Home / aree / Italia / 10 febbraio, il ricordo dalle terre di confine

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Istra je nasa

L'autore dello scritto di cui sopra sicurammente non ha vissuto l'epoca dell'invasione titina dell'Istria, Trieste e il Friuli orientale; se solo avesse conosciuto un partizan titino e visto quello che erano capaci di fare, la sue belleparole sarebbero rimaste nella penna; perchè non avrebbe potuto dimenticare; l'Istria è stata devastata, Trieste è stata devastata, noi abbiamo visto le deportazioni dei militari tedeschi di cui tornavano le sole divise, Capodistria tutta è stata testimone di questo e non può dimenticare. I soldati italiani, sbandati dopo l'otto settembre, braccati da tedeschi a slavi, hanno avuto il sostegno degli abitanti dell'Istria per poter avere abiti civili ed entrare in italia. Non ci piace poi il riferimento a noi come i provocatori, il fascismo non l'abbiamo creato noi e i titini non erano i partigiani italiani dell'Appennino e delle pianure padane; erano un'altra cosa che non ci ha portato la liberazione ma hanno conquistato Trieste e volevano arrivare a Monfalcone; in quano ai dissapori del passato, prima della grande guerra, i croati erani i soldati dell'impero austroungarico e hanno combattuto contro il risorgimento Italiano, come ci ricorda il monumento e l'ossario di S. martino Della Battaglia, dove cinquantamila piemontesi riposano insieme a cinquantamila croati; se poi qualcuno si lamenta che non può acquistare una casa in Istria, siamo noi i primi a non poter tornare nelle case che sono ancora nostre secondo i fogli demaniali dell'Istria; da

italiani, slavi, etc.

Non si riesce ad andare d'accordo fra italiani e slavi; le mentalità sono troppo diverse, ma non da adesso, da sempre; quello che è accaduto durante e dopo la seconda guerra mondiale è la continuazione di odi antichi; i croati non vanno d'accordo con i serbomontenegrini, e l'abbiamo vist ino, nella seconda guerra si sono ammazzati a vicenda, due milioni di morti serbi per mano degli ustascia, decine di migliaia di morti sloveni per mano dei partigiani titini; senza pensare che i soldati del'esercito asburgico erano croati e hanno combattuto contro Vitt. Emanuele II° nelle guerre del risorgimento italiano, come si può vedere a S. Martino della Battaglia dove si trovano gli ossari di quella famosa battaglia con i resti di cinquantamila soldati piemontesi e cinquantamila croati; posto dove è nata la CR.I.; i recenti fatti di Corgnale sono una parola in più per dimostrare di non poter vivere nsieme; se adesso la Croazia ci accoglie benevolmente è perchè facciamo i turisti e portiamo denaro, ma fino a poco tempo fa un italiano che si recava a Capodistria non riusciva a parlare con nessuno, tutti dicevano 'ne razume' e finiva così. Durante la guerra e a guerra finita gli slavi si sono scatenati contro italiani, Istriani e tedeschi e hanno riempito le foibe dell'Istria e del Carso; le deportazioni dei prigionieri tedeschi verso le foibe venivano fatte alla luce del giorno, davanti a tutti, come può testimoniare la cittadina di Capodistria dove esisteva un penitenziario, poi demolito

basta

Basta con le pretese che Istria e Dalmazia e Italiana. Non se ne puo più. Ma che volete un'altra guerra. Erorri ha fatto il fascismo e comunismo.
Sono passati 60 anni, e più che mai in Italia tutti parlano di Istria e Dalmazia. Se voi fate così,che cosa si puo aspetare dai Serbi.
Che prossimi 100 anni scrivono dapertutto Croazia e Serba?
Di quale nazionalismo croato parlate! Se voi siete orgogliosi di essere Italiani, noi siamo orgogliosi di essere Croati. Essere patrioti non significa essere nazionalisti.
Sono stuffa di questi stereotippi. Croati fascisti e nazionalisti. Ragionate prima di scrivere stipidagini! Dite che siete superiori ai slavi per la cultura, dimostratelo!

Vitimi d'Istria

O trovato con pesare il nome dei miei zii Luigi Agapito e Caterina Agapito vitimi diquest'orrore a Pinguente (1943)
Loro figli ( 6) furono a Trieste .
Vi domando qualche informazione di loro o indirizzo di referenza.
Grazie Tante
Arq. Victor Hugo Ponce Agapito
Tel. 0054 / 0261 / 4244674

No foibe , solo una provocazione

Non si ricordano cosi'dette foibe (se veramente esistevano) , ma il 10 febbraio 1947 Istria , Fiume e Zara erano ritornate alla madre patria croata.

Questo giorno si festeggia.

Il vizio non scompare...

