Home / aree / Italia / La memoria delle foibe in Istria: intervista a Giacomo Scotti

Commenti

falsità storiche

Ho letto pubblicazioni varie di Giacomo Scotti e non trovo altro che una visione distorta dei fatti accaduti nella Venezia Giulia sotto l'occupazione comunista. Ci sono delle mancanze e uno strabismo storico che nessun appasinato obbiettivo della materie prenderebbe in considerazione. E' ormai assodato che Giacomo Scotti è uno storico di parte, quello che più è allarmante è che i suoi scritti trovino consensi i Italia.

Vergognatevi

A che serve questa pseudointervista ?
E' una vergogna
Il presidente comunista Napolitano oggi ha parlato di "congiura del silenzio"
Onore ai martiri delle Foibe

Infobiari d'Istria

Abito ne la Argentina citta di Mendoza e con referenza al articolo ,o trovato con pesare il nome dei miei zii Luigi Agapito e Caterina Agapito vitimi di quest'orrore a Pinguente
Io avevo notizie di loro per antiche lettere che ancora conservo.
Loro figli ( 4 fratelli e 2 sorelle)) scriverono a mia famiglia raccontando i sucessi. Dopo loro furono a Trieste e non avevamo avuto piú notizie di loro. voglio conoscere qualcosa di quei fligli e di miei zii Luigi e Caterina .
Vi domando qualche informazione di loro

Grazie Tante
Arq. Victor Hugo Ponce Agapito

Indirizzo: Honorio Barraquero 312-Godoy Cruz- Mendoza-Argentina-C.P. 5501
Tel. 0054 / 0261 / 4244674

I tedeschi in Istria

Vorrei chiedere al sig. Scotti un'informazione autorevole: nell' ottobre del 1943 giunsero i tedeschi in Istria, e mio nonno, classe 1873, mi raccontava che furono salutati con circospezione ma non furono rifiutati, anzi in un certo senso furono considerati dei liberatori dalle bande partigiane, forse uno dei pochi casi in cui i tedeschi furono accolti dalla popolazione come un esercito di liberazione. Mentre ascoltavo mio nonno, che di fascismo e comunismo ne sapeva ben poco, mi dava l'impressione che era convinto su queste inverosimili affermazioni, posso dargli una scusante, certo non amava gli slavi che l'avevano obbligato abbandonare la casa la vigilia di Natale del 1945, dove era nato e che aveva ereditato da suo padre, che prima di lui l'aveva ereditata da suo padre e così via per circa trecento anni, come ho fatto alcune ricerca nei libri di Grisignana. Vorrei dire inoltre che mio nonno era un povero contadino che aveva a malapena di cui vivere.
Se Lei avesse piacere gradirei ricevere risposte.

ma fu Pavolini il primo ad usare le foibe!

perchè non ricordare che l'argomento foibe fu sfruttato per primo dai nazisti e dai fascisti?
Il 30 gennaio 1944 fu dichiarato "Giornata del ricordo delle foibe" dalla RSI, che usò l'horror per reclutare giovanissimi volontari da inviare in aiuto ai nazisti che avevano occupato ED ANNESSA l'Istria, Trieste, Fiume ecc.ecc...

In questo modo le foibe fruttarono un potere militare aggiunto (alcune migliaia di giovanissimi). Ma anche il governo di Bari sfruttò le foibe prendendo contatto con la X Mas e la Osoppo attraverso Maria Pasquinelli per cercare di frenare il movimento di liberazione nazionale jugoslavo che aveva il progetto delle annessioni.
E nella guerra fredda le foibe furono usate per ostacolare le richieste di criminali di guerra italiani che la Jugoslavia richiedeva all'Italia, per delegettimare la giustizia della stessa .(vedi la scoperta nell'armadio della vergona dei carteggi segreti nello studio di Focardi Klinkhammer).
Infine le foibe vennero usate dagli stalinisti per denigrare Tito dopo la rottura del '48, quando il nuovo segretario del PCTLT Vittorio Vidali usò anche l'argomento foibe per delegittimare la precedente segreteria.
Pausa di trent'anni.
Ed ecco le foibe riapparire al crollo della Jugoslavia per sordidi e misteriosi tentativi di Cossiga e Fini di recuperi territoriali corteggiando Milosevic e la Serbia ...
Infine eccoci al round finale: salvare il governo di destra con una campagna forsennata anticomunista, per la quale le foibe, ma non solo, sono una micidiale arma di denigrazione dell'avversario.

