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Croazia-UE

Gentile Jacopo,

Mi viene di darti del tu perche da quanto capisco siamo colleghi. Lavoro da cinque anni in croazia con l osce e mi occupo esclusivamente di ritorno dei rifugiati a capo dell unita return & integration.
Condivido in parte le tue osservazioni sugli ostacoli al ritorno dei rifugiati serbi (anche se la parte sul diritto alla cittadinanza l hai descritta un po troppo vagamente). Sui tenancy rights sono in gran parte d accordo con te ma si vede che lavori in BiH. Anche a me sarebbe piaciuto che la soluzione adottata in bosnia avesse potuto essere adottata anche in croazia. Il problema e che in BiH la comunita internazionale ha poteri esecutivi che rasentano l autoritario mentre in croazia tali se poteri se tali si possono chiamare sono solo persuasivi. Il nocciolo e qui e comunque ti ricordo che la corte europea dei diritti umani si e gia (purtroppo) espressa a riguardo e a favore della croazia.

Complimenti cmq per l articolo

ugualianza di doveri

Mi riferivo evidentemente a quei crimini di guerra compiuti certamente da qualcuno in quel periodo.
Credo che la Kraijna presenti un problema particolare, di non facile soluzione, ma non per questo da ignorare. Nel momento in cui venivano commesse le note infamie, le atrocità verso gli handicappati ospitati nell'ospedale del paese di Vrlika, i bombardamenti indiscriminati delle città costiere, le tante altre piccole e grandi stragi, quella zona del territorio croato era priva di soggetti in grado di osservare e riferire. Anche durante l'occupazione fascista degli anni '40 erano avvenute stragi di popolazione civile ma in quel caso sarebbe stato possibile individuare responsabili e collaborazionisti. Invece pagò indiscriminatamente la comunità italiana indipendentemente dall'ideologia dei singoli.
Sessan'anni di esilo dovrebbero ripagare chiunque di ogni eventuale crimine.
Dieci anni anni d'esilio dei serbi invece, sono troppi per coloro che non commisero crimini di particolare gravità ma sono niente per i responsabili. Il problema è: chi li denuncia? Si deve lasciare impuniti autori di tali crimini perchè la loro comunità li protegge? Dunque l'omertà etnica paga? Io, per quello che riesco a capire di queste cose, sento questo come inaccettabile.

quel che l'articolo non dice

Manlio, lungi da me un intento di declassare crimini efferati se e quando di tali si parli a criminalita' comune. Quando menziono le campagne di arresti (perche' di vere e proprie campagne trattasi, strategicamente pianificate in primavera, all'inizio quindi di un'eventuale stagione di ritorni), in realta' mi riferisco 1. a fattispecie criminose che non costituiscono crimini di guerra secondo le leggi e le consuetudini di guerra o 2. a imputazioni per crimini di guerra che le procure croate avevano formulato in gran parte senza effettive prove nel periodo immediatamente successivo alla fine del conflitto. Fortunatamente oggi tali casi si concludono prevalentemente con un rilascio immediato o comunque con un'assoluzione per l'imputato. Cio' nonostante (e questo era il mio punto), rimane l'effetto deterrente rappresentato dall'arresto o dalla sua semplice minaccia.

Passeran

Passeran,... perché "Dio è coi croati!", parola del cardinale Kuharic.

Non passa!

Questo articolo, per l'argomento e la modalità in cui è impostato rischia d sollevare un bel polverone.
Personalmente lo ritengo uno dei più brutti tra quelli pubblicati da OB. Condivido la tesi di fondo; il rispetto dei diritti umani, di cittadinanza e delle culture nazionali è di gran lunga più importante del caso Gotovina. Non credo che gli attuali politici croati non ne siano consapevoli, sarebbero dei pazzi a chiedere l'adesione alla UE. Mi sembra che le richiesta del TPY siano semplicemente precondizioni che mirano a questo obiettivo. Ma tutta l'articolazione dell'articolo mi pare francamente provocatoria. Parlare di "crimini minori compiuti nel periodo '91-'95" è pura aberrazione: proprio perchè i serbi della Kraijna SONO cittadini croati, quelli, tra questi, che si sono macchiati di qualche reato vanno perseguiti, in modo legalmente ineccepibile. Su fatti come quelli di Zara, Sebenico, Dubrovnik... Vrlika, uno stato che intenda porre fine alla catena di odii non può accettare prescrizioni.

BRAVO!

Condivido pienamente quanto scritto nell'articolo di Jacopo Giorgi; personalmente credo che ci sia molta ipocrisia (quasi sempre) e molta parzialità (frequentemente) nell'atteggiamento che la comunità internazionale continua ad avere nei confronti di questa parte di Europa....
La cosa che più di tutte mi dispiace, comunque, è il fatto che in questa maniera non si aiuta nessuno a rielaborare intelligentemente il passato e ad utilizzarlo in maniera costruttiva per creare le basi di un presente e un futuro migliori!
Nonostante tutto rimango ottimista e positivo e continuo a cercare di "costruire ponti di dialogo" tra le tante genti che vivono nei Balcani...

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