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Interessante

Jasmina, non credi che tutto quello che hai detto sulla Croazia si possa riferire, pari pari, come in uno specchio, anche alla Serbia? O i simboli cetnici e le magliette col faccione di Mladic di Guca vanno bene? Mi pare che anche a Foca c'è qualcuno che vorrebbe tornare a casa, non solo nella Lika. O la tua è solo retorica di guerra e odio sistematico per il nemico? spero di no

Nodi

L'articolo è interessante e dice cose che in gran parte condivido. Il rischio ustascia comunque esiste e la Croazia, come dice giustamente Jasmina, dovrebbe fare i conti per bene con il proprio passato. E' sintomatico che per dire queste cose sia dovuto intervenire un personaggio come Pavicic mentre tanti comuni croati, che sono perfettamente in grado di scrivere in italiano, su questo argomento preferiscano
astenersi. In Italia il capitalismo domina la politica da molto tempo ma questo non ha impedito alla sinistra italiana di esprimersi pienamente. Questo è il vero problema della Croazia ed è un problema che probabilmente affonda le sue radici nel rapporto particolare con il Vaticano.

realtivizzazione

Diciamo che con un abile e con convinzione di essere onesta dialettica di falsa premessa, inteligentissimo Pavicic relativizza l'istituzionalizazzione dell'ustascismo in Croazia e lo riduce ad un fenomeno "demodè" e di folklore.
Forse in questo vi è anche del vero, forse lui desidera che lo sia. Ma proprio perchè l'Italia, per esempio, non ha mai fatto le sue scelte politiche chiare e definitive ne ha mai avuto un confronto serio con il passato, ora si è arrivati al revisionismo storico di Alemanno. La Croazia NON E' come gli altri paesi europei. La Croazia è uscita da poco dalla guerra e malgrado tutti la vogliono dimenticare, essa c'è. Ci stanno i profughi serbi della Lika a ricordarlo. Della Krajina tutta. E stanno ancora aspettando di tornare alle loro case. Spiacente, davvero, dover leggere che un comportamento fascista si giustifica con gli altri comportamenti fascisti. E che tutto si riduce alla preocupazione dei volta gabbana arricchitisi velocemente. Sarebbe davvero una scorciatoia morale eguagliare la Croazia di oggi con l'Italia di oggi, che il suo processo di democratizzazione, suo malgrado l'ha avuto ed è parte fondante del popolo italiano di sinistra. Malgrado i risultati possano sembrare gli stessi, non lo sono. Ed è giornalista stesso a confermarlo: per lui i simboli ustascia sono equiparabbili alla A dei punker.L' equivalente in Italia, i simboli della svastica lo sarebbero lo stesso? Davvero lo possiamo ridurre solo a questo?

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