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Sofia come la Chicago degli anni '20 ita

Sofia come la Chicago degli anni '20

Fatik junior

Nel centro di Sofia 20 proiettili raggiungono a morte il controverso businessman Filip Pavlov Naidenov, meglio conosciuto come Fatik Junior, trafficante d'armi e di droghe sintentiche

Filip Pavlov Naidenov detto Fatik junior (40 anni) - il maggior trafficante in armi e droga della Bulgaria, appartenente alla famosa famiglia Fatik, è stato ucciso da due uomini mascherati con oltre 20 proiettili, in una via di Sofia alla luce del giorno il 19 agosto. Lo spettacolare omicidio ha occupato i titoli dei quotidiani del 20 agosto. "Droga nella morte di Fatik Junior" scrive il quotidiano "Troud", sostenendo che una delle versione più accreditate dalla investigazioni della polizia sarebbe il traffico di droghe sintetiche. La polizia cerca una possibile connessione di Fatik col canale recentemente scoperto di traffico di cocaina dalla Bolivia (nel quale sono stati coinvolti tre cittadini bulgari).

"Trafficante d'armi, droghe e oro Fatik - perforato al centro di Sofia", scrive il quotidiano "Novinar", mentre "Standart" titola "E Fatik è morto sparato".

L'agenzia bulgara Mediapool il 19 agosto batte il seguente titolo: "Un mitico trafficante di armi e droga è stato trovato morto".

Il Fatik trovato morto a Sofia è il figlio del noto siriano Ismet Fatik Turkmen Shaban, il quale controllava i canali del Kaptagon (droga sintetica) e delle armi di provenienza degli ex servizi di sicurezza durante il comunismo in Bulgaria attraverso la compagnia statale "Kintex". Prima del 1989, Shaban Fatik era ricercato dalla Interpol e aveva trovato rifugio in Bulgaria con l'assistenza dell'allora regime comunista bulgaro. Fatik il vecchio ha avuto una condanna a morte per attività comuniste in Turchia e giunse in Bulgaria negli anni '70 divenendo un agente strategico dei servizi di sicurezza, del primo e del sesto dipartimento. Nel 1991-1992 Shaban aveva provocato la bancarotta della Banca Commerciale di Yambol trasferendo alla sua compagnia "Sunimex" 50 milioni di dollari, denaro che non ha mai restituito.

Fatik il vecchio è morto nel 1998. Suo figlio Fatik junior ha ereditato i traffici con gli ex servizi di sicurezza comunisti - canali di esportazione per le droghe sintetiche, traffici d'armi, auto rubate. In effetti il più grosso contrabbandiere di armi e droghe, Fatik, ha sempre operato dietro altre compagnie e presta nome.

Fatik junior rimase in prigione per 4 anni dal 1978 a causa di un incidente con una ragazza morta. Lasciò la prigione con un nuovo nome Filip Pavlov Naidenov e secondo fonti del Ministero dell'Interno sarebbe stato già in possesso della nuova patente di collaboratore dei servizi di sicurezza che gli garantiva illimitati diritti.

L'agenzia Mediapool vede una connessione tra Fatik junior e il controverso businessman Iliya Pavlov - presidente della MultiGroup corporation, anch'egli trovato morto ammazzato nel mese di marzo.

I media bulgari citano la dichiarazione del Generale Atans Atanassov - ex capo del controspionaggio, riconoscendo che Fatik junior è come un fratello per Iliya Pavlov. Entrambe le famiglie hanno iniziato gli affari con i soldi del Partito comunista bulgaro e con i servizi speciali. Il Gen. Atanassov presta attenzione a Denis Turkmen - fratellastro del defunto Fatik junior. Denis è stato espulso dalla Bulgaria perché la sua attività rappresentava una minaccia alla sicurezza nazionale. Denis ha poi spostato i suoi affari nella Republika Srpska.

"Viviamo in un paese delle assurdità e sembra che sia uno stato politico. Ci sono spari a Sofia, ma il Ministero dell'Interno vanta i suoi successi. Dopo l'omicidio dimostrativo di ieri, il Ministero dell'Interno ha dichiarato che ci sono reazioni dopo le eccezionali operazioni degli ultimi due mesi condotto contro il traffico di droghe sintetiche e di cocaina". Così commenta il quotidiano "Novinar" del 20 agosto in un articolo dal titolo "Sofia sembra Chicago, ma degli anni '20".

Vedi anche:

- Un proiettile al cuore del più ricco di Bulgaria
- Bulgaria: un'istantanea sulla mafia e la politica
- Crimine e politica in Bulgaria: i 'musi'

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