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cosa?
Lunedì, 11 Dicembre 2006 21:54:04
Martin
Il Kosovo avrebbe la probabilità di entrare in UE prima della Serbia? Il Kosovo è un territorio ricco? I Kosovari possono costituire manodopera per l'impresa serba? Le tre più grandi scemenze che abbia incontrato finora. Marin, ti invito a riflettere un po',prima di scrivere certe cose
GIUSTO !
Lunedì, 27 Novembre 2006 11:41:42
Marin
Luca Zanoni: I serbi devono capire che la strada per l'Europa passa dal Kosovo. GIUSTO!
Questo è la mira politica degli politici serbi del momento, di mantenere in ostaggio l'indipendenza del Kosovo per entrare nel UE insieme(se Kosovo ha la probabilità di entrare più presto).
Ma il primo compito per la Serbia è di non perdere un territorio ricco e una mano d'opera semplicemente conveniente.
Questo si vede, quando Dusan Janjic, uno dei maggiori esperti serbi di Kosovo afferma:
"E di mettere in relazione, per esempio, la produzione del tabacco (in Kosovo) con le fabbriche multinazionali che sono presenti in Serbia"
Sempre la stessa idea della schiavitù, che è cominciata non si sa quando e che è presente anche oggi.
In tutta l'intervista esce l'idea che il Kosovo e i kosovari non ce la fanno senza l'aiuto dei serbi come lo hanno fato nei secoli.
a luigi 3
Lunedì, 13 Novembre 2006 17:46:37
enzo
nazionale, quindi esclusivista, e sul sentimento antiturco (=antimussulmano) degli altri balcanici. Qualcuno di vedute esclusiviste c'è stato pure, senza riuscire a far presa minimamente. Ecco perché non troverai un Cubri albanese! La menomata Albania del 1913 conobbe due irredentismi: nel 1914 quello della minoranza greca nel Sud (sponsorizzata dalla Grecia), e dei Mirdizi, o Mirditori nel 1920-21, albanesi cattolici, che proclamarono la propria repubblichetta cattolica, fortemente sponsorizzata dalla Jugoslavia di Pasic, che non sazia del bingo del 1920, voleva spostare la frontiera sul fiume Drin in Albania, a ridosso proprio di questa repubblichetta-cuscinetto. In nessuno dei casi la situazione non sfociò in espulsioni o massacri indiscrimati sui "colpevoli" (pure nel 1944-1945, in piena guerra, quando gli albanesi mussulmani della Ciamuria, nell'odierna Tesprotia, Grecia settentrionale, furono cacciati dai nazionalisti di Zervas e si rifugiarono in Albania, non si ebbe nessuna ritorsione sui greci dell'Albania del Sud).
Per il resto concordo con la tua visione su un Kosovo pluri e non multietnico (dove autogoverno e funzionalità dello stato non si pestino i piedi), e con quella di una Serbia 'dekosovizzata' (conditio sine qua non per il suo progredire); un po' meno sul tuo ottimismo riguardo il suo futuro post-Kosovo (ma sarei lieto di essere smentito).
a luigi 2
Lunedì, 13 Novembre 2006 17:45:03
enzo
Come mai la Serbia si mette a minacciare (non militarmente) chi riconoscerà il Kosovo? Semplice questione di ripicca? Raptus emotivo? Un gioco per far ingoiare la pillola amara, che potrebbe però uscire dal copione (forse si vuole proprio questo)? Non saranno mica questi radical-socialisti un comodo paravento al governante di turno? Il serbo medio ovviamente non sa niente di quelle pagine ingiallite; ma quando, non di rado, quel serbo medio (specie se di provenienza contadina) nel 2006 attacca il nastro del Kosovo nel suo cuore, nel suo sangue ecc. ecc. senza esserci mai stato, senza possedere nulla in quella terra, bisogna cercarsene una spiegazione che trascenda dall'attuale ed escluda lo psichiatra, o no?