X Adolfo

Mi ricordo quando andai visitare Napoli nel 1980. Scapai dalla sporcizia e degrado.
Voreì andare adesso a vedere come e Napoli di adesso.
In Ex Jugoslavia si viveva bene. La vita normale delle persone era più che buona.
Avevamo tutte le comodita di mondo moderno.
Commercianti di Pescara, Ancona, Venezia e Trieste sanò quallcosa. Si spendeva, e come.
Certo c'erano zone depresse. Paesi di montagna isolati, alcune zone povere già per la loro natura di risorse. Ma assistenza sanitaria, istruzione, ecc. erano ottime.
Oggi molti genitori sono preocupati per i loro figli e dicono: poveri ragazzi non avrano mai la bella e spensierata gioventu che abbiamo avuto noi.
Certo c'erano i problemi "democratici". Con una ottima istruzioni potevi arrivare fino a un certo punto, dopo ci voleva tesera di PC. (Penso che anche in Italia d'oggi con una bella spintarela politica si fa cariera meglio).
Per i Croati era sconsigliato dire in un luogo pubblico che sono Croati. Se sentiva un Serbo potevi finire in prigione acusato di nazionalismo. Non potevamo cantare publicamente alcune canzoni di tradzione Croata, perchè erano cantate dai fascisti croati durante II guerra, compresa Lilly Marlen.
Se si voleva fare la cariera era megli non battezare i figli publicamente. Molti di noi sono stati battezati segretamente (dal1954- 1965).
Ma tutto somato questo non e stato un grave problema, bastava un' po di attenzione e tutto andava bene.
Quello che era il più bello e che con arrivo di UE scomparira e sicureza personale. I furti, omicidi etc. erano rarissimi.
Una donna, ho un bambiono poteva caminare in piena notte per la città senza che succedeva niente. Criminalita di grosso taglio non c'era. Adesso sta cambiano. La droga ha portato a aumento di criminalita.
Turisti voglione le prostitute, e furbeti se la stano procurare dal Est Europeo. Abbiamo i primi casi di AIDC. Opinione pubblica e sconvolta da queste novita. Ogni novo caso viene sbatuto in prima pagina.
Saluti

x anonimo

trattasi di avvenimenti di oltre 50 anni fa, sempre se ben ricordo, erano trasmissioni in italiano nelle quali venivano paragaonate le asserite buone condizioni della iugoslavia di tito con la miseria dell'italia di allora, in particolare quella meridionale.

x Adolfo

Su quale radio, cosa diceva di Tito e quale Italia vilipendeva?.
Non lasciarci nel vago, dicci tutto!

imparzialità dello Scotti

se ben ricordo lo scotti era uno che nel dopoguerra parlava alla radio iugoslava, inneggiando a tito e vilipendendo l'italia

Storia

Ma stiamo parlare di un periodo storico di guerra freda.
Non dimentikiamo.
1943 - 1954.
Comunismo jugoslavo non era come quello molto più conosciuto sovietico.
Vendete e "pulizie ideologice" ci sono state, prima contro i fascisti, nazisti e poì contro i comunisti di stampo sovietico (Isola Calva!),
ma sono finite, grazie a Dio.

Poì abiamo visuto normale, come voi.
Si un Partito, ma si lavorava, andava a scuola, tutto normale, Italiani andavano a Germania a lavorare, anche Jugoslavi.
Trieste era piena di gente che andava a spendere soldi, cosi, per andare.
Sono nato nel 1960.
Mia vita era bella con Tito. Problemi sono incomicati dopo la sua morte.
Mele e pere sono la frutta, ma non sono la stesa cosa. Non si può giudicare sapore di mela se non la hai mangiata.
Mia nonna e nata Austriaca, mia madre Italiana, io Croato-Jugoslavo, i miei figli Croati, e non ci siamo mai mossi dalla nostra casa.
Premeto, sono anti- comunista, anti-nazionalista, anti-fascista, anti-nazista.
Credo in un solo Dio e nel Amore

Menia vorrebbe che Scotti non esistesse

L'enormità del falso cinematografico "LA LUNA NEL POZZO" è sconvolgente.
Viviamo nella "società dello spettacolo", dove la realtà è costruita su ordinazione del committente che paga, e bene. Il committente si sa chi è. Ma l'impatto emotivo sui più deboli e disinformati è devastante per la verità così violentata.

