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La politica del mattone ita eng

Tbilisi

Tbilisi, città vecchia (foto di M.Parolin)

In Georgia è in atto un vero e proprio boom edilizio. La recente crisi economica mondiale, però, ha avuto serie ripercussioni su questo settore, in cui lo stato rimane uno dei maggiori investitori

A partire dal 2005, in Georgia si è verificato un incredibile boom dell'industria l'edilizia. In particolare la capitale Tbilisi e la località turistica di Batumi, sulle coste del Mar Nero, sono state investite da una vera e propria febbre della costruzione, durata fino al 2008, quando la crisi economica che ha colpito i mercati mondiali ha costretto il settore a un brusco rallentamento. Tbilisi, come la maggior parte delle grandi città mondiali, è oggi popolata dagli scheletri degli edifici rimasti incompiuti. L’industria edilizia, però, sembra aver recentemente ricevuto nuova linfa vitale.

Un recente studio realizzato dall'OPIC, una corporazione americana per investimenti esteri, ha dimostrato che tra le capitali dell’Est europeo Tbilisi occupa l’ultimo posto per spazio abitativo pro-capite.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’OPIC, Lawrence Spinelli, la Georgia soffre di un deficit cronico di strutture abitative. In base alle stime di Spinelli, è attualmente in atto nel paese un vero e proprio boom edilizio, anche a causa della dismissione delle abitazioni di epoca sovietica, gradualmente sostituite da nuovi edifici. Tuttavia il settore edilizio non è certo immune dalle conseguenze negative innescate dalla crisi economica mondiale.

Crisi

Il brusco calo riportato dal settore delle costruzioni in Georgia è stato generato dalle stesse ragioni che hanno portato al collasso l’edilizia un po’ ovunque: crisi, diminuzione del reddito, difficoltà di accesso al credito e, di conseguenza, blocco ai progetti di costruzione. Il colpo inferto al settore delle costruzioni ha avuto strascichi anche sui settori derivati, come l’industria di produzione dei materiali edilizi, le attività di importazione di materie prime e una miriade di piccole e medie imprese del settore etc.

La situazione in Georgia è caratterizzata inoltre da un tratto specifico: molte imprese edili hanno creato delle vere e proprie piramidi finanziarie, vendendo appartamenti negli edifici non ancora completati. Il denaro così ottenuto è stato investito in progetti avviati ancora prima di completare gli edifici: molti acquirenti, che hanno pagato l’appartamento in anticipo, si sono ritrovati così senza appartamento e senza denaro.

In cifre 

Nel terzo trimestre del 2009, il settore delle costruzioni ha registrato una crescita del 21% rispetto al secondo trimestre dello stesso anno e dell’88% rispetto al primo; l’aumento registrato in estate ammonta complessivamente a 200 milioni di dollari.

Nel I trimestre il numero di lavoratori impiegati nel settore edilizio era pari a 22.754 persone, mentre nel III trimestre era già passato a 31.391. Inoltre, il salario medio è salito da 350 a 450 dollari al mese.

Nel III trimestre il settore delle costruzioni è tornato ad essere una delle attività maggiormente redditizie in Georgia, insieme alla produzione di beni, alle comunicazioni e ai trasporti. Ben 57, 6 milioni di dollari sono stati investiti nel settore edile nel corso del III trimestre 2009 (4,3 milioni di dollari nel I trimestre e 3,649 nel II).

Molti acquirenti non sanno con certezza se riusciranno mai per ottenere il proprio appartamento, poiché i lavori di costruzione si sono interrotti prima ancora di cominciare realmente: nel migliore dei casi, nel posto dove avrebbero dovuto sorgere le loro case non vi sono che gli scavi per le fondazioni; nel peggiore, la casa non è altro che un appezzamento di terra rimasto vuoto.

Attualmente, la situazione sembra in un vicolo cieco. Lo stato non ha alcuna intenzione di aiutare questi sfortunati acquirenti, sostenendo che avrebbero dovuto tenere in conto i rischi prima di acquistare una casa esistente solo sulla carta. Un altro argomento che lo stato usa per disinteressarsi della vicenda è che il governo non ha nulla a che fare con gli affari intercorsi tra singoli cittadini e società private.

Le società, d’altro canto, non riescono a completare la costruzione degli edifici, perché le banche non concedono più loro crediti e le loro risorse si sono già da tempo volatilizzate.

Nonostante le apparenze, le autorità stanno mettendo in atto una serie di misure finalizzate a stimolare il settore delle costruzioni.

