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Commenti

per "F.G."

Caro "F.G.", capisco che l'importanza che ho dato a quella piccola citazione all'inizio di un bell'articolo a te sia sembrata esagerata.
Ma ci sono motivi familiari, legati a "persecuzioni" (se così si può chiamare una fucilazione) subite da parenti a causa del regime comunista albanese, che non mi permettono di sorvolare tanto leggermente su questi argomenti.
In ogni caso ti sarei grato se la tua mente tanto libera, moderna e aperta potesse evitare offese personali alle "animule" di chi non la pensa come te ed esprime la sua opinione senza nascondersi dietro due iniziali.

il buco

Ma cosa leggete solitamente, cari affezionati di Osservatorio? Vi è davvero tanto ostica la comprensione di una citazione? Non si cita per alzare bandiera o per far punteggio. Non siamo mica allo stadio, perdio! L'impressione che lasciate è quella di animule incartapecorite sugli avverbi: fatevi più domande e datevi meno risposte, furboni!

Enver

Concordo pienamente, nessuna nostalgia ed anzi orrrore.

mah mah

Quello che mi ha colpito era proprio il fatto che il riferimento ai "bei tempi andati" del regime centrasse con l'articolo "come i cavoli a merenda".
D'altra parte non credo che la citazione fosse messa lì per caso, quindi ne ho desunto che fosse lì scientemente per fare una lode al comunismo sfruttando l'occasione di una bella iniziativa culturale in corso oggi in Albania. Vorrei sbagliarmi, forse sono prevenuto, ma a me ha dato questa impressione.

Durante il regime magari si trovavano veramente più risorse per l'arte di quante non ce ne siano a disposizione oggi (come anche per l'istruzione e per l'esercito), ma a discapito di cosa?!?!?!
Della libertà personale, della possibilità di vivere decorosamente, della tranquillità di un intero popolo.

Penso che il regime di Enver Hoxha sia da rigettare sempre con schifo e con orrore.

mah

mah, a me non sembra affatto che il senso della citazione sia questo, anche poi vedendo come è stata realizzata in seguito l'intervista. Piuttosto si vuole mettere in risalto le contraddizioni insite in quel sistema: risorse disposnibili per gli artisti, basta che essi fossero di "regime". Ed ora invece c'è libertà ma in cultura non si investe.

Migjeni

Concordo con Capece su tutto.E' triste però che in Albania,dopo 50 anni di comunismo criminale, vi siano ancora casi nei quali viene citata ad esempio la dittatura.Ciò lascia ancor più basiti quando si parla di cultura,la quale è stata completamente annientata dalla follia comunista.

rrofte Migjeni

Il teatro Migjeni rappresenta uno dei bei segni della rinascita culturale albanese.
L'Albania ha bisogno anche di questo oltre che di lavoro, servizi e infrastrutture.

Mi pare però fuorviante e mooooooolto tendenziosa la citazione iniziale: ".... durante il regime comunista ...... gli attori ricevevano un compenso pari a quello di un deputato".

Forse sarebbe più equilibrato ricordare che durante il regime comunista sia il deputato che l'attore, con il loro compenso, si potevano permettere il pane ma non il companatico.
E che gli attori e i registi non obbedienti ai diktat culturali del regime non avevano nessuna libertà di esprimere le loro idee attraverso la loro arte.

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