Commenti
non solo...(3)
Martedì, 31 Gennaio 2006 16:53:45
pincopallino balcan.
.....continua
Vicino il villaggio di Rausic, sulla strada Pec - Decani, è stato trovato il corpo di Hasan Idriz (55). E stato ammazzato da alcuni proiettili. Vicino alla pompa di benzina a Kosovska Mitrovica sono stati trovati i corpi di Semsi Bainc (33) e Rahman Nuhi (27). A Dusanovo vicino Prizren, ieri notte, per ora dei sconosciuti, hanno ucciso Isen Bitici (50) guardiano notturno di una ditta privata e suo parente Mehmet Krasnici (32).
Probabilmente da una pistola, nel sonno viene ucciso a Jagodina Mirko Nesic....
non solo serbi...(2)
Martedì, 31 Gennaio 2006 16:50:27
Pincopallino balcanico
Nel cimitero cittadino di Podujevo, in presenza di molti cittadini di Podujevo e Kosovska Mitrovica, viene sepolto Milovan Radojevic, ucciso 2 giorni fa. I terroristi dopo averlo barbaramente ammazzato, non permettevano che venga sepolto al cimitero del villaggio natale.
Nascosti sparavano verso la casa del defunto e contro la polizia che scortava la colonna.
28 gennaio
Il Consiglio essecutivo comunale di Podujevo insieme alla sezione del Partito socialista serbo comunale, hanno inviato la richiesta al Governo federativo da adottare tutte misure necessarie per una maggiore protezione dei serbi e montenegrini nella regione di Kosmet (Kosovo e Metohija, N.d.t.) dagli attacchi quotidiani terroristici in questo comune.
Dopo gli ultimi assassini, serbi e montenegrini, spauriti, causa le scarse misure di protezione, abbandonano in massa i villaggi e la cittadina di Podujevo, e se ne vanno dalla Regione. Da questo comune se ne è andato anche l'ultimo bambino serbo e, come un esempio drastico è stato citato il villaggio Petrane, di larga maggioranza serba è rimasto spopolato.
29 gennaio
Gerard Renois nel "Figaro" cita le parole dal Vangelo del patriarca Pavle: "Chiunque commette l'assassinio contro l'inerme civile ha commesso un crimine contro l'umanità". Renois inizia l'articolo con la sepoltura dei cinque ragazzi serbi di Pec e con la commovente messa ortodossa.
Intanto il massacro dei serbi e non albanesi continua
Non solo...
Martedì, 31 Gennaio 2006 16:43:41
Pincopallino balcanico
... i serbi venivano cacciati, ammazzati;
Dal settimanale "Dnevnik", Belgrado,
1998
26 gennaio
A Obranci, vicino Podujevo, i terroristi schqipetari hanno ucciso, sulla soglia della sua casa, Milovan Radojevic di 65 anni, capo famiglia dell'unica famiglia serba rimasta in questo villaggio.
Il gruppo di terroristi davanti alla casa hanno chiamato Milovan. Sua moglie Milka avverte il marito che lo stanno cercando gente sconosciuta., e quando lui esce gli sparano, uccidendolo, poi se ne sono andati.
27 gennaio
Nel quartiere Sitnicko di Kosovska Mitrovica, vengono uccisi, da terroristi albanesi, tre rom: Gani Guslani (anni 50), Ilmija (26) e Basri (23) Gusani. Hanno sparato contro di loro con armi automatiche, tre persone in uniforme dei terroristi dell' UCK.
Nel villaggio di Velika Reka, vicino Podujevo i terroristi schqipetari feriscono l'agricoltore Dragoslav Zdravkovic (62), e poi 3 poliziotti che sono venuti soccorrere il Zdravkovic. I terroristi sparavano da un'arma automatica.
Il Zdravkovic malgrado ferito, ha risposto a gli spari ed i terroristi si sono allontanati. Verso mezzogiorno sono arrivati i poliziotti con l'ispettore. I terroristi però avevano preparato l'agguato. Nella sparatoria hanno ferito gravemente Slavisa Pantovic e Zoran Cosic, mentre il poliziotto Dragan Djordjevic è rimasto lievemente ferito.
Nel cimitero cittadino di Podujevo, in presenza di molti cittadini di Podujevo e Kosovska Mitrovica, vie
Rugova
Domenica, 29 Gennaio 2006 14:35:40
Istrijan
Rugova "il Ghandi"?
