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Gli aumenti dei prodotti alimentari nella GD

Lavoro nella GD (Grande Distribuzione) croata da diversi anni e da professionista mi arrabbio molto quando leggo cio' che viene pubblicato nei media nazionali a proposito dell'aumento dei prezzi degli alimenti, che "qualcuno"vorrebbe imputabili ai commercianti, come attivita' speculativa. Va detto chiaramente che la GD in Croazia non ha possibilita' di condizionare le politiche di "cartello" delle industrie agroalimentari nazionali o dei grandi importatori di prodotti stranieri. Questi signori dettano (impongono perentoriamente!) il cosidetto "prezzo minimo consigliato", al di sotto del quale non si puo' andare, pena la mancata consegna della merce o il mancato riconoscimento dello sconto promozionale se si tratta di un prodotto in offerta. Questo impedisce a noi distributori di perseguire la sana competitivita' che il libero mercato dovrebbe invece incentivare. Anche volendo investire parte del proprio margine operativo per preservare il potere di acquisto del consumatore, non ci e' possibile farlo per questa sorta di "protezionismo" che i produttori applicano inderogabilmente. Ci sarebbe da discutere anche su chi favorisce, all'interno della GD questo tipo di politica, che "appiattisce" l'offerta e non consente l'applicazione del necessario dinamismo di mercato. Il discorso si sviluppa in modo opposto all'Italia dove la GD ha sicuramente "un muscolo" piu' forte nelle relazioni con l'industria e, soprattutto in questo momento, lo sta facendo valere per cercare di calmierare

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