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Commenti

A Nodar Ladaria

Caro signor Ladaria,
Credo che sia stato Lei a oltrepassare i limiti!:)) Noto che, nonostante sia nel novero dei più zelanti georgiani, è comunque fan di Chiladze su Facebook! :) Con i più cordiali saluti

A Nodar Ladaria

Caro Signor Ladaria :)
Credo che sia stato Lei a oltrepassare i limiti! :) Noto che, nonostante sia nel novero dei più zelanti georgiani, è comunque fan di Chiladze su Facebook!!! :) Con i più cordiali saluti

Cara Sofia

Mi permetto di citare le Sue parole: "Non parlo neanche di Chiladze, che pur non essendo "letto da nessuno" e non suscitando "nessun interesse", in quanto appartenente a quella "generazione" tanto contestata da Lei, è stato uno dei candidati al premio Nobel per la letteratura nel 2009, insieme a Umberto Eco".
Sì, è vero, il direttore dell'Istituto della letteratura, un certo Benidze (buon anima) aveva l'ossessione di scrivere ogni anno al Comitato Nobel una lettera di presentazione di Otar Chiladze. Il tentativo regolare, mai considerato seriamente non soltanto dal suddetto Comitato, ma anche dai più zelanti georgiani.
La ringrazio per la piacevole discussione, che purtroppo con questa Sua osservazione ha oltrepassato il limite di buon gusto.

A Nosar Ladaria

Non credo proprio che sia stato acquistato senza aver suscitato interesse. Non parlo neanche di Chiladze, che pur non essendo "letto da nessuno" e non suscitando "nessun interesse", in quanto appartenente a quella "generazione" tanto contestata da Lei, è stato uno dei candidati al premio Nobel per la letteratura nel 2009, insieme a Umberto Eco.
Infine: io non avevo abusato di Shakespeare, per amor di Dio, anzi è stato Lei ad abusare dei lettori georgiani, parlando con tutta questa rigidità in nome di tutti... ed io sono semplicemente una di loro. In tutta sincerità, se avessi letto questo articolo in qualche giornale georgiano, non mi sarei preoccupata nemmeno di commentare, anche perché il lettore georgiano, già senza di me, avrebbe comunque reagito e capito la realtà. Invece l'ho fatto in questa sede, ancora una volta, per spiegare al lettore italiano che questa è la Sua posizione personale e soggettiva,( pur con il massimo rispetto verso tutte le posizioni), e non la posizione di tutti i lettori georgiani. E non credo che lei sia stato nominato come loro portavoce nel mondo. Quello che intendevo l'ho ribadito tante volte e penso che la cosa sia chiara per chi rileggesse questi commenti. Le mando i miei cordiali saluti e Le suggerisco di parlare solo delle Sue idee e non di affermare delle cose con tanta sicurezza. "Sapere di non sapere" - citando Socrate.

A Nodar Ladaria

Caro Signor Ladaria, ancora una volta non corrisponde al vero il fatto che gli scrittori da me citati non sono letti e che non venissero letti, come Lei riferisce. E sopratutto non corrisponde al vero che "sono (ed erano) incapaci a suscitare l'interesse del lettore". Lei può avere la Sua posizione e definire Burchuladze come uno scrittore tra i più talentuosi dell'universo, ma non può parlare degli "altri" come incapaci e non interessanti a nome di tutti i lettori.
Il fatto che gli scrittori fossero sostenuti dallo Stato non era una loro colpa, ma era dovuto all'impostazione del regime: il che, ovviamente, non significa che la loro mentalità fosse sovietica e che quanto scrivevano non avesse e non ha valore. Anche Lei sa benissimo che uno di loro ha passato ben 18 anni nelle prigioni sovietiche e che è sopravissuto miracolosamente al regime che odiava. Ancora: il fatto che dopo la caduta dell'URSS il business dei libri non esistesse e che gli scrittori non venissero ristampati è a mio giudizio fuori luogo perché in quel periodo tutti avevamo problemi molto più pesanti, problemi economici gravissimi. Non esistevano nemmeno le case editrici, avevamo la guerra civile alle spalle, la guerra in Abkhazia e nell'Ossezia del Sud, non c'era nemmeno l'elettricità... Di cosa stiamo parlando???
Il libro da me citato di Dochanashvili, solo nell'ultimo decennio è stato ristampato almeno tre volte, e ora non si trova più neanche una copia.