Ghandi ha fatto un ben altro patto con gli inglesi.
Rugova "ha scelto la non violenza" per la seccessione del Kosovo e Metohija, agognando l'intervento dalle Organizzazioni internazionali, (applaudendo poi quelli che hanno distrutto le case della sua gente, ammazzato i bambini della sua gente)!
Onorare il coraggio non-violento
Mercoledì, 25 Gennaio 2006 19:02:55
Manlio Bastoni
Ritengo che l'elemento fondamentale per un giudizio su Rugova sia quello dato da Bledi. Vincere le elezioni dopo un conflitto come quello del '99 è indice di un'azione politica non-violenta di rara efficacia nel medio termine. In questo senso la sua figura ritengo vada storicamente inserita sulla linea Ghandi-Gorbaciov-Ikeda. L'esito non ottimale, non dipende dalla qualità della sua azione politica ma negli enormi limiti dati dalla situazione del suo paese, cosa che indica un coraggio che ai miei occhi non lo sminuisce affatto.
rugova
Lunedì, 23 Gennaio 2006 20:56:16
edmodn
non riconoscere i meriti di rugova è amettere che la storia dei balcani non ha conosciuto uomini capaci di visionare la risoluzione di conflitti se non attraverso le armi e la durezza della violenza.
come dice l'altro lettore nel suo intervento il kosovo non è india. appunto il kosovo non è india, e per questo bisogna fare le valutazioni considerandolo per quello che il kosovo è.
che si dica che rugova non è gandhi mi sembra giustissimo.
rugova è rugova e il contesto storico-temporale è totalmente diverso con quello in cui operò l'aprezzattissimo gandhi.
ho letto un po' di titoli dei giornali di belgrado e non sono riuscito a identificarne uno che apprezzi ciò che rugova ha fatto.
questo è ottusità e chiusura intenzionale.
non si puo' apprezzare un albanese, neanche nel 2006. bravi, complimenti. continuate cosi!
debolezza e potere
Lunedì, 23 Gennaio 2006 20:43:23
edmond
mi sembra interessante la rifflessione dell'autore. certi chiarimenti che meritano attenzione e degni di considerazione.
peccato però che si ammetta qui di dire che rugova fu un intellettuale balcanico capace di scegliere, invitare e guidare un intera popolazione alla strada più lunga, faticosa e per questa frustrante. quella della non violenza appunto, in una regione, in un paese come l'ex yugoslavia, la serbia in particolare, nota per l'imposizione e la scarsa democrazia, per l'esclusione e la violeza verso il più debole, preda ancora più preferita se non slava, mussulmana. scegliere la non violenza in un mare di violenza.
la non violenza anche a costo di perdere credibilità ed essere contestato dagli albanesi stessi. non è facile signori.
forse quello che si puo' rimproverare a rugova è il fatto di non essersi nettamente espresso contro la violenza degli albanesi nei confronti dei vicini di casa serbi nel periodo post-conflitto.
rugova non poteva fare più di quello che ha fatto per impedire l'escalition nel 97-98.
la situazione era diventata politicamente ed economicamente pesante e senza via di uscita, grazie anche a chi da belgrado impartiva ordini, e che oggi si trova dietro le sbarre.
consiglio a chi ha curatamente scritto l'articolo di considerare di più le circostanze in cui ha dovuto operare l'uomo, grazie al quale l'occidente ha saputo che da qualche parte, in mezzo alle aspre montagne del sud-overst balcanico esiste una regione martoriata, data che la stor
Quali clichet?
Lunedì, 23 Gennaio 2006 17:03:06
gp
Complimenti per l'editoriale al direttore, un lucido ritratto di Rugova e di quella che è la situazione attuale del Kosovo. La figura di Rugova non è una figura neutra e si rilette in parte in quella che è la situazione politica attuale. Basta fare un giro nei balcani per capire che il Kosovo è un classico esempio di "buco nero" dove l'assenza di regole non è un'invenzione della propaganda di Belgrado ma il risultato della guerra. Non è solo un problema di ricostruzione, lo stato attuale della provincia del Kosovo è la causa e la conseguenza della guerra, buchi neri dove tutto è permesso sono funzionali al nostro sistema capitalistico e le guerre post-moderne sono lo strumento attraverso il quale costituire questi paradisi infernali-o inferni paradisiaci!Non sono nè un giornalista del circolo di remondino nè un pacifista, anche se non posso non ricordare come in Kosovo ci sia sia una base americana, una specie di prigione e invece di sparire gli albanesi sono spariti i Serbi! La situazione Kosovara non l'ho trovata da nessuna altra parte, nemmeno in Republica Srpska in Bosnia, e credo che di tutto mi si possa accusare tranne di essere filoserbo! Un' ultima considerazione riguarda la definizione del "gandhi dei balcani", il kosovo non è l'india e la situazione è alquanto diversa, la non violenza portata avanti da gandhi era una folle novità , in parte vincente; non prendere le armi contro il vicino di casa non significa essere non violenti ma umani!
