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Commenti

Purche' se ne parli

Che se ne parli bene oppure male a questo punto, secondo me, poco importa. Chiarisco. Visto che per 60 anni cio' che e' accaduto in Istria, Dalmazia ed ex Yugoslavia e' stato ampiamente occultato per noti motivi, il fatto che dopo tutto questo tempo ci sia qualcuno che parli di questo argomento non puo' che far piacere nella misura in cui cio' possa portare le persone ad interessarsi al soggetto, ad approfondirlo ed a far in modo che poi ciascuno si faccia un opinione in merito.
Ogni opinione e' poi influenzata dal proprio modo di vedere le cose ma questo e' inevitabile, succede agli studiosi perche' aspettarsi qualcosa di diverso dalla gente comune? non esiste la verita' oggettiva ciascuno si ne crea una propria; destre e sinistre, fascisti e comunisti, repubblicani e monarchici, bianchi e neri...tutti con una verita' di fondo, tutti con delle strumentalizzazioni di comodo, tutti con delle proprie intrpretazioni...tutti con la volonta di presentare la sola e unica verita'; cosa rimane da fare a noi poveri comuni mortali? Infischiarcene oppure cercare di capire. Prendiamo la fiction di Negrin semplicemente per quello che puo' essere; uno strumento di lettura da quale trarre, confrontandolo con altre fonti, la nostra propria personale verita'.

Francesco

Un'occasione sprecata

Mi sembra che l'iniziativa del governo italiano di istituire il giorno della memoria delle foibe sia un'occasione sprecata. Sprecata perche' in luogo di una seria riflessione sui fatti accaduti, e' stata messa su una commemorazione unilaterale, quasi in odore di strumentalizzazione contemporanea, come se dopo 60 anni il panorama politico non fosse radicalmente mutato. Gli Italiani hanno elaborato e riconosciuto il vergognoso passato fascista con l'eccezione delle complesse vicende avvenute in Istria. Senza dubbio i massacri delle foibe furono evento drammatico e che mai piu' dovra' ripetersi, ma commemorarlo senza contestualizzarlo e' perfettamente inutile, anzi, dannoso. Un grazie a OB per la chiarezza dell'articolo.

il dolore della storia

Ancora una volta dopo circa 60 anni la questione delle foibe viene interpretata con insufficienza senza un vero confronto di realta' che rimangono nascoste.
Nessuno mette in evidenza gli errori che hanno commesso gli italiani fascisti e nazisti contro un popolo soggetto a tutte le angherie di dominazione. La verita' dovrebbe essere detta anche se fa molto male ma non si puo' ancora tacere su un fatto cosi importante che costituisce per le nuove generazioni un punto di riferimento per capire i garndi errori dell'uomo.
Se si considera che quella parte del territorio istriano non e' stato mai politicamente italiano ma solo per storia geografica, gli italiani farebbero bene a riconoscere gli errori da loro commessi prima che scoppiassero le reazioni in un momento molto difficile.

E CRIMINI FASCISTI?

Nessuno parla dei crimini fascisti e delle violenze fasciste durante l'occupazione italiana nell'ex Jugoslavia comunista , nessuno parla delle violenze inaudite.

Noi ancora non sappiamo se le foibe veramente esistevano o sono solo una mistificazione della Destra italiana?

Il 10 Febbriao 1947 era un giorno quando gli slavi avevano liberato le terre dell'Istria -Fiume-Zara , ritornate alla madre patria croata.
Gli italiani fascisti hanno scelto il 10 febbraio per "ricordare le foibe" , ma in genere questo giorno l'hanno scelto per provocare gli slavi , per protestare perche' Istria-Fiume e Zara non appartengono piu' all'Italia.

Aprire i cassetti e ricordare tutto

Condivido pienamente questo punto di vista ed esprimo il mio ringraziamento per il lavoro grandioso che svolge la redazione di OB. Mi scuso per la faziosità di alcuni miei recenti interventi, frutto di una certa irritazione. Credo però che vi sia un punto fondamentale che dovrebbe essere approfondito: la contraddizione sempre più radicale tra imperialismo e nazionalismo, questione che è senz'altro all'origine del tanto dolore scatenatosi nel XX° secolo e che continua a prodursi quotidianamente. Se ho inventato e produco la luce, la lavatrice, l'auto e tu la vuoi, paghi e te la vendo. Se voglio regalarti la cultura, la grande e antica civiltà la "democrazia" ma tu preferisci la tua, io mi tengo il mio e tu ti tieni il tuo. Quando questo assioma della convivenza viene negato e la negazione rimossa, si piomba nel buio dell'umoralità.

10 febbraio si pasciano i politici

la volonta' di un superamento di divisione delle etnie espressa nel'articolo non e' molto credibile, in quanto le parti in causa continuano in egual maniera a esporre e prerogare la propia ragione subiettiva.
Bene sarebbe quindi sotterare l'ascia di guerra (in questo caso la penna) per dare inizio ad una vera amicizia. Ma questo puo' solo farlo chi nella propia subietivita' sente di avere la forza della ragione.
Itrige

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