Quanto al confronto tra serbi e albanesi ed alla storia, è meglio lasciare da parte le speculazioni (sul perché non hanno un Cubrilovic, per lo più accademico, e soprattutto le allusioni a bassezze, da rispedire al mittente), che sono roba semmai da opinionisti (eh già, la storia non è un'opinione) e approfondire l'argomento prima di poterne discutere. Nella storia del nazionalismo albanese (fine '800-inizio '900) troverai interessanti dibattiti su come integrare i non albanesi, come PARI CONCITTADINI, nella futura Albania, dal linguaggio sorprendentemente attuale. Ciò deriva dal fatto che l'ideologia nazionale albanese era in gran misura di matrice illuminista occidentale, impermeabile quindi a quel tipo di nazionalismo aggressivo forgiato sull'ortodossia (religiosa
a luigi
Lunedì, 13 Novembre 2006 17:41:29
enzo
L'analogia non era tra Cubrilovic e le foibe, ma tra il silenzio "comodo" sulle seconde e quello stesso che tu proponi per il primo. Conta la concezione, non la gravità del male, non so se mi capisci. E' un vizietto nostrano (ma non solo) che ripudio. Non credo proprio che le cause di simili problemi si possano rimuovere tacendo (possiamo allargare il discorso sulla defascistizzazione non ultimata in questo paese, che porta qc. a scherzare addirittura sul Pelatone non tanto cattivo, anzi dispensatore di villeggiature gratis, ahinoi!); includiamo pure le nefandezze nostrane in Africa, quelle francesi in Algeria ecc. ecc. Attualizzando il discorso, io credo che l'attuale Serbia (o meglio le jugoslave disgrazie) sia ancora figlia della seconda metà degli '80; forse hai ragione, basterebbe il Memorandum SANU '86; sono comunque dell'avviso che bisogna andare alla radice del problema. Tolto Slobo e i suoi pupazzi ben poco è effettivamente cambiato, tanta gente è rimasta al proprio posto, l'argomento Kosovo è usato molto volentieri per irrigidirsi su posizioni assurde e intanto blocca ogni evoluzione positiva in Serbia, dove comunque l'alto astensionismo sulla costituzione è stato un dato molto incoraggiante (lettura: la gente è meno nazionalista di quanto la si dipinge). E allora, se in Serbia è chiaro a tutti (politici compresi) ciò che sarà del Kosovo, come mai i politici che ne parlano apertamente non vanno oltre l'1%? Come mai la Serbia si mette a minacciare
continuazione
Sabato, 11 Novembre 2006 21:14:04
Luigi
Il suo Nacertanje,se vuoi che mi ci soffermi,posso dire che aveva tutta una sua coerenza per il periodo storico in cui si collocava (addirittura prima del congresso di Berlino) e gli riconosco un dono di "visioning strategico" che, ovviamente a prescindere dai contenuti, la leadership serba attuale dovrebbe invidiargli...! (posso scherzare?). È vero che l'attuale governo di Belgrado guarda poco al futuro e tarda a sbarazzarsi di certe eredità, ma è un'impasse ovviamente dovuta alla questione Kosovo, superata la quale credo che si possa credere in un vero rinnovamento. Soprattutto dell'impianto amministrativo (che è obsoleto), ma anche un allargamento del concetto di "essere serbi",visto che la sopravvissuta pluralità di quella società per fortuna può consentirlo.
per Enzo
Sabato, 11 Novembre 2006 21:11:53
Luigi
Riguardo all'analogia tra Cubrilovic e foibe (degna della prima elementare,direi...) non mi esprimo.