...
Lunedì, 23 Gennaio 2006 16:50:36
gianni
Io invece concordo con Cereghini e il suo intervento mi sembra tutt'altro che un taglia incolla. E' infatti difficile districarsi nella matassa kosovara e - soprattutto di fronte ad eventi così drammatici - non finire in un'agiografia di Rugova. Rugova è stato un protagonista indiscusso di questi ultimi 15 anni ma non senza luci ed ombre! Testimonianza ne è che lui se ne va e lascia assieme - ma la responsabilità non è solo sua, non intendo questo - una situazione confusa e drammaticamente complessa
anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle
Lunedì, 23 Gennaio 2006 14:49:49
pittore
Gentile direttore,lei comincia male e continua peggio. Non mi riferisco tanto alla sua analisi sulla figura di Rugova che a tratti condivido, quanto alle sue allusioni sulle "rotte internazionali delle mafie", "negoziati-farsa di Rambouillet", "pesanti interessi economico-mafiosi legati alla ricostruzione, agli aiuti e ai traffici neri". Anche lei come molti pseudo-giornalisti italiani (alla Remondino, Grimaldi, Provisionato ecc) si richiama a dei clichet della propaganda di Belgrado, o nella migliore ipotesi a quelli dei falsi pacifisti che profferirebbero un Kosovo senza albanesi piuttosto di una base USA. Le rotte internazionali delle mafie coprono tutti i balcani e non solo il kosovo, anzi più la Serbia di quest'ultima. La Serbia è il primo paese nella graduatoria europea per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione (studio di pochi giorni fa pubblicato anche in rette), il primo paese esportatore di cocaina e eroina dell'area balcanica, il primo paese per omicidi eccellenti ecc. Eppure tutti guardiamo al Kosovo, come mai? La ricostruzione è ovvio che interessa a tutti, organizzazioni mafiose comprese, ma mi dica, dove non succede? Perché negoziati farsa? O ancora con le teorie di Dini? Speravo che lei, che si suppone conosca quella realtà meglio di tanti altri giornalisti italiani fosse estraneo alla cultura del mucchio, del copia/incolla. Mi ero sbagliato.
Rugova, il Gandhi dei Balcani
Lunedì, 23 Gennaio 2006 13:49:43
Bledi
Sinceramente lo trovo poco realistico per certi versi il vostro comento. Lui era l'unico vero e non sostituibile lider dei tutti i Kosovari. La sua carisma, la sua figura di lider unico e indiscutibile per tutti i kosovari era tale che dopo la guerra il suo partito pacifista anche se diviso in frazioni è riuscito a vincere le elezioni e lui stesso scelto per due volte il presidente del Kosovo. (di solito, come anche è avvenuto in FYROM, nelle elezioni che si svolgono dopo un conflitto armato vengono premiate le forze che hanno svolto la guerra. Invece Rugova ha vinto anche se il suo partito non aveva partecipato nel conflitto armato.) Il fatto che non aveva un potere sostanziale in Kosovo non la impedito di avere il potere sul suo popolo. Lui era il simbolo di tutti i cittadini del Kosovo. La sua tattica era quella di far noto all'occidente l'esistenza di questa parte della Serbia abitata al 90% da albanesi etnici e le condizioni in cui vivevano senza alcun diritto. E nel suo scopo ci è riuscito, basta pensare le suo visite in tutti i paesi potenti. Prima di questo era indispensabile un conflitto armato.La resistenza pasiva del popolo del Kosovo non è assolutamente vero che aveva la base nella paura, è stato il merito di Rugova di contenere gli animi dei kosovari per dei anni
e convincerli che la resistenza pasiva era la soluzione in quelli anni. Lui era un mito amato da tutti gli albanesi, era l'unica figura che riusciva rapresentare tutti, non era un semplice lider politi
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Solo Serbia
Martedì, 31 Gennaio 2006 18:33:11
Dardan