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Bulgaria: una tassa sui 'cervelli'

Università di Sofia

Proposta una tassa che ripaghi i Paesi che subiscono la cosiddetta 'fuga di cervelli'. In Bulgaria, il 65% dei laureati degli ultimi dieci anni è emigrato.

"I Paesi europei che si avvantaggiano di intellettuali e personale altamente specializzato che emigra dai Balcani dovrebbero pagare una tassa ai Paesi che hanno investito sulla loro educazione e formazione", lo ha dichiarato Michael Daxner, consulente presso il Ministero per l'educazione, la scienza e la tecnologia del Governo provvisorio del Kossovo, intervenuto a Sofia ad una conferenza sulla cosiddetta 'fuga di cervelli'.
Secondo il quotidiano 'Dnevnik', l'idea è stata appoggiata dalla gran parte degli esperti presenti in sala, provenienti dall'intera area balcanica. L'emigrazione di forza lavoro specializzata è un problema che accomuna la gran parte dei Paesi dell'area il cui sistema scolastico, pur decisamente indebolito dagli ultimi dieci anni di 'transizione', è di buon livello. E' poi il mercato del lavoro locale che non offre quelle garanzie che molti ricercano quindi all'estero.
Igor Damianov - vice-Ministro per l'educazione del Governo bulgaro - ha sottolineato che la questione della 'fuga di cervelli' non è un problema che riguarda solo i Paesi in transizione ma anche molti Paesi occidentali.
Alcuni dati danno una chiara immagine di quanto grave sia la situazione. Secondo statistiche distribuite durante la conferenza, in Bulgaria vi sarebbe un unico professore universitario che rientra nella fascia d'età tra i 35 ed i 39 anni. La maggior parte dei professori invece, circa 1013, hanno più di 65 anni. A fronte di una classe insegnante sempre più anziana, sarebbero invece raddoppiati gli studenti, passati dagli 188.000 del 1990-1991 ai 247.000 del 2001-2002.
In un Rapporto della Banca mondiale si stima che 300.000 bulgari altamente specializzati avrebbero lasciato il Paese nell'ultimo decennio. Cifra che corrisponde al 65% dei laureati in quel periodo. Ed il Ministro per l'educazione bulgaro, pur non fornendo dati ufficiali, ha affermato che il fenomeno è in continuo aumento.

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