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Commenti

Oh Francesco....

Sono molto sorpresa dal tuo post. Mi permetto di ricordarti che nel 74 la Turchia è intervenuta per porre fine a una lunghissima serie di violenze e uccisioni di massa perpetrati dal dicembre 63 ai danni della comunità turco cipriota da parte di attivisti greco ciprioti dell'organizzazione terroristica EOKA ed EOKA-B, con il sostegno della popolazione greco cipriota e del governo. Ricordo anche che nel luglio del 74 il governo greco dei colonnelli effettuò un golpe, con l'accordo dell'allora governo cipriota, con lo scopo di annettere l'isola di Cipro alla Grecia e di eliminare fisicamente la comunità turco-cipriota. Mi sorprende, inoltre, che tu scriva che dal 74 "per i greco-ciprioti è iniziato un lungo calvario". Perchè...? Per i turco-ciprioti no...? Ti ricordo che i greco-ciprioti, nonostante il loro voto negativo al piano Annan, sono almeno riusciti ad entrare nell'Unione Europea. Cipro Nord ne è rimasta esclusa, nonostante il suo voto favorevole. Non solo, è tutt'ora in atto l'embargo che non ha permesso a questa parte dell'isola di reggersi sulle proprie gambe. Infatti il divario economico tra nord e sud è sempre maggiore. Oltretutto i fondi stanziati già dal 2004 in sede del Parlamento Europeo a favore della comunità turco-cipriota sono stati continuamente bloccati dal veto di Grecia e di Cipro Grecia. Che vergogna...

Cipro alla prova dei fatti

(http://frontedelpensiero.blogspot.com/)

To provlima, il problema. Così da 34 anni viene definita la questione di Cipro, da quando nel 1974 aerei da guerra turchi (e non solo) sorvolarono non a scopi turistici l'isoletta all'estremo est del Mediterraneo, occupandone militarmente e abusivamente la parte nord orientale e perpetrando razzìe e violenze inaudite. Da quel momento, a parte promesse elettorali ed appoggi strumentali da parte di questo o di quel Paese, nulla è cambiato, anzi, per i greco-ciprioti è iniziato un lungo calvario socio-culturale culminato con il piano Annan, che nel 2004 proponeva una soluzione per loro svantaggiosissima, ma che la comunità internazionale presentò al mondo come "la migliore che si potesse auspicare". Il "no" al referendum, poi, ha destato l'attenzione dei governanti europei, i quali hanno purtroppo continuato a ragionare in termini economici più che in termini politici, dove per politica si intende il bene del popolo.

L'ottimismo di certi media europei di fronte alla vittoria del leader comunista Christofias merita di essere analizzato attentamente, per non incorrere in oggettive imprecisioni e sottovalutazioni di ogni dettaglio, che in questa storia si intrecciano a dichiarazioni diplomatiche e scelte precise, come una rampicante fa avvinghiandosi sempre di più alla ricerca di un appiglio.Non deve trarre in inganno il curriculum del neo presidente della Repubblica: il fatto che si sia formato a Mosca non deve necessariamente far tra

X Kostas

Effettivamente l'intervento della Turchia un problema l'ha risolto: la sopravvivenza della comunità turco cipriota. E comunque ciò che dici sui superpotenti è vero: effettivamente hanno lanciato il sasso nello stagno e poi hanno nascosto la mano... Leggasi: dopo l'intervento della Turchia, si sono tirati indietro, nonostante fossero preventivamente stati d'accordo (almeno, questo è quanto mi risulta dalla documentazione in mie mani). Che bravi, no...? Chissà cosa c'è sotto... Chissà quali trame e quali interessi... Una cosa è certa: la politica è sporca. A volte molto sporca. Altra cosa che non mi va giù è perchè è stato imposto l'embargo alla popolazione turco cipriota...? Perchè non alla Grecia o alla Turchia? Come al solito sono i più deboli a dover pagare... Detto questo, ti assicuro che capisco il tuo punto di vista e rispetto i tuoi sentimenti. Spero anch'io che il nuovo Presidente voglia e possa, nonostante le mille difficoltà, aprire uno spiraglio per una soluzione che accontenti il più possibile entrambe le parti. E' evidente, comunque, che ci sarà un prezzo da pagare, e cioè che tutti dovranno rinunciare a qualcosa.
Cordialmente
Isabella

speranza

E mi piace "l'arrosimento" di Cipro !!! E un grande passo per l'unione!

un pensiero...

Cara Isabella, come descrivi tu la questione ,l'invasione dell'armata turca e la guerra a ristabilito la giustizia sull'isola !!! Se fosse cosi ,allora perche nessun stato del mondo non ha riconosciuto il pseudostato di Denctas??? (lo ha riconosciuto solo Turchia) Non mi dire che gli USA ,Inglesi e i potenti hanno storicamente piu interessi in piccola Cipro che in Turchia...

Comunità turco cipriota 1974

Mi risulta che prima del 1974 la popolazione turco cipriota contava un terzo della popolaz totale (e non il 12 per cento). Per questo motivo, in base ai trattati internazionali, nel 1960 la Repubblica di Cipro fu fondata con una struttura bi-comunale che prevedeva la partecipazione delle due Comunità nella Presidenza, Consiglio dei Ministri, Parlamento, ordinamenti giudiziari, servizio pubblico, sport, forze armate. Il Presidente e il Vice-Presidente (il primo greco-cip e il secondo truco-cip), secondo la Costituzione, avevano uguali poteri e assunsero il potere esecutivo che veniva esercitato con 7 Ministri della Comunità Greco-Cip e 3 della Comunità Turco-cip, scelti da loro. La Camera era composta da 50 deputati: 35 greco-cip e 15 turco-cip. La Repubblica di Cipro così costituita fu distrutta il 21 dicembre 1963 dal Presidente del tempo, Makarios, che mise in atto l'ormai arci-noto "Piano Akritas" (documento ONU A/33/115, S/12722 del 30/05/78). Il 21/12/63 le forze armate greco-cip iniziarono la "pulizia etnica": centinaia di turco-cip furono uccisi o feriti, 103 villaggi turco-cip furono rasi al suolo e 25.000 turco-cip si ritrovarono "rifugiati" nel loro stesso paese (Doc. ONU S/595 del 10/09/64). Le forze dell'UNIFICYP furono costrette a scortare i civili truco-cip che dovettero spostarsi da una parte all'altra dell'isola. La "linae Manson" o "Linea Verde" fu eretta dalle Forze dell'ONU in quel periodo, e non nel 1974.

Attendiamo la prima mossa....

Una vittoria un po' a sorpresa quella di Christofias (i tre candidati si sono divisi quasi equamente gli elettori) forse determinata dai voti degli Emigranti e dei Giovani. Non ho avuto modo di leggere il suo programma ma spero che si muova presto per precedere qualunque mossa di Ankara, mirata a sfruttare l'effetto Kossovo. Talat ed Ankara lo vedono bene come interlocutore ma vorrei sapere come egli la pensi degli amati Inglesi, quantomai veri responsabili del Kypriako. Papadopoulos aveva proposto (e minacciato) di ridiscutere la giursidizione delle 2 basi militari inglesi, Christofias cosa ne pensa? La pulizia dell'isola dalla GB è il presupposto indispensabile per riprendere il dialogo con i TK (e non con Ankara ovviamente...). P.S.
Mi congratulo con l'OSB per l'apertura della sezione dedicata all Grecia (Mancanza non da poco) e spero che si apra una anche per Cipro.

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