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Un presidente.....

Un presidente davvero "chiamato desiderio", parafrasando il titolo di un film!
Quanti "al voto" ci sono stati, tanto per non cambiare niente, e "niente di buono
in Bosnia fintantoché Dzelaludin comanda. Oggi Dzelaludini, domani chissà forse anche uno peggiore" (Racconti di Bosnia del premio Nobel jugoslavo, Ivo Andric).
Si fà ritirare la firma a Izetbegovic dal Piano Cutllero, un accordo che in linea generale andava bene a tutte e tre le nazionalità della B ed E. Si bombardano i serbi di Bosnia. Si impone l'Accordo di Dayton che non ha soddisfatto nemmeno i musulmani, figuriamoci i serbi! Ed ora si pretende di vivere insieme sotto un presidente, che andrebbe bene all'impiegato USA, il Solana, forse!
Tanto per ricordarvi, non era forse Silajdzic il delfino di Izetbegovic, che andava a farsi "bello" oltre oceano.
E Dodik, non è quello che "danzava sulla musica" della Comunità internazionale, e che direttamente o indirettamente fece andare la Plavsic e Krajisnik all'Aia?!

Gatopardismo o cambiamento?

Le elezioni dell'ultimo fine settimana nella BiH hanno portato alcuna speranza di cambiamento -per la prima volta, nessuno dei tre tradizionali partiti nazionalisti (SDS, SDA, HDZ) avrà un suo rappresentante nella presidenza collettiva-, ma gli attori continuano a essere gli stessi. Sia Haris Silajdzic che Milorad Dodik non sono uomini nuovi nella politica bosniaca. Magari la situazione sia diversa nel caso di Zeljko Komsic e i croatobosniaci. Silajdzic è un uomo di potere e Dodik sembra di voler continuare la vecchia politica separatista dell'SDS e degli altri partiti nazionalisti serbobosniaci. Komsic e' la vera incognita in questi giorni e porta forse la vera speranza di una BiH multietnica... Zeljko riuscirà a portare avanti questo "desiderio"?

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