Home / aree / Italia / Predrag Matvejević: le foibe e i crimini che le hanno precedute

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giusificazioni slave

le solite giustificazioni slave
e quando si è messa in discussione l'esistenza della Jugoslavia bisognava mettere in discussione anche i suoi confini con l'Italia

oscar tv


la fiction "il cuore nel pozzo" ha vinto l'oscar tv 2005 come miglior fiction italiana dell'anno.
non che sia un premio importnante, anzi, chissenefrega. però.

Foibe, Matvejevic

In italiano si dice: "Meglio tardi che mai!". Noi, slavi, abbiamo un detto più appropriato, nel contesto di questo articolo: "Kasno Marko na Kosovo stize!" (Cioé, tardi Marko, arrivò alla Piana del Kosovo Polje) Per essere più esplicito, dopo tutto questo spargimento di sangue in questa nostra grande tragedia jugoslava, guerra fratricida, durante la quale il Matvejevic ha avuto un approccio oltremodo fazioso, "versando lacrime di coccodrillo" sui poveri musulmani bosniaci,dal suo "asilo - esilio" da vero opportunista,(sapeste le idiozie che disse alla sua ultima apparizione in TV croata - "S" minuscola per una mia deformazione personale nei confronti...!), ammiccando con Henry B. Levy autore di un documentario sulla Bosnia ed Erzegovina, degno di una propaganda goebelliana e propagato a Roma dalla Bonino. soffrendo per A. Sofri, e così via.
Andate rovistare un pò indietro nei suoi scritti e interventi, come al Convegno sulle foibe e resistenza, organizzato da RC a Venezia nel 2003! (Il libro è stato pubblicato).
Sono nel dubbio se questo articolo, pubblicato sul giornale regionale istriano "Novi List- Glas Istre" è lo scritto del Matvejevic.
E dopo tutto, userò le parole di un giornalista croato, particolarmente dopo che questo l'ha visto in TV: "grazie. ma di queste persone ne possiamo fare anche a meno!". Ivan Istrijan
P.s.
Ho in programma di approfondire meglio la questione in un prossimo scritto

x Terge

Ti risponde uno slavo del sud.
Succederebbe che se lo dici a un barbaro assassino (vedi Arkan e Gotovina che hai citato) la brava gente ti darebbe ragione...
Basta avere buona mira nei giudizi e poi tutto il mondo è paese..

x tergestinus

cosicchè l'Italia esisteva nel 500? Ah certo, il Regno Longobardo...
caro "tergestinus", la tua "italianità" non è derivata dal latinorum che usi, ma dall'indottrinamento nazionalista subito!
Cos'hai contro Matvejevic? Non entra nel tuo cliché del "balcanico"? Non assomiglia ai tuoi modelli di generali assassini ?
Ma guarda che noi in Italia abbiamo avuti i nostri, solo che per proteggerli dall'estradizione richiesta sin dal '45 da Francia, Grecia, Albania e Jugoslavia i nostri governanti di allora hanno evitato accuratamente di richiedere l'estradizione dei criminali tedeschi autori di innumerevoli stragi.
Forse serebbe il caso che andassi un po a documentarti. Ci sono tanti siti sull'argomento.
Prova ad esempio su google FICARDI e KLINKHAMMER...
buona lettura e buona riflessione

Paese e Paese


Cosa succederebbe (mera ipotesi) se nei paesi Slavo-Balcanici uno straniero (o anche un compatriota...) dicesse: "Voi siete dei barbari assassini!"?

Essendo universalmente nota la fulgida civiltà che in tutti i secoli i Balcani Sud Slavi hanno espresso, chiunque osasse proferire simili calunnie verrebbe immediatamente e giustamente scannato. Giustamente, dico, perché quando uno viene scannato nei Balcani è SEMPRE un atto di giustizia, spesso anzi un atto eroico (vedi Arkan, Gotovina, UCK e Co.): per convincersene basta navigare in questo sito Internet, o, meglio ancora, viaggiare nella Slavo-Balcania medesima.

