Il primo ministro bulgaro

All'indomani dell'ingresso, il primo ministro di Sofia traccia una panoramica dei problemi ma anche delle opportunità che l'annessione offre alla comunità continentale. Riprendiamo un'intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire lo scorso 8 gennaio

09/01/2007 -  Mihaela Iordache Sofia

Dal primo gennaio la Bulgaria con la Romania sono entrate a far parte dell'Europa dei Ventisette. A pochi giorni dall'evento il premier bulgaro Sergei Stanishev, che ha traghettato il Paese verso l'ingresso, traccia un primo bilancio.

Signor primo ministro, qual è il significato dell'adesione all'Unione europea per la Bulgaria?
La Bulgaria ritorna nella grande famiglia dei Paesi europei e per noi questo è un incontro tra la nostra storia e il nostro futuro. Il nostro accesso all'Ue soddisfa la logica della restaurazione del continente europeo dopo la caduta del muro di Berlino. Il contributo bulgaro alla stabilizzazione dell'Unione europea è dimostrato nella lettera che Papa Benedetto XVI indirizzò in occasione della nostra festa nazionale il 24 maggio: «Grazie alla loro storia e cultura, i bulgari, la cui eredità cristiana continua a portare frutti, sono invocati a giocare un ruolo importante e dare un impulso spirituale al nostro continente».
L'adesione all'Unione europea significa la separazione definitiva dall'eredità del regime comunista?
Noi vogliamo un'Europa potente e di successo; un obiettivo che saremo capaci di conseguire restando uniti e risolvendo insieme i nostri comuni problemi. Questa è la chiave per la separazione definitiva dall'eredità del nostro passato. I valori europei sono incompatibili con l'idea di regime comunista che è proprio il motivo per cui per 17 anni abbiamo riformato completamente il nostro intero Stato e il sistema sociale. E l'appartenenza all'Ue è realmente un riconoscimento che ci siamo riusciti.
Ma quanto restano gravi i problemi di corruzione e di incidenza della criminalità organizzata in Bulgaria?
Posso assicurarvi che le istituzioni e la società bulgare stanno diventando sempre più intolleranti verso questi fenomeni. Il nostro lavoro è riconosciuto da istituzioni indipendenti internazionali che indicano risultati positivi. Nell'ultimo anno abbiamo visto la ferma tendenza all'aument o della repressione dei crimini e una netta diminuzione delle azioni compiute dal crimine organizzato.
Dal primo gennaio le coste del Mar Nero sono diventate "confine esterno" per l'Ue. Come contribuirà la Bulgaria alla sicurezza delle frontiere?
Come confine esterno per l'Unione europea la Bulgaria sarà responsabile del controllo sul movimento di merci e persone dal Medio Oriente e dalla regione del Mar Nero verso i Paesi dell'Unione. Lungo i nostri confini con la Grecia e la Turchia sono stati aperti nuovi e moderni posti di controllo di frontiera che soddisfano gli stretti requisiti fissati dalla Ue per quanto riguarda la sicurezza medico-veterinaria. La modernizzazione e l'aumento di capacità dei porti bulgari, l'efficace politica riguardo al controllo delle frontiere - in accordo con i requisiti dell'Ue -, rendono la Bulgaria un confine sicuro.
La chiusura degli impianti nucleari III e IV di Kozloduy la preoccupano, soprattutto dal punto di vista della carenza di energia nella regione?
Solo i blocchi III e IV dell'impianto nucleare di Kozloduy sono stati chiusi per compiere il nostro dovere nonostante le perdite economiche. I blocchi V e VI rimarranno invece attivi. La costruzione dell'impianto nucleare di Belene preserverà l'equilibro energetico nella regione che è il nostro scopo principale: la Bulgaria è leader riconosciuta nel mercato energetico nell'Europa sud-orientale ed è nostro interesse preservare questa leadership come garanzia di stabilità e sicurezza della regione.
Quali potrebbero essere le nuove opportunità per gli imprenditori italiani ?
L'Italia è tra i tre più importanti partner commerciali stranieri della Bulgaria (con la Germania e la Grecia) e si classifica quarta tra gli investitori. Introdurre le regole europee in tutti i settori della vita in Bulgaria, insieme all'alta crescita economica, manodopera qualificata e la stabilità che noi forniamo, aiuteranno le compagnie italiane a fare profitti e e ssere più competitive nel mondo. Ci sono grandi opportunità di investire nei settori dell'ingegneria energetica, agricoltura, turismo, banche, assicurazioni, infrastrutture, ambiente e tecnologie.


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