Realismo, cauto ottimismo e disimpegno politico. Il ritratto della classe media in Bulgaria, a cavallo dell'ingresso del paese nell'Unione Europea, sembra fatto di luci ed ombre. Sempre che non abbia ragione chi sostiene che in realtà, nel paese, questa classe sociale ancora non esiste

25/06/2007 -  Francesco Martino Sofia

Un gruppo sociale in espansione, ma ancora relativamente povero, con entrate medie familiari che non superano i 400 euro al mese; più sicuro e ottimista verso il proprio futuro rispetto ad alcuni anni fa, ma ancora incapace di risparmiare e poco propenso a giocare un ruolo attivo nella vita politica del paese.

E'questo il ritratto della classe media in Bulgaria ad alcuni mesi dall'ingresso del paese nell'Unione Europea, così come emerge da una ricerca condotta dall'agenzia di indagini sociologiche "Gallup International", svolta all'interno di un progetto di monitoraggio in collaborazione con l'UNDP, l'agenzia dell'Onu per lo sviluppo, e i cui risultati sono stati presentati a Sofia venerdì 15 giugno.

L'obiettivo principale della ricerca, basata sull'intervista di duemila cittadini bulgari dai 15 ai 70 anni, era quello di portare alla luce strategie economiche e sociali, aspettative e grado di impegno civile e politico della classe media, sottolineando l'influsso dell'ingresso della Bulgaria nell'Ue su queste variabili.

I dati raccolti restituiscono molti spunti di riflessione, alcuni dei quali si prestano a interpretazioni anche molto diverse e distanti. Quello più controverso riguarda l'odierna "consistenza" numerica della classe media nella società bulgara, che secondo i ricercatori della Gallup International rappresenta più di un terzo della popolazione.

Questo dato, basato su livello delle entrate, status sociale, possesso di determinati beni (automobile, cellulare), auto-valutazione e prospettive di sviluppo, a molti sembra piuttosto ottimistico.

"La nostra classe media, è media secondo standard bulgari, piuttosto che europei. E'ancora povera, più che media", è stato il commento di Andrey Ivanov, human development advisor dell'UNDP, intervenuto alla presentazione ufficiale della ricerca.

Le entrate delle famiglie definite come classe media, ad esempio, si aggirano intorno ai 750 leva mensili (375 euro) e, dato particolarmente rilevante, il 44% delle spese di questa fascia sociale è riservato ai prodotti alimentari.

Particolarmente bassa anche la propensione (o piuttosto la possibilità) al risparmio della categoria che, negli ultimi anni, rafforza sempre di più la tendenza a vivere di credito. In media, ogni famiglia bulgara ha un debito verso le banche di 3400 leva, somma tutt'altro che trascurabile, se teniamo conto degli standard economici del paese.

Tutti questi dati, naturalmente, vanno rivisti attraverso il prisma del fenomeno dell'economia grigia, largamente diffuso in Bulgaria, tanto da rappresentare, secondo varie stime, un terzo delle entrate delle famiglie bulgare. Altro dato da tenere presente è poi quello dell'alta percentuale di popolazione in possesso dell'abitazione in cui risiede, anche se, in termini di qualità, queste abitazioni sono spesso lontane dagli standard dei vecchi membri dell'Ue.

Piuttosto eccentrica, rispetto ai modelli occidentali, è anche la composizione sociale della classe media che, in Bulgaria, risulta formata soprattutto da lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, piuttosto che da imprenditori e professionisti, come accade nel resto del continente.

Per gran parte degli analisti sociali, una vera classe media, in Bulgaria, semplicemente non esiste.

"Ci vorranno almeno quindici anni perché possa emergere nel paese una classe media comparabile a quelle europee", ha dichiarato recentemente durante un convegno Rangel Cholakov, presidente della Camera degli Artigiani bulgari.

"La classe media, spina dorsale di ogni economia di mercato, è ancora assente in Bulgaria", ha scritto a gennaio sul settimanale "Banker" Petkan Iliev, esperto e primo assistente della cattedra di economina dell'UNSS (Università per l'Economia Nazionale e Mondiale) di Sofia.

Che rappresenti o meno una classe media "europea", il campione analizzato dalla Gallup International evidenzia altre caratteristiche interessanti, innanzitutto riguardo alla percezione di cambiamento e alle prospettive legate all'ingresso della Bulgaria nell'Ue.

Al momento ben pochi sembrano averne già sentito gli effetti, visto che l'81% degli intervistati della classe media ha dichiarato che, dopo i primi mesi nell'Unione "tutto è come prima".

La classe media, però, risulta mediamente più ottimista, rispetto all'insieme degli intervistati, rispetto alle possibilità di futuro sviluppo del paese in ambito europeo, possibilità che vede legate soprattutto a maggiori investimenti diretti da parte di soggetti stranieri e alla previsione di una maggiore stabilità economica.

Interessante notare che l'ingresso nell'Unione Europea viene considerato positivo più per il paese in generale che non per le ricadute immediate sulla propria vita privata.

Le maggiori preoccupazioni legate all'Ue, riguardano invece la crescita dei prezzi e della pressione fiscale, mentre sembra spaventare molto di meno la maggiore concorrenza proveniente dagli altri paesi membri.

"Il possibile effetto shock dovuto all'ingresso nell'Ue non c'è stato, la classe media bulgara ha avuto aspettative realistiche. Credo che questa ricerca evidenzi un clima migliore di quanto non ci aspettassimo", ha dichiarato durante la presentazione dei risultati Neil Buhne, rappresentante dell'UNDP in Bulgaria.

Una nota dolente, però, arriva dai dati che riguardano la propensione all'impegno civile e politico della classe media bulgara. Questa categoria sociale, in linea con il resto della popolazione, ha scarsa fiducia nelle istituzioni, e va a votare sempre di meno, come dimostrato in modo lampante dalle ultime elezioni europee, che hanno segnato un record negativo con appena il 28% dei cittadini che si sono recati alle urne.

Secondo un'analisi condotta nel 2006 da Boriana Dimitrova, direttrice dell'agenzia di ricerca "Alpha Research" e pubblicata su "Politiki", mensile dell'Open Society Institute, ai primi segni di rafforzamento economico e sociale della classe media in Bulgaria non fa riscontro una stabilizzazione delle sue preferenze in fatto di voto, che rimangono invece altamente mobili e volatili, scivolando spesso verso progetti politici di tipo populistico e protestatario.

Maggiore convinzione viene espressa nella partecipazione civile, che oltre a forme classiche come l'adesione a manifestazioni, iniziative di volontariato e sottoscrizione di firme, sta assumendo anche forme prima inesplorate, come la decisione di portare a giudizio le istituzioni, ad esempio nelle aule del tribunale europeo di Strasburgo, nei casi in cui si ritiene che i propri diritti vengano calpestati.

Altro segnale piuttosto preoccupante è la concentrazione della classe media nei grandi centri e soprattutto a Sofia, mentre i centri minori sembrano definitivamente tagliati fuori dai flussi economici e sociali.

"Negli ultimi quindici anni la Bulgaria ha totalmente fallito nello sviluppo regionale, e lo squilibrio centro-periferia è divenuto molto più profondo", ha detto ad Osservatorio Andrey Ivanov.

"La classe media, oggi priva di progetti politici propri, potrebbe trovarli in questo campo. Per tornare alle urne, questo gruppo sociale deve riscoprire l'utilità e l'influenza del proprio voto. Sono convinto che questo sia possibile molto più facilmente a livello locale, piuttosto che nazionale".


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