Con mio sommo dispiacere, devo trovarmi ancora una volta a leggere un articolo dove si cerca di concedere scusanti solo all'altra parte, perchè chiedere un po' di giustizia per la propria può, anzi deve essere fascismo a tutti i costi. Sig. Usmiani, prima di affermare che AN non sia altro che un fascio littorio ricoperto da un sudario con su scritto "democrazia", la invito a conoscere chi costituisce AN. C'è una minoranza che è più a destra di quanto sarebbe "democratico" supporre, questo è vero e non lo nego. Ma ci sono anche coloro che sono entrati nel partito dopo Fiuggi, coloro che lo conoscono non come figlio diretto e consanguineo dell'MSI ma come suo miglioramento. Coloro che non chiedono di avere un altro che si affacci ad un balcone e che dica loro chi devono combattere perchè lui ha deciso così.
Perchè chiedere un po' di parità di trattamento per dei morti di morte orrenda deve essere fascismo? Me lo dica, perchè? Perchè sono italiani?
Io non chiedo che adesso tutto si inverta e che siano le vittime del nazifascismo a cadere nell'oblio. Chiedo solo di poter deporre ogni 10 febbraio una corona di fiori senza aver bisogno che i carabinieri mandati a difenderci siano più numerosi di noi. Penso che questa sia democrazia.

Fiat lux

Le date hanno un significato: il 1204 fu l'anno in cui una crociata cristiana, partita per liberare la Terrasanta fece sosta prima a Zara e poi a Costantinopoli, devastandole. Il 1424 l'anno in cui i veneziani si presentarono con le loro navi davanti alla città "italiana" di Trogir(libero comune), prendendola con la forza ed insediando
la loro nobiltà arrogante. E così via: Non ho citato l'anno dell'incendio degli oliveti delle isole Incoronate solo perchè non lo ricordo bene.
Ma evidentemente non era dell'illeggittimità della presenza italiana che intendevo parlare. Queste date possono supportare una "Storia" della Dalmazia in funzione antitaliana tanto quanto una diversa serie di date potrebbe dar vita ad una interpretazione opposta. Lo stesso potrebbe valere per gli austriaci, gli ungheresi, gli albanesi e altri.
Se l'Italia non fosse un paese unitario gli stessi romani, veneti e pugliesi potrebbero entrare in rotta di collisione sul tema Dalmazia. E allora mettiamoli tutti sullo stesso piano questi ultimi 3.000 anni di storia e riportiamo tutto all'uguale dignità di ogni cultura e al rispetto dei diritti umani nel presente.

quanti? è importante!

"...stremati dalle foibe..."
per ora si sa di 25 parenti di infoibati decorati da Ciampi.
Ma le domande di riconoscimento quante sono state?
grazie.

per manlio

per cortesia può illuminarmi-in breve- su gli avvenimenti storici a cui
corrispondono le date 1204-1424-1815 ? grazie

No time, no space...

Condivido al 100%. Aggiungo:Se intendessi acquistare qualcosa in Croazia, cosa che non mi interessa affatto perchè la Croazia è un paese asfittico che continua ad autostrangolarsi col suo nazionalismo, potrei e dovrei farlo nel rispetto delle normative stabilite da quello stato che fino a prova contraria è espressione dell'insieme delle comunità che lo costituiscono.
Se qualcuno insiste a dire che quelle terre vanno "riprese" che lo tenti ma senza coinvolgere l'Italia e gli italiani in un tale progetto perchè questi nel loro complesso non alcun bisogno di essere reimbarcati in una nuova "avventura".
Non la faccio lunga, cito solo alcune date, quasi a caso:
1204, 1424, 1797, 1815, 1915, 1920, 1954...
Non prendiamoci in giro, questa storia è durata anche troppo. Ottiene l'unico scopo di rafforzare la paranoia dei nazionalisti croati e in generale delle destre. L'Italia, per ora, è fuori dai Balcani ma il fascismo... ne sta al centro.

10 febbraio

Gentile Usmiani,
l'utilizzo di simboli di destra accanto a rivendicazioni nazionali forse può offuscare la bontà di queste ultime. Ma s'ha da esser chiari: in Italia la sinistra ha ripetuto le bugie di Tito - ereditate poi da sloveni e croati. La Venezia Giulia è una terra che avrebbe dovuto continuare ad essere italiana. Stesso discorso vale per Fiume. Più perplesso sarei sulla Slovenia occidentale.
Ma chi crea problemi non sono gli italiani che reclamano un diritto, bensì i croati, che ostacolano il riacquisto dei beni immobili da parte degli italiani.
Sappiamo dell'aggressione alla Iugoslavia, dei campi di concentramento per sloveni a Gonars, Cighino e S. Lucia d'Isonzo. E ce ne dobbiamo vergognare. Ma dell'occupazione titina di un lembo d'Italia, di cittadini sterminati nelle foibe e di 350.000 che han lasciato le loro case non ci ricordiamo? Di gente che ha sofferto per continuare ad essere italiana?
Accostare la destra italiana di oggi (ovvero An) ad atteggiamenti di tipo fascista - perché è questo il messaggio subliminale dell'articolo - penso sia una fantasia campata per aria.
Se poi il rapporto sulle relazioni Italia-Slovenia non è stato pubblicato, le resistenze saran state anche dall'altra parte.
Distinti Saluti, Suo Gianluca Pasini

a lorenzo

prego!!!!!!!

Grazie

Grazie, grazie, grazie, grazie!!!!

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