Ma qualche residuo di realtà resta e disturba.
Non resta da eliminare, per fame, qualche testimone ancor vivente della realtà vera.

Ad esempio Giacomo Scotti.

Comunista idealista napoletano, assieme a migliaia di altri Italiani, emigrava in quella Jugoslavia di Tito dove, a detta della fiction , gli Italiani erano sterminati in massa. Donne e bambini inclusi. Gettati legati col fil di ferro nelle foibe!

Con le sue pubblicazioni, mosso da interesse idealistico, lo Scotti , soprattutto con FOIBE E FOBIE, ha smantellato da tempo tutte le falsità della propaganda fascista.
Ma non tanto i suoi studi, sconosciuti o quasi, ma con la sua stessa esistenza ancor oggi nella terra delle foibe, lo Scotti è scomodo.
Eliminando per fame, togliendo loro la mutua e la minima, questi scomodi e poveri testimoni della realtà "vera" (ma cosa bisogna dire ormai, quando il significato delle parole è violentato quotidianamente) , lo Scotti in primis, la finta realtà che piace all'onorevole Menia, che deve al falso la sua fortuna elettorale ed economica - assieme alla coorte della destra triestina- la finta realtà diverrebbe "vera" ( o quasi).

La sua rabbia che resista ancora qualcosa di vero che si opponga alla travolgente e purtroppo vincente campagna di revisione e criminalizzazione dell'antifascismo, complici anche gli ex comunisti italiani, Violante in testa guidato dal nostrano Spadaro, ha spinto il nostro eroe interpellare ben cinque Ministeri perché venga tolta la pensione minima a quei recalcitranti scomodi testimoni superstiti.

Dimentico di esser stato preso con le mani nel sacco a farsi timbrare il tesserino al Parlamento mentre stava a Trieste, l'ineffabile punta il dito contro lo Scotti, reo, assieme ad altri "infoibatori" traditori dell'Italia, di percepire una pensione minima dallo Stato italiano e di sfruttare le casse della mutua...

La sfrontatezza di un simile atteggiamento "moralistico" si commenta da se.



COMUNISMO

Caro Scotti,
il Fascismo ha le Sue enormi responsabilità.
In realtà siamo tutti ,italiani,croati e sloveni vittime di un regime, quello comunista,che ha privato della libertà interi popoli e si è reso responsabile della uccisione di milioni di esseri umani.
Questa purtroppo è la triste verità che i comunisti d.o.c. non vogliono riconoscere e che sarebbe la sola a riconciliare italiani,sloveni e croati
QUINDI FACCIA UNO SFORZO E SI TOLGA DI DOSSO I TRUCULENTI PANNI CHE PUZZANO DI SANGUE ED ODIO!
.

?


penso che per la croazia a questo punto sarebbe moltp importante confessare le colpe che ha , afrontare il problema nel modo democratico....C'è stata la guerra ed è normale che ci sono state vittime....ed è meglio che lo faccia infretta, xchè rischia che la destra italiana ,con le menzogne , infanghi e oculti la verità.ma poi pensate sul serio che un italiano medio abbia capito qualcosa da quel film , oltre che i cattivi partigiani ucidevano i poveri fascisti e italiani??????

non direi


Alessandro, no - perchè? Non è fastidioso ricordare quei morti indipendentemente dal resto, e la violenza compiuta contro di loro non ha certo giustificazione. Ma se non si indaga sui numeri reali, se si parla a sproposito, se non si distingue ciò che è necessario distinguere, non si descrive la questione correttamente e si arriva a conclusioni sbagliate (in buona o cattiva fede).
In questo senso, per me, vanno le parole di Scotti, e per questo le ritengo apprezzabili.

La verità


E Sartre disse :" Inferno sono gli Altri"

il foibe


bognia ricordare questo giorno perche hitler ha fato molte stragi inutili es. gli ebrei ma prò perchè non si ricordano altre stragi o reala importanti presempio quelq del comunismo e di staling anche li ci sono stati massacri cruenti e nessuno ssa dei lager russi o della vita nella berlino est e guai a chi disobbediva al regime . era pane e cipolle e zitti con un pasto al mese e non si poteva andarev aovest saltando il muro se no venivi fucilato oppure non potevi disobbedire alle leggi poteva capitare anche che venivi arrestato per niente
e tuto cio non e importante? non bisognia ricordare?

?


