberamente e poi specificare che non si sa se facendo così rischiano di subire violenze (sino al rischio della propria vita)? E poi aggiungere che è comunque meglio così rispetto al vivere chiusi in un enclave? Affermazioni del genere si possono fare solo perché si è espatriati e non è la propria vita che si rischia ... In ogni caso la questione della sicurezza delle minoranze non è secondaria in Kosovo. Meno di un anno fa, negli scontri di marzo, vi sono state decine di vittime ....

creative commonsTutti i contenuti disponibili sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso sono distribuiti con licenza Creative Commons, se non diversamente indicato. Se vuoi ripubblicare questo articolo sul tuo blog o sito internet puoi farlo utilizzando la dicitura "Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso" includendo un link attivo diretto alla pagina dell'articolo e indicando il nome dell'autore. E' gradita una e-mail di segnalazione alla redazione dell'avvenuta ripubblicazione: redazione@balcanicaucaso.org

Twitter
Facebook
G-plus
Youtube
Flickr
rss
Zograf - Graz
Esplora

Newsletter

Settimanalmente le nostre notizie. Per iscriversi inserire l'email

Programma SeeNet

seenet5_medium

Il Programma di cooperazione decentrata SeeNet II, promosso dalla Regione Toscana e co-finanziato dal Ministero Affari Esteri italiano, coinvolge 6 Regioni, la Provincia Autonoma di Trento, la società civile italiana e 47 autorità locali nel sud-est Europa. Osservatorio Balcani e Caucaso è il partner per l'attività di informazione e approfondimento

Vai alla sezione dedicata

progetto di: riga promosso da: riga con il sostegno di:
Fondazione Opera Campana dei Caduti Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani Provincia autonoma di Trento Comune di Rovereto