Trieste, dettaglio. Foto di Andrea Pandini

E' una delle tante comunità minoritarie d'Europa. Un nostro viaggio a Trieste, un incontro con la comunità croata che vi abita. Sei personaggi, sei vite, sei visioni sull'Europa

27/04/2010 -  Daniele Scarpa

Oltre duecento gradini collegano l’antico Teatro Romano, situato a due passi da Piazza Unità d'Italia, alla sede della Comunità croata di Trieste. Tutti in salita, verso il Castello di San Giusto. In cima ad un percorso che garantisce un panorama mozzafiato su un'ampia parte della città e sul mare ci attendono sei persone. Ognuna di loro ha un bagaglio di esperienze personali e professionali diverse dagli altri.

Sono: Juan Carlos Damir, presidente della Comunità, i cui primi due nomi rivelano molto della sua storia, avendo vissuto la propria infanzia a Buenos Aires e nato da genitori croati; Andriana, segretaria della Comunità, originaria di Zara che ama guardare dalla finestra il castello che domina il golfo e la città illuminata;

Livio, socio della Comunità, istriano, grande appassionato di studi storici e linguistici della sua regione nativa e in particolare della zona del montonese; Ana, anch’essa socia, originaria del Međimurje, regione al confine tra Slovenia e Ungheria, in cui spesso fa ritorno insieme alla sua famiglia; Vesna, professoressa universitaria di serbo-croato presso la Scuola Interpreti di Trieste, originaria di Dugi Otok, vicino a Zara, e infine Caterina, imprenditrice triestina che ama definirsi “frutto di un amore misto” a cui è stato trasmesso l’amore per la sua terra di origine, la ex Jugoslavia, che da sempre occupa un posto importante nella sua vita, trascorsa con lo sguardo rivolto oltre confine, verso i nostri vicini.

In queste interviste alcuni frammenti di vita, il senso delle proprie radici, le preoccupazioni ma anche le speranze in un’Europa che sta allargando sempre di più i propri confini.

 

"Qui a Trieste ho sempre potuto collaborare con le altre comunità, stabilendo legami anche con i miei studenti"

Vesna Piasevoli, docente di serbo-croato presso la Scuola Interpreti di Trieste

 

 

 

"Le mie radici rimangono un punto di riferimento, ma bisogna sempre guardare avanti per conoscere altre realtà"

Ana Latin, socia della Comunità croata di Trieste

 

 

 

"Mi sento europeo grazie al mio essere croato ma sono croato perché appartengo a questo continente"

J.C. Damir Murković, presidente della Comunità croata di Trieste

 

 

 

"Per tutta la vita ho un piede in una scarpa e uno in un'altra... cammino bene però, sono della stessa misura!"

Caterina Vascotto, imprenditrice triestina di madre zagabrese e padre friulano

 

 

 

"Per me viaggiare è una cosa istintiva, allarga gli orizzonti: è la miglior scuola. Basta avere gli occhi aperti!"

Livio Prodan, socio della Comunità croata di Trieste

 

 

 

"È importante ritrovare la propria gente con cui stabilire dei legami: il mondo è un grande Paese!"

Andriana Gojanović, segretaria della Comunità croata di Trieste

 

 


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