Il programma di ristrutturazione della città vecchia di Tblisi

Il programma consiste sostanzialmente nel fatto che le banche concedono crediti alle imprese edili, che si impegnano a terminare la costruzione degli edifici abitativi. Lo stato compra le nuove abitazioni e le cede ai residenti delle case situate nella città vecchia. Lo stato non chiede alcun compenso per i nuovi appartamenti, ma in cambio riceve stabili di prestigio, ubicati nella zona più antica della città.

Il programma fa parte di un più vasto progetto di stimolo all’economia, e non è finalizzato a ricevere introiti fiscali, ma a migliorare le condizioni di vita di quei cittadini che vivono nelle case più fatiscenti. Il programma costituisce poi un potente stimolo sia per il settore bancario che per quello edilizio.

Alla fine della prima tappa del programma (che si concluderà nel corso di 1-2 anni) riceveranno un nuovo appartamento 320 famiglie, che attualmente vivono negli appartamenti di Tbilisi vecchia.

Questo progetto, comunque, è piuttosto rischioso: per risultare efficace, è necessario infatti un buon coordinamento di diversi settori dell’economia. Inoltre, la riuscita del progetto dipende direttamente dalla capacità finanziaria dello stato: se si pensa che la crisi non può ancora dirsi del tutto terminata, questo aspetto della questione è tutt’altro che secondario.

Progetti statali

Attualmente, in Georgia, uno dei maggiori investitori nel settore delle costruzioni è lo stato. Lo stato georgiano si occupa principalmente di progetti non commerciali: infrastrutture, strade, ponti, ricostruzione dei quartieri storici della città. Allo stato appartengono inoltre diversi edifici, già riconosciuti come patrimonio nazionale georgiano: ad esempio, l’edificio in vetro che ospita il Ministero degli Interni a Tbilisi, progettato dall’architetto italiano Michele De Lucci, che ha ricevuto l’iscrizione all’ordine degli architetti georgiano honoris causa su iniziativa dello stesso presidente Saashkavili.

Probabilmente, l’architetto italiano è stato insignito di tale onore perché ha progettato anche la residenza presidenziale, nonché una grandiosa opera che sta particolarmente a cuore a Saashkavili: il ponte che unisce le rive destra e sinistra del fiume Kura, attualmente in via di completamento.

Stanno inoltre procedendo a pieno ritmo i lavori di ristrutturazione dei quartieri storici di Tbilisi. Sono infatti in via di ristrutturazione intere borgate e vie storiche. Negli ultimi 6-7 anni, anche in diverse città georgiane sono stati avviati lavori di restauro che procedono a tempi di record.

Politica

In Georgia, dove il livello di politicizzazione della vita pubblica è altissimo, praticamente tutto può essere ricondotto a questioni di carattere politico. Le polemiche riguardano soprattutto i progetti infrastrutturali e architettonici che non sembrano costituire una necessità diretta, palese, e quotidiana.

L’opposizione rimprovera alle autorità di sprecare denaro nella costruzione di ponti, nel recupero di facciate e in tutta una serie di iniziative sicuramente importanti, ma che richiedono una gran quantità di denaro, che non scorre certo a fiumi in tempi di crisi.

“Che il governo usi questi soldi per fare qualcosa di più utile”: questa è, in sostanza, la richiesta dell’opposizione, la quale non perde occasione di sottolineare che gran parte di questi progetti vengono finanziati da organismi internazionali e creditori stranieri.

Ma il governo ha già pronta la sua risposta: lo stato non può occuparsi direttamente di affari né fornire direttamente lavoro alle persone, così come non può semplicemente mettersi a distribuire aiuti finanziari. Michail Saashkavili ha più volte affermato che la messa in atto dei lavori di restauro è finalizzata al raggiungimento di due obiettivi principali.

Il primo è rendere Tbilisi un polo di attrazione turistica anche internazionale: ciò non è possibile senza effettuare opportuni interventi di restauro delle opere architettoniche e senza una rete infrastrutturale moderna e ben organizzata.

Il secondo è creare, anche se solo parzialmente, occupazione: alla realizzazione di ciascuno di questi progetti lavorano centinaia, se non migliaia di persone, senza contare gli impiegati nei settori dell’indotto.

Il 30 maggio si svolgeranno le elezioni del sindaco e del consiglio municipale della città di Tbilisi. L’attuale sindaco della città, Ghighi Ugulava, sostenuto dal partito al governo, visita ogni giorno un cantiere diverso contribuendo a rafforzare la sua immagine di manager efficiente e affidabile.

Nel frattempo, i candidati dell’opposizione continuano ad elencare mille diversi modi di impiegare il denaro che oggi viene speso per la ristrutturazione dei ponti e delle bellezze architettoniche della città.

Da una parte e dall’altra, si torna sempre alla politica...

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