Quid est veritas?

Cara Sofia, la prego di specificare che cosa esattamente "non corrisponde al vero": che gli scrittori erano sostenuti dallo Stato, o che sono incapaci di suscitare l'interesse. Queste due cose sono indipendenti l'una dall'altra e io ne sono assolutamente consapevole.
Il fatto che i libri non si trovano in librerie non significa con la necessità che siano venduti tutti. Non occorre un gran studio di marketing: il buziness di libri in Georgia è troppo piccolo.
L'URSS è caduta già da 20 anni. Quante ristampe ci sono state durante questo periodo? "The next is silence", - citando il più volte abusato da noi Shakespeare...

Caro Salvatore

La produzione letteraria degli anni sovietici è estremamente interessante per uno scienziato: il fenomeno dell'URSS è da studiare attentamente.
L'altra cosa è questione di valori (non solo artistici). E in questo senso tutto può essere soggetto di rivalutazione (non sempre positiva). Basti ricordare Dino Segre (alias Pitigrilli)...
Proprio ieri ho parlato con uno di scrittori georgiani:
"Perché tutti voi fate tanti errori di ortografia?"
"Perché diffidiamo del linguaggio che è simbolo di quello che non deve ripetersi"...

A Nodar Ladaria

1. Il fatto che Lei definisca gli scrittori del periodo sovietico "sostenuti dallo stato" e sopratutto "non letti", e di conseguenza incapaci di suscitare l'interesse del lettore (per quanto Lei sostenga che non venissero letti neanche allora), non corrisponde al vero! Una persona che legge gli scrittori da lei citati, li conosce abbastanza bene. E quella che invece non legge, ovviamente, non legge nemmeno Morchiladze e probabilmente non ha mai letto nemmeno le fiabe di Andersen (sempre che non gli fossero raccontate dalla nonna prima di andare a dormire). 2. Se noi parliamo dell'interesse economico e non del valore, immagino che la vendita dei libri, per esempio di Federico Moccia, sia certamente maggiore di quella di Umberto Eco (se non si vuole accentuare la tradizione secolare di Shakespeare e Dante). Il che, ovviamente, non implica la valenza maggiore del primo sul secondo 3. Per quanto riguarda il "geniale". Io, in qualità di lettrice, posso definire geniali gli scrittori di altissimo livello (e sicuramente non sono l'unica a farlo). Ma Lei non ha il diritto di parlare a nome di tutti i lettori, in assoluto, definendo quei libri come "non letti". Un'affermazione così rigida e soggettiva richiede un'ulteriore ricerca scientifica e di marketing. Ho richiamato il fatto che non si trovino i libri di Dochanashvili nelle librerie georgiane, sono già venduti tutti e ancora una volta questo dimostra la non fondatezza della sua affermazione. Tutto qui.

Spiegazione

1. L'articolo non riguarda il "panorama della letteratura georgiana del Novecento", ma i fatti e processi più recenti. Si vede che non contiene nessun tentativo di paragone: fatti e processi sono descritti come tali, senza alcun relazione con qualcos'altro.
2. Shakespeare e Dante s'appoggiano su una secolare tradizione letteraria, filologica, culturale. Nonostante tutto la pubblicazione delle loro opere rimane economicamente interessante. Niente di questo è valido per gli scrittori da Lei menzionati: la tradizione si limita da una o due generazioni e la pubblicazione non porta nessun profitto.
3. L'epiteto "geniale" non mi sembra pertinente in questo caso.

sulle valutazioni di Ladaria

Da storico della letteratura, non georgiana purtroppo, mi pare di percepire, nelle considerazioni del Ladaria relative alla produzione degli anni sovietici, una valutazione critica non corretta. Se può esser vero che ci troviamo davanti a un'autentica crisi del "classico", crisi che va ben oltre i confini caucasici, è, d'altro canto vero che non appare scientificamente fondata la liquidazione di quella letteratura definita come "sostenuta dallo stato". Il non richiamare più interesse del pubblico contemporaneo non implica di necessità una svalutazione drastica dei testi. Occorre, semmai, una ricontestualizzazione storica delle opere, condotta con occhio obiettivo, e non sulla base di categorie a oggi poco praticabili.