E' cosi fastidioso ricordare i morti delle foibe senza dover per forza citare le indubbie persecuzioni subite da Croati e Sloveni a causa del regime fascista? Nessuno mette in dubbio i crimini perpetrati da chi ha aggredito quelle terre ben prima della tragedia delle foibe, ma il 10 febbraio si ricordavano i morti delle foibe come un triste e finora dimenticato episodio della storia italiana.
"Offendere il loro ricordo accomunandoli a chi in quella terra ha portato violenza" e' esattamente quanto si fa quando forzatamente si indicano le persecuzioni fasciste come causa implicita del comportamento dei partigiani titini durante l'occupazione di Trieste.

Dissento

Non sono d'accordo per nulla con il primo commento (la verita e' sempre un'interpretazione...). Le parole di Scotti non offendono nessuno, e non sottintendono che chi celebra il ricordo non sappia niente del resto. Sottolineano, e questo è più che ragionevole, che parlando a caso dei numeri (gonfiandoli) si tende a tirare l'acqua verso un mulino solo; che se si commenta il secondo tempo di un film, ma non si è visto il primo, non si capisce nulla. Sono risposte equilibrate, che se da un lato non concordano con le attuali interpretazioni semplicistiche che vagano nell'aria - vedi cuore nel pozzo - dall'altro non nascondono nulla, è d'altra parte non vedo perchè dovrebbero farlo.
Fossero anche "solo" 100 i morti innocenti, 10.000 quelli costretti a fuggire da una terra che era anche loro, sarebbero comunque troppi, e degni di essere ricordati.
Ma offende il loro ricordo l'accomunarli a chi in quella terra ha portato violenza; è comodo dire che è giusto piangere tutti i morti indistintamente: è comodo e ipocrita.
Sono morti anche molti tedeschi in Italia, li vogliamo considerare "vittime della nostra liberazione"? Mi auguro di no.
Ricercare la verità è il modo giusto per cancellare il silenzio, e 100 o 10.000 che siano infine, gli incolpevoli morti di questo passato siano il monito sempre presente di come la violenza nazionalista possa assurdamente uccidere, e non una fonte di nuovo, inutile rancore.

Tisina

Sono croato - questo sono oggi - e vivo in Italia da quando il mio nome aveva troppa importanza non perché era mio ma perché era un nome Croato... Ho rifiutate e oggi sono qui a vivere con voi. Ho letto gli articoli e i commenti e mi sento male. Quando cominciamo a parlare degli errori fatti da ALCUNI E NON TUTTI - italiani, croati, serbi, bosniaci, ecc.ecc.ecc. - senza nascondere più niente sotto il tapeto? Tutto il resto non serve. Meglio stare in silenzio

lager in italia


ecco, allora cerchiamo di ricordarci di ciò che va ricordato e non solo di ciò che ci fanno ricordare. Un raro esempio lo si trova nel libro di fabio gallucio, "I lager in Italia. La memoria sepolta nei duecento luoghi di deportazione fascisti"
http://www.nonluoghi.info/Libri/ dove potreste scoprire che magari proprio vicino a casa vostra c'è un ex campo di concentramento fascista e manco lo sapevate, talmente è visibile e ricordato!

la verita e' sempre un'interpretazione...

Il signor Scotti dimostra senz'altro di essere una persona molto ben documentata sui fatti di cui parla ma, ahime, anche lui sembra partire dalle sue ostinate opinioni che tenta di suffragare con numeri e cifre. C'e' una macabra ed isterica mania, da parte di tutte le parti in causa, nel voler sfruttare a proprio favore cifre che riguardano innocenti morti senza nessuna ragione. Questo sembra implicitamente fare anche Sotti, che ci tiene a far sapere quanti pochi fossero i morti delle foibe (o gli esuli istro-dalmati) rispetto ai quelli pretesi dalla destra italiana , in un rivoltante ed infinito botta e risposta tra l'una e l'altra parte. Personalmente credo che il giorno della memoria sia stato strumentalizzato sia da persone come quelle tra il pubblico della sala Tripcovich descritto da Scotti, sia da quanti (come Scotti) questo giorno della memoria sotto sotto non l'avrebbero mai voluto vivere e che il 10 febbraio si sono infatti sentiti « profondamente avviliti ».
Ricordare i morti delle foibe non significa denigrare il ricordo delle genti croate e slovene che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale, e d'altra parte e' offensivo pensare che chi celebra il giorno della memoria sia realmente convinto che "tutti gli italiani vittime, solo Croati e Sloveni sono stati i carnefici."

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