In Italia, invece, da circa 1500 anni si cala sempre le braghe, come don Abbondio, davanti a qualunque straniero che venga a farla da padrone... o da maestro; e questo, ormai, lo sanno tutti in tutto il mondo.

Allora, cosa succede (realtà, stavolta) se un intellettuale Slavo-Balcanico viene da noi...

DEVO CORREGGERMI: E' universalmente noto che, nelle splendide culture Slavo-Balcaniche, una grande cultura è diffusa a TUTTI i livelli, in TUTTI i membri del popolo: uno Slavo-Balcanico è, ipso facto, SEMPRE un INTELLETTUALE (convincersene come sopra).

Quindi, cosa succede se uno Slavo-Balcanico (intellettuale sempre e comunque) viene in Italia a dirci: "Voi siete dei barbari assassini!"?

Beh, noi incassiamo e discutiamo: e gli opposti estremismi, e Berlusconi, e i fascisti, e le nostre colpe, e ce lo siamo meritati...
Quale grande merito ha chiunque susciti in noi simili salutari risvegli della coscienza! Merita senz'altro tutti gli onori: cattedre universitarie, cittadinanza onoraria, premi vari, spazi nei dibattiti e su Internet...
Che grande popolo siamo...

la verità a volte spiace

Grazie a Manlio Bastoni che riconduce tutto su un piano reale, oggettivo. Non entro nel merito della nostra origine perché è ancora battaglia (sono musulmano bosniaco)... Prima dei Bogomili ridda di ipotesi per differenziare gli slavi tra di loro. Del resto ora abbiamo anche te lingue. ;)
Sulle foibe quello che avevo da dire l'ho postato nel mio blog: http://kom.splinder.com per chi è interessato. Stimo Predrag Matvejević e condivido il suo articolo al 100%.

ma si che si è scritto sulle foibe, ma invano!


"...Il cuore nel pozzo" è una fiction encomiabile in ogni senso, eppure qualcuno ci ha visto una manovra politica, chissà come mai, proprio adesso...? Se nell'uomo esiste questa indole a individuare interessi, giochi di potere ecc. ecc. ma perché per 50 anni nessuno si è mai accorto di nulla...? Eppure si tratta di stragi, genocidio e potere... "

risposta
Se i media nazionali non ne hanno parlato chiedilo a loro.
Gli Istituiti di Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia e l'ANPI di Trieste ha inviato centinaia di lettere di protesta per le enormi falsità che sono state scritte. Ma l'ANSA e la Rai, come Repubblica, Corriere mai hanno pubblicate queste smentite.
Solo Il Manifesto ha pubblicato qualcosa.

"...Lo storico triestino Galliano Fogar, segretario dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, da oltre vent'anni si prodiga presso grandi quotidiani, Rai, ed esponenti del centrosinistra per cercare di «arginare» bugie e inesattezze che, per ignoranza o malafede, da anni vengono dette e scritte sulla storia della Venezia Giulia, sulle foibe e sulla questione dell'esodo istriano. Senza grandi riscontri. L'ignoranza su questi argomenti continua a farla da padrona, a tutto vantaggio della destra «sdoganata» e di quanti portano da anni avanti il disegno di revisionare la storia recente per delegittimare la resistenza e con essa la costituzione antifascista. «Anche grandi storici italiani - racconta Fogar - sanno poco della storia della Venezia Giulia che, invece, è chiaramente documentata fin dal 1946, quando lo storico triestino Carlo Schiffrer rinnovò la storiografia giuliana con i suoi studi su irredentismo e fascismo giuliano, superando le facili ed erronee letture nazionalistiche e celebrative». «An e la Casa delle Libertà - aggiunge - vogliono far passare l'idea che si tratta di storiografia di stampo comunista, mentre ci troviamo davanti a un buco nero di ignoranza storica degli avvenimenti accaduti in questa zona».

