Si sono da poco conclusi il festival ''Sguardi altrove'' di Milano e il "Bergamo film meeting''. Premiati molti film di registi della ex Jugoslavia. Tra i quali "Tressette - Storia di un'isola", di Dražen Žarković e Pavo Marinković

21/03/2007 -  Nicola Falcinella

Da Milano a Bergamo settimane di premi per il cinema dell'ex Jugoslavia. Al 14mo festival Sguardi altrove di Milano (5-11 marzo), dedicato ai film a regia femminile, ha vinto il grande favorito della vigilia, lo svizzero-serbo "Das Fräulein" di Andrea Staka già vincitore dei festival di Locarno e Sarajevo.

I giurati - Eleonora Giorgi, Natalia Aspesi e Alessandro Signetto - hanno proclamato vincitore una delle rivelazioni degli ultimi mesi. La giovane nata a Lucerna ma di famiglia belgradese, già autrice del documentario "Jugodivas" (2001) su tre artiste jugoslave a New York, ha raccontato con delicata partecipazione l'incontro a Zurigo di tre donne di età diversa provenienti da tre diversi Paesi dell'ex Jugoslavia.

Un trio che ruota attorno a Mirjana Karanovic, donna serba introversa che non lascia trasparire nulla del passato, che si incontra per caso lavorando in una mensa aziendale e che instaura con scarni gesti e parole un rapporto quasi figlia, madre, nonna.

"Un grande film di cui si raccomanda la distribuzione in Italia" ha scritto nelle motivazioni la giuria, perché la pellicola, passata in prima italiana, non ha ancora un distributore nel nostro Paese.

Tra gli otto titoli del concorso internazionale "Nuovi sguardi" una menzione speciale è stata assegnata al francese "Nouvelle chance" di Anne Fontaine, un film corale dolceamaro che conta su un grande cast, prima fra tutte Danielle Darrieux. Tra i momenti più importanti della manifestazione l'anteprima di "The Namesake - Il destino nel nome" dell'indiana Mira Nair, già vincitrice a Venezia con "Monsoon Wedding" nel 2001, e un "Omaggio all'India".

Il 25mo Bergamo Film Meeting, che si è svolto dal 10 al 18 marzo con record di pubblico presente, ha visto due film dell'ex Jugoslavia fra i primi tre. Un segno molto positivo se si considera che la scelta, tra i 9 titoli in lizza, era operata dal pubblico in sala.

La Rosa camuna d'oro è andata a "Vuoti a perdere" di Geoffrey Enthoven, una piacevole commedia belga sugli anziani in cerca d'amore. L'argento e il bronzo a due film balcanici, il croato "Trešeta - Tressette - Storia di un'isola" di Dražen Žarković e Pavo Marinković e il bosniaco "Sve džaba - Tutto gratis" di Antonio Nuić, del quale abbiamo già scritto dal Festival di Sarajevo.

"Trešeta" racconta con umorismo e malinconia la vita quotidiana di una delle tante piccole isole della Dalmazia. Luoghi abitati per lo più da vecchi e in via d'abbandono. I protagonisti sono quattro amici che trascorrono il tempo all'osteria a giocare a tresette. Un pomeriggio Milan muore al termine della partita e i tre rimasti, mentre attendono il prete che venga a celebrare il funerale, devono trovare un quarto per l'appuntamento quotidiano. Un'impresa non facile. Nel tentativo di trovare un compagno di gioco Martin, Sime e Nikša fanno uscire i segreti della vita dell'isola e il peggio di ciascuno. Ma il regista ha umanità e affetto per tutti, anche per un'isola dove la vita forse è già finita e ci si illude di farla continuare con un'ultima giocata.

La retrospettiva del Bfm è stata dedicata al cinema inglese arrabbiato: "Ricorda la rabbia" ha raccolto più di venti pellicole dagli anni '50 e il Free Cinema di Lindsay Anderson, Tony Richardson e Karel Reisz ai Ken Loach, Derek Jarman, Mike Leigh, Stephen Frears, Peter Mullan e i "Trainspotting". Giovani, operai, contestazioni e nuovi diritti che si affermano sono un fil rouge che attraversa tutto il grande cinema d'oltre Manica. Poi un omaggio a Billy Wilder, da "La fiamma del peccato" (1944) a "Non per soldi, ma per denaro" (1966) in cinque capolavori, e la personale integrale del ceco Jan Sverak, già premio Oscar per la delicata storia fra un musicista e un ragazzino "Kolya".

Fra le perle ritrovate film di Krysztof Zanussi, il breve capolavoro "Zingari" (1963) di Wladyslaw Slesicki e il classico dell'espressionismo tedesco "Der Golem" sonorizzato dal chitarrista Gary Lucas. La prossima edizione del festival, che ha annunciato il nuovo presidente Alberto Castoldi (rettore dell'Università di Bergamo) al posto del fondatore Sandro Zambetti, si terrà nel marzo 2008.


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