Dalmazia - foto Guido Risicato

''La cultura e l'estate'', un libro insolito per conoscere alcune fra le parti più belle della Dalmazia, l'Isola Lunga e l'arcipelago delle Kornati. Dalle vecchie ricerche sul campo del grande filologo e linguista Petar Skok alla viva narrazione contemporanea di Silvio Ferrari

04/06/2007 -  Anonymous User

Di Riccardo Masnata

Non è che ci sia molto da scoprire sulla Dalmazia, francamente. La conosciamo bene oramai. Ogni anno sono più di dieci milioni i turisti che arrivano in Croazia, di cui oltre un milione italiani, e la stragrande maggioranza di questi d'estate si riversa sulla costa. Librerie e agenzie di viaggio traboccano di guide, cataloghi, brochure, prospetti informativi. La maggior parte di queste pubblicazioni sono molto ben fatte e aggiornatissime.

Che bisogno c'è quindi di "invitare" la gente a un viaggio in Dalmazia? Semmai ci sarebbe da scoraggiare qualcuno a farlo, viste le paurose folle agostane di certe zone, che a volte ci impediscono di assaporare appieno la bellezza dei luoghi...

Beh, Silvio Ferrari la pensa diversamente. L'editore genovese De Ferrari (occhio: non sono omonimi) anche. La cosa buffa è che hanno ragione loro. Un "invito" di questo tipo ci sorprende, perchè di fatto mancava, e va raccolto.

Il taglio scelto da "La cultura e l'estate - Invito al viaggio in Dalmazia", ancora caldo di tipografia, è davvero insolito. Cercando in libreria forse lo troverete in mezzo ai "reportage di viaggio", come è capitato a me. Forse fra le "guide turistiche", cosa che magari provocherebbe un sussulto all'autore.

In realtà il posto giusto sarebbe fra i titoli di saggistica, probabilmente. Del resto una significativa parte del libro di Ferrari (scrittore, professore di slavistica alla facoltà di Lingue dell'Università di Genova, traduttore di "Mediterraneo" di Matvejevic e di numerosi altri testi della letteratura balcanica) è rappresentata da un estratto di una vecchia opera di Petar Skok, uno dei maggiori filologi e linguisti slavi, vissuto tra il 1881 e il 1956.

Uhm, un momento. Un libro di saggistica composto per oltre metà da fotografie? Boh...

Insomma, non è tanto facile classificare questo nuovo (non diciamo ennesimo, per favore) libro sulla costa croata, ma poco importa. L'autore probabilmente si è persino divertito a confonderci un po' le idee, contaminando vecchio e nuovo, parole e immagini, ricerca e racconto, dotte analisi e calde sensazioni. Ma alla fine ha centrato l'obiettivo, catturando la nostra attenzione e portandoci in giro per una Dalmazia "piccola" e ancora, fortunatamente, sconosciuta.

Cosa ha fatto insomma Ferrari? E' partito da "Slavismo e romanità sulle isole dell'Adriatico" (Slavizam i Romanizam na jadranskim otocima), un testo di Skok sicuramente non destinato alle masse e scritto tra gli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta. Il filologo pubblicò i risultati di una lunga serie di ricerche "condotte davvero sul campo, anzi in barca" - come scrive Ferrari - sulla toponomastica del litorale costiero e insulare.

Scopo dello studioso era mostrare come nel tratto di costa che va dal Quarnaro alle Bocche di Cattaro i nomi dei luoghi portino inequivocabili segni dell'incrocio tra due grandi civiltà, quella latina e neolatina e quella slava. L'opera tuttavia uscì solo nel 1950, perché nella Croazia occupata dall'Italia il suo messaggio di parità e dignità tra le due culture non era certo apprezzato.

Ferrari recupera dunque una fetta di questo minuzioso lavoro di Skok, la traduce e la inserisce nella prima parte del suo libro. Si tratta degli studi filologici relativi all'Isola Lunga, nell'arcipelago di Zara, e alla contigua Isola Incoronata.

Una noia mortale, una roba per iniziati? No, tranquilli. Queste vecchie pagine hanno naturalmente il loro rigore scientifico, ma parlano di quei luoghi con l'occhio di "un vecchio marinaio, un contadino o un pescatore". Si può fare, insomma.

La seconda parte di "La cultura e l'estate" è un viaggio (estivo) che tocca appunto i luoghi di origine dell'autore, nato a Zara nel 1942. I borghi di Sali, Luka, Božava, Brbinj, Veli Rat sono raccontati in modo leggero ed elegante, ripercorrendo le trasformazioni di un territorio la cui bellezza non gli ha evitato di passare molte stagioni drammatiche ma che è riuscito a mantenere il suo fascino stordente. Dalle antiche fabbriche di pesce alle trattorie, dagli alberghi ai fari, dalle spiagge alle strade sterrate.

L'itinerario, non solo ideale, tra queste località è accompagnato dalle bellissime immagini dei fotografi Antonio Leverone e Guido Risicato, che a loro volta hanno accompagnato Ferrari in un viaggio in barca.

In questa terza e ultima parte del libro, la più ampia per numero di pagine, non aspettatevi paesaggi da cartolina: per quelli ci sono le guide turistiche, appunto. Troverete invece una sequenza magica di scatti per toccare mari, sassi, rive, monumenti, chiese, rocce, case, anche cimiteri e lapidi di una Dalmazia di cui nessuno ci parlerà mai in agenzia di viaggi. Grazie al cielo.

Per scrivere all'autore:r.masnata@gmail.com


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