«I grandi mezzi d' informazione - prosegue lo storico - hanno gravi responsabilità perché non si documentano e si limitano ad ampliare e ad avallare stereotipi nazionalisti e fascisti sulla storia del confine orientale: dalle foibe viste come genocidio di tutti gli italiani al sempre incombente pericolo slavo-comunista. Per quanto riguarda le foibe, per esempio, in tanti continuano a parlare di 12.000-50.000 vittime, mentre i dati obiettivi parlano di 4.000-6.000 persone scomparse in tutta la Venezia Giulia, tra il '43 e il `45, e non solo per infoibamento. Nessun giornalista si rivolge al nostro istituto per avere. Pochi sono anche gli storici che ci interpellano. Così le bugie si perpetuano nell'ignoranza».

Dal processo della Risiera, nel 1976, non si contano più i tentativi di equiparare la resistenza alle foibe, il comunismo jugoslavo al nazifascismo, per dire magari che il primo è stato peggiore dell'altro. «A questo hanno contribuito anche la martellante campagna di stampa sulla `vergogna della tragedia dimenticata' e sui processi per le foibe, dimenticando che già sotto il governo militare alleato erano stati celebrati a Trieste decine e decine di processi a infoibatori o presunti tali con condanne fino all'ergastolo». «E' deplorevole - conclude - che una parte notevole della grande stampa e dei politici democratici conosca assai poco le vicende internazionali e non locali di una regione, la Venezia Giulia, che per gli eventi della guerra fu coinvolta in pieno negli sviluppi del conflitto nell'area danubiana-balcanica».

«Solo alcuni giorni fa la Rai nazionale - aggiunge sconsolato lo storico triestino - ha dichiarato che l'Italia dopo la II guerra mondiale ha perduto `l'Istria e la Dalmazia'. Ma la Dalmazia non ha mai fatto parte dello stato italiano tranne che per l'enclave di Zara, un'isola italiana in un mare slavo, per il semplice fatto che apparteneva prima all'impero austroungarico e poi al regno di Jugoslavia. Solo nel 1941, con l'attacco italo-tedesco alla Jugoslavia, la Dalmazia, occupata manu militari, fu affidata a un governatore fascista (prima Giuseppe Bastianini e poi Francesco Giunta, già capo dello squadrismo triestino degli anni `20). Contemporaneamente fu creata in Slovenia la nuova provincia di Lubiana che fu affidata alla gestione di Emilio Grazioli, già federale di Trieste. Perciò, a meno che non si voglia valorizzare le conquiste dell'imperialismo fascista dell'epoca, è assurdo parlare di una perdita della Dalmazia, in gran parte a maggioranza croata».

Fogar è profondamente rattristato anche dal fatto che la sinistra sia caduta nella trappola dei postfascisti locali aderendo acriticamente alla giornata del ricordo per l'esodo dei 250.000 istriani, fiumani e dalmati dalle terre che passarono alla Jugoslavia, «perché il 10 febbraio, preso dalla destra come simbolo della tragedia è la data della sigla del Trattato di Pace di Parigi, e questi signori non spiegano che l'Italia era sul banco degli imputati, e che la gran parte dell'Istria e Fiume furono perdute non certo per colpa dei partigiani ma per le precise colpe del fascismo e della sua violenta opera snazionalizzatrice prima e per l'invasione della Jugoslavia poi». Foibe ed esodo furono due tragedie, ma non si possono equiparare le memorie, non si può dire che la Risiera di San Sabba e le foibe furono la stessa cosa. «Chi sa, oltre il fiume Isonzo - sottolinea Fogar - che poco dopo i pur esecrandi episodi delle foibe istriane del settembre `43, tra gli insorti che cercarono di opporsi ai tedeschi che fecero terra bruciata dell'Istria con migliaia e migliaia di morti c'era anche un battaglione di minatori italiani e slavi del bacino minerario dell'Arsa. Bacino che il 28 febbraio 1940 fu devastato dalla più grande tragedia mineraria d'Europa con la morte di 185 minatori e il ferimento di altri 147. L'inchiesta fu insabbiata, i dirigenti attribuirono la colpa dello scoppio ai minatori stessi e si tacque sulle terribili condizioni di insicurezza e igienico sanitarie in cui quei disgraziati erano costretti a lavorare. E malgrado la pubblicazione del volume L'Istria tra le due guerre, a spese dell'istituto, la stampa nazionale ha ignorato questo episodio gravissimo, una delle più gravi sciagure minerarie della storia d'Europa del `900 come ha ignorato le decine e decine di volumi sulla Venezia Giulia, sull'occupazione jugoslava del '45, sulle foibe, sul problema di Trieste e dell'Istria nel quadro internazionale».