A Nodar Ladaria

lei sta spiegando un fatto letterario a lettori italiani che purtroppo, salvo irrilevanti eccezioni, non possono avere nessun'idea di questi scrittori geniali per l'assenza di traduzioni. Il rischio è che a questi lettori venga offerta una visione distorta e falsata del panorama novecentesco della letteratura georgiana.

A Nodar Ladaria

Mi sembra che la Sua posizione sia profondamente personale e soggettiva. Nelle librerie georgiane non potrebbe mai trovare neanche un libro di Dochanashvili (mi riferisco a "samoseli pirveli"), appena ristampato, e che ovviamente ci dimostra "lo scarso interesse" verso la sua eredità artistica: stesso discorso per altri scrittori da me citati... Nell'era della globalizzazione e dell'informazione in cui viviamo c'è uno scarso interesse verso il libro, purtroppo, e verso la lettura in generale, ma questo non significa che, ad esempio, Zaza Burchuladze sia più letto di altri, e che la sua letteratura abbia più valore... In questo senso, allora, non sono più letti nemmeno Rustaveli e Dante, e nessuno li leggerebbe se non obbligatoriamente a scuola...Ma questo è un fenomeno che interessa i grandi classici in generale, come sono diventati tutti gli scrittori a cui ho accennato prima. Immagino che in Gran Bretagna sia più letto Harry Potter che Shakespeare, ma ciò non implica affatto un maggior valore del primo sul secondo... Sostenere in maniera rigida che per questi scrittori non ci siano più lettori interessati, per quanto Lei ribadisca che non ci fossero neanche allora, è un'affermazione, mi consenta con il massimo rispetto, a dir poco fuori luogo. E sopratutto non si può esserne così sicuri senza conoscere con precisione le tendenze e le ricerche degli ultimi anni su questo argomento. Ancora un punto: Lei sta spiegando un fatto letterario a lettori italiani che purtroppo, salvo i

A Sofia

Mi viene in mente la risposta data a Chabua Amirejibi dalla casa editrice Gallimard a proposito del suo romanzo "Data Tutashkhia": "Ci sembra interessante, ma bisogna ridurre il testo fino a 120 pagine"... Il romanzo ne conta almeno 800...
Per quanto riguarda altri, ormai è più che evidente: la loro eredità artistica non suscita più nessun interesse tra i lettori. Alcuni sì che sono adorati in certi circoli della società, ma soltanto adorati, non letti...

buttare via tutto dell'epoca sovietica??????????

Sono d'accordo che Morchiladze senza dubbio e' uno dei piu' significativi e talentuosi di tutti gli scrittori contemporanei georgiani, anzi direi della " nuova generazione" come la definisce Ladaria... Ma e' veramente un grande errore, un gravissimo errore di delineare la " prima generazione" di Ladaria - la generazione degli scrittori, "che durante gli anni sovietici non venivano letti, ma sostenuti dallo stato" - fa ridere, e sottolinea una scarsa conoscenza da parte del Signor Ladaria della letteratura georgiana o almeno la sua posizione e' estremamente personale e soggettiva. Perche' anche se c'erano tanti scrittori ovviamente "sovietici" con la mentalita' sovietica ed erano in certi versi servizievoli al governo sovietico per vari mottivi, la medesima generazione ha dato alla letteratura georgiana anche grandi scrittori, scrittori geniali come Guram Dochanashvili, Chabua Amirejibi, Otar Chilradze, Nodar Dumbadze, Jemal Karchkhadze e tanti altri...ogni paese potrebbe vantare di loro e della loro letteratura assolutamente speciale per vari motivi. Sarebbe veramente indispensabile tradurre i loro capolavori e condividerli con i lettori italiani.

Nel fantastico mondo di Aka Morchiladze

complimenti per l'articolo molto chiaro e lineare che mette in evidenza la crescita della cultura letteraria georgiana e il consolidamento di una realtà che dovrebbe guardare al futuro senza dimenticare il passato. Come responsabile di una nuova casa editrice italiana " R & S Argonauti - edizioni mediterranee " (Mediterraneo settentrionale e meridionale ) sarei interessato ad avere maggiori informazioni sugli autori citati nel servizio giornalistico. Contattare la dr.ssa Meri Peikrishvili scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: argonauti2013.eu.med@tiscali.it.

Molto cordialmente Dr Dionigi Carboni.

Nota:
R > ricerca
S> sviluppo
Mediterraneo settentrionale> corrisponde al Mar Nero

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