Quanto ai capisaldi del nazionalismo serbo che tanto ti catturano e che continui a ricordarci...ma sì,li conosciamo a memoria! (quale nazionalismo, quale radicalismo non ha i suoi riferimenti storici e teorici? E davvero le conseguenze di certe ideologie le abbiamo superate tutti, tranne i serbi? Mah..). Dico solo che le tue argomentazioni avevano più senso forse 10, 15 anni fa, quando effettivamente era giusto che il ripescaggio di certa ideologia suscitasse allarme, e il demone serbo comunque tornava sempre comodo, semplificava la visione a molti. Ma poi i serbi non hanno fatto che perdere guerre, e oggi la situazione è un po' diversa, anche se tu forse non ami attualizzare il discorso,tenendoti stretti certi stereotipi cui sei tanto affezionato. Mi inviti al confronto dei fatti? Beh, tu per primo parlami di fatti; i problemi serbi vanno letti alla luce del presente e del passato recente,non di quelle vecchie pagine ingiallite che oggi affascinano più te dello stanco serbo medio, tolto qualche vivace visitatore di questo sito (a giudicare dai toni folkloristici di uno degli ultimi interventi). Ti prego, non trascinarci indietro fino a Garasanin! Il suo Nacertanje,
per Casimiro (continua)
Sabato, 11 Novembre 2006 21:11:11
Luigi
Quel che penso: ad un Kosovo ormai inevitabilmente indipendente dalla Serbia (la prima doverne gioire), ma non una seconda Albania, che non serve a nessuno,nemmeno agli albanesi; sarebbe del resto una catastrofe, per la stabilità della regione. Penso a un Kosovo "pluri-etnico" (non multietnico, sarebbe un'ipocrisia), dall'identità plurima e dalle forti autonomie locali che facciano sì che ogni comunità si possa auto-governare, nel rispetto delle altre, e garantire a sé stessa e alle altre prima di tutto la sopravvivenza demografica (perché la questione demografica è cruciale, seppure a molti faccia spavento parlarne, quindi meglio non soffermarsi). La tanto evocata "Europa delle regioni" sappia essere all'altezza di questo esperimento,dopo 15 anni di gestione e mala-gestione del disordine balcanico.
per Casimiro (mi correggo,prima era per Edmond)
Sabato, 11 Novembre 2006 21:09:26
Luigi
Parlare di "lobby filoserba" mi sembra eccessivo, o perlomeno si tratta di una lobby un po' malconcia, visto che la linea italiana (almeno degli ultimi 10 anni) non è stata particolarmente filoserba, anzi! (esistono peraltro lobby filo-albanesi, pensiamo all'AACL americana e ai suoi legami con certi senatori). Se poi qualcuno di questi "filoserbi" può permettersi di scrivere su Limes,buon per loro...almeno non si è sentito solo il leit motiv filo-albanese e i suoi echi isterici, sarebbe stato alquanto preoccupante. Comunque (personalissimo parere) i "filo-qualcosa" dei non-balcanici hanno causato più che altro disastri, e continueranno a farlo, finché non si supera la logica. Che fare degli albanesi del Kosovo? Il problema semplicemente non si pone; si tratta solo di sterili elucubrazioni catastrofistiche che presto dimenticheremo, un giochetto logico che mal si addice ad una questione che di logico non ha proprio nulla. Chi ha scritto quella costituzione sa benissimo che il Kosovo presto non sarà più serbo, e che comunque la stessa costituzione dovrà valere per una Serbia "de-kosovizzata" (quindi perché mai interpellare i kosovari?). In Serbia si sa bene quel che sarà del Kosovo, ma sa altrettanto bene quanto sarà impopolare l'atto finale,quindi non vedo quale fesso avrebbe potuto pensare di anticiparlo costituzionalmente;che ciò generi delle contraddizioni è assolutamente irrilevante.
per casimiro
Sabato, 11 Novembre 2006 21:07:14
Luigi
Per prima cosa, non mi riferivo al fratricidio, ma pazienza...il mio "infatti" comunque è stato basso, lo ammetto, ma volevo solo eguagliare la bassezza del messaggio implicito di Enzo quando dice "gli albanesi non hanno un Cubrilovic". In realtà, il fatto che non l'abbiano avuto, un Cubrilovic, non è imputabile ad una loro intrinseca mansuetudine e ad un innato vizio serbo dell'annientamento altrui, ma a ben altri fattori (ad esempio, ma non solo, la mancanza di irredentismi non-albanesi all'interno dello stato albanese, praticamente monoetnico). Per il resto, sono conscio del fatto che purtroppo di molte nefandezze TUTTE ITALIANE ci si è allegramente dimenticati, pensiamo solo alle campagne d'Africa(ma ci crediamo storicamente tanto buoni...). Per finirla, è la tesi sugli albanesi come solo "vittime della storia" che non accetto. Tutto qui. Se poi la contro-provocazione è stata particolarmente antipatica, me ne scuso
p.s.:complimenti al sedicente Zanoni,bella trovata!
"che la strada per l!Europa pasa dal Kosovo."
Sabato, 11 Novembre 2006 12:08:30
skordisk
ed anche tu stai trivellando da belgrado una tale strada? con un tuo piccolo aiutino ongologico?
>Autore: Luka Zanoni Data e ora: 10.11.2006 15:35
Srbija
Venerdì, 10 Novembre 2006 17:54:54
Srbin
Chissenefrega dell'Europa chissenefrega di tutto il resto e possibile che tutti debbano sempre dire a noi Serbi cosa fare e cosa dire.
Dobbiamo cambaire mentalità uscire dal nazionalismo ma perche???!! Io aspetto solo quel giorno in cui tutti i Serbi potranno sentirsi Serbi e saranno uniti nella stessa nazione ascolteranno tutti "Boze Pravde " e si faranno la croce con la mano destra, una nazione solo per noi e naturalmente per chi ci vorra vivere e nn daremo piu fastidio a nessuno.tutto in tre colori bianco blu e rosso con laquila bicefala bianca e le quattro C in cirillico.la detto bene Sveti Sava SAMO SLOGA SRBINA SPASAVA
Il Kosovo alla deriva.
Venerdì, 10 Novembre 2006 15:35:59
Luka Zanoni
I serbi devono capire che la strada per l!Europa pasa dal Kosovo.
edmond
Mercoledì, 08 Novembre 2006 21:36:15
albanesi criminali?
vedo che l'osservatorio suscita interesse tra gli sostenitori della Lega Nord, o Forza Nuova. non lo so. quello che ho capito leggendo ciò che luigi (sempre che questo sia il suo nome) è che lui ne aderisce attivamente. scrive che ogni volta ci hanno pensato gli albanesi stessi a farsi male e uccidersi tra loro. bene luigi.
ma tu dimentichi la guerra civile in italia, gli anni di piombo, bologna, brescia, piazza fontana, il giudice falcone, le vittime quotidiane della mafia. dimentichi il fascismo che non è nato in un giorno e che non lo portò avanti solo mussolini, ma i nonni degli italiani di oggi.
prima di essere disprezzante nei confronti degli albanese (facile attaccare chi è più debole), si può anche dire razzista, guarda la realtà di casa tua. o ti risulta difficile?
x luigi
Mercoledì, 08 Novembre 2006 18:32:16
casimiro
tranquillo, Enzo non lo conosco proprio. la coincidenza delle nostre posizioni sarà dovuta a delle comuni letture. D'altronde anche te Luigi non fai che ripetere il leit motiv della lobby SECOLARE filoserba in Italia, ripreso da Limes e da tutta la sinistra nonchè la destra.
Ma non rispondi alla domanda: che fare degli albanesi del Kosovo? Cubrilovic almeno aveva un'idea chiara e li voleva regalare ad Ata Turk. Ma l'attuale classe dirigente serba? Serbizzarli? Come fece Mussolini in Istria che italianizzò centinaia di migliaia di croati e sloveni?
confusione mentale
Mercoledì, 08 Novembre 2006 17:02:00
enzo
Senti Luigi, in questo paese fino a poco fa non si parlava affatto delle foibe, evidentemente consideri italiano solo chi la pensa come te se ti sorprende che 2 italiani (sono parecchi di più, te ne posso assicurare!) si "inquietino" di Cubrilovic (dopo 70, non 90 anni). Vabbé, tuo problema! Considero uno strascico dello stesso italico vizio alla base del silenzio sulle foibe, l'appello all'oblio per Cubrilovic, inteso non come personaggio "non ascoltato che nella vita ne ha sparato qualche grossa", ma come una quintessenza di quell'ideologia le cui conseguenze in Serbia non sono state ancora superate (e quindi non può finire nel dimenticatoio, non trovi? forse sarebbe illuminante per te anche la Nacertanje di I. Garasanin, del 1844, puoi evitare le fonti albanesi per amore dell'imparzialità). 1.Contento che "non ti trovi in totale disaccordo" con me sulla costituzione (la logica è più forte delle speculazioni), pur con l'evidente assurdo che segue il "ma". 2. Quanto all' "Infatti", cerca di rispondere con fatti ai fatti e non con sillogismi degni della prima elementare. 3. Al resto non meriti altra risposta, sennonché la causa è da ricercare nell'essere abituati, in questo paese, a "dialogare" SOLO con chi la pensa come te, partendo dalle affinità ideologiche (che agli estremi s'incontrano) ed escludendo il confronto dialettico dei fatti (altro tipico italicissimo vizio), e nella confusione mentale che comporta la rottura di tale schema.
schizofrenia?
Mercoledì, 08 Novembre 2006 12:22:45
Luigi
Ho quasi l'impressione,tra l'altro,che Enzo e Casimiro siano la stessa persona! Non è possibile che dopo novant'anni il fantasma di Cubrilovic evochi tanta inquietudine (tantomeno tra gli italiani, e due mi sembrano già troppi). Per quanto riguarda la costituzione serba, non posso dirmi in totale disaccordo sul piano puramente teorico con quanto detto da Enzo (o Casimiro?),ma penso che in nessuno stato al mondo si sarebbero interpellati due milioni di cittadini di una provincia parte solo formale del Paese, nonché apertissimi nemici dello stato stesso.
infatti
Mercoledì, 08 Novembre 2006 12:07:07
Luigi
Gli albanesi non hanno un Cubri perché non gli serve: ogni volta è bastato lasciarli fare e ci hanno pensato loro!
confusione
Martedì, 07 Novembre 2006 23:05:44
enzo
D. Janjic l'ho sentito più volte: di solito è molto confuso; è difficile non perdersi nei suoi meandri costituiti di fatti e speculazioni.
Giustissima peraltro l'osservazione di Casimiro, alla quale credo abbia dato già una chiara risposta la procedura del referendum: escludendo gli albanesi kossovari dal voto su quella Costituzione, che nelle intenzione serbe li riguarderebbe, la Serbia ha fatto chiaramente capire che non li considera minimamente come pari cittadini di quella fantomatica Serbia vagheggiata lì. Se lo status del Kosovo dipendesse oggi dalla Serbia democratica, i kossovari sarebbero di conseguenza dei semplici apolidi, forse "tollerati" sul suolo serbo. La differenza con Milosevic ... semplicemente non c'è!
Chi invece considera Cubrilovic un innocuo babbeo può dilettarsi con Dimitrije Tucovic, socialdemocratico serbo, che tanto innocuo non venne considerato dai suoi compatrioti nel lontano 1914, anche per via di certe corrispondenze dal fronte kossovaro. Infine, a chi invita a sottovalutare il simpatico e poco ascoltato (per mancanza di fondi e per la corruzione di chi doveva eseguire le sue istruzioni, dicono le fonti storiche, sia serbe che non serbe) parolaio Cubri: gli albanesi ecc. non hanno un Cubrilovic!
ii parte che cosa si fuma
Martedì, 07 Novembre 2006 21:31:47
furc2
dimenticavo: anche sul piano politico!
che cosa si fuma
Martedì, 07 Novembre 2006 21:29:19
furca2
che cosa si fuma il direttore del Forum per le Relazioni etniche? La situazione nei balcani è simile a quello del kosovo sul piano sociale ed economico.
e poi...
Martedì, 07 Novembre 2006 20:14:20
Luigi
E poi ricordiamoci: gli ungheresi dopo quasi 90 anni ancora non hanno digerito la perdita della Transilvania,una regione che sta al centro della loro identità storica. La questione del Kosovo e della Serbia è assolutamente analoga (fatta eccezione per il fatto che chiese e monasteri serbi nel Kosovo sono tuttora sotto costante minaccia). Normalissimo che l' "aborto" della provincia, forse necessario e comunque inevitabile, sia talmente tortuoso. Noi italiani tendiamo sempre a sottovalutare, talvolta a deridere, questo aspetto della vicenda,perché di testimonianze del nostro passato ne abbiamo fin troppe; invece, proprio per questo motivo dovremmo essere più sensibili (invece di tirare sempre fuori la solita ammuffita predica antiserba, sempre la stessa, buona per ogni occasione). Il futuro si costruisce pure guardando alle proprie radici, spesso si dice; non so se sia vero, ma è un presentimento che emerge puntuale, e che influisce anche sulle vicende politiche di tale portata.
Per questo, è importante che un Kosovo indipendente perlomeno non diventi una mini-Albania (il rischio c'è), ma mantenga una sua identità specifica, che sia connubio di quella dei suoi vari popoli.
per Casimiro
Martedì, 07 Novembre 2006 19:58:16
Luigi
Senti Casimiro,so che ti diverte tanto,ma questo vecchio,triste spauracchio oramai fa ridere i polli. Evidentemente ti piace sparare sui morti...cerchiamo di essere un po' attuali,su! E poi sto Vasa Cubrilovic lo tirate fuori troppo spesso;è morto e sepolto,e in vita si era limitato a spararne qualcuna di troppo,senza che i più gli dessero troppo credito;se dobbiamo ricordarci di tutti i personaggi a lui affini che hanno popolato il passato e popolano il presente di ogni angolo della terra,non la finiamo più...
non so che dire
Martedì, 07 Novembre 2006 19:23:00
dragomirko
Non so che dire riguardo al contenuto e lo stile dell'intervistato. Forum per rapporti etnici ha sempre tenuto un profilo pacato e moderato, con delle osservazioni intelligenti. Purtroppo, non è mai andato oltre delle osservazioni. Il compito del Forum, in ogni caso, è di alleviare l'aborto doloroso alla Serbia; nel ventaglio con gli/le altri/e esponenti/e del mondo di NGO, il Forum si assume il ruolo del principe melanconico e ragionevole, giusto di diluire la solita brodaglia sorosiana.
La ONG Forum per rapporti etnici non mi risulta inclusa in qualsiasi iniziativa ufficiale della Serbia nel Kosovo, appunto, perché un governo perspicace non ha bisogno dei terzisti, a parte che in una Serbia odierna il ruolo delle ONG da parte dell'occidente viene troppo accentuato, che in questo modo cerca di raggiungere una parte degli obiettivi.
Non mi risulta alcuna iniziativa propria della stessa NGO, ad eccezione delle conferenze nazionali ed estere. Non lo si è visto tra la gente nelle enclavi, non ha gridato per l'alarme, mai, non ha speso la lacrima. Neanche si sono visti i tentativi propagandistici di fotografarsi tra la gente laggiù.
Janjic, siccome è di origine da Kosmet, ora grida, si trova sull'orlo.
Kud potonu Pek! (un verso di Stevan Raickovic)
e allora?
Martedì, 07 Novembre 2006 18:17:58
Casimiro
Non si capisce perchè la Serbia voglia rimettere sotto controllo la sua ex provincia autonoma : per fare che cosa? Cosa vorrebbe fare degli albanesi? Espellerli come proponeva Vasa Cubrilovic nel '37?
Nel discorso di Kalimegdan di Milosevic , che ha dato l'avvio allo sfacelo della federazione jugoslava, gli albanesi non erano nemmeno nominati. Li voleva cancellare e basta.
Ed ora?
Kosovo contro
Lunedì, 06 Novembre 2006 18:29:28
Andrea
Dusan Janjic fa il paio con le varie attiviste Belgradesi come la Biserko,Karic ecc... gente messa li' per funzionare come "coscienza critica e autoflagellante" del popolo serbo, sempre colpevole di tutto la cui unica salvezza e' appunto la "redenzione" attraverso la "purificazione" tramite la "penitenza" dei propri peccati........ Devo emmettere che l'esposizione del intervistato mi ha un po' sorpreso, ma la situazione in Kosovo e' talmente degradata che nemmeno lui puo' metterci una pezza.
Non e' con le "opinioni" si possono aggiustare le cose caro Edmond. Ne vedremo purtroppo ancora delle belle (tradotto brutte).
punti di vista
Lunedì, 06 Novembre 2006 15:37:13
edmond
leggo l'articolo e per certi versi lo condivido, per tanti altri no. il paragone con l'afganistan lo trovo veramente inappropriato. sono d'accordo che non basta risolvere lo status del kosovo per risolvere il problema kosovo, ma ci vuole ben altro. una vera strategia politico-economica che serva per il kosovo e la serbia, e per la regione intera. io noto smarrimento da tutte le parti. che si tratti dei serbi, albanesi e internazionali. e certamente lo smarrimento in questo momento non aiuta nessuno.
men che meno aiuta la sincerità di barroso che dichiara che le porte dell'ue saranno per un bel po' chiuse per altri paesi dell'area.
quello che voglio consigliare all'osservatorio è questo: interpellate anche qualche intelletuale albanese sulla questione del kosovo perchè vi renderebbe più professionali e imparziali.
io continuo a leggere e sentire solo la campana serba sulla questione e per ovvi regioni non mi va bene. fatelo per rendere onore al vostro prezioso lavoro. grazie
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kosovo è terra santa per i serbi
Lunedì, 18 Febbraio 2008 15:37:18
prt