fascismo

Per chi fosse interessato a saperne di più sui crimini del fascismo - prima che i loro eredi spirituali di oggi riescano subdolamente a far passare il messaggio che era un regime tutto sommato accettabile, magari solo un po' troppo accondiscendente al nazismo - consiglio il serio e documentatissimo sito italiano www.criminidiguerra.it. Buona lettura! (si fa per dire...)

è giusto

Sono molto lieto di essere stato contattato da un discendente dei Bogomili, gli eretici cristiani di Bosnia (e Dalmazia) equivalenti ai patarini italiani e ai catari francesi che sterminati da cattolici e ortodossi trovarono rifugio dell'Islam che tollerava i non mussulmani meglio di quanto i cristiani non tollerassero gli eretici.
Questo lo dico, ovviamente, per gli italiani che non sanno che i famosi mussulmani di Bosnia altro non sono, storicamente, che Croati o Serbi eredi di una tradizione pacifista.
Per le quattro o le cinque punte mi riferivo al fatto che la bandiera Croata è l'unica al mondo che contiene, oltre agli stemmi delle sue 4 macroregioni, anche quello di una regione l'Erzegovina che appartiene storicamente ad un altro stato legittimato ad esistere nei suoi confini della ex-federazione tanto quanto altre repubbliche avevano il diritto ad uscire della Federazione Jugoslava.
Pensa se gli Stati Uniti avessero messo un'ulteriore stella sulla loro bandiera per indicare, che ne sò, l'Irlanda; sarebbe cambiata tutta la storia del XX° secolo.
Intendevo quindi dire che le contraddizioni che attanagliano l'attuale Croazia sono inscritte nei suoi elementi fondamentali.
Ma forse mi sbaglio.

X Manilo


Dragi Manilo.
Io lo so chi sono "bogomili" ("Cari a dio"), ma tu lo dovrei spigare ai Italiani. Se no non capiscono quello che scrivi. (I miei antenati erano "bogumili", e ne vado fiera)
Spiegami 5 o 4 punte sulla bandiera Croata in Italiano.
Io, micha ho capito.
Grazie

Viva la verità

Mi ha fatto piacere leggere l'articolo ed i commenti, come vedo la documentazione non manca, tutti esperti in materia, bravi! Ma non abbiate paura di una fiction... non farà dimenticare di certo il fascismo... non sarà certo "il cuore nel pozzo" a cancellare 50 anni di libri di storia e propaganda antifascista.
Io non sono nè per questo partito nè per quello, non vengo per parlare o per giudicare, sono per la libertà di opinione e di espressione, e per questo oggi preferisco sentir parlare chi ha sempre taciuto, e mi auguro che chi ha già tanto parlato per tutti questi anni di disinformazione si faccia da parte per una volta con rispetto ed educazione. I sopravvissuti alle dittature, alle stragi, alle foibe, meritano ora e sempre di essere ascoltati senza interruzioni e senza commenti astrusi... "Il cuore nel pozzo" è una fiction encomiabile in ogni senso, eppure qualcuno ci ha visto una manovra politica, chissà come mai, proprio adesso...? Se nell'uomo esiste questa indole a individuare interessi, giochi di potere ecc. ecc. ma perché per 50 anni nessuno si è mai accorto di nulla...? Eppure si tratta di stragi, genocidio e potere...
Allora: viva la verità da qualunque parte venga e un po' di rispetto per favore...
Nessuno di loro è morto per caso e se ci fate caso erano tutti disarmati, sia davanti ai fascisti che davanti ai comunisti, erano tutte persone comuni, cittadini, donne, bambini. Oggi le cose sono cambiate, scrivete pure fesserie e datevi addosso con paroloni forbiti e numeri fantastici, ormai... la verità E' ...VVVIVA e nessuno riuscirà a fermarla.
Altro che Berlusconi e Fini...

Bosnia caput mundi

Ripensando agli anni delle guerre degli anni '90 e rileggendo gli articoli e gli interventi e in particolare questo sono ripiombato nella disperazione che mi attanagliò in tutti quegli anni.
Fin dall'inizio ho ritenuto che quelle cose non sarebbero potute accadere senza il ruolo abberrante giocato dai mass-media che riscrissero il passato, il predente e il futuro di popoli interi.
In questo senso per me il ricordo più allucinante di quel periodo è stato e resta legato alla visione di un documentario su Sarajevo nel quale veniva intervistato un professore universitario ridotto al rango di barbone tra le macerie della sua città.
Con grande cognizione di causa egli cercava di spiegare la storia della Bosnia e più volte gridò: "noi siamo Bogomili".
Il traduttore, accattato chissà dove da un mentecatto di giornalista traduceva:"verranno gli iraniani e ci tireranno fuori da qui."
Questo è da decenni il livello medio dell'informazione in Italia, paese che non ricorda neanche la propria storia figuriamoci se ha gli elementi minimi per interpretare quella dei Balcani.
Le fiction come quella in oggetto non sarebbero nemmeno tanto pericolosa se non fosse per il tessuto culturale che incontra.
Anni d'informazione storica, politica e religiosa di un profilo così basso e sfumato hanno riaperto la strada ad avventure neocoloniali e neofasciste.
E' vero che forse in paesi come la Croazia il male è venuto da una tendenza opposta e così oggi dopo averle bene approfondite ha finito per rifiutare tutte le culture dei propri vicini senza pervenire ad una propria valida identità politica. Una grande nazione che non riesce a farsi Stato e che non ha saputo assumersi le responsabilità che le competevano, così come forse si attendevano tutti i popoli dei Balcani che si opponevano al panserbismo.
Il male della Croazia è inscritto nella sua bandiera se chiedi la secessione perchè è un diritto costituzionale allora perchè inserisci sopra lo stemma 5 punte e non 4. Il rispetto dei propri diritti presuppone il rispetto di quello degli altri, la Croazia come stato ha negato il diriito alla Bosnia di esistere sullo stesso suo piano e questo errore lo pagano in primo luogo i cittadini croati stessi che, dopo aver negato tutte le culture straniere, in molte parti del paese, si ritrovano sotto il dominio dei loro "fratelli" erzegovesi che fanno il brutto e il cattivo tempo indisturbati perchè "croatissimi".
La storia la si può conoscere o meno, una cosa è sicura che, alla lunga, non perdona.
Sono molto felice che un grandissimo giornalista come Hedl, grazie ad un sito come questo, sia potuto giungere a far conoscere tante cose importanti almeno ad una fetta d'italiani ma penso che sarebbe ugualmente importante se anche giornalisti come Dizdarevic potessero fare altrettanto.
La mia impressione è che il vero incaglio non sia nè legato alla cattura o meno di Gotovina nè al chiarimento con l'Italia sulle foibe, la vera questione, che è anche questione europea, era e rimane quella della rinascita della Bosnia per quello che era e il riconoscimento da parte di tutte le nazione adiacenti del suo valore spirituale e materiale.



parlare a vanvera

jari ammette di non aver visto la fiction, ma è sicuro che sia "dannosa".
immagino siano molti come lui..

fiction e ideologia

Non ho visto questa fiction, ma ho scritto una tesi di laurea sul rapporto tra fiction e omosessualità. Ritengo che su temi poco "socializzati", come è quello delle foibe e come era fino a pochissimi anni fa quello dell'omosessualità, la capacità della fiction di veicolare un quadro cognitivo, se non proprio un'ideologia, sia davvero potente. Decisiva nell'orientare tutto quello che viene poi. Il dibattito approfondito non esce dall'ambito accademico, la fiction invece arriva a milioni di spettatori più o meno passivi e comunque "vergini". Sarebbe bene che il dibattito andasse avanti a lungo per cercare di addomesticare i danni fatti da questa fiction (parlo per averne letto molto senza averla vista). Quel che c'è di buono in queste fiction è che se il tema è saliente per la società (quello delle foibe potrebbe esserlo, una spia è l'attenzione che i politici gli stanno dedicando, in maniera più o meno strumentale) riescono a farlo diventare patrimonio comune a tutti. Una volta non si parlava assolutamente di omosessualità e i danni riconducibili a questo silenzio erano pesanti. Ora no. E le cose sono molto cambiate, in meglio, per lo più. Spero che avvenga lo stesso. Certo, sarebbe stata meglio una fiction più corretta, per aprire una discussione pubblica così importante

Commento

L'articolo di Predrag Matvejevic è davvero molto bello e equilibrato (d'altronde è uno storico). E' triste (ma lo capisco bene !) che debba comunque ricordare la storia propria e della sua famiglia per non essere tacciato da subito come fazioso. E' il destino (molto comune nei paesi ex socialisti) di chi ha parlato e scritto di cose scomode quando non era facile e ora viene criticato dagli stessi che allora stavano zitti. Penso però sia ingiusto prendersela con il regista del "Cuore nel pozzo". La fiction ha le sue regole e negli ultimi anni ne abbiamo viste su Perlasca, Papa Giovanni, Padre Pio e altri santi, Coppi ecc. Il problema è che la fiction non è storia e si può fare quando tratta di periodi e argomenti su cui già gli storici si sono confrontati e già esistono giudizi (magari anche divergenti). Le foibe (e tutto quello che ci sta dietro, che è tanto) sono purtroppo diventate argomento storico reale solo da pochissimo e tutt'oggi sono ancora terreno di scontro politico. In queste condizioni qualunque fiction sarebbe stata criticabile. L'unica soluzione era non fare una fiction ma un programma documentario come già spesso vediamo. Tipo "La grande storia". Ma con quello non si hanno grandi ascolti. Però anch'io non sono ingenuo e la determinazione con cui una parte politica ha voluto, sponsorizzato e promosso questa iniziativa già di per sè era destinata a provocare polemiche. E non parlo di Berlusconi ma soprattutto di Alleanza Nazionale. Basta ricordarsi delle parole di Tremaglia a Trieste. Il vecchio MSI aveva fatto del problema degli esuli istriani, delle foibe (e va aggiunto dell'italianità dell'Alto Adige) un suo storico cavallo di battaglia. Solo così si capisce come è stata vissuta da molti esponenti politici che hanno quell'origine la giornata della memoria. Aggiungo solo una cosa. Predrag Matvejevic ha ricordato la cosa più importante che spesso si vuole dimenticare. Il fascismo ha attuato per vent'anni una politica di italianizzazione forzata e di discriminazione che ha inevitabilmente seminato odio che di cui hanno raccolto i frutti le generazioni successive. Ma non era scontato. E' stata la guerra scatenata da nazisti e fascisti che ha precipitato tutta l'ex Jugoslavia in un vortice di sanguinose guerre civili (la follia ustascia, le rappresaglie cetniche, Jasenovac e dopo Bleiburg). E questo ha seminato sangue, dolore, ideologie che sono riesplose 50 anni dopo. Il paradosso è stato che gli eredi del fascismo si sono trovati a diventare i portavoce proprio di quelli (gli esuli istriani, fiumani e dalmati) che hanno perso tutto a causa della guerra. Così come i serbi del Kossovo, oggi perseguitati, o i serbi di Croazia sfollati in Serbia e lì a malapena tollerati, devono ringraziare Milosevic per il loro triste destino. Le foibe sono state una vicenda atroce mai a sufficienza indagata. E dare un equilibrato giudizio storico ora è difficile. Ma il semplicismo non aiuta. Io lavoro da anni in Croazia, proprio dove più feroce è stato lo scontro etnico. E ho imparato come le cose siano complicate, e le stesse memorie divise. Ma ho trovato molta più gente di quanto pensassi che, anche se orgogliosa di aver combattuto per difendere il proprio paese (e parlo di Vukovar e Osijek) non accetta di vivere in un mondo etnicamente diviso e sa ben distinguere le responsabilità di (da una parte e dall'altra) sul nazionalismo esasperato ha costruito la propria fortuna (spesso anche economica).

da leggere

Consiglio a tutti di leggere il documento sulle relazioni Italo-Slovene 1880-1956 prodotto dalla commissione storico-culturale italo-slovena: http://www.kozina.com/premik/indexita_porocilo.htm#kazal .
E' uno dei documenti più equilibrati che si può leggere sull'argomento.

Per Antonio

Nel suo intervento, il prof. Matvejevic si e' concentrato su cio' che lo colpisce di piu': le vittime fisicamente eliminate, sulle foibe (la parola stessa fa venire i brividi). Il problema degli esuli e del risarcimento/restituzione dei loro beni nazionalizzati durante il governo comunista
sollevato da Antonio e' un problema diverso (anche se sempre tragico dal punto di vista umano, come nel caso di tutti i profughi del mondo) e, in mancanza di un accordo bilaterale dettagliato, va affrontato giuridicamente
caso per caso. La nazionalizzazione e' avvenuta su basi giuridiche diverse e in periodi differenti. Alcuni hanno perso i beni "per l'abbandono", altri
nel processo generale di esproprio e di statalizzazione dei beni produttivi capitalisti, mentre una buona parte e' avvenuta durante la legge jugoslava sull'opzione (i cittadini dovevano scegliere un'unica patria: l'Italia o la Jugoslavia) e quelli che sceglievano l'Italia perdevano automaticamente, come tutti gli stranieri, il diritto di avere le proprieta' sul territorio jugoslavo. Alcuni beni sono stati restituiti gia' nel corso dei primi anni '60, senza che vi sia stato alcun ricorso per riottenerle (circa 200 nella sola Istria). Con tale gesto l'amministrazione comunista ametteva che c'erano degli "sbagli" o "troppo zelo" nel processo di nazionalizzazione.
Nel 1997, a seguito della legge slovena sulla restituzione/risarcimento che contemplava specificamente la restituzione dei beni agli italiani
espropriati dopo la II guerra mondiale, entra in vigore anche un'analoga legge croata. E' incompleta (visto che esistono diverse fattispecie da "denazionalizzare") e i termini per il ricorso sono brevi. La Corte costituzionale croata sentenzia (in data 21 aprile 1999) la proroga del termine per il ricorso (ulteriormente differita dalla stessa Corte in data 20 aprile 2001) ma pochi aventi diritto ne usufruiscono. Perche'? Forse perche' le notizie riguardo alle nuove leggi che possono interessare i cittadini italiani devono fare un lungo tragitto tra l'Ambasciata italiana a Zagabria, il Ministero degli Esteri e il Ministero/altri enti pubblici competenti a farli avere alle associazioni degli esuli che le pubblicano (sempre incomplete, con innumerevoli errori di traduzione ed importanti omissioni). Inoltre, i casi di restituzione si sono visti anche indipendentemente dalla legge del '97: storica la decisione della Corte suprema croata del '98 in base alla quale un esule italiano (Piccini Vieri di Trieste), i cui genitori hanno optato per la cittadinanza italiana, ottiene la cittadinanza croata e, in un procedimento a parte, tutti i beni della sua famiglia in base alla legge sulla restituzione dei beni ai cittadini croati. Credo sia un errore che i governi sloveno e croato tacciano sul tema del risarcimento, sulla responsabilita' del governo italiano (soprattutto l'attuale) a rifiutare un accordo bilaterale in merito al risarcimento. Come si fa a non pensare che questo rifiuto significhi proprio cio' che pensa Matvejevic: una brutale strumentalizzazione (oltre alla gia' nota inefficienza dell'amministrazione pubblica italiana) da parte del governo italiano, da tirare fuori a piacimento ogni volta quando ce ne sia bisogno, facendo finta davanti alle telecamere che il problema degli esuli li sta molto a cuore. Che cosa significa la proposta del governo Berlusconi di "concedere un prestito" al governo croato perche' possa risarcire gli esuli? Che anche in questo caso voglia fare... affari?

Foibe e crimini

Ho avuto la fortuna di conosciere di persona il prof Matvejevic. E' una persona eccezzionale.
La propaganda per la fiction di Negrin e' stata molto subdola. Negrin stesso in un'intervista, dichiarava che lui gli avvenimenti non li conosceva bene (?!). Suvvia, e' tutto un progetto ben articolato. Vorrei soltanto che in Italia si incominciasse con l'insegnare anche le caratteristiche "sgradite" del Ventennio. Vedi l'art del prof Matvejevic. Cosa dovrebbero fare Slovenia e Croazia? Replicare con una fiction sugli eccidi fascisti? Vorrei far presente ad Antonio che la grande maggioranza degli Istriani secondo i vari censimenti (quello austriaco del 1910 e' quello piu' autorevole e da tutti considerato obiettivo) sono sempre stati Sloveni e Croati. Non ci sono solo le citta' in Istria...e anche quei dati mi sembrano un tantino tirati per i capelli. Ciao a tutti.


L'italia e' un paese normale

con tutto il rispetto dell'opinione del professor Matvejevic, l'articolo inizia bene ma finisce nella banalita'.
Berlusoni sarebbe dietro a tutto? anche alla visita di Veltroni a Trieste e alle ammissioni di colpa di tutta la sinistra?
anche dietro ai libri di bravi storici come Oliva o giornalisti come Pansa?
suvvia..

non c'e' nessun revanscismo o odio verso gli slavi: semplicemente si sta recuperando una parte dimenticata della storia d'Italia.
giusto vedere tutte le diverse angolazioni. Negrin, in un intervista, ha detto che questo e' un film contro ogni tipo di ideologia e totalitarismo. E' questo il pensiero di un neofascista secondo voi?
Credo invece che stia succedendo una cosa semplicissima: l'Italia dopo 60 anni di ideologie, sta diventando un Paese normale.

Aggiunta:
forse ci si dementica che gli italiani sulla costa erano la maggioranza, 90% a Pola, a Zara, Capodistria 100% a cittanova, 80% a Trieste, 60% a Fiume.
Le violenze titine continuarono anche a guerra finita, per indurre il maggior numero di italiani a partire. Ci sono documenti espliciti con ordini di Kardelij, ministro jugoslavo.
Tito non rispetto' neanche le disposizioni per il cosidetto Territorio Libero di Trieste, (che doveva essere uno stato cuscinetto gestito dall'ONU) annettendone di fatto la zona B per mettere gli italiani di fronte al fatto compiuto. (anche nella zona B, come nella A, gli italiani erano maggioranza)

Era "normale" (come pensa Anonimo) che cio' avvennese, per di piu' a guerra conclusa, con il fascismo gia' scomparso??
E' "normale" che i 350mila esuli siano stati dimenticati per 60 anni, che non abbiamo ricevuto una lira per i beni esproriati dal comunismo (ufficialmente abbandonati)?
che i comunisti italiani finiti a Goli-otok non potessero parlare di quanto hanno subito per ordine di Togliatti?

Nel futuro c'e' l'Unione Europea con Schengen, d'accordo, ma e' giusto ricordare!!
L'Italia, interrogandosi su questi fatti dimostra solo maturita'.


bello

Raro trovare un articolo così, decisamente interessante. E la triste verità è che anche la conclusione finale, alla faccia dell'anonimo qui sotto, rischia di assomigliare molto alla verità: si usano X morti (nella realtà sarebbero tanti, ma nella fantasia è meglio che siano di più che fa più effetto), li si mischia a un po' di ignoranza comune, si generalizza un po' et voila, pronto in tavola. Ovviamente, il tutto è fatto non in memoria dell'aprile del 753 a.C., ma con la prospettiva dell'aprile 2005 (e in caso 2006).

riassunto


insomma, inutile piangersi addosso: le foibe ce le siamo meritate, sono il meno che ci potesse capitare per quanto fatto nella ex jugoslavia durante il ventennio. Finiamola con queste ridicole commemorazioni che altro non fanno che offendere l'onore della resistenza slava, che anche quando ha esagerato lo ha fatto a causa di quanto prima patito dagli sgherri del duce. E non dimentichiamoci che il tutto e' subdolamente organizzato dal quel gran fascistone di